Lacacia ad ombrello (Vachellia tortilis (Forssk.) Galasso & Banfi, 2008) è una pianta a portamento arboreo della famiglia delle Fabaceae, che cresce nelle savane africane e nelle zone aride del Medio Oriente.
Deve il suo nome comune alla caratteristica chioma appiattita a forma di ombrello.
Descrizione In condizioni di estrema aridità si sviluppa in forma di arbusto alto 1-1,5 m, mentre in condizioni ottimali assume portamento arboreo raggiungendo l'altezza media di 15–18 m, con esemplari che possono superare i 20 m.
Il tronco è nudo, contorto e sormontato da una chioma rada e appiattita, per l'appunto a forma di ombrello. Le foglie, pinnate e lunghe circa 2,5 cm, sono composte da 4 a 10 paia di pinne aventi sino a 15 coppie di foglioline ciascuna. I fiori sono piccoli e bianchi, molto profumati. I semi sono chiusi in un baccello piatto e avvolti da una polpa carnosa e profumata.
Le radici sono disposte in una fitta rete che si spinge molto in profondità e sono dotate di noduli radicali che ospitano batteri azotofissatori del genere Rhizobium, capaci di estrarre l'azoto atmosferico, sopperendo così alla carenza di azoto dei suoli aridi.
Distribuzione e habitat È nota per essere resistente a condizioni estreme di siccità e alcalinità. Cresce su terreni sia sabbiosi che rocciosi ed è una specie tipica della savana e dei territori aridi. È diffusa ampiamente in Africa – dal Sudafrica all'Africa orientale e a nord dal Maghreb all'Egitto – e in Asia minore, da Israele alla Penisola Arabica. È coltivata per ricavarne legname in India e Pakistan.
Ecologia V. tortilis occupa un posto importante nell'equilibrio della savana e ha una fitta rete di relazioni con il mondo animale.
Con il suo grande ombrello costituisce uno dei pochi punti di ombra, offrendo riparo nelle ore più calde a numerose specie di erbivori. Molte di esse traggono nutrimento dalle foglie e dai fiori della pianta: dalla antilope dik-dik, che riesce a brucare i rami più bassi, alle specie di maggiore taglia come la gazzella di Thomson, l'impala, l'eland, il gerenuk e il rinoceronte nero, cui sono riservati i rami più alti. Le giraffe con il loro lungo collo e gli elefanti con la loro proboscide possono arrivare senza difficoltà alle foglie degli esemplari sopra i 3 metri. Tutte queste specie depositano i loro escrementi ai piedi dell'albero, concimando il suolo; giraffe ed elefanti inoltre contribuiscono con i loro spostamenti alla propagazione a distanza dei semi (disseminazione zoocora).
All'interno della folta chioma nidificano numerose specie di uccelli sia di grossa taglia, come la gru coronata, il serpentario, l'astore cantante e l'aquila rapace, che di dimensioni più piccole come la ghiandaia marina, le averle e le nettarine. Caratteristica la presenza di colonie di uccelli tessitori, che appendono i loro nidi all'estremità dei rami.
Non è raro infine che sui grossi rami di V. tortilis trovi rifugio il leopardo che è solito depositarvi le sue prede per metterle al riparo da leoni, sciacalli e iene.
Tassonomia Sono state descritte le seguenti sottospecie:
Vachellia tortilis subsp. tortilis Vachellia tortilis subsp. campoptila (Schweinf.) Ragup., Seigler, Ebinger & Maslin Vachellia tortilis subsp. heteracantha (Burch.) Kyal. & Boatwr. Vachellia tortilis subsp. raddiana (Savi) Kyal. & Boatwr. Vachellia tortilis subsp. spirocarpa (Hochst. ex A.Rich.) Kyal. & Boatwr.
Note
Bibliografia
Voci correlate Albero del Ténéré
Altri progetti
Collegamenti esterni GRIN Database Acacia tortilis Hayne IPNI Database Acacia, compromessi sotto l'ombrello MSN Encarta Acacia tortilis www.fao.org Acacia tortilis (Forsk.) Hayne Purdue University
Categoria:Caesalpinioideae Categoria:Taxa descritti nel 2008