Dalla parte di Cesare

La sua storia è parallela a quella di Viridomaro. Secondo Cesare erano entrambi giovani ragazzi (adulescens è la parola usata da Cesare), dotati di un forte prestigio. Le origini di Eporedorige erano di alto lignaggio, a differenza di quelle di Viridomaro che doveva la sua ascesa all'iniziativa di Cesare, consigliato da Diviziaco (Diviciaco).

I due erano si contendevano il primato tra gli Edui: durante la controversia insorta tra Convictolitave e Coto, per l'assegnazione della magistratura, i due si ritrovarono su parti opposte.Cesare. Bellum Gallicum, vii, 39.

La battaglia di Gergovia

In prossimità dell'assedio di Gergovia, il suo concittadino Litavicco li vorrebbe far credere entrambi morti e, tra le lacrime, si dà a spargere la voce di una loro esecuzione ad opera dei Romani; lo scopo è quello di ottenere la defezione dei cavalieri edui che dovevano dare appoggio a Cesare.Cesare. Bellum Gallicum, vii, 38. Eporedorige, che insieme a Viridomaro era stato integrato nella cavalleria di Cesare, viene a conoscenza del piano di Litavicco e lo rivela nella notte a Cesare, permettendogli di demistificare immediatamente l'inganno.

Dalla parte di Vercingetorige Ma la fedeltà non durerà a lungo: dopo lo scacco subito a Gergovia, Cesare assisterà alla defezione di entrambi. I due, allontanatisi dalle truppe di Cesare con l'intenzione di prevenire una ribellione nel territorio degli Edui, una volta giunti NoviodunumDi incerta identificazione; spesso identificata con Nevers. si schierano invece al fianco di Vercingetorige: massacrano la piccola guarnigione e i mercanti romani che vi si trovavano, si dividono le ricchezze della città e la danno alle fiamme, non potendola mantenere né volendo lasciarla alla disponibilità di Cesare per gli approvvigionamenti delle sue milizie. Radunate alcune truppe, i due continueranno la tattica della terra bruciata destinata a lasciare indietro l'armata di Cesare.Cesare. Bellum Gallicum, vii, 54-55.

Cesare attribuisce le loro azioni più a un'ambizione personale che a un sincero ricongiungimento alla causa di Vercingetorige: nutrendo delle alte ambizioni, non si sarebbero sottomessi, se non controvoglia, all'autorità del capo arverne dei ribelli; ma è anche da dire che la loro città sembrava allora avesse perso il rango e l'autorità che Cesare gli aveva conferito.Cesare. Bellum Gallicum, vii, 63.

In soccorso di Vercingetorige ad Alesia

Dopo l'inizio dell'assedio di Alesia, l'assemblea dei capi gallici ribelli sceglie un gruppo di capi per guidare l'esercito inviato in soccorso degli assediati: fra questi vi è Eporedorige, insieme a Viridomaro, a Commio l'atrebate a Vercassivellauno l'arverno.Cesare. Bellum Gallicum, vii, 76, 3. Si trovarono allora, secondo Cesare, alla testa di 8.000 cavalieri e 140.000 fanti radunati in territorio eduo. L'armata di soccorso era destinata a spezzare l'assedio, impresa nella quale non avrà successo. Da quel momento si perdono le tracce di Eporedorige e Viridomaro.

Note

Bibliografia Venceslas Kruta, Les Celtes. Histoire et dictionnaire des origines à la romanisation et au christianisme, Robert Laffont, coll. « Bouquins », Paris, 2000 ISBN 2-7028-6261-6

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