Rocca di Papa (IPA: Dizionario di ortografia e pronunzia (RAI): - - , chiamata semplicemente A Rocca in molti dialetti dei Castelli Romani) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio, parte della Comunità montana Castelli Romani e Prenestini e sede del Parco regionale dei Castelli Romani.
Geografia fisica Territorio
Il territorio comunale di Rocca di Papa, con una superficie di , è il terzo dei Castelli Romani per estensione, preceduto solo da Velletri () e Lanuvio (). Si trova in un'area soggetta anticamente (tra i ed i anni fa circa)Parco regionale dei Castelli Romani, L'ambiente naturale del Parco regionale dei Castelli Romani, pp. 3-8. all'attività vulcanica del Vulcano Laziale. La composizione del suolo è dunque in massima parte di materiale di origine vulcanica, con prevalenza del tufo, e di pietre caratteristiche della zona dei Colli Albani come il peperino e la pietra sperone del Tuscolo.
Secondo la Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia la maggior parte del territorio comunale, come le pendici di Monte Cavo ed alcune montagne minori, sono formate da "lapilli, scorielle, areniti pirosseniche" ed altro "materiale piroclastico incoerente o poco coerente", mentre la parte rocchigiana della Valle Latina è formata da "scorie grossolane" ed "agglomerati lavici con banchi alterni di lava ricementati" (ovvero la summenzionata pietra sperone). Il suolo di tipo si è inframezzato in alcuni punti (come sulla sommità del Maschio delle Faete) da "lava in ammassi" e, nel caso specifico del Maschio, da leucite nefelinica.
I Campi d'Annibale sono invece formati da "lapilli e tufi pedogenizzati [...] nelle depressioni interne del recinto Artemisio-Tuscolano" e sono dunque un "riempimento da prodotti piroclastici". Monte Cavo è stato il principale cono vulcanico del Vulcano Laziale nella cosiddetta "seconda fase" della sua esistenza (all'incirca tra i ed i anni fa):Parco regionale dei Castelli Romani, L'ambiente naturale del Parco regionale dei Castelli Romani, p. 7. in questo periodo si sono formate alcune tra le montagne più alte del territorio rocchigiano (come Colle Jano). La classificazione di queste zone è descritta come "lave leucitiche di Rocca di Papa" e, per l'area della località Pentima Stalla, "lecutite con olivina". La sponda orientale del lago Albano è classificata, infine, come zona di "manifestazioni eruttive finali" formate da "brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocratici, ultrafemici, pirosseniti biotitiche, più xenoliti di lave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione", che in una parola indica il peperino.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Orografia
La maggior parte delle montagne attualmente esistenti nel territorio rocchigiano, le più alte del quadrante meridionale della provincia di Roma, si sono formate a cavallo tra la "prima" e la "seconda fase" dell'esistenza del Vulcano Laziale, ovvero dopo il collasso del cratere principale avvenuto anni fa in coincidenza del periodo di attività del cratere vulcanico minore di Monte Cavo, attività questa conclusasi anni fa.
La montagna più alta del territorio è il Maschio delle Faete (),Istituto Geografico Militare, Carta d'Italia, foglio 150 (Velletri II SO), rilievo 1873, aggiornamento 1931 (IIIa edizione). cima principale della catena dei monti delle Faete, ciò che rimane della parete orientale del grande cratere del vulcano. Seguono nell'ordine Monte Cavo () e Colle Jano (), mentre superano i una decina di altre alture, tra le quali l'altopiano dei Pratoni del Vivaro.
L'altitudine diminuisce in prossimità del lago Albano, dove il convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo si colloca a . Il punto più basso del comune è Valle Vergine, posta a a nord-ovest del centro abitato. Per quanto riguarda il centro abitato, il punto più alto, corrispondente all'ex fortezza pontificia, è a mentre nell'altopiano Campi d'Annibale, alcune zone raggiungono gli . Il punto più basso a è in prossimità dell'arrivo della dismessa funicolare per Valle Oscura. In mezzo si trovano il cimitero comunale (), piazza della Repubblica (), il santuario dei Santa Maria del Tufo () e la parrocchiale di Santa Maria Assunta ().
Idrografia
Nel territorio rocchigiano affiorano diverse sorgenti d'acqua: in località Malaffitto, presso il convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo, e Fontan Tempesta, dove le sorgenti ricadono in maggior parte rispettivamente nei comuni di Ariccia e Nemi, dal monte Sarapullero e nelle località Domatore, Colle dei Morti e Pratoni del Vivaro ai confini orientali con Rocca Priora e Lariano. Alle falde acquifere di Monte Cavo sono riconducibili le acque affioranti nei territori di Grottaferrata e Marino attraverso i due corsi d'acqua a carattere torrentizio rispettivamente della marana dell'Acqua Marciana e del fosso della Patatona, che si vanno a scaricare in altri fossi presso la zona urbanistica di Morena in comune di Roma, da dove vengono poi convogliati al Tevere poco oltre la Magliana.
Nel tratto del fosso della Patatona prospiciente il cementificio dismesso di via vecchia di Grottaferrata nel territorio rocchigiano, durante i periodi di piena l'acqua bagna mediamente l'80% della superficie dell'alveo per una profondità media di .Paolo Formichetti, Laura Mancini, Nunzia Rossi, Le acque del Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani, rapporto ISTISAN 07/8, p. 13. L'analisi è stata condotta dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Parco regionale dei Castelli Romani. Il fondale è formato in maggior parte da ciottoli e vi si riscontra una discreta quantità di periphyton.
Clima
Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, in estate Rocca di Papa gode nel complesso di un clima mite: a luglio, che è il mese più caldo, la temperatura massima media è di 24,7°, sensibilmente più bassa rispetto ai 31,5° di Roma, e l'escursione termica giornaliera è di circa 8°. Nella stagione invernale il clima di Rocca di Papa permette diverse precipitazioni nevose, a volte anche di relativa intensità, come nel 2003, e più di recente nel 2010, 2012 e a fine febbraio 2018.
Classificazione climatica: E (14 ore di accensione giornaliera massima degli impianti di riscaldamento dal 15 ottobre al 15 aprile).
Origini del nome La prima menzione del toponimo attuale del paese - in lingua latina Roccam de Papa - risale al 1181, durante il pontificato di papa Lucio III, il quale rivendicava la sovranità pontificia sul castello..
Il toponimo "Rocca di Papa" lascerebbe supporre che la fortificazione medioevale attorno a cui si sviluppò l'abitato abbia avuto a che fare direttamente almeno con un papa. Carlo Bartolomeo PiazzaCarlo Bartolomeo Piazza, La gerarchia cardinalizia, p. 277. ipotizza che la rocca sia stata fondata da un Papa, mentre Athanasius KircherAthanasius Kircher, Latii tum Veteris tum Novi Descriptio, libro II, parte I, capo III, p. 38. è del parere che il toponimo derivi "a captivitate cuiusdam Pontificis", dalla prigionia di qualche papa nella rocca. Gaetano Moroni invece ipotizza come probabile l'ipotesi che papa Celestino III, mentre i cittadini romani distruggevano Tusculum, concesse sicuro rifugio ai tuscolani presso questa rocca.. Il Moroni ricorda pure che è opinione di alcuni che il paese si chiami così perché la Fortezza Pontificia fu restaurata sotto il pontificato di papa Paolo III. Sempre il Moroni ipotizza che "Papa" altro non sia che la corruzione italiana del latino "Fabia" (attraverso le storpiature "Fapia" e "Papia"): difatti Gaio Plinio Secondo nella Naturalis historia menziona, fra le popolazioni del Lazio sue contemporanee, anche i "Fabienses in monte Albano".
Storia
Età antica Secondo alcuni studiosi,.. l'antica Alba Longa, leggendaria capitale latina fondata da Ascanio figlio di Enea, sarebbe stata collocata lungo il versante orientale del Lago Albano, in territorio di Rocca di Papa, proprio ai piedi di Monte Cavo. Tale ipotesi sarebbe confermata, secondo lo studioso locale Girolamo Torquati, dalla presenza in località Prato della Corte, ai confini col Comune di Marino, del Locus Ferentinus, luogo d'adunanza della Lega Latina identificato col foro di Alba Longa.
Sicuramente, sulla sommità dell'attuale monte Cavo, allora denominato Mons Albanus, sorgeva il tempio di Iuppiter Latialis, Giove Laziale, che era il santuario confederale della Lega Latina, nonché uno dei più importanti del Latium vetus: al santuario terminavano, in età romana, le ovationes, cioè le versioni minori dei trionfi, che si snodavano lungo la via Sacra. Inoltre, alle pendici meridionali di Monte Cavo, sorgeva probabilmente l'abitato latino di Cabum.
Durante la seconda guerra punica, il condottiero cartaginese Annibale marciò su Roma, accampandosi a meno di venti miglia dall'Urbe, in una località ai piedi di monte Cavo, denominata ancora oggi Campi d'Annibale. Da questa postazione, Annibale assediò anche la vicina Tusculum, senza però riuscire ad espugnare la cittadella latina. La vicenda, non del tutto chiara (si ritiene infatti che il nome "Campi d'Annibale" derivi dalla famiglia degli Annibaldi proprietaria del feudo e non già dal nome del condottiero cartaginense) fu ampiamente descritta da Antonio Nibby in una sua opera del 1819.
Il Medioevo Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, il territorio rocchigiano diventò probabilmente una proprietà della Chiesa cattolica, come la maggior parte dei territori circostanti, che furono organizzati tra l'VIII ed il IX secolo in "patrimonia" e "massae". In seguito, a partire dal X secolo, l'intera area dei Colli Albani e dei Monti Prenestini entrò nell'orbita della potente famiglia baronale romana dei Conti di Tuscolo: questa famiglia, che aveva la propria roccaforte nella vicina Tusculum, esercitò il proprio strapotere su Roma tra il 999 ed il 1179 attraverso il fenomeno noto come "papato di famiglia". Ad ogni modo, è probabile che siano stati essi i primi a fortificare la nascente Rocca di Papa, come già fecero anche a MarinoMara Montagnani, Il Palazzo Colonna di Marino, in Castelli Romani anno XL nº 2, pp. 43-44. e Nemi...
La prima menzione del paese risale al 1181. (o secondo altri al 1183), durante il pontificato di papa Lucio III, quando il Papa occupò militarmente il castello togliendolo alla proprietà del Comune di Roma (cui era pervenuto per vie misteriose) ed incamerandolo ai beni della Camera Apostolica. Nel Chronicon Sublacense, la cronaca anonima del monastero benedettino del Sacro Speco di Subiaco, Rocca di Papa viene nuovamente citata nel 1090: nel passo si parla di un matrimonio tra le due figlie di Agapito dei Conti di Tuscolo e due esponenti della nuova nobiltà romana di estrazione borghese, Oddone Frangipane ed Annibaldo Annibaldi. Come dote, una figlia portò ai Frangipane i feudi di Marino, Rocca di Papa e Monte Compatri, l'altra invece diede agli Annibaldi i feudi di Rocca Priora, Monte Porzio Catone e Molara..Giuseppe Ciaffei, Profilo storico di Monte Compatri, p. 31.. A tutti gli effetti comunque questa informazione potrebbe essere falsa ed il passo del Chronicon interpolato successivamente, almeno secondo l'illustre opinione dello storico Giuseppe Tomassetti, allo scopo di dare una validità legale a un'occupazione indebita dei predetti feudi eseguita manu militari dai Frangipane e dagli Annibaldi dopo la decadenza dei Conti di Tuscolo e la distruzione della loro roccaforte (1191)..