L'avvelenamento da mercurio, anche noto come idrargirismo, mercurialismo, idrargiria o idrargirosi, è una condizione clinica caratterizzata dall'assunzione acuta o cronica dell'elemento chimico.
Uso del mercurio Il mercurio veniva usato nella costruzione di termometri, in alcune batterie e veniva utilizzato anche nelle otturazioni per la cura della carie dentaria. Inoltre con altre sostanze chimiche viene utilizzato per creare vari composti chimici. Per quanto riguarda l'alimentazione è stato dimostrato che molti pesci (a causa della contaminazione marina) possono a loro volta contenerne in quantità elevata.Vedi la voce mercurio nei pesci. Nei lavori professionali si può essere esposti a tale sostanza, se vengono trattati metalli o sostanze chimiche.
Un tempo veniva usato anche per la cura della sifilide o presunta tale (se la dose era alta poteva invece peggiorare i sintomi, o causarne di nuovi), in alchimia e, assieme al piombo e all'arsenico, per lavorazione del feltro dei cappelli; in Inghilterra vi era un detto "matto come un cappellaio" (che ispirò a Lewis Carroll il personaggio del Cappellaio Matto), a causa dei disturbi mentali e fisici che l'avvelenamento cronico da mercurio, da arsenico e da piombo (saturnismo) provocano.
Presentazione clinica Dopo inalazione acuta In caso di inalazione acuta di vapori di mercurio: polmonite edema polmonare acuto polineuropatia Dopo ingestione acuta In caso di ingestione acuta di mercurio non organico: gastroenterite sindrome nefrosica ipertensione arteriosa tachicardia collasso cardiocircolatorio dermatite In caso di ingestione acuta di mercurio organico: gastroenterite aritmie danno cerebrale (demenza, atassia, labilità emotiva, ecc.), soprattutto a gangli della base, sostanza grigia e cervelletto
Dopo esposizione cronica con alte dosi eretismo mercuriale (un disturbo neuropsichiatrico che causa un'improvvisa eccessiva timidezza fino a fobia sociale, sbalzi d'umore), depressione, nervosismo, irritabilitàSkoog Douglas A.; West Donald M.; Holler F. James; Stanley R. Crouch, Fondamenti di chimica, edises, 2007, pp. 865-866, ISBN 88-7959-300-5. alterazioni delle funzionalità renale (insufficienza renale cronica) alterazioni della memoria (amnesia) alterazioni motorie e sensitive (paresi, paralisi, neuropatia) alterazioni della coordinazione (atassia) ipertensione arteriosa, ictus e demenza vascolare, cardiopatia leucodermia (perdita di melanina), in caso di esposizione cutanea prolungata
Esposizione in gravidanza con alte dosi ritardo mentale grave del nascituro con dosi più basse alterazioni dello sviluppo psicomotorio Esposizione durante l'età infantile acrodinia
Terapia delle intossicazioni induzione del vomito e lavanda gastrica per le intossicazioni acute; ripristino dell'equilibrio idro-elettrolitico; terapia chelante con dimercaprolo (24 mg/kg al giorno), penicillamina, succimer.
Per le intossicazioni croniche da composti di mercurio inorganico il farmaco di scelta è l'acetil-cisteina.
Note
Bibliografia
Voci correlate Amalgama dentale Giovanni Zappa Malattia di Minamata Mercurio nei pesci Metilmercurio
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Categoria:Tossicologia Categoria:Mercurio (elemento chimico)