Nel cristianesimo, per verginità di Maria (o concepimento verginale di Gesù) s'intende la dottrina secondo cui, stando alla narrazione dei Vangeli (), Maria concepì Gesù in maniera soprannaturale per opera dello Spirito Santo.
Il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria è considerato verità di fede da tutte le confessioni cristiane, le quali fondano la propria dottrina sui vangeli; tra questi, il Vangelo di Matteo dice che Gesù nacque in modo miracoloso senza che Maria e Giuseppe "si conoscessero" (ossia "avessero rapporti sessuali", secondo il modo di dire semitico). Sulla base di questo passo, riferimenti alla verginità di Maria si trovano già nel Credo degli apostoli; ancora prima si trovano nella Tradizione Apostolica di sant'Ippolito (II-III sec.).Credis in Christian Iesum, filium Dei, qui natus de Spiritu Sanctu ex Maria Vergine...?. In seguito, anche sulla base di alcune argomentazioni di diversi padri della Chiesa, i vescovi riuniti al primo Concilio di Costantinopoli (381) fondarono il dogma della verginità perfetta di Maria, che implica la nascita verginale di Gesù.
Questa dottrina è distinta dai dogmi della verginità perpetua di Maria e dell'Immacolata Concezione.
Riferimenti Nuovo Testamento Tra gli scritti del Nuovo Testamento, il concepimento verginale di Gesù è riferito da due Vangeli, il Vangelo di Matteo e il Vangelo di Luca. Il Vangelo di Matteo dice: Il Vangelo di Luca dice invece:
Gli altri vangeli non menzionano l'avvenimento: il Vangelo di Marco comincia con il racconto dell'inizio della vita pubblica di Gesù, mentre il Vangelo di Giovanni parla inizialmente della preesistenza e dell'incarnazione di Cristo, ma non di un concepimento verginale di Gesù (). L'evento non è citato neanche nelle lettere di Paolo: nella lettera ai Galati si dice che Gesù nacque da una donna e sotto la legge (), dunque era di stirpe ebraica, ma non c'è un riferimento a un concepimento verginale e nemmeno ad un padre biologico. Un riferimento piuttosto chiaro si trova in Giovanni, quando Gesù risponde al discepolo Nicodemo:
Le parole "discese dal cielo" (κατελθόντα ἐκ τῶν οὐρανῶν, trasl. katelthònta ek tōn ouranōn, verbo sinonimo) del Credo niceno precedono la frase che proclama l'incarnazione di Gesù nel grembo di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo.
Antico Testamento Nell'Antico Testamento, secondo la prospettiva cristiana, nel Libro di Isaia è profetizzata la nascita di un figlio da una vergine per opera di Dio, il quale figlio sarà egli stesso Dio (come si evince dal nome Emmanuele, Dio-con-noi):Roberto Coggi La beata Vergine. Trattato di mariologia 2004 -p26 "2) ISAIA 7, 14 (LA PROFEZIA DELL'EMMANUELE) «Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine ... In altri testi (9, 1-6; 11, 1-9) Isaia svelerà con più precisione certi aspetti della salvezza apportata da questo figlio"
Questo passo è un punto di controversia fra cristiani ed ebrei; sono in particolare oggetto di disputa la traduzione dell'ebraico almah con "vergine", nonché il fatto che si tratti effettivamente di una profezia riferita al Messia. Il termine almah di per sé indica una "giovane donna" non necessariamente vergine, ma nella Versione dei Settanta è reso con παρθένος (parthenos), che spesso indica una vergine.
Secondo la legge di Mosè in vigore all'epoca, Giuseppe aveva facoltà di ripudiare la sposa infedele, che sarebbe stata condannata per lapidazione, poiché rimasta incinta prima della loro convivenza, cosa che non poteva che indicare un adulterio.
Riferimenti nei Vangeli apocrifi
Anche nei Vangeli apocrifi si parla del concepimento miracoloso da parte di Maria; i riferimenti si trovano nel Protovangelo di Giacomo e nell'Ascensione di Isaia. La verginità di Maria è invece negata da altri apocrifi quali il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Filippo e il Vangelo degli EbionitiA.A.V.V., Nuovo Dizionario di Mariologia, Edizioni Paoline, 1996.
Riferimenti nel Corano Anche nel Corano, dove Gesù viene considerato un profeta e non il messia, parla del concepimento miracoloso da parte di Maria per volontà di Dio:
Dibattito storico Un dibattito interno al mondo religioso (con l'intervento di scienziati e filosofi esterni, talvolta) tende a classificare l'evento come una verità storica. Secondo Joseph Ratzinger, infatti, Dio può intervenire direttamente sulla materia. La maggioranza dei teologi cristiani sostiene questa tesi.
Dal punto di vista meramente scientifico, tuttavia, non sarebbe possibile che una donna rimanga incinta senza un rapporto sessuale. Una parte minore di teologi si legano a quest'idea, sostenendo di non poter affermare con certezza se i racconti di Matteo e Luca si riferiscano a un fatto storico, oppure debbano essere interpretati in chiave teologica e spirituale.
Tesi a favore
I fautori della storicità del concepimento verginale sostengono la loro tesi tramite il criterio dell'attestazione multipla, secondo cui ciò che è attestato da fonti diverse e molteplici può essere considerato storicamente autentico. Il riferimento al concepimento verginale da parte di due Vangeli viene da essi considerato un elemento a supporto della presunta storicità dell'evento. Il fatto che i due Vangeli presentino dettagli e punti di vista differenti (Matteo espone quello di Giuseppe, Luca quello di Maria) significherebbe che ciascuno dei due evangelisti, che scriveva per destinatari diversi (Matteo per gli Ebrei, Luca per i Greci e i Romani), avrebbe attinto da tradizioni diverseGeoffrey Ashe, The Virgin, Routledge Press, 1988. Essi sostengono inoltre che finora non sono emerse prove storiche sufficienti per affermare che i racconti di Matteo e Luca non sono veritieriStanley J. Grenz, Theology for the Community of God, Broadman & Holman Publishers, 1994.
Il silenzio degli altri Vangeli viene spiegato con l'ipotesi che il racconto del concepimento verginale era probabilmente una tradizione di famiglia che inizialmente era conosciuta solo da pochissimi cristianiR. Thomas, Recovering Jesus: the witness of the New Testament, Nefeld, 2007; l'autore del Vangelo di Matteo l'avrebbe conosciuta dai parenti di Giuseppe, l'autore del Vangelo di Luca dai parenti di MariaRonald Brownrigg, Who's Who in the New Testament, Routledge Press, 2001. È stato obiettato che Gesù non ha mai detto di sé che era figlio di una vergine concepita miracolosamente, cosa che se fosse avvenuta sarebbe stata riferita anche dagli altri vangeli, ma ciò non prova nulla, perché Gesù potrebbe avere taciuto per una forma di pudoreCorrado Augias e Marco Vannini, Inchiesta su Maria, Rizzoli, 2013. Il silenzio delle lettere di Paolo si può spiegare con la motivazione che esse hanno una finalità teologica e non biografica e danno pochi particolari sulla vita di GesùJ. Gresham Machen, Virgin Birth of Christ, Solid Ground Christian Book, 2011.
Le storie di concepimenti verginali di donne da parte di esseri divini sono presenti in diverse religioni e mitologie ma non nell'ebraismo; vari autori ritengono poco plausibile che i giudei monoteisti del I secolo d.C. possano essere stati aperti all'influsso di storie paganePaul R. Eddy, Gregory A. Boyd, The Jesus Legend: A case for the historical reliability of the synoptic gospels, Baker Publishing Group, 2007. Inoltre è stato evidenziato che le differenze tra i racconti evangelici e i miti pagani sono rilevanti: ad esempio, nei primi mancano l'antropomorfismo e gli aspetti fantastici che caratterizzano le nascite miracolose di miti e religioni paganeStefano De Fiores, Maria nella teologia contemporanea, Roma, 1991. Joseph Ratzinger ha inoltre rilevato che nei miti pagani del mondo classico c'è la fecondazione di una donna da parte di una divinità maschile, mentre nel racconto cristiano c'è un atto creativo per mezzo dello Spirito SantoJoseph Ratzinger, Introduzione al cristianesimo, Queriniana, 2012.
Per quanto riguarda l'ipotesi che i racconti sul concepimento verginale di Gesù siano stati inseriti per rispondere alle accuse dei giudei (riportate anche da Celso) di un concepimento umano adulterino di Gesù, come sostengono alcuni studiosi tra cui Stephen HarrisStephen L. Harris, Understading the Bible, Mayfield, Palo Alto, 1985, è stato obiettato che sarebbe stato più logico ribadire la paternità di Giuseppe anziché inventare la storia del concepimento verginale. Alcuni autori ritengono comunque che le tradizioni su cui si basano i vangeli siano antecedenti alle calunnie sul concepimento di Gesù messe in giro dai giudeiRaymond E. Brown, The Birth of the Messiah, Doubladay & Company, 1977.
Vari teologi, tra cui Karl Barth, hanno messo in relazione la nascita verginale di Gesù con il dogma dell'Incarnazione e con il superiore dogma fondamentale della Sua natura Trinitaria, di Uomo e di Dio nello stesso tempo; Barth ha affermato che il concepimento verginale di Gesù è una componente essenziale del cristianesimo, tuttavia ha un significato cristologico, non mariologicoKarl Barth, Kirchliche Dogmatic, A.G. Zollikon, Evangelische Verlag, Zurigo, 1945.
Per Hans Urs von Balthasar il concepimento verginale di Gesù era necessario, perché non poteva avere due padri: un padre umano avrebbe infatti oscurato il suo rapporto con il Padre celeste. Il teologo svizzero concorda inoltre con Barth nell'affermazione che i racconti di Matteo e Luca sono compatibili con il Prologo del Vangelo di GiovanniH.U. von Balthasar, Concepito per opera dello Spirito Santo, nato dalla Vergine Maria, in A.A.V.V., Io credo. Riflessioni teologiche sulla professione di fede, Citadella, Assisi, 1977.
Per rispondere alle obiezioni scientifiche che ritengono impossibile l'evento, Joseph Ratzinger ha affermato che bisogna credere che Dio possa agire direttamente sulla materiaJoseph Ratzinger, L'infanzia di Gesù, Rizzoli, 2011; altri ritengono che lo Spirito Santo possa avere creato miracolosamente in Maria i cromosomi maschili necessari per il concepimentoOliver Crisp, God Incarnate, T&T Clark, Londra, 2009.
Analisi critica Al di là del significato letterale, i racconti evangelici sul concepimento verginale di Gesù vogliono comunicare che Giuseppe e Maria hanno ricevuto delle rivelazioni spirituali sulla futura nascita di Gesù e le hanno accolte con fede, accettando di aderire al progetto di Dio e di collaborarvi. Nel caso di Maria la rivelazione è avvenuta prima dell'evento e sotto forma di annunzio, mentre nel caso di Giuseppe è avvenuta dopo l'evento e sotto forma di sogno; sia gli annunzi sia i sogni sono due forme di rivelazione divina che si ritrovano nell'Antico Testamento. Bisogna notare anche che Matteo, nel riferire la profezia di Isaia, non usa la parola almah (che significa "giovane donna") presente nella Bibbia ebraica ma la parola parthenos (che significa "vergine") presente nella versione in greco della Bibbia dei SettantaA.A.V.V., Nuovo commentario biblico. I Vangeli, Borla, 2005.
Parecchi studiosi si sono domandati se oltre ad avere un significato teologico i racconti sul concepimento verginale di Gesù si riferiscano a un fatto storico.