La sciabola (da szabla, lingua polacca) è un'arma bianca manesca del tipo spada destinata prevalentemente ai reparti di cavalleria, con lama monofilare solitamente curva, affilata sul lato convesso e con falso filo sulla prima porzione della costa a partire dalla punta.

Il vocabolo "sciabola", in lingua italiana come in altre lingue, finì però per indicare anche altre forme di arma bianca del tipo spada in uso alla cavalleria pesante dell'Europa pre-Industriale, come la squadrona dei corazzieri, o di fanteria, come la sciabola d'abbordaggio detta anche coltellaccio d'abbordaggio, tipica delle piraterie già dal XVII secolo e di uso generalizzato nelle marine militari europee del XVIII secolo

A partire dal XIX secolo, la sciabola divenne attributo precipuo degli ufficiali e di alcune categorie di sottufficiali, gendarmi e forze di polizia, e tale è ancora in ambito militare contemporaneo, sebbene con impiego esclusivamente cerimoniale e sovente in forma di simulacro privo di ogni potenzialità offensiva.

È detta sciabola anche quella delle tre discipline della scherma moderna da essa originatasi.

Storia Origini Si dovette ai contatti con i Tartari prima (XIV secolo) e con gli Ottomani poi (XV secolo) la diffusione di spade a lama ricurva, simili alla scimitarra orientale, negli eserciti dell'Europa Orientale, in primis del Granducato di Moscovia e del Regno d'Ungheria, compresi i voivodati (principati) di Moldavia, Valacchia e Transilvania. Solo nel XVI secolo però le lame ricurve cominciarono a diffondersi anche nel vecchio Regno di Polonia e nel Granducato di Lituania, sostituendo la spada a lama diritta presso le forze di cavalleria. La prima forma di spada occidentale da cavalleria a lama ricurva fu la szabla, diffusasi tra i reparti di cavalleria della Confederazione polacco-lituana durante il regno di Stefan Batory (1576-1586), già voivoda di Transilvania.

Nella quasi totalità dei paesi dell'Europa Occidentale, la parola "sciabola" (sabre in inglese e francese, säbel in tedesco, sable in spagnolo, ecc.) deriva appunto dal vocabolo polacco szabla.

Diffusione A partire dal XVIII secolo, la sciabola andò incontro a un incredibile successo, sia pratico sia etimologico:

La parola "sciabola" cominciò infatti a indicare qualsiasi forma di spada in uso ai corpi di cavalleria, come la pałasz polacca, in tutto e per tutto un costoliere da cavalleria a lama diritta, e la šaška, sorta di ibrido tra un costoliere e una scimitarra, divenuta arma d'ordinanza della cavalleria russa nella seconda metà dell'Ottocento; Sciabole cominciarono a essere definite anche quelle spade da fante o da marinaio, sviluppatesi dal modello del falcione tardo-medievale, che pur mantenendo le caratteristiche tecniche della spada da fanteria (bilanciamento fissato al punto d'incontro tra la lama e l'elsa) copiavano la linea curva della scimitarra orientale: es. Sciabola d'abbordaggio.

Nel corso del XIX secolo i continui contatti tra gli europei e i territori africani e asiatici gravitanti intorno al decadente Impero ottomano (v. Imperialismo) intensificarono il processo di "orientalizzazione" delle spade da cavalleria occidentali. In particolare la campagna d'Egitto di Napoleone (1802) consegnò agli occidentali un gran quantitativo di scimitarre (in questo caso preziose sciabole mamelucche) che colpirono, per la loro eleganza e funzionalità, gli ufficiali europei. Entro il 1803, la sciabola era ormai arma d'ordinanza tra gli ufficiali francesi e inglesi, si trattasse o meno di ufficiali di cavalleria. La conquista di Tripoli (1805), durante la Prima guerra barbaresca, diffuse del pari la moda della sciabola anche tra gli ufficiali dell'esercito degli Stati Uniti d'America.

Le sciabole di tutti i corpi di cavalleria presero a modello la curvatura del kilij turco, la scimitarra per eccellenza, pur mantenendosi fedeli all'originario modello della szabla per quanto concerne il rapporto di larghezza tra lo scarico (o sguscio) della lama e il falso-taglio in prossimità della punta. La sciabola occidentale mantenne quindi sempre una lama più lunga, più appuntita e meno curva rispetto alla scimitarra orientale.

Entro la fine dell'Ottocento le armi bianche classiche avevano definitivamente abbandonato le dotazioni del soldato di fanteria europeo, sostituite dall'onnipresente baionetta, sebbene talvolta in fogge tali da essere utilizzabile come daga. Le sciabole vere e proprie rimasero in dotazione ai soli ufficiali di tutte le armi e specialità, e a tutti i reparti di cavalleria ove mantennero invece inalterato il loro uso campale sino a che non fu il soldato a cavallo medesimo a perdere ogni funzionalità pratica sui campi di battaglia europei, tra la prima e la seconda guerra mondiale, ove due leggendarie cariche della Cavalleria Italiana furono gli ultimi episodi bellici a vederle impiegate a fianco delle armi automatiche e delle bombe a mano.

Tra il XIX e il XX secolo, la sciabola si diffuse anche tra i ranghi della polizia a cavallo di diversi paesi occidentali e tra quella appiedata in una versione più corta detta anche daga, salvo poi cadere in disuso per motivazioni pratico-umanitarie ed essere sostituita dal manganello.

Descrizione È di lunghezza variabile a seconda del paese di provenienza e dell'impiego, e guardia molto pronunciata, atta a coprire tutta la mano. Era normalmente portata in un fodero appeso con due punti di sospensione ad un'apposita fascia a bandoliera o ad un cinturone ma alcuni esemplari venivano portati in un fodero fissato alla sella: tale fu il caso della szabla in uso agli Ussari alati di Polonia. Tra gli altri tipi più recenti come la Sciabola Patton dell'esercito degli Stati Uniti (entrata in servizio nel 1913).

Utilizzo nelle Forze Armate Italiane Abolita nel 1947, la sciabola fu reintrodotta nelle Forze Armate Italiane nel 1962 dal Governo Andreotti quale arma di rappresentanza, portata in particolari occasioni da ufficiali e marescialli, ed anche dai sergenti, graduati e truppa dei reparti a cavallo (Carabinieri, Finanzieri, Cavalleggeri, artiglieri del Reggimento artiglieria a cavallo "Voloire")Lo stesso vale per gli agenti di polizia e delle polizie municipali..

Le sciabole in dotazione all'Esercito italiano, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza si differenziano nella coccia a seconda che appartengano a un ufficiale (coccia formata da tre elementi) o a un sottufficiale (formata da due elementi), e nella forma della lama a seconda dell'arma o del corpo d'appartenenzaLa lama è quasi dritta per cavalleria, artiglieria a cavallo, carabinieri e guardia di finanza (quella attualmente in dotazione è ispirata al mod.1873); leggermente incurvata per fanteria, artiglieria e genio (ispirata al mod.1888), con una curva molto pronunciata quella dei bersaglieri che tra l'altro si distingue, per gli ufficiali, dal pomolo a testa di leone e la guardia in ottone dorato (ispirata al mod.1850) Gianrodolfo Rotasso, L'armamento individuale dagli eserciti preunitari all'esercito italiano della Repubblica, in Quaderni di Oplologia, 1995, nº 1, p. 44 .

Ufficiali Generali La sciabola per Ufficiali Generali (o Colonnelli che rivestono il grado funzionale di Generale di Brigata) ha la lama dritta o leggermente ricurva (saetta di curvatura massima 25 mm). L'impugnatura è di tipo avorio Così per gli ufficiali generali di tutte le Forze armate italiane e per gli ammiragli.. con quattro denti di presa (le sagomature nella parte interna per adattarvi le dita) ed è rivestita esternamente da una cappetta di ferro nichelato. La guardia, pure di ferro nichelato, è formata da tre branche, due delle quali oblique e ricurve, e di un incavo per il dito pollice; ha nella parte superiore un foro per assicurarvi la dragona.

Il fodero della sciabola è di ferro o di acciaio nichelato e ha un'apertura lunga 25–30 mm, con una molla doppia nell'interno per tener ferma la lama; è munito esternamente di due fascette con codetta, collocate l'una a circa 7 cm e l'altra a circa 15 cm dalla estremità superiore, a ciascuna delle quali è attaccato un anello scorrevole del diametro di 22 mm (campanella). Il fodero è munito nella parte inferiore di una cresta lunga, dalla parte del taglio della lama, 8–10 cm e dalla parte opposta 4–5 cm. Le fascette, gli anelli e la cresta sono di ferro di acciaio nichelato come il fodero. La sciabola deve essere di lunghezza proporzionata alla statura dell'Ufficiale.

Ufficiali di Fanteria e C.R.I La sciabola per Ufficiali di Fanteria (esclusi i Bersaglieri), dei Corpi (esclusi gli Ufficiali Veterinari) e del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana differisce da quella per Ufficiali Generali per aver l'impugnatura tipo ebano anziché di tipo avorio.

Mantiene le caratteristiche della vecchia 1888 in una versione simile a quella precedenteil secondo conflitto. Impugnatura nera a tre denti di presa, lama dritta, con lungo tallone e sgusciata sui lati, incisa ad acido e con fregi comprendenti lo stemma della Repubblica. Fodero a due campanelle.

Ufficiali di Fanteria, specialità Bersaglieri La sciabola per Ufficiali dei Bersaglieri ha lama e fodero analoghi a quelli per la fanteria ma più ricurvi e differisce per l'impugnatura e la guardia: impugnatura a tre denti di presa nera/ebano con guarnizioni di metallo giallo brunito, guardia è a cinque branche in ottone dorato,

Ha la tradizionale testa di leone, munita di occhi in cristallo rosso; il bottone a forma di corona in uso nell'epoca del Regno è stato sostituito con uno cilindrico zigrinato.

Ufficiali di Cavalleria Viene portata anche dai Veterinari e dagli Ufficiali del Reggimento Artiglieria a Cavallo (le Voloire).

è una reinterpretazione delle sciabole di cavalleria post 1900, con impugnatura nera munita di becco, leggermente rigonfia al centro priva dei denti di presa; guardia a tre larghi rami e spacchi sottili (secondo altre fonti a quattro branche tre delle quali oblique e ricurve), lama dritta (a richiesta e in deroga è possibile averla leggermente ricurva), tallone lungo, sgusciata sui lati e ornata come la precedente. Fodero ha l'apertura della lunghezza di 31–36 mm a due campanelle, la prima fascetta dista da essa 7 cm e la seconda 20 cm circa

La sciabola per Ufficiale di artiglieria a cavallo "Voloire": è ispirata alla modello 1833 con guardia a tre rami larghi e spacchi sottili, impugnatura nera a settori zigrinati tipo 1855, lama larga, curva, sgusciata sui lati; calotta lunga, piatta e con bottone piatto ovale; fodero a due campanelle.

Marescialli di Fanteria I Sottufficiali del Ruolo Marescialli di Fanteria (esclusi i Bersaglieri), delle altre Armi (escluse Cavalleria e Artiglieria) e dei Corpi portano la sciabola con le seguenti caratteristiche

È a lama diritta con l'impugnatura di ebano zigrinato, avente guarnitura formata da una cappetta e da una guardia in acciaio divisa in due branche pressoché simmetriche. Il fodero è di acciaio ed è munito di due fascette con campanelle collocate l'una a 7 cm e l'altra a 15 cm dalla bocchetta. Le parti metalliche dell'impugnatura (cappetta e guardia) e il fodero sono nichelati. La lunghezza della sciabola deve essere proporzionata alla statura.

Marescialli dei Bersaglieri La sciabola per Marescialli dei Bersaglieri è a lama leggermente ricurva, ed ha le parti metalliche dell'impugnatura in ottone lucido anziché in acciaio nichelato.

Marescialli di Cavalleria Viene portata dai Sottufficiali di Cavalleria e di Artiglieria del Ruolo Marescialli. È simile alla sciabola per Marescialli di Fanteria, dalla quale differisce per la guardia, le cui branche sono leggermente più larghe, per la cappetta che forma semicilindrica, per l'impugnatura che è di ebano liscio anziché zigrinato e per la lama che è leggermente ricurva.

Ufficiali dei Carabinieri (esclusi i Corazzieri)