Nobile toscano, infatuato delle idee rivoluzionarie, fu ufficiale dell'esercito del Buonaparte. In esilio in Francia e poi in Belgio, lì diresse il principale giornale schierato a sostegno del governo dei Paesi Bassi. Il suo tentato linciaggio segnò l'inizio della rivoluzione del 1830, che portò all'indipendenza di quel Paese. Morì in esilio nei Paesi Bassi.

Origini Nato a Firenze Una fonte apparentemente attendibile, in quanto non sbaglia l'anno della morte e descrive con precisione la vita del figlio. nel 1780 da un'antica famiglia molto conosciuta in Toscana, alla quale aveva fornito uomini di stato molto distinti.Un commento plausibile, in quanto proviene da una delle poche fonti non prevenute nei confronti del Libri-Bagnano, poiché ben antecedente alla crisi separatista del 1828-1830:

Probabilmente, negli anni della maturità brussellese, lo stesso conte non volle mai essere particolarmente preciso circa le sue origini, come dimostra la vaghezza dei biografi successivi: il preciso luogo di nascita non è mai riportato, taluni lo fanno nascere nella seconda metà dell'ultimo secolo (ndr.: il Settecento).Félix Bourquelot, Alfred Maury, La littérature française contemporaine, 1827-1849. Continuation de la France Littéraire, Parigi, 1854 Altri, nell'incertezza, prudentemente si limitano a dirlo figlio di padre fiorentinoPierre Van den Dungen, Le rôle des milieux de presse dans la fondation de l'Etat belge et la création d'une «opinion publique» nationale (1830-1860), .. Altri, addirittura, lo fanno nascere in CorsicaJoseph Marie Quérard, La France littéraire, ou Dictionnaire bibliographique des savants, Parigi, 1833, Tomo V, p.298 o in PiemonteTalune fonti riportano: piemontese di nascita, probabilmente equivocando circa l'ultima residenza in Italia prima del definitivo passaggio in Francia, dopo la Caduta del Regno Italico e il conseguente ritorno delle antiche dinastie regnanti nelle provincie direttamente annesse al Primo Impero francese, ovvero Piemonte, Liguria, Toscana e Lazio (oltre alle Province Illiriche). Rif.: Foreign Quarterly Review, volume VI, Londra, ottobre 1830, che riporta articoli pubblicati dal Courrier de Pays-Bas nei giorni: 26 agosto e 23-24-25-26 settembre 1830. Tanto è vero che le uniche informazioni sulla madre (era stata cristiana … una donna virtuosa, le cui lezioni ed esempi avevano lasciato delle felici impressioni nel suo spirito) vennero registrate negli ultimissimi mesi della vita del conte, ormai malato e politicamente emarginato, nell'estremo esilio di Amsterdam.

Una gioventù da giacobino e bonapartista La prima e la seconda campagna d'Italia Assai giovane, venne profondamente influenzato dagli avvenimenti seguiti alla brillante Campagna d'Italia, che permise a Napoleone di prendere possesso dell'intera Italia centro-settentrionale, fra il 1796 ed il 1797. Sicuramente aderì al movimento cosiddetto 'giacobino', sedotto dalle idee che dominavano allora.François-Xavier Feller, Biographie universelle, ou, dictionnaire historique des hommes qui se sont fait un nom, tomo V, Parigi, 1849

Incerto è però il suo ruolo: le biografie di metà Ottocento lo definiscono uno dei loro più calorosi partigiani, uno dei più caldi partigiani dei Francesi al loro arrivo in ItaliaFrançois-Xavier Feller, op. cit.. e ricordando che combatté nei loro ranghi e comandò anche con distinzione o, addirittura, combatté per loro alla testa di truppe arruolate a sue spese, ricevette molte ferite ed acquistò la reputazione di buon ufficialeFélix Bourquelot, Alfred Maury, op. cit.., levò a sue spese diversi reggimenti che comandò lui stesso con distinzione. Nei fatti, pur nell'eccezionalità delle circostanze, occorre fare la tara della giovane età del Libri-Bagnano e della sua origine aristocratica. Dalché sembrerebbe più realistica, la notizia che lo dà giovane 'aspirante rivoluzionario': nel 1798 voleva raggiungere l'Egitto, ma venne incarcerato all'Elba, probabilmente in occasione della ripresa anti-francese seguita all'invasione austro-russa del 1798, nel quadro della campagna della seconda coalizioneLa stessa della Tosca..

Passaggio in Francia e primo processo per truffa Dopodiché Napoleone, tornato dall'Egitto e divenuto primo console, passò le Alpi ed inflisse agli Austriaci la famosa sconfitta di Marengo, il 14 giugno 1800, cui seguirono alcuni mesi tumultuosi che portarono il 16 gennaio 1801 all'armistizio di Treviso ed alla pace di Lunéville, che confermarono le condizioni del precedente trattato di Campoformio.

In questi frangenti, Libri-Bagnano venne liberato e poté raggiungere la Francia. Le ragioni di tale trasferimento, tuttavia, non sono chiare: notizie quali persecuzioni da parte delle autorità austriache, ovvero obbligato a passare in Francia al momento della pacelors de la paix, François-Xavier Feller, op. cit.., contrastano con la riaffermazione del dominio francese in Italia e, verosimilmente, confondono le circostanze del 1798 con quelle del 1814. Tanto più che, il 2 gennaio 1803, nasceva il figlio legittimo GuglielmoGeorge Ripley,The New American Cyclopaedia: A Popular Dictionary of General Knowledge, New York, 1840, p.500, dunque il conte doveva trovarsi a Firenze circa tre mesi dopo Campoformio.

In ogni caso, nel 1802 era a Tolosa, privo di incarichi civili o militari.La fonte recita era rientrato nell'oscurità della vita privata allorché venne arrestato a Tolosa. Ma, come abbiamo visto, da tale condizione non era mai uscito. Riferimento: Qui gli venne mossa un'accusa di truffa. Venne istruito un processo ma, non avendo la procedura identificato alcuna prova, il conte venne rilasciato.

Gli anni del Primo Impero Probabilmente ebbe un ruolo militare negli anni a seguire, anche se, data la carenza di dettagli, non di primo piano. Le fonti ricordano come abbia servito la Francia con onore in Italia, eppoi si era coperto di ferite. Le sue gambe erano rotte in 20 posti differenti:Le Bibliophile belge, Bruxelles, 1846 un dettaglio sul quale la fonte brussellese, pur a lui ostile, difficilmente avrebbe potuto inventare di sana pianta. Due lettere del 1822 risultano firmate général Libri-Bagnano, ma non sussistono (come dovrebbero) altri documenti ad attestare tale grado.

Né si può trascurare che uno dei più noti memorialisti belgi, il Bartels (suo accanito denigratore, tuttavia non male informato), potesse liquidare l'intera faccenda con poche parole: cresciuto nelle fogne della bassa politica imperiale.

La caduta dell'Impero Nel 1814 l'Europa assistette al crollo del Primo Impero di Napoleone. In Italia, ove probabilmente si trovava il Libri-Bagnano, gli eventi ebbero un corso singolare: Napoleone, in previsione dell'evacuazione della Germania (di lì a poco segnata alla battaglia di Lipsia), aveva comandato Eugenio di Beauharnais, viceré del Regno d'Italia, e Murat, re di Napoli, a preparare la difesa. Lui stesso si sarebbe occupato della Francia.

I due avevano ordine di concentrarsi tra l'Adige ed il Mincio: l'11 gennaio 1814 Murat tradì, alleandosi con gli AustriaciAvrebbe pagato caro questo errore, venendo spinto, l'anno successivo, a dichiarare guerra all'Austria, venendone sconfitto a Tolentino, il 2 maggio 1815., mentre Eugenio seppe fermare il feldmaresciallo austriaco Bellegarde, l'8 febbraio 1814, alla battaglia del Mincio. Seguì una complessa serie di avvenimenti: in sintesi la nobiltà milanese si consegnò agli austriaci, stupidamente ingannata da vaghe e false promesse austro-britanniche di indipendenza. Il 23 aprile Eugenio abdicò e si ritirò in Baviera. Cadde, quindi, il Regno italico e gli austro-britannici poterono perfezionare il ritorno delle antiche dinastie regnanti nelle provincie direttamente annesse al Primo Impero, ovvero Piemonte, Liguria, Toscana e LazioOltre alle Province Illiriche, in larga parte già veneziane, che vennero immediatamente rese a Vienna. Nel frattempo, Napoleone era già stato sconfitto da Schwarzenberg e Blücher, i quali, il 31 marzo 1814, avevano occupato Parigi, costringendo, il 6 aprile Napoleone all'abdicazione, alla successiva stipula del Trattato di Fontainebleau, l'11 aprile ed alla partenza per l'Elba.

In questi turbolenti frangenti, Libri-Bagnano si trovava in Italia ufficiale franceseLouis Leconte, Les éphémères de la Révolution de 1830, Bruxelles, Editions universitaires, 1945. Citato in Pierre Van den Dungen, op. cit.. e, fiero bonapartista qual era, non cessò di combattere, sino alla fine, per la causa che aveva abbracciato, e ricevette diverse ferite sul campo di battagliaNotizie più precise si potrebbero desumere da un salvacondotto, che Libri-Bagnano richiese nel luglio 1813. Rif.: SÉRIE BB MINISTÈRE DE LA JUSTICE, Affaires particulières BB3103 Affaire Libri-Bagnano, .. In particolare, terminata la guerra, egli si sarebbe reso protagonista di un velleitario tentativo di resistenza: addirittura, volle restaurare in Italia un Impero Romano per Napoleone. Le circostanze ci sono note attraverso un volume scritto dallo stesso Libri-Bagnano, alcuni anni più tardiLa vérité sur les Cent Jours, principalement par rapport a la renaissance projetée de l'empire Romain - Par un Citoyen de la Corse, Bruxelles, H. Tarlier, Libraire-Éditeur, rue de la Montagne. 1825. DC239 .V516 1825. Ripubblicato in italiano, nel 1829, con il titolo di Delle cause italiane nell'evasione dell'imperatore Napoleone dall'Elba, sempre a Bruxelles., ma sono stati ritenuti attendibili da storici successivi, quali il Patetta:Francesco Cognasso, Storia di Torino, 2002, p.440 mentre Vittorio Emanuele I di Savoia rientrava a Torino, il 19 maggio 1814, Libri-Bagnano ed altre 13 persone segretamente redigevano e firmavano un indirizzo a Napoleone, proponendogli di sbarcare in Italia, costituita in "Impero Romano" e divenirne imperatore. Non solo: vennero redatti un "piano di esecuzione" e le 'basi fondamentali della futura costituzione del rinascente impero romano'. Lo stesso Libri-Bagnano portò i documenti a Savona, consegnandoli al Cambronne, che lì doveva imbarcarsi per l'Elba. Come v'era da aspettarsi, il documento non recò alcun esito.

Il primo esilio: la Francia Passaggio in Francia Ad ogni buon conto l'episodio testimonia la vicinanza del conte agli ambienti delle società segrete repubblicane (ma ormai filo-bonapartiste), del genere dell'Adelfia (dal 1818 Società dei Sublimi Maestri Perfetti) del pisano Filippo Buonarroti. Attorno alla quale veniva germinando la Carboneria.

Comunque, la situazione del conte in Italia era ormai tanto compromessa da attirargli delle persecuzioni da parte delle autorità austriache, che, verosimilmente, confonde le circostanze del 1798 con quelle del 1814: anno nel quale le affermazioni circa le molte ferite e la 'persecuzione' appaiono assai più appropriate che 16 anni prima, quando Libri-Bagnano aveva solo, come si è visto, 18 anni. (e sabaude, verosimilmente), che lo spinsero a trasferirsi in Francia.

La prima restaurazione ed i Cento Giorni Sicuramente venne accolto dagli ambienti bonapartisti. Tanto che, quasi subito, il 25 agosto 1814, insieme a complici, venne subito interessato da un'inchiesta giudiziaria, mirata contro degli eventi sediziosi avvenuti a Martres-de-Veyre, una cittadina in Alvernia. Ma venne rilasciatoSÉRIE BB MINISTÈRE DE LA JUSTICE, op. cit...

Dopodiché accadde l'imprevisto: il 1º marzo 1815 il deposto Imperatore dei Francesi lasciò l'Elba, sbarcò nel golfo di Cannes, venne acclamato dalle unità del generale Ney, inviate da Luigi XVIII ad intercettarlo ed arrestarlo e, il 20 marzo fece il suo ultimo ingresso trionfale a Parigi. Nel frattempo, il Paese fu attraversato da molteplici sollevazioni bonapartiste ed una parte la ebbe anche il Libri-Bagnano, il quale, nel 1815 innalzò il tricolore a Clermont. Venne, quindi, la disfatta di Napoleone a Waterloo, il 18 giugno. Terminarono i Cento Giorni: il 15 luglio lo sconfitto si arrese a bordo della nave inglese HMS Bellerofont e venne instradato verso Sant'Elena.

Il secondo processo per truffa