Biografia Ammesso all'École normale supérieure nel 1933, Chastel seguì i corsi di Henri Focillon alla Sorbona e ottenne l'abilitazione all'insegnamento (agrégation) in Lettere nel 1937. Tramite Hugo Buchthal e Jean Seznec, frequentò gli studiosi del Warburg Institute di Londra e subì l'influenza dei lavori di Fritz Saxl e dell'iconologia di Erwin Panofsky, in particolare dell'opera di Albrecht Dürer Melencolia I.
Inizialmente insegnante di scuola superiore (a Le Havre), nel 1939, allo scoppio della guerra con la Germania nazista, egli venne mobilitato col grado di tenente; fatto prigioniero di guerra, venne internato nel campo Oflag III C di Lübben-Spreewald. Liberato nel febbraio 1942, riprese l'insegnamento secondario, venendo assegnato a Parigi (Liceo Voltaire, 1942-1944), Chartres (Liceo Marceau, 1944-1945), Saint-Maur-des-Fossés (Liceo Marcelin-Berthelot, 1948-1949) e nuovamente a Parigi (Liceo Carnot, 1949-1951). Nell'estate del 1942 riceve l'incarico di redigere l'inventario dello studio del pittore Édouard Vuillard.
Nominato assistente presso l'Istituto d'arte e archeologia della Sorbona dal 1945 al 1948, nel 1950 discusse la tesi di dottorato in Lettere, sotto la guida dello storico Augustin Renaudet, intitolata Art et humanisme à Florence au temps de Laurent le Magnifique. Étude sur la Renaissance et l'humanisme néoplatonicien (Arte e umanesimo a Firenze al tempo di Lorenzo il Magnifico. Studio sul Rinascimento e sull'umanesimo neoplatonico), pubblicata nel 1959 e più volte ristampata.
Fu eletto direttore di studi presso l'École pratique des hautes études (EPHE), dove succedette ad Augustin Renaudet, ricoprendo l'incarico dal 1951 al 1978. Nel luglio 1955 viene inoltre eletto professore presso l'Istituto d'arte e archeologia della Sorbona, succedendo a Pierre Lavedan; dal 1956 fu membro del Centro Internazionale di studi umanistici di Roma. Dal 1970 al 1984 è professore al Collège de France, titolare della cattedra di Arte e civiltà del Rinascimento in Italia. Nel 1975 venne eletto membro dell'Académie des inscriptions et belles-lettres. Nel 1979 fu designato dall'assemblea dei professori del Collège de France a far parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Hugot del Collège de France, di cui fu membro fino al dicembre 1985.
Vicino ad André Malraux all'epoca in cui questi era a capo del Ministero degli Affari culturali, André Chastel fu, insieme allo storico Marcel Aubert, l'artefice della creazione dell'Inventario generale dei monumenti e delle ricchezze artistiche della Francia, avvenuta il 4 marzo 1964. Ricoprì la carica di vicepresidente della Commissione nazionale incaricata dell'Inventario dal 1964 al 1974, per poi diventarne presidente dopo la morte di Julien Cain (1974-1984).
Sotto la presidenza di François Mitterrand, si batte per la creazione di un Istituto di storia dell'arte sul modello dell'Institut Courtauld di Londra, iniziativa che si concretizza con la fondazione dell'Institut national d'histoire de l'art nel 2001.
Collaboratore del quotidiano Le Monde, ma anche di riviste quali L'Œil o Médecine de France, Chastel ha fondato tre riviste nel corso della sua carriera: L'Information d'histoire de l'art, 1957-1975 (destinata a diffondere i lavori di ricerca dei suoi studenti); Art de France, 1961-1964 (con il libraio Pierre Berès); Revue de l'art, fondata nel 1968 (rivista scientifica francese di riferimento per la storia dell'arte).
Ricoprì la carica di vicepresidente del Comitato internazionale di storia dell'arte (CIHA) dal 1969 al 1985 e di presidente del Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio (CISA Palladio, Vicenza). È stato membro di numerose società e accademie: Société des antiquaires de France (1959); Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Padova (1960); Accademia Toscana di Scienze e Lettere "La Colombaria", Firenze (1972); Accademia Ateneo Veneto (1974); Accademia dell'Arcadia (1975); Accademia dei Lincei (1976); Accademia Olimpica (1979).
Legato a diversi artisti della sua generazione, come Étienne Hajdu, André Masson e Nicolas de Staël, si interessò all'arte moderna e scrisse su Édouard Vuillard, Nicolas de Staël, Léon Gischia e Sergio de Castro.
É sepolto nel Cimitero parigino d'Ivry (9ª divisione).
Eredità culturale André Chastel ha formato un'intera generazione di storici dell'arte, conservatori e docenti universitari, tra i quali Daniel Arasse (direttore di studi, EHESS), Pierre Arizzoli-Clémentel (conservatore generale, musei), Françoise Boudon (CNRS), Georges Brunel, Monique Chatenet (CNRS), Sylvie Deswarte-Rosa (professoressa, Università di Lione 2), Bruno Foucart (professore, Università Parigi 4-Sorbona), Pierre Georgel (conservatore generale, musei), Jean Guillaume (professore, Università Parigi 4-Sorbona), Françoise Hamon (conservatrice, poi professoressa, Università Parigi 4-Sorbona), Dominique Hervier (conservatrice generale, Monumenti storici), Françoise Levaillant (direttrice di ricerca, CNRS), Christiane Lorgues-Lapouge, François Macé de Lépinay, Claude Mignot (professore, Università Parigi 4-Sorbona), Monique Mosser (CNRS), Daniel Rabreau (professore, Università Parigi 1-Panthéon Sorbonne), Pierre Vaisse (professore, Università di Ginevra), Henri Zerner (professore, Università di Harvard), e altri ancora.
Opere - trad. A. Banti e F. Cataldi Villari, nuova ed. riveduta, Bari, Laterza, 1983.
- BUR, Milano, Rizzoli, 1979. Le Mythe de la Renaissance, 1420-1520, 1969 La Crise de la Renaissance, 1520-1600, 1969
- Collana Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, Einaudi, 2010, ISBN 978-88-062-0461-7.
- Abscondita, 2019.
Histoire de l'art français, 4 voll., 1992-1996. [testi delle lezioni al Collège de France]
- Milano, Abscondita, 2011.
Note
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