La svastica è un antico simbolo religioso originario delle culture dell'Eurasia, specialmente, ma non esclusivamente, quelle di matrice indoeuropea. Rimane un simbolo largamente utilizzato nelle religioni dell'India e della Cina, nonché nello sciamanesimo della Mongolia e della Siberia, e in vari nuovi movimenti religiosi. Il termine italiano ha origine direttamente dal sostantivo maschile in lingua sanscrita swastika (devanagari: स्वास्तिक), che, tra gli altri significati, indica, appunto, in quella lingua, il disegno di una croce greca con i bracci piegati ad angolo retto. La svastica è presente in Africa, nelle tradizioni ancestrali dell'Etiopia e del Ghana tra i popoli Akan.

Come simbolo, generalmente indicante il divino, la trascendenza e l'augurio di prosperità, fu utilizzato da molte culture fin dal Neolitico. La svastica venne altresì riproposta dai seguaci della teosofia alla fine del XIX secolo come parte del suo emblema. La sua odierna notorietà è legata alla sua adozione durante il primo dopoguerra da parte del Partito Nazionalsocialista Tedesco, successivamente apposta sulla bandiera della Germania nazista. Dopo la seconda guerra mondiale e l'utilizzo che ne fece il nazionalsocialismo tedesco, il suo uso in Occidente è stato abbandonato, deprecato o divenuto oggetto di controversie.

Un articolo su Il Corriere dell'UNESCO del 1996 riconosce la svastica quale simbolo rappresentante l'emanazione della realtà divinamente ordinata dal Dio supremo.. Il 20 febbraio 2008, a coronamento di un solenne incontro a Gerusalemme, il Gran Rabbinato d'Israele (massimo organo dell'ebraismo) e la Hindu Dharma Acharya Sabha (massimo organo dell'induismo, costituito nel 2003) siglarono una dichiarazione comune in cui riconobbero le similarità tra le due tradizioni, innanzitutto la comune fede in un essere supremo sia nel suo aspetto immanifesto che nel suo aspetto manifesto, e al punto 7 diedero atto che la svastica è un antico simbolo religioso il cui utilizzo da parte del nazionalsocialismo tedesco fu assolutamente improprio.

In preparazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020, essendo la svastica molto usata in Giappone nei templi buddisti e sulle mappe per indicare l'ubicazione degli stessi, gli organizzatori dell'evento, preoccupati per eventuali turbamenti che il simbolo avrebbe potuto suscitare in visitatori occidentali, indissero una consultazione pubblica per determinare se sostituire il simbolo su mappe e guide turistiche; la decisione del popolo giapponese fu che la svastica dovesse essere mantenuta, proprio per la sua valenza tradizionale religiosa.

Etimologia, significato e attestazioni nella storia

La parola italiana svastica deriva dalla resa del termine maschile sanscrito swastika (devanagari: स्वास्तिक), attestato nella lingua italiana a partire dal 1897. Il termine "svastica" viene indicato in italiano, per malinteso consolidato, come sostantivo di genere femminile. Il termine sanscrito swastika deriva da swastí (sostantivo neutro significante "benessere", "successo", "prosperità") a sua volta composto dal prefisso su- ("buono", "bene"; linguisticamente affine al greco ευ-, eu- con lo stesso significato) e da asti (coniugazione della radice verbale as, "essere"). Il suffisso -ka forma un diminutivo, per cui swastika è traducibile letteralmente come "è il bene" o "ben-essere".

In sanscrito tale termine possiede numerosi significati indicando, tra gli altri, un "bardo che dà il benvenuto", "un incrocio di quattro strade", "l'incrociare le mani o le braccia sul petto", "un bendaggio a forma di croce", il "gallo", "un oggetto prezioso a forma di corona triangolare" ma, soprattutto, nel significato di "oggetto propizio" o il disegno/simbolo di una croce greca con i bracci piegati ad angoli retti.

Simbolismo polare

L'esoterista René Guénon e altri studiosi come Julius Evola ritenevano la svastica uno dei simboli più diretti della Tradizione primordiale,Altri simboli erano ritenuti il cerchio, l'ascia, il cigno ecc. () cioè di quella sapienza ancestrale di origine divina, che sarebbe stata elargita all'umanità nei suoi albori in un tempo antichissimo corrispondente alla mitica età dell'oro, e in un luogo altrettanto mitico identificato con un continente nordico chiamato Iperborea,, Guenon su Iperborea, pp. 22-27. situato nell'artico polare, sede di una civiltà superiore.

Questa Tradizione immateriale nel corso della storia si sarebbe progressivamente corrotta, adattandosi alle varie condizioni storiche e geografiche dell'evoluzione umana, ma mantenendo un'impronta di sè nelle correnti spirituali, religiose e folcloriche dei popoli più disparati, come dimostrerebbe appunto la svastica, universalmente presente in tutte le culture antiche.René Guénon, Simboli del centro e del mondo, "La lettera G e lo swastika", in Simboli della scienza sacra, § 17, Parigi, Gallimard, 1962, trad. it. di Francesco Zambon, Milano, Adelphi, 1975, pp. 36-38.

Secondo René Guénon, in particolare, la svastica rappresenta le stelle fisse che ruotano attorno al polo nord celeste, e solo secondariamente il Sole quale funzione riflessa del polo; essa rappresenta il moto di rotazione intorno a un centro o asse immobile (Axis Mundi), ossia l'immutabilità della Tradizione rispetto al divenire storico.. Guénon sostiene che la svastica sia disegnata dalla rotazione delle sette stelle dell'Orsa Minore (o Piccolo Carro) e del Grande Carro (od Orsa Maggiore) intorno al polo nord celeste, determinando i quattro punti cardinali e le quattro stagioni.. Come tale è simbolo della vita, del ruolo vivificante del principio supremo dell'universo, il Dio del Cielo, in relazione all'ordine del mondo; rappresenta l'attività (il Verbo greco, l'Oṃ indù) del principio dell'universo nella formazione del mondo, il centro eterno dell'universo che si dispiega temporalmente, l'"Attività del Cielo" del Taiyi (太一, "Grande Uno") della tradizione cinese..

Anche l'archeologo russo Gennady Zdanovich, studioso delle più antiche attestazioni del simbolo presso la cultura di Sintashta, identifica la svastica come simbolo di emulazione dell'universo, e specificamente della rotazione delle costellazioni intorno al polo nord celeste, le sette stelle dell'Orsa Minore e del Grande Carro.. Secondo lo studioso Reza Assasi, la svastica rappresenta invece il polo nord eclittico vicino a ζ Draconis, considerando la costellazione del Dragone come uno dei due raggi del simbolo, e al contempo rappresenta anche il polo nord celeste; è il supremo Zurvan (il "Tempo"), che genera Ahura Mazdā ("Signore della Sapienza") e Angra Mainyu ("Spirito della Distruzione"), e Mitra a mediare tra i due, nell'antica teologia iraniana dello zoroastrismo-zurvanismo.. Tale simbolismo è attestato successivamente, nel mitraismo romano, come il carro di Mitra trainato da quattro cavalli, che corrispondono ad altrettante configurazioni stellari su ognuno dei quattro rebbi della svastica polare; il cosmo era visualizzato come roteante intorno a un centro fisso, in senso orario, trainato da quattro cavalli, e Mitra fu identificato con Gesù Cristo con il passaggio all'era dei Pesci, secondo la rotazione dello zodiaco attorno allo Zurvan, e con la formulazione del cristianesimo romano a caratterizzare tale nuova era..

È in ciò equivalente al simbolo polare del Taijitu (太极图, "simbolo del Polo Supremo"), ossia la rappresentazione del concetto di yin e yang nella tradizione taoista, che origina come rappresentazione delle stesse costellazioni (il Drago e le due Orse o Carri) e simbolizza la dualità. di emanazione centrifuga e riassorbimento centripeto nel principio unico. o produzione e distruzione, condensazione e dissipazione,. e ad altri simboli tradizionali del funzionamento dell'universo, quali le croci semplici, le ruote solari,. la montagna cosmica o piramide che dal polo superno al vertice si dispiega a quadrato,. l'albero del mondo e il fuoco,. la tetrattide pitagorica,. il loto in Oriente o la rosa e il giglio in Occidente,. il calice o coppa (come il Graal. di Arturo Pendragon, il "Guardiano dell'Orsa, Testa del Drago".), le quattro lettere jodh o Γ (gamma, da cui deriva il nome "croce gammata" o gammadion) disposte ad angolo retto le une rispetto alle altre, l'"arma divina" del potere spirituale rappresentante l'asse cosmico che è principio maschile di manifestazione universale (tra cui il vajra indo-tibetano ― "fulmine" e "diamante" di Indra ―, il mjöllnir ("mulino" o "martello") di Thor (il "Fulmine" divino) della tradizione germanica, in generale il fulmine o fascio di fulmini del Dio supremo nelle varie tradizioni indoeuropee, la freccia,. la spada ― spada dell'islam, al-sayf, rappresentante la guerra santa contro tutto ciò che è contrario all'ordine divino; spada del rito vedico, sphya; spada della seconda venuta del Cristo che impugna le sette stelle nellApocalisse di Giovanni.), il palo e il carro,. il cuore e la mente dell'uomo perfetto che riflette il "Cuore del Cielo" e l'"Intelligenza del Mondo".. È altresì equivalente alla squadra/quadrato, e ai grafemi significanti il "Dio" o "Cielo" supremo in varie culture, tra cui il grafema mesopotamico 𒀭 pronunciato in sumero Anu o Dingir ("Cielo" o "Dio") e in semitico Ilu/El ("Cielo" o "Dio"), e i grafemi cinesi 帝 Di o Ti ("Dio") e 天 Tian ("Cielo"), altri termini indicanti il Taiyi.. Lo storico danese Ludvig Müller (1809-1891) affermò che la svastica stessa era usata come grafema per significare "figurativamente la parola theos", e come "emblema della divinità che comprende tutti gli dèi... dell'onnipotente Dio dell'universo"..

Oltre alle opere di René Guénon e di altri autori del perennialismo, anche Il mulino di Amleto (1969) di Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend ripercorre il significato dei simboli del polo nord attraverso le varie culture del mondo.. Un'opera che ripercorre il significato di tali simboli in vari contesti esoterici è Arktos: The Polar Myth (1993), di Joscelyn Godwin, tradotto in italiano con il titolo Il mito polare (2001).. Dedicata ai simbolismi del polo nord specificamente nella cultura, religione e politologia cinese, con un'attenzione nondimeno alle origini di tali simbolismi in tutta l'area eurasiatica, è l'opera in tre volumi In and Outside the Square (2009) di John C. Didier.. Altre opere trattano più nello specifico dei rituali che nelle varie culture si usavano e si usano per "ascendere" le sette stelle o sette cieli, come Stairway to Heaven (2008) di Peter Levenda..

Orientamento e direzione di moto rotatorio

Il significato riguardante l'orientamento del simbolo, con i rebbi a sinistra 卍, oppure con i rebbi a destra 卐, è stato oggetto di studio, ma sembrerebbe che le due forme siano state usate intercambiabilmente in varie culture senza intenzioni di opposizione, ma semmai come aspetti complementari di un'unica forza in sè bipolare.. Talvolta è capitato però che nuovi movimenti religiosi in una data cultura adottassero la forma di orientamento opposto a quella più in uso nella religione dominante, in antagonismo rispetto a quest'ultima (è il caso, per esempio, del buddhismo che usa maggiormente il simbolo con i rebbi a sinistra 卍, rispetto all'induismo che usa maggiormente quello con i rebbi a destra 卐). Entrambe le versioni del simbolo sono dette swastika in sanscrito, anche se in taluni contesti il termine sauwastika (che non è altro che una forma aggettivale di swastika) è stato applicato a una o all'altra variante per distinguerle.

Per quanto riguarda il moto rotatorio, entrambe le versioni, sia quella con i rebbi a sinistra 卍, che quella con i rebbi a destra 卐, possono essere interpretate come destrogire (roteanti a destra) o levogire (roteanti a sinistra), a significare l'eterno ritorno dell'universo;. secondo René Guénon il senso di rotazione è secondario, ma può nondimeno significare la spirale di ascesa o discesa, generazione o dissoluzione, emanazione o riassorbimento dell'universo da parte del Dio supremo.

Platone nel Politico afferma: