Ebbe una vita relativamente breve e avventurosa: dopo un'adolescenza passata in una famiglia condizionata dalla povertà e dall'alcolismo del padre, si rese indipendente con il proprio lavoro e un'istruzione formata attraverso i suoi studi personali. Visse amicizie di grandi dedizioni ed ebbe relazioni tempestose fino al matrimonio con il filosofo William Godwin, precursore dell'anarchismo. Wollstonecraft morì all'età di 38 anni lasciandosi alle spalle parecchi manoscritti inconclusi. Morì 11 giorni dopo aver dato alla luce la sua seconda figlia Mary Shelley, nota scrittrice e autrice di Frankenstein, famosa opera letteraria che diede origine al genere horror.
Antesignana del femminismo, Mary Wollstonecraft è nota soprattutto per il suo libro A Vindication of the Rights of Woman, nel quale sostenne, contro la prevalente opinione del tempo, che le donne non sono inferiori per natura agli uomini, bensì è la diversa educazione a loro riservata nella società a porle in una condizione di inferiorità e di subordinazione.
Biografia I primi anni Mary fu la seconda dei sette figli di Elizabeth Dixon ed Edward John Wollstonecraft, un tessitore londinese che lasciò il suo lavoro quando, alla fine della Guerra dei sette anni, erano crollati i prezzi dei tessuti, per trasferirsi nello Yorkshire e investire i suoi risparmi nell'agricoltura: i prodotti agricoli conoscevano un periodo di crescita e possedere terreni era anche segno di distinzione sociale. Non ebbe tuttavia successo, tanto da dover far ritorno a Londra, nel sobborgo di Walworth, dopo aver trascinato la famiglia nella povertà a causa dei suoi fallimenti finanziari, causati anche dalla sua passione per il gioco. Per il resto, fu un uomo che l'inclinazione per l'alcool spingeva a rendersi brutale nei confronti della moglie, tanto che l'adolescente Mary dovette a volte intervenire per difendere la madre.Claire Tomalin, The Life and Death of Mary Wollstonecraft, 1992, p. 19. La madre sembra essere stata una tradizionale donna di casa - del resto, i sette figli da crescere e le poche possibilità economiche non le davano alternative - sottomessa al marito e con un debole per il primo figlio maschio.José Gutiérrez Álvarez, Paul Kleiser, Le sovversive, 2005, p. 25, che traggono queste conclusioni dai romanzi di Mary, in gran parte autobiografici.
Il padre morì quando Mary aveva 13 anni.
Due furono le amicizie che ebbero un peso importante nella sua adolescenza. La prima fu quella con una certa Jane Arden, che Mary, quando abitava ancora nello Yorkshire, andava a trovare nella sua casa di Beverley, dove insieme leggevano i libri consigliati loro dal padre di Arden. Mary intendeva l'amicizia come qualcosa di possessivo, come scrisse lei stessa a Jane: «Io mi sono formata una nozione romantica dell'amicizia [...] ho un'idea piuttosto singolare dell'amore e dell'amicizia: io devo avervi il primo posto oppure nessuno».Janet Todd, Mary Wollstonecraft. A Revolutionary Life, 2000, p. 16.
Il secondo, intenso rapporto di amicizia, fu quello sviluppato con Fanny Blood, conosciuta, quando Mary era tornata a vivere a Londra, attraverso i Clares, una coppia di Hoxton che assunsero quasi il ruolo di genitori per Mary. Wollstonecraft affermò che la Blood ebbe il grande merito di averle aperto la mente sulle cose della vita e sul mondo.J. Todd, cit., pp. 22–24. La precarietà della sua esistenza in famiglia, costretta a diversi spostamenti per l'Inghilterra seguendo il padre in cerca di una fortuna che non raggiunse mai, non avevano permesso a Mary di conseguire un'istruzione regolare e solida. Grazie all'amica Fanny Blood, ebbe modo di entrare in contatto con alcuni circoli intellettuali della società londinese, che stimolarono i suoi interessi culturali. Lasciò allora la casa paterna e s'impiegò come dama di compagnia di Sarah Dawson, una vedova di Bath, nel Somerset, un lavoro che le diede l'occasione di apprendere usi e costumi della «buona società» mentre nello stesso tempo cercava di procurarsi un'istruzione, studiando da autodidatta.
L'irascibile signora Dawson le rese però la vita difficile - quell'esperienza sarà in parte descritta nel 1787 nei suoi Thoughts on the Education of Daughters - finché nell'autunno del 1780 la malattia della madre la costrinse a tornare nella casa paterna, dove rimase fino alla morte della madre, avvenuta nell'aprile del 1782.Emily Sunstein, A different Face: the Life of Mary Wollstonecraft, 1975, pp. 51-57. Nella casa di famiglia rimasero il fratello maggiore Edward con le due sorelle Eliza ed Everina, il padre si risposò con una domestica andando a vivere nel Galles e Mary, che si guardò bene dal tornare a lavorare dalla Dawson, si trasferì a Fulham, in casa dell'amica Fanny Blood, dove furono raggiunte nel 1784 dalla sorella Elizabeth e dal figlio appena nato, dopo il suo divorzio dal marito avvenuto dopo un solo anno di matrimonio.
L'indipendenza
Le due sorelle e Fanny Blood fondarono una scuola nel quartiere londinese di Islington; l'iniziativa non ebbe alcun successo e la scuola dovette essere chiusa; ritentarono aprendo un'altra scuola nel vicino sobborgo di Newington Green, ma per una serie di avvenimenti dovettero ancora una volta abbandonare l'impresa. Infatti, in agosto morì il figlio di Elizabeth e alla fine dell'anno Fanny, malata di tisi, accettò di sposare un vecchio amico che si era trasferito per lavoro a Lisbona, poiché i medici sostenevano che i climi caldi erano propizi alla guarigione, e Fanny Blood lo seguì in Portogallo. La gravidanza che ne seguì si rivelò difficile e Mary volle raggiungere l'amica per assisterla, ma fu tutto inutile: nel novembre del 1785 Fanny e il figlio morirono.
Tornata a Newington Green, Mary chiuse la scuola e si mise a scrivere i Thoughts on the education of daughters, with the reflections on female conduct, in the more important duties of life,Pensieri sull'educazione delle figlie, con alcune riflessioni sulla condotta femminile nei più importanti doveri della vita che è un primo abbozzo del suo futuro e più importante libro, A Vindication of the Rights of Woman. È una critica dell'educazione inadeguata che la società riserva alle donne, che vengono rese incapaci di affrontare i più difficili problemi della vita, emarginate «in un ruolo ridicolo e dannoso», come scriveva lei stessa recensendo le Letters on Education with Observations on Religious and Metaphysical Subjects Lettere sull'educazione con osservazioni su temi religiosi e metafisici di Catharine Macaulay, una scrittrice da cui Mary ammette di dipendere.
Avendo necessità di guadagnarsi da vivere, accettò un impiego di educatrice delle figlie di lord Kingsborough, un proprietario terriero irlandese. In Irlanda e a Bristol, dove i Kingsborough passavano l'estate, trascorse un anno, lesse Rousseau e scrisse il romanzo autobiografico Mary, a Fiction, che incorpora molte tematiche romantiche come l'importanza della fantasia, il sentimento religioso, il viaggio come occasione di crescita morale, il tutto affrontato con una scrittura disadorna e realistica.
Licenziata nell'agosto del 1787 per contrasti con lady Kingsborough, Mary andò a Londra e trovò un impiego nel mensile «Analytical Review» dell'editore e libraio Joseph Johnson, che pubblicò il suo romanzo: nel club progressista londinese «Johnson's Circle» conobbe esponenti dell'intellettualità radicale, come Thomas Paine, sostenitore del diritto di voto alle donne, la femminista Anna Barbauld, William Godwin, i pittori William Blake e Heinrich Füssli. Nel 1788 pubblicò le Original Stories from Real Life; with Conversations Calculated to Regulate the Affections, and Form the Mind to Truth and Goodness, un libro per l'infanzia che fu illustrato da William Blake, e tradusse dal tedesco il Moralisches Elementarbuch di Salzmann, pubblicato da Johnson nel 1790 con il titolo Elements of Morality, for the Use of Children.
Il suo lavoro presso la casa editrice Johnson le permise la conoscenza diretta del pensiero dei maggiori intellettuali europei, traducendo articoli degli illuministi d'Alembert, Diderot, d'Holbach, Voltaire, Rousseau. Di quest'ultimo criticò in un articolo la sua concezione del ruolo della donna espressa nell'Émile: Rousseau aveva scritto che i doveri delle donne, «in tutti i tempi» e da inculcare con l'educazione fin dall'infanzia, consistevano nel «piacere agli uomini ed essere loro utili, farsi amare e stimare da loro, educarli da giovani, assisterli da grandi, consigliarli, confortarli, render loro piacevole la vita».
Come Mary scriverà nella Vindication, Rousseau non concepisce che una donna possa essere indipendente, ma pretende di trasformarla «in una schiava tutta civetteria per diventare un più seducente oggetto di desiderio, una compagna più dolce per l'uomo ogni volta che questi desideri svagarsi. Si spinge addirittura ad affermare che la verità e la forza d'animo, le pietre angolari di ogni virtù umana, dovrebbero essere coltivate entro certi limiti, perché per ciò che concerne il carattere femminile, la virtù più importante è l'ubbidienza [...] Che sciocchezza!».M. Wollstonecreft, A Vindication of Rights of Woman, in José Gutiérrez Álvarez, Paul Kleiser, cit., 2005, pp. 31-32.
Il 1789 è l'anno d'inizio della Rivoluzione francese, accolta in Inghilterra con soddisfazione negli ambienti progressisti e con ostilità o preoccupazione in quelli conservatori e reazionari. A questi ultimi apparteneva Edmund Burke, che nel 1790 diede alle stampe le sue critiche Reflections on the Revolution in France alle quali Wollstonecraft rispose con la propria A Vindication of the Rights of Men in forma di lettera indirizzata allo stesso Burke. Insieme con i Rights of Men di Paine, usciti nel 1791, fu la più popolare rivendicazione dei moderni diritti civili che fosse allora pubblicata in Inghilterra: naturalmente, Mary sperava che di questi diritti avessero potuto godere anche le donne. Fu così che a quel libro fece seguire nel 1792 il suo capolavoro, A Vindication of the Rights of Woman.
Intanto Mary aveva allacciato una relazione con il pittore Heinrich Füssli, che era tuttavia già sposato con Sophia Rawlins: attratta, come scrisse, dalla «grandezza della sua anima, dalla vivacità del suo spirito e dalla simpatia ispirata dalla sua personalità»,Janet Todd, Mary Wollstonecraft. A revolutionary Life, 2000, p. 153. giunse a proporgli una convivenza a tre, naturalmente respinta dalla moglie che impose al marito la rottura della relazione con Mary.J. Todd, cit., pp. 197–198.
In Francia
Wollstonecraft partì nel dicembre 1792 per Parigi, dove già risiedeva una piccola colonia di inglesi, come Helen Maria Williams, appassionati alle straordinarie vicende della Rivoluzione in corso. A Parigi conobbe anche un avventuriero, Gilbert Imlay, già fuggito in Inghilterra dagli Stati Uniti per sottrarsi ai creditori, del quale s'innamorò sinceramente, intanto che questi intendeva vivere una semplice avventura.C. Tomalin, cit., pp. 185–186. Quando la Gran Bretagna, nel 1793, si unì alla Prussia e all'Austria nella guerra contro la Francia, l'americano Imlay fece passare Mary per sua moglie, in modo da evitare a lei, cittadina inglese, possibili sospetti di spionaggio, come era avvenuto a Thomas Paine e a Williams.
I due si trasferirono a Le Havre dove, rimasta incinta, il 14 maggio 1794 nacque una bambina che chiamò Fanny, in ricordo della sua amica Fanny Blood. Mary continuò a scrivere sotto le tragiche impressioni della Rivoluzione in corso - aveva vissuto in quegli anni la guerra, il Terrore e la caduta di Robespierre - e a Le Havre terminò il suo nuovo libro, An Historical and Moral View of the French Revolution, pubblicato a Londra in dicembre.