Catanzaro (IPA ; Catanzaru in dialetto catanzarese. IPA ) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Calabria.

Storico capoluogo della Calabria Ultra per oltre due secoli, Catanzaro è sede dell'Università "Magna Græcia". Alle sue porte sorgeva Skylletion, antica città della Magna Grecia poi trasformata in colonia romana.

La città si erge nell'omonimo istmo di Catanzaro, che costituisce la sezione geografica più stretta della penisola italiana: solo , infatti, separano in quel punto il mar Ionio dal Tirreno. Questo luogo è all'origine del termine Italia, con cui gli antichi greci identificavano il territorio che, secondo la mitologia, era un tempo governato da Re Italo, come riportato da Antioco di Siracusa, Aristotele, Virgilio e Strabone.

L'odierno centro cittadino, posto su un'altura (detta Trivonà dal greco tría vouná, cioè "tre colli") a dominio del golfo di Squillace, sorse in epoca greco-bizantina, quando gli esuli di Scolacium si rifugiarono sui colli per sfuggire alle razzie dei saraceni. Queste genti fondarono il più antico quartiere del centro storico: la Grecìa. Alle origini bizantine si deve l'introduzione in città dell'arte della seta.

Geografia fisica

Territorio Catanzaro si affaccia sul golfo di Squillace, nel mar Ionio, dove secondo alcuni studiosi si trovava il porto del regno dei Feaci, nel quale, come racconta Omero nellOdissea, Ulisse fu accolto e narrò del suo viaggio.

È conosciuta come «città tra due mari» in quanto si trova nell'istmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra più stretta d'Italia, dove soli separano il mar Ionio dal mar Tirreno. Ciò consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della città in alcune giornate particolarmente limpide, i due mari e le isole Eolie. È detta inoltre Città dei tre colli corrispondenti ai tre colli rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni).

Il territorio comunale si estende dal mare fino all'altezza di 668 metri. La casa comunale sorge a 320 m. Comprende una zona costiera sul mar Ionio che ospita 8 km di spiaggia e un porto turistico; da qui il centro abitato risale la valle della Fiumarella (anticamente detta fiume Zaro), sede di un forte sviluppo urbanistico, fino ai i tre colli: del Vescovato, di San Trifone (o di San Rocco) e di San Giovanni (o del Castello) su cui sorge il centro storico della città e che si ricollegano con la Sila verso Nord. Il territorio comunale è bagnato dal mare.

Idrografia I corsi d'acqua principali sono il torrente Fiumarella (nel dialetto locale Hjiumareddha, anticamente detto Zaro), nel quale confluisce il torrente Musofalo, il torrente Corace (anticamente detto Crotalo), il maggiore in termini di portata d'acqua e che delimita il confine comunale a sud, ed il torrente Alli, che delimita il confine comunale a nord. Per loro natura i corsi d'acqua sono a carattere torrentizio ed hanno una scarsa portata nella maggior parte dell'anno, mentre si gonfiano dopo le piogge.

Clima

Il clima di Catanzaro è tipicamente mediterraneo, caratterizzato dalla presenza costante di fenomeni ventosi anche di forte intensità nei mesi primaverili ed autunnali.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a ; quella del mese più caldo, agosto, è di . Sono sempre più frequenti le "notti tropicali", ovvero notti in cui la temperatura non scende al di sotto dei .

Il clima, come detto, è segnato dalla presenza del vento, costante e anche di forte intensità, soprattutto nei mesi primaverili ed autunnali. L'intensità media annuale è di circa 4 nodi con picchi che sfiorano la media di 6 nodi nei mesi di aprile e maggio caratterizzati da forti venti di scirocco e libeccio.

Le precipitazioni medie annue si aggirano storicamente quasi sui (in forte calo nell'ultimo decennio) e si distribuiscono mediamente in 87 giorni, con un prolungato minimo estivo e un picco tra l'autunno e l'inverno.

Classificazione climatica: zona C

Storia

Età antica

Alcune ipotesi fanno risalire l'origine di Catanzaro ad un'antica colonia greca nel luogo che in seguito divenne l'antica Scolacium, oppure ritengono che sia sorta sulle rovine dell'antica città di Trischines. Altre ipotesi più accreditate individuano la fondazione da alcuni insediamenti posti in ordine sparso nella zona dell'attuale Catanzaro Marina, Tiriolo (anticamente Teura), Santa Maria di Catanzaro, sul colle Trivonà (Trischines) e lungo la valle del Corace che formavano l'antica "Terra dei Feaci". E proprio alla foce del torrente, secondo la leggenda, Ulisse fondò l'antica Skilletion.

Nel 2008, durante gli scavi per la costruzione della cittadella della regione Calabria nel quartiere Germaneto, lungo la valle del Corace, sono stati portati alla luce reperti ricollegabili a una necropoli greca del V secolo a.C. e a un antico centro romano, i quali testimoniano la presenza di antichi insediamenti lungo la valle del Corace. Al 2019 risale invece il ritrovamento di reperti rinvenuti contestualmente ai lavori per la nuova Metropolitana. Dai ritrovamenti archeologici emerge che l'attuale territorio comunale era compreso nell'area abitata fin dall'età del ferro dalla popolazione dei "Vituli", così chiamati perché adoratori del simulacro del vitello, che i greci ribattezzarono "Italoi" (adoratori del vitello) e governati dal famoso re Italo (dal quale in seguito prese il nome tutta la penisola italiana), fratello di Dardano progenitore dei troiani.

Età medievale Secondo la leggenda due condottieri bizantini, Cattaro e Zaro, condussero le popolazioni rivierasche della città magno-greca di Skilletion o Skillakion, corrispondente alla romana Scolacium (attuale Borgia), prima sullo Zarapotamo (oggi Santa Maria) poi successivamente sul Trivonà, in una fortezza militare (secondo alcune ipotesi già esistente da qualche secolo nel luogo che attualmente è il quartiere che porta il nome di Grecìa).. La scelta territoriale sarebbe stata legata alle continue incursioni saracene, che spinsero a spostare l'abitato in zone più elevate.. Tale fondazione è attribuita tradizionalmente alla seconda metà del IX secolo, per decisione del generale bizantino Niceforo Foca il vecchio, dal quale avrebbe inizialmente preso il nome di "Rocca di Niceforo"..

Il passaggio da fortezza a centro urbano vero e proprio avvenne ad opera del generale Flagizio che avviò la costruzione di una cittadella, di un recinto fortificato e infine la sistemazione di cisterne e provviste di grani. Potenziato dall'accentramento di popolazione, prese forma urbana ed in seguito fu incastellato e assunse la denominazione di Katantzárion, con il permesso dell'Imperatore ottenuto da Flagizio.. Secondo alcune ipotesi, proprio da questo periodo che vide lo sviluppo di officine per la lavorazione della seta importata dall'oriente e delle coltivazioni di gelso, deriva il nome attuale della città dal termine greco Katartarioi, ovvero filatori di seta.. Tuttavia l'etimologia più probabile, ipotizzata dal linguista locale Giovanni Alessio e avvalorata dal collega tedesco Gerhard Rohlfs, suggerisce la fusione tra due componenti, la prima greca (káta, ossia "sotto") e la seconda dialettale calabrese (anzàru, probabile arabismo significante "[il] pianoro"), con evidente riferimento alla posizione geografica del centro storico. La presenza araba è testimoniata dai ritrovamenti ottocenteschi di una necropoli che restituì oggetti con iscrizioni arabe.Domenico Marincola Pistoia, Notizie storiche intorno a Catanzaro ed alla Calabria.

Nel 1069 fu l'ultima città calabrese, dopo mesi di resistenza, a cadere sotto l'assedio dei Normanni di Roberto il Guiscardo che eressero il Castello Normanno, e la città fu feudo della famiglia Altavilla con il conte Rodolfo († 1098), figlio di Goffredo d'Altavilla. Roberto il Guiscardo e il suo tempo: atti delle prime giornate normanno-sveve In quest'epoca conobbe la fioritura delle arti e dei mestieri, e in particolare la lavorazione della seta, con scambi commerciali sia con le altre regioni d'Italia che con i paesi orientali ed europei.

Per farne un centro di dominio, i Normanni l'elessero a Contea, conferendola a Ugone Falluc e alla sua discendenza, per passare poi sotto il controllo di un ramo cadetto degli Altavilla con Rao (Radulfo) da Loritello. Alla metà del XIII secolo in pieno periodo svevo, la città fu feudo della famiglia Ruffo che ebbe nel calabrese Pietro I, grande marescalco di Federico II, il primo dei Conti Ruffo di Catanzaro "Dei Gratia Comes Catanzarii". Da questi perduta nelle sue lotte contro Manfredi, la città ritornò ai Ruffo quando Carlo I d'Angiò la donò al secondo Pietro Ruffo, pronipote del precedente, suo generale nella guerra del Vespro.. Per quattordici anni, ad opera del Re Ladislao, rimase nel demanio regio..

Età moderna Nel 1420 la città tornò a Nicolò Ruffo. Ultima Ruffo fu Enrichetta, figlia di Nicolò, che andò sposa ad Antonio Centelles. In seguito alla ribellione di costui che fomentò le plebi rurali, Alfonso I ne fece di nuovo una città demaniale. Per cui pochi anni dopo, nel 1460, si accese una nuova guerra durante la quale Catanzaro trucidò i partigiani di Centelles, il quale, per sopprimere la rivolta della popolazione, fece appiccare un incendio che distrusse l'allora quartiere Paradiso, che da quel momento in poi prese il nome di Case Arse..

Ritornata la pace, la città ebbe concessi nuovi privilegi che favorirono enormemente l'affermarsi della sua industria della seta, per cui i suoi damaschi andavano noti in tutta Europa. Nel 1519, in virtù della radicata tradizione serica, Carlo V concesse l'istituzione del Consolato dell'arte della seta, il cui statuto originale, scritto in italiano, è conservato presso la biblioteca della Camera di commercio della città. Da quel tempo, Catanzaro acquista sempre più l'aspetto e l'importanza di quieta città aristocratica ed artigianale. Tuttavia questa condizione le conferisce l'energia di comportarsi eroicamente, nel 1528, e di resistere all'assedio posto dai francesi, meritandosi da Carlo V il titolo di "Magnifica et Fidelissima" e l'autorizzazione a fregiare il proprio stemma con l'aquila imperiale..

L'importanza economica, ma soprattutto militare portò, pochi anni dopo, nel 1593, la città ad essere nominata capoluogo della provincia Calabria Ulteriore.

Catanzaro divenne nota come la Città delle tre "V", riferite alle sue tre caratteristiche distintive: V di Vitaliano da Capua, santo patrono; V di vento, in quanto costantemente battuta da forti brezze provenienti dal mar Ionio e dalla Sila. A tal proposito esiste un proverbio che recita:"Trovare un amico vero è così raro, come una giornata senza vento a Catanzaro". V di velluto, in riferimento alla lavorazione della seta ("V V V" era la sigla con cui venivano identificati, sui mercati nazionali ed esteri, i velluti, i damaschi ed i broccati provenienti da Catanzaro)..

Età contemporanea

La città detenne il ruolo di capoluogo della Calabria Ulteriore per oltre 220 anni, fino al 1816, anno in cui avvenne la divisione amministrativa della provincia. Nell'Ottocento, Catanzaro ebbe un ruolo rilevante nei moti risorgimentali, giacché in città fu fervente l'attività della Carboneria. Il 31 agosto 1860, Catanzaro accolse i garibaldini guidati da Nino Bixio..

Nell'estate del 1943 le forze alleate bombardarono la città in alcuni suoi punti strategici, radendo al suolo una consistente porzione del centro storico e parte del suo patrimonio architettonico storico..