Il doppiaggio è un processo di post-produzione utilizzato nella produzione di film e video in cui le registrazioni aggiuntive o supplementari vengono sincronizzate con le labbra e missate con il suono di produzione originale per creare la colonna sonora finita, in modo da rendere l'opera comprensibile nel paese di diffusione. Viene quindi sostituita la voce originale di un attore, o di un personaggio, con quella di un doppiatore. Gli ambiti in cui è maggiormente utilizzato sono il cinema, la televisione, l'animazione e la pubblicità (messaggi radiofonici o televisivi), ma anche altre opere, quale i videogiochi, ma anche le videoguide.
Motivazioni I motivi per cui si ricorre al doppiaggio sono: Dare voce ai personaggi dei film d'animazione o a neonati, oggetti, marionette, animali e altro in una lingua diversa da quella di origine. Sostituire la voce di un attore privo di fonogenia o che presenta un'eccessiva inflessione dialettale. Realizzare la traccia audio di film non girati in presa diretta, alla quale si può rinunciare in scene problematiche o a causa di fattori ambientali (quali vento, pioggia, ecc.). Rimediare a un sonoro in presa diretta mal riuscito o con un eccessivo rumore d'ambiente. Aggiungere al film o agli spot pubblicitari una voce fuori campo visivo o altoparlanti. Poter far recitare più liberamente attori di diverse nazionalità impegnati nello stesso film, come accade spesso nelle coproduzioni europee: il doppiaggio, previsto già in pre-produzione, viene poi realizzato in più lingue mantenendo parte del sonoro in presa diretta. Sostituire la voce di attori non professionisti, che non riescono a recitare con precisione le battute del copione. È una situazione che spesso il regista prevede fin dai provini, come accadeva, ad esempio, in molti film del neorealismo; l'intento, in questi casi, è quello di mantenere la spontaneità della recitazione, rimediando ai piccoli errori col successivo doppiaggio, un esempio eclatante si ha con David Prowse, attore culturista nei panni di Dart Fener in Guerre stellari (trilogia originale) e doppiato da James Earl Jones.
Etimologia In lingua inglese il significato della parola dub per indicare la presenza di una traccia sonora in lingua diversa entrò in uso negli anni Venti, decennio in cui fu introdotto il cinema sonoro. È sostanzialmente l'abbreviazione di dubbing, che aveva ben quattro significati leggermente distinti, ovvero: la pratica di ri-registrare un film completato; reincidere il dialogo da mixare agli effetti sonori; sincronizzare l'audio alla fotografia, pratica usata negli ultimi anni del cinema muto; e sincronizzare dialoghi in lingua straniera, che era più correttamente noto come doubling, dal verbo to double, ovvero duplicare, raddoppiare, che per estensione venne chiamato, e in seguito conosciuto maggiormente, dubbing, ovvero duplicazione/duplicato, raddoppio, rinomina, ridefinizione.
In lingua francese fu chiamato doublage, termine già usato per indicare la sostituzione di un attore con un altro.
Negli scritti in italiano dei primissimi anni Trenta sono presenti sia i vocaboli originali che gli adattamenti italiani, a discrezione dello scrittore: doublage, doubling, dubbing, doppio, doppiato e doppiaggio; oltre che parlato. Il termine "doppiaggio" si assesta e prende il predominio a partire dal 1933, derivato dai termini inglese e francese.
Storia
Alla sua nascita, il cinema era esclusivamente un'arte visiva. In seguito, con l'aggiunta di testi alla pellicola, musica e più avanti dell'audio, se ne ampliarono le prospettive. Nel 1926 nasce il cinema sonoro e nel 1929, dopo tre anni di sviluppo, si diffuse in tutto il mondo, decretando la fine dell'epoca del cinema muto. Sin dall'inizio, tra i tanti problemi introdotti dal sonoro, il problema maggiore era come pubblicare un film parlato in una certa lingua in un altro paese che ne utilizzava una diversa.
Il doppiaggio non era stato ancora inventato e le grandi case di produzione statunitensi (Warner Bros., MGM, Paramount e Fox tra le altre), per non perdere il mercato europeo per via della barriera della lingua (solo nel Regno Unito si parlava la stessa lingua degli USA) decisero di ricorrere a una metodica decisamente avanguardistica ma molto macchinosa: lo stesso film veniva girato più volte in diverse lingue per farlo comprendere alle altre nazioni. Alcune volte venivano sostituiti gli attori di contorno con altri attori improvvisati ma che parlassero quella lingua straniera; a volte gli attori di contorno rimanevano gli stessi ma si improvvisavano poliglotti o si facevano doppiare dal vivo con voci straniere fuori campo dietro le cineprese che parlavano, mentre gli attori davanti alla cinepresa recitavano muovendo solo la bocca fingendo di parlare, recitando quindi muti. Ma gli attori principali dovevano rimanere sempre gli stessi ed erano perciò costretti a recitare tutte le differenti versioni in tutte le lingue, leggendo sugli appositi gobbi – cartelli dietro le cineprese – in cui era riportata la pronuncia fonetica delle parole e non la loro trascrizione esatta.
A Hollywood quasi tutti i film subirono questo procedimento, venendo girati in più lingue in maniera da coprire tutti i mercati europei: le lingue utilizzate erano molto spesso lo spagnolo, il francese (il più utilizzato; ad esempio esiste un doppiaggio di Blanche-Neige et les Sept Nains realizzato a Hollywood nel 1938 ma rifiutato dalla Francia per la bassissima qualità), il tedesco e l'italiano. Non tutte queste triple o quadruple versioni sono sopravvissute, in particolare molte versioni girate in italiano sono andate perdute. Il caso più conosciuto a tale proposito è quello dei comici Stan Laurel e Oliver Hardy (Stanlio e Ollio) che recitando i primi film direttamente in italiano con la cadenza tipica dell'inglese crearono un vero e proprio «marchio di fabbrica» che costrinse i successivi doppiatori italiani a mantenere la stessa inflessione in fase di doppiaggio dei successivi film.
Dopo i primi pionieristici tentativi alla fine degli anni 1920, a partire dal 1930 il doppiaggio diventa un procedimento a cui si ricorre sempre più frequentemente per l'esportazione dei film in altre nazioni e con esso scompare la tecnica delle versioni multiple. Così tutti i film statunitensi che uscirono in Europa ebbero voci diverse da quelle originali. Così fu per Spagna, Francia, Germania e Italia: in particolare, proprio questo paese sin dall'inizio si rivelò talentuoso e prolifico nei riguardi di questa innovazione, tanto che Benito Mussolini e il regime fascista promulgarono un'apposita legge di stato che proibiva di far circolare i film stranieri in una lingua differente dall'italiano al fine di mantenere viva la lingua della nazione, a tal punto che circa l'84% del pubblico italiano preferisce il doppiaggio più di altri paesi.
L'Italia è una delle nazioni che più utilizza il doppiaggio, e vi esiste una lunga e consolidata tradizione con un alto grado di specializzazione e con la presenza di professionalità di spicco. Il primo stabilimento di doppiaggio in Italia fu aperto nell'estate 1932da Voci d'autore di Mario Guidorizzi, pag. 17 edizione settembre 1999 - articolo originale da La parola ripudiata di Mario Quargnolo. In genere viene citato il periodo del fascismo come causa di tale pratica, ma in realtà gli Stati Uniti con il Piano Marshall supportarono notevolmente il doppiaggio per avere un ritorno economico e culturale.
Caratteristiche del doppiaggio La localizzazione linguistica di un'opera è sempre un'operazione complessa e potenzialmente controversa: è evidente la difficoltà di conservare interamente il senso, lo stile e le sfumature della versione originale. Le tecniche di localizzazione e la traduzione finalizzata al doppiaggio non fanno eccezione, anzi presentano taluni elementi problematici diversi rispetto a quelli che si incontrano, per esempio, nella traduzione di un libro.
Se da un lato si perdono alcuni importanti tratti dell'opera originale, dall'altro, per mezzo del doppiaggio, si ottiene un prodotto fruibile da milioni di persone in più, e un buon gruppo di doppiatori aggiunge quelle capacità interpretative fondamentali a rendere naturale il risultato.
Tutte le tecniche di localizzazione (quindi anche i sottotitoli, voci fuori campo visivo) vivono i problemi della traduzione, ma senza di esse sarebbe impossibile per una larga parte della popolazione di un paese fruire di molti prodotti audiovisivi stranieri.
Ritmo e sincronismo labiale
Un buon doppiaggio non deve solo rispettare il senso, ma essere coerente con quanto avviene nella scena e rispettare il ritmo delle frasi, la gestualità, le lunghezze e il sincronismo labiale, cioè il movimento delle labbra degli attori. Dato che è raro che la traduzione più fedele abbia anche la stessa lunghezza della frase originale - ossia che abbia pressappoco lo stesso numero di sillabe - il traduttore-dialoghista deve modificarne la costruzione affinché raggiunga una sincronizzazione soddisfacente. Un bravo professionista riesce a raggiungere un risultato ottimale senza sacrificare la fedeltà alla versione originale.
Recitazione Il doppiaggio sostituisce le voci originali di personaggi e attori e quindi una parte dell'interpretazione originale, che coinvolge i toni, la pronuncia, il timbro della voce, l'intonazione e l'interazione ritmica tra i movimenti e la voce stessa. Di conseguenza, ne risulta modificato anche l'intento approvato originariamente dal regista dell'opera.
Il doppiatore, tuttavia, è un interprete specializzato nella funzione attoriale specifica della parte vocale. Interpreta le battute cercando di aderire con la propria recitazione alle movenze e al labiale dell'attore originale, interagendo con la scena e il personaggio. Il gruppo di lavoro adatta inoltre i dialoghi per il pubblico di un'altra nazione. Una buona localizzazione, quindi, offre una nuova interpretazione e dà una nuova voce a un personaggio. La qualità di questa nuova interpretazione – pari, migliore, inferiore, o diversa - è legata alla professionalità e al talento del doppiatore e di coloro che hanno preparato il materiale, alla professionalità del direttore del doppiaggio, al tempo e ai finanziamenti a disposizione.
Poiché, come nelle riprese di un film, anche nel doppiaggio è necessario effettuare più registrazioni di una stessa scena per ottenere il risultato ottimale, il tempo e i finanziamenti a disposizione sono un elemento centrale. Questo aspetto è il motivo per cui generalmente il doppiaggio di un film per il cinema raggiunge, da un punto di vista della recitazione, un livello superiore rispetto al doppiaggio per il comparto televisivo ove i fondi sono più limitati.
Quando si introduce un doppiaggio, quindi, specialmente in relazione ai tempi a disposizione ma anche rispetto alle capacità professionali dei doppiatori, si introduce un elemento: la possibilità che il risultato finale esprima qualcosa di qualità pari, superiore, inferiore o diversa rispetto all'opera originale.
In alcuni casi, anche se il prodotto è nella stessa lingua di produzione e di ricezione, la recitazione di attori che sul fronte dell'uso della voce hanno un qualche tipo di carenza è risolta dall'intervento dell'attore doppiatore. Ciò avviene frequentemente nella pubblicità, dove è un determinato volto può non avere la voce cercata dall'impresa, ma anche nei prodotti filmici. Un esempio è tutta la prima parte della carriera interpretativa di Bud Spencer e Terence Hill o di Edwige Fenech, che sono stati doppiati, per ragioni di pulizia vocale, anche nella loro lingua.
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