Jafar () è l'antagonista principale dei film Disney Aladdin e Il ritorno di Jafar e del film live-action del 2019.

Gran visir del sultano della città-stato di Agrabah, nonché un potente e malvagio stregone, che mira alla conquista della città e al dominio del mondo. Ha una sorella, Nasira, anch'essa maestra nelle arti magiche, comparsa nel gioco Aladdin: La vendetta di Nasira. Il personaggio è in parte ispirato a un visir veramente esistito, Ja'far ibn Yahya al-Barmaki, e al malvagio stregone di Aladino e la lampada meravigliosa.

Biografia del personaggio Aladdin (1992)

Jafar compare la prima volta nel film Disney Aladdin. Gran visir medievale del bonario sultano di Agrabah, pur possedendo un covo segreto e un bastone-cobra ipnotizzatore, è inizialmente desideroso di usare una lampada magica rinchiusa nella Caverna delle Meraviglie, che consente solo a una persona, il "Diamante allo stato grezzo", di entrare. Grazie a uno strano macchinario e all'aiuto dell'antropomorfo ed egocentrico pappagallo parlante Iago, trova la persona con questo attributo, cioè il ladro Aladdin, e lo rinchiude nelle prigioni del palazzo reale. Fa poi credere alla figlia del sultano, la principessa Jasmine (che lo aveva conosciuto poco tempo prima) che sia stato condannato a morte. Fatto ciò, si traveste da vecchietto e, comparendo al giovane, gli racconta della caverna e dei suoi tesori. Insieme, fuggono con un passaggio segreto e si dirigono verso l'ingresso. Arrivato a destinazione, Jafar dice ad Aladdin che, una volta datagli la lampada, lo ricompenserà. In realtà, come visto successivamente, il cattivo tenta di uccidere il protagonista, ma fallisce nel proprio intento, perdendo anche la lampada che rimane nelle mani di Aladdin e Abu (scimmia di Aladdin), che morde Jafar per impedirgli d'uccidere Aladdin. Molto più avanti nel film, riconosce il ragazzo nei panni del principe Alì Ababua e ordina alle guardie di catturarlo ed eliminarlo.

Dopo poco tempo, però, Aladdin riesce a ritornare al palazzo del sultano, ma Iago gli ruba la lampada approfittando di un suo momento di distrazione e Jafar così esprime al genio il desiderio di essere sultano e poi quello di diventare "lo stregone più potente di tutto il mondo". Coi suoi nuovi poteri mette in ginocchio il sultano e la principessa (colpiti dalle sue folate magiche in tutto il corpo), poi fa ritornare in stracci il giovane sotto gli occhi stupiti e impauriti di Jasmine (dopo averle fisicamente sollevato il mento col bastone e averla rialzata con la magia) e lo manda lontano dal palazzo. Il Genio assiste deluso e amareggiato; principessa e sultano tremano impotenti e sgomenti davanti alla potente malvagità stregonesca. Mentre il protagonista cerca di scappare dal luogo in cui è stato scagliato con la scimmia, l'antagonista fa giullare l'ex sultano e schiavizza l'ex principessa riducendola in abiti succinti per stuzzicarla e obbligarla a sposarlo, così da farla regina ed evitarle la schiavitù. Grazie al tappeto volante (riunitosi subito a lui), Aladdin e Abu ritornano al palazzo e combattono contro l'ex gran visir, che si trasforma un gigantesco cobra dopo aver usato la magia contro Aladdin, Jasmine, Abu e il tappeto per impedire loro di prendere la lampada (folate stregonesche li colpiscono, prendono Aladdin in pieno respingendolo momentaneamente contro una parete, raggiungono la principessa alla coscia destra rinchiudendo lei in una clessidra gigante che si riempie gradualmente, trasformano la scimmia in pupazzo meccanico e sfilacciano il tappeto). Dopo uno scontro senza esclusione di colpi, Aladdin si ritrova avvolto e quasi soffocato nelle spire del grosso serpente e allora gioca la sua ultima carta vincente: fa ricordare a Jafar che egli sarà sempre meno potente del genio, poiché è stato lui a dargli i poteri che ha e può sempre riprenderseli. Di conseguenza, lo stregone esprime il suo ultimo desiderio, cioè divenire un "genio onnipotente", riuscendo così a eguagliare i poteri della sua controparte. Non chiedendo però la "libertà", viene risucchiato, assieme a Iago, nella sua neonata lampada nera, che verrà poi spedita e sepolta nel deserto dal genio, il quale verrà in seguito liberato da Aladdin che ha appena liberato Jasmine dalla clessidra appena riempitasi.

Il ritorno di Jafar (1994)

Dopo aver trascorso soltanto quattro mesi di prigionia nella Caverna delle Meraviglie, alla fine Iago riesce a uscire dalla caverna e sbuca fuori dalla sabbia assieme a Jafar il quale, però, è ancora intrappolato nella sua lampada e ordina a Iago di strofinarla per farlo uscire, ma Iago, stanco dei suoi insulti e della sua mancanza di rispetto nei suoi confronti, rifiuta e, dopo che Jafar lo insulta ancora una volta, afferra la lampada con ancora Jafar intrappolato al suo interno e la butta in un pozzo. Tuttavia, più tardi, grazie all'aiuto di un ladro di nome Abis Mal, che strofina la lampada nera pescata dal pozzo per sbaglio, riesce a uscire dalla sua prigione, anche se rimane dipendente da essa. Ritornato ad Agrabah grazie al suo nuovo perfido padrone, si rivolge a Iago, che ora è amico fedele di Aladdin, ma Jafar lo fa passare momentaneamente dalla sua parte, minacciando di punirlo gravemente se non ubbidisce e cospira nuovamente contro Aladdin. Si presenta al genio comparendo dal nulla e, usando i suoi poteri estremamente superiori rispetto a quest'ultimo, lo rinchiude in una sfera magica. Poi, lo stregone intrappola tutti i suoi amici, eccetto Aladdin, allora in missione col sultano, in una cella.

Tornato a palazzo, Aladdin, senza il sultano, viene accusato da Jasmine di averlo ucciso e condannato a morte: l'esecuzione avverrà all'alba. In realtà, era Jafar trasformato in Jasmine e la vera principessa era ancora rinchiusa in cella. Poco prima che Aladdin venga giustiziato, Iago spezza il globo in cui è rinchiuso il genio, permettendogli di salvare il giovane. Aladdin, allora, tenta di riappropriarsi della lampada di Jafar. Comincia così una battaglia che vede Jafar ritornare genio e trasformare i giardini del palazzo in un mare di lava incandescente. Aladdin, aggrappato a un picco roccioso che sprofonda inesorabilmente nella lava, cerca in tutti i modi di raggiungere la lampada per distruggerla, ma senza successo. Quando tutto sembra perduto, Iago, con i suoi ultimi sforzi prima di svenire, perché colpito da un incantesimo di Jafar, riesce a gettare la sua lampada nella lava, dove si fonde. Il perfido stregone, in un urlo di rabbia e agonia, si distrugge e scompare.

Aladdin (1994-1995)

Nella serie animata, essendo ormai morto, Jafar non compare e il vero antagonista principale è proprio Abis Mal, il suo ex-padrone. In compenso, però, è spesso citato da Aladdin e dai suoi compagni:

Episodio 29: Iago dice a Cavid e Yalin, due poveri bambini di Agrabah, che il giorno dopo racconterà loro la storia di lui e di un visir pazzo e quando si vanta che c'è mancato tanto così che non governasse lui Agrabah, Abù s'infuria e lo rincorre. Episodio 31: Aladdin e i suoi compagni si recano nella biblioteca di Jafar, dove ci sono tutti i libri di magia del mondo, per trovare un rimedio alla maledizione della goffaggine, lanciata ad Aladdin da Haroud, il fedele servitore di Abis Mal, ma è soltanto un trucco e quindi non c'è neanche nel libro di consulenze e soluzioni per maghi e stregoni, intitolato "La gioia delle maledizioni". Comunque, in questo libro, Iago trova la Candela di Macma, posseduta da Abis Mal. Episodio 37: Iago sorprende Aladdin dicendogli che in vita perfino Jafar temeva e stava alla larga dallo stregone Destano, un tipo molto difficile e sovrano della lontana Terra delle Sabbie Nere, il quale, nonostante la sua immensa potenza, è stato spodestato e schiavizzato dallo stregone Mozenrath, suo figlio adottivo. Inoltre, Mozenrath dichiara che con il Tirdak - una bestia che si ciba di qualunque elemento magico, sia esso un oggetto o una creatura vivente - al suo fianco, nessun mago potrà mai toccarlo e che lui sarà così potentissimo. A tale affermazione, Iago replica con la frase: "Questo qui è Jafar junior!" Episodio 56: Pur non sapendo come e quando sia successo, si scopre inoltre che Mozenrath aveva conosciuto Jafar e, in un'occasione, si serve della stanza in cui abitava come nascondiglio per attuare il suo malvagio progetto di sequestrare la famiglia reale e conquistare Agrabah. Inoltre, Mozenrath odiava Jafar e difatti, quando Iago gli parla di lui per distrarlo, definendolo un tipo alto simile a un serpente, s'infuria e lo colpisce con una manata. Episodio 60: Nel suo covo segreto è custodita una pietra magica, l'Occhio di Gasim, in grado di trasformare gli esseri viventi in fantasmi e, viceversa, di riportare in vita il duca dei morti viventi Ayam Aghoul. Si viene anche a sapere che Jafar non era un tipo ordinato. Episodio 61: Aladdin spiega al guardiano del Tempio del destino che è stato proprio Abù a rubare la lampada a Jafar: crede che tale gesto abbia cambiato la sua vita e anche quella del suo piccolo amico. Episodio 67: Iago dice ad Aladdin e ai suoi compagni che Jafar lo portava sempre in giro con sé alla ricerca di roba magica e altro. Una volta, capitarono in un piccolo villaggio in riva al mare, dove sentirono parlare dalla gente del luogo del Globo di Makkhanà, un pericoloso scarafaggio parlante vecchio di diecimila anni, che vive in un'umida caverna su un'isola. Il Globo di Makkhanà è l'unico oggetto al mondo in grado di guarire i geni dalle malattie e, per ottenerlo, è necessario superare tre insidiosi ostacoli, pena la morte. Poiché nessuno era mai riuscito in tale impresa, Jafar aveva preferito non rischiare. Episodio 82: Quando tutta Agrabah è vittima dell'incantesimo della stanchezza di Mirage, Iago fa un sogno piacevole, in cui affronta e sconfigge da solo il terribile Dominus Zanna, un gigantesco minotauro che ha parlato male di sua madre, e viene ricompensato dal sultano con una piccola parte delle sue ricchezze e con la stima totale da parte dei suoi amici. Visto che non gli piace, Mirage non lo può permettere e così gli provoca un terribile incubo, in cui Iago si ritrova faccia a faccia con Jafar, il quale ha pronta per lui la gabbia dei tormenti. Episodio 84: Per apprendere il più possibile sulla potente entità nota come l'Intangibile (responsabile della distruzione degli atlantidi, dei pompeani e dei babilonesi, ora intenzionata a fare la stessa cosa con Agrabah), il Genio consulta due libri della biblioteca di Jafar. Inoltre, insieme con Aladdin, Abù e Tappeto, utilizza la fornace del suo laboratorio per creare la potente Lancia di Agamutha e cercare invano di sconfiggere la nuova nemica.

Aladdin e il re dei ladri (1996)

Jafar non compare nemmeno nel terzo film, ma è comunque citato all'inizio dal Genio durante la canzone C'è una festa qui ad Agrabah, per la precisione nel verso "Non c'è Jafar che puzza di morte": il Genio indossa anche una maschera con le sue fattezze.

Ercole e le Mille e una Notte (1998-1999)

In questo episodio, ambientato poco dopo il matrimonio di Aladdin e Jasmine ma prima del ritorno di Iago dai suoi viaggi con Cassim, Ade riporta in vita Jafar e si allea con lo stregone per uccidere le loro rispettive nemesi. La vita di Jafar è legata al suo bastone magico: finché lo tiene in mano sarà vivo in carne e ossa, ma torna sotto forma spirituale se ne viene privato. Il bastone è molto resistente e dotato di grande magia (resiste quando Ercole gli lancia sopra la casa di Phil), ma alla fine Ercole, aiutato da Aladdin (chiamato in questo episodio Aladino), riesce, con la sua forza sovrumana a distruggerlo, ritrasformando nuovamente lo stregone in un fantasma, che viene così risucchiato per sempre nel fiume Stige.

Aladdin (2019)