Il Conservatorio Alessandro Scarlatti, già Conservatorio Vincenzo Bellini, è un istituto superiore di studi musicali fondato a Palermo nel 1617 come "Orfanotrofio del Buon Pastore". È uno dei Conservatori più antichi tra quelli presenti in Italia.

Nel 1915 è stato intitolato alla memoria di Vincenzo Bellini ed è un'istituzione di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Dal 10 agosto 2018 è intitolato al compositore palermitano Alessandro Scarlatti con la nuova denominazione: Conservatorio di Musica Alessandro Scarlatti - Palermo, già Vincenzo Bellini.

Storia Il Conservatorio venne fondato nel 1617 dal viceré e conte Francisco Ruiz de Castro, con la denominazione iniziale di "Orfanotrofio del Buon Pastore": infatti, l'istituto sorse con lo scopo iniziale di accogliere, educare e formare professionalmente i fanciulli rimasti privi di famiglia. Gli spazi individuati per la sua collocazione furono quelli del convento annesso alla chiesa della Santissima Annunziata, situata nel quartiere La Loggia di Palermo, nelle estreme vicinanze della scomparsa Porta San Giorgio. Nel 1721 vi si intraprese anche l'insegnamento della musica, che dal 1747 divenne l'unico insegnamento impartito.

A partire dalla seconda metà del XVIII secolo, l'istituto acquisì un'importanza crescente come centro di formazione artistica e di produzione musicale. Tra gli altri, annoverò come maestri di cappella i compositori Nicola Bonifacio Logroscino – di scuola napoletana – e Francesco Piticchio, che si formò nello stesso Conservatorio e ne divenne insegnante prima di trasferirsi in Germania, dove tra le altre cose diresse l'opera italiana a Brunswick intorno al 1786.

Dal 1831 al 1837, la luogotenenza del regno nominò il barone Pietro Pisani amministratore dell'istituto e deputato unico per riorganizzarne la didattica: nel 1833 egli istituì la figura del direttore e affidò tale carica al compositore Pietro Raimondi, che diede impulso decisivo al prestigio del Conservatorio grazie all'influenza della sua scuola contrappuntistica. Tra i suoi successori vi fu il suo allievo Pietro Platania, divenuto dopo gli studi uno dei più importanti maestri di contrappunto della sua generazione.

Nella prima metà del XX secolo, alla direzione dell'istituto si susseguirono vari compositori e musicisti, tra cui si ricordano: Guglielmo Zuelli, che intitolò il Conservatorio a Vincenzo Bellini nel 1915; Alberto Favara; gli autori di opere Francesco Cilea e Francesco Paolo Frontini; e altri musicisti come Guido Alberto Fano, Giuseppe Mulè, Antonio Savasta e Rito Selvaggi.

I bombardamenti di Palermo del 9 maggio 1943, nel corso della seconda guerra mondiale, danneggiarono gravemente la struttura del Conservatorio. Il teatro lirico interno e la grande sala da concerti vennero colpiti e ridotti in macerie. La chiesa della Santissima Annunziata, parte integrante del complesso e anima monumentale dell'istituto, fu quasi rasa al suolo e del grande edificio barocco rimase in piedi solo il campanile, tutt'oggi visibile. Anche una porzione significativa degli alloggi e delle aule situate nei chiostri medievali e rinascimentali venne centrata dai raid aerei e subì cedimenti strutturali pesantissimi. Nonostante l'elevato tasso di distruzione, il patrimonio di manoscritti e rari volumi musicali venne preservato grazie a un'operazione di sicurezza preventiva con cui si collocarono i volumi in bunker di fortuna.

Il dopoguerra fu segnato da una faticosa opera di restauro e riorganizzazione. Sebbene gran parte dell'edificio fosse inagibile per via dei crolli, l'attività didattica proseguì in strutture provvisorie e in aule ancora accessibili. I direttori che si susseguirono in tale fase, tra cui si ricordano Terenzio Gargiulo, Vincenzo Mannino, Ottavio Ziino e Eliodoro Sollima, si impegnarono a ripristinare il prestigio del Conservatorio attraverso un lungo e complesso lavoro di riqualificazione monumentale, teso a creare nuovi spazi e al tempo stesso recuperare e valorizzare il patrimonio artistico superstite.

Nel 2017, in concomitanza con le celebrazioni per il 400° anniversario della fondazione dell'istituto, il Conservatorio è stato protagonista di uno storico rinnovamento della propria identità istituzionale, che si è manifestata tramite la presentazione di un nuovo statuto di autonomia, entrato pienamente in vigore l'anno successivo. Con l'approvazione del documento, il Conservatorio ha cambiato nome ed è stato intitolato al compositore palermitano Alessandro Scarlatti.

Maestri di Cappella e Direttori

Maestri di Cappella (1721 - 1821)

Giuseppe Biondo Giuseppe Savoia Gregorio Sciroli Nicola Bonifiacio Logroscino Gaetano Signorile Carmine Muratori Gioacchino Vermiglio Francesco Piticchio Giuseppe Grimaldi Giuseppe Bertini

Direttori (1833 - 1941)

Pietro Raimondi Francesco Bracci Pietro Platania Giorgio Miceli Guglielmo Zuelli Alberto Favara Francesco Cilea Guido Alberto Fano Giuseppe Mulè Antonio Savasta Rito Selvaggi

Commissari (1942 - 1949)

Filippo Ernesto Raccuglia Gustavo Natale

Direttori (1949 - oggi)

Pietro Ferro Terenzio Gargiulo Vincenzo Mannino Ottavio Ziino Eliodoro Sollima Aurelio Arcidiacono Antonio Scarlato Carmelo Caruso Daniele Ficola Mauro Visconti

Note

Bibliografia

G. Cataldo, Il Conservatorio di Palermo e la scuola musicale siciliana, Palermo, Sellerio, 1987 G. Collisani, D. Ficola, C. Fiore, A. Tedesco (a cura di), Il Conservatorio di musica di Palermo nel contesto italiano ed europeo, Historiae Musicae Cultores vol. 141, Firenze, Olschki, 2022. Nicolò Fiorenza, Il Conservatorio di musica di Palermo, storia e collezioni, Siracusa, Tyche, 2025. E. Sollima, La formazione musicale in Sicilia, Palermo, 1992. O. Tiby, La musica a Palermo dal Seicento all'Ottocento, Palermo, Flaccovio, 1964.

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