Medici con l'Africa Cuamm è tra le maggiori organizzazioni non governative sanitarie italiane per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un'ottica di sviluppo. A tale scopo si impegna nella formazione in Italia e in Africa delle risorse umane dedicate, nella ricerca e divulgazione scientifica e nell'affermazione del diritto umano fondamentale della salute per tutti. Due essenzialmente i suoi obiettivi: migliorare lo stato di salute in Africa, nella convinzione che la salute non è un bene di consumo, ma un diritto umano universale per cui l'accesso ai servizi sanitari non può essere un privilegio; promuovere un atteggiamento positivo e solidale nei confronti dell'Africa, ovvero contribuire a far crescere nelle istituzioni e nell'opinione pubblica interesse, speranza e impegno per il futuro del continente africano. Medici con l'Africa Cuamm non opera in teatri di guerra seppure in diversi momenti si sia trovato al centro di emergenze umanitarie in cui ha deciso di collaborare con le autorità locali (soprattutto in Sudan del Sud dalla creazione dello stato nel 2011 o durante l'epidemia di Ebola in Sierra Leone).

Opera ai diversi livelli del sistema sanitario, dalle cliniche mobili sul territorio alle università, con l'obiettivo di fornire servizi di qualità accessibili a tutti.

Dal 2008 ad oggi, il direttore è don Dante Carraro, succeduto a don Luigi Mazzucato, direttore dal 1955 e sempre presente nella vita dell'organismo sino alla scomparsa, avvenuta il 26 novembre del 2015.

Storia

Nasce a Padova nel 1950 con il nome Cuamm (Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari), per iniziativa del professor Francesco Canova e del vescovo di Padova Girolamo Bartolomeo Bortignon, e con lo scopo di formare medici per i Paesi in via di sviluppo; negli anni, ha scelto di operare particolarmente nel continente africano. Il nome attuale "Medici con l'Africa" (e non "per l'Africa") enfatizza l'intento di condividere con le popolazioni locali sia i problemi che le loro soluzioni, lavorando insieme alle popolazioni per migliorare lo stato di salute di ciascuno dei paesi oggetto dell'intervento.

Gli anni '50 – '60 Tra il 1954 e il 1960 partono i primi 54 medici: 48 uomini e 6 donne. La loro destinazione è quasi sempre un paese sotto il dominio coloniale e la loro attività si svolge presso ospedali (qualche volta semplici infermerie o maternità) gestiti da missionari. I paesi raggiunti in questa prima fase sono 15, tra questi 10 sono in Africa (Congo, Ghana, Kenya, Libia, Marocco, Nigeria, Somalia, Swaziland, Tanganika e Uganda).

Con gli anni '60 quasi tutti i paesi africani conquistano l'indipendenza e i medici del Cuamm di Kenya e Uganda, riuniti nel convegno di Nyeri (Kenya, 1968), propongono importanti modifiche all'assetto delle strutture in cui prestano servizio. Suggeriscono l'ingresso di esponenti delle comunità locali nelle amministrazioni degli ospedali missionari e spingono per l'integrazione di questi con le strutture pubbliche ed i piani sanitari dei governi africani. Fanno tutto questo nell'ottica di poter garantire l'accesso ai servizi sanitari anche alle fasce più povere della popolazione, integrando l'attività ospedaliera con l'assistenza di base e la prevenzione.

Gli anni '70 Il 15 dicembre del 1971, vede la luce la legge n. 1222 sulla cooperazione tecnica con i paesi in via di sviluppo. Tra i fautori di quella che fu in Italia la prima legge-quadro in materia di solidarietà internazionale c'è il Cuamm. Il suo contributo è stato ricostruito attraverso la documentazione conservata nell'archivio storico dell'organismo e grazie alla testimonianza di uno dei protagonisti, don Luigi Mazzucato.

Forte del riconoscimento ottenuto nel 1972 dal Ministero degli Esteri come organizzazione idonea a svolgere incarichi di cooperazione con i paesi in via di sviluppo, il Cuamm può imboccare la via della cooperazione diretta con i governi e le autorità pubbliche per la realizzazione di ampi progetti finalizzati allo sviluppo globale delle popolazioni africane, valorizzando le risorse umane locali con l'apertura di scuole per infermiere e collaborando con le università locali.

Tra il 1977 e il 1979 il Cuamm avvia la fase dei “programmi-paese” all'interno di appositi accordi bilaterali tra governo italiano e paesi interessati. I primi programmi-paese coinvolgono l'Uganda, la Tanzania ed il Mozambico giunto in quegli anni ad una difficile indipendenza.

Gli anni '80 Gli anni '80 segnano una battuta d'arresto, rispetto ai processi avviati negli anni precedenti: la cooperazione italiana allo sviluppo dopo un boom iniziale è sommersa dagli scandali ed entra in una crisi profonda.

Nel corso di questi anni il Cuamm ha toccato il picco degli invii di risorse umane con 345 persone e diverse professionalità messe a disposizione dei paesi ospiti (non solo medici e paramedici ma anche tecnici, insegnanti, psicologi, personale amministrativo). Si registra però un restringimento del numero dei paesi di invio, sceso a 8: Camerun, Ciad, Etiopia, Guinea Bissau, Kenya, Mozambico, Tanzania e Uganda.

L'insieme di questi fattori impone al Cuamm una riflessione e una verifica su obiettivi e strategie. Al centro della discussione sono la sostenibilità dei programmi e la ricerca di fonti alternative di finanziamento. Si ottengono fondi dall'Unione Europea e CEI e si moltiplica l'impegno per l'auto-finanziamento.

Gli anni '90 Gli invii nel corso degli anni '90 calano, ma non crollano: partono in 204 (135 gli uomini, 69 le donne), in prevalenza medici e infermieri, ma anche tecnici, logisti, personale amministrativo, insegnanti, educatori, assistenti sociali e psicologi a dimostrare una qualità dell'aiuto accresciuta nei 9 paesi di invio (Angola, Burkina Faso, Etiopia, Guinea Bissau, Kenya, Mozambico, Rwanda, Tanzania e Uganda) nonostante le difficoltà affrontate.

Nel 1998 muore il professor Canova, fino all'ultimo presente nella vita dell'organismo da lui fondato. Due anni dopo il Cuamm festeggia i 50 anni di vita rilanciando il suo impegno sia a livello programmatico, con il convegno internazionale “Africa nel 2000, salute per tutti?”, sia in Africa con l'apertura dell'ospedale di Wolisso in Etiopia e l'avvio della collaborazione con l'Università di Nkozi in Uganda.

Obiettivi Medici con l'Africa Cuamm si propone come obiettivo primario il miglioramento delle condizioni di salute delle popolazioni dei paesi dell'Africa sub-Sahariana; mette in atto ogni azione conseguente per favorire il necessario cambiamento comportamentale dei paesi ricchi verso i paesi poveri, e la crescita di una cultura della solidarietà, della cooperazione tra i popoli, della giustizia e della pace.

Per raggiungere tale obiettivo Medici con l'Africa Cuamm interviene secondo un ordine di priorità nei seguenti settori: Progettazione e realizzazione di programmi di cooperazione sanitaria a lungo termine in un'ottica di sviluppo, mantenendo salvo questo approccio anche in evidenti emergenze; Formazione e aggiornamento, in Italia e in Africa, delle risorse umane dedicate; Studio, ricerca e divulgazione scientifica sui problemi della salute e dello sviluppo globale, equo e solidale, con particolare riguardo ai paesi africani; Attività di informazione, sensibilizzazione dell'opinione pubblica, educazione allo sviluppo; Promozione di iniziative specifiche di informazione, sensibilizzazione, advocacy verso le istituzioni nazionali e internazionali; Crescita dell'etica del dono e dell'investimento socialmente responsabile verso soggetti privati e istituzionali.

Attraverso i progetti in Africa e le attività in Italia, Medici con l'Africa Cuamm intende promuovere la consapevolezza che la salute è un diritto umano fondamentale; favorire il confronto, la conoscenza e l'amicizia tra popoli diversi, ed affermare interesse e speranza nel futuro dell'Africa. La strada dello sviluppo globale, equo e solidale deve essere aperta anche alle aree più povere del pianeta.

Medici con l'Africa Cuamm è membro di LINK2007, associazione di coordinamento consortile che raggruppa 9 tra le più importanti Organizzazioni Non Governative italiane.

Strutture Attraverso un Ufficio di Coordinamento in Italia (a Padova) e sette sedi distaccate in Africa, Medici con l'Africa Cuamm è oggi presente con 42 progetti di cooperazione principali e 180 operatori internazionali in: Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sudan del Sud, Tanzania e Uganda.

Nel 2017 l'intervento del Cuamm ha sostenuto: 19 ospedali 45 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all'Aids, tubercolosi e malaria, formazione) 3 scuole per infermieri e ostetriche 1 università (Beira)

Attività Angola Il Cuamm opera in Angola dal 1997 garantendo formazione e assistenza medica, ostetrica e pediatrica. A oggi l'intervento del Cuamm interessa 400.000 persone con 3.263 parti assistiti nel 2014 e 9.400 persone raggiunte dalla campagna di sensibilizzazione sull'HIV nel 2014.

Nel dettaglio nel 2014 il Cuamm Nella provincia di Uige: fornitura di materiale e farmaci ai dispensari della zona; sostegno alle cliniche mobili della municipalità di Damba; riabilitazione dell'ospedale diocesano Rainha Santa (attualmente in attesa dell'autorizzazione per l'inizio dell'attività sulla salute materno infantile); un'ostetrica ha supportato il personale dell'ospedale municipale; supporto della Casa d'attesa aria Bonino per dare ospitalità e assistenza alle donne in gravidanza.

Nella provincia del Cunene: assistenza gratuita durante il parto nell'ospedale di Chiulo e nei centri di salute sul territorio; trattamento della malnutrizione infantile; attività di sensibilizzazione rivolte alla popolazione su prevenzione e cura di HIV e TB; formazione di personale qualificato per la gestione dei malati di AIDS. Attività sulla TB: assistenza tecnica per diagnosi e trattamento per HIV/TB; supervisioni formative nelle province e nei municipi; monitoraggio e supporto della dotazione tecnica dei laboratori. A Luanda: formazione di personale e attività di screening per diabete e ipertensione in pazienti affetti da TB; proposta di un "Piano di monitoraggio nazionale e valutazione del diabete".

Etiopia Il Cuamm opera in Etiopia dal 1980, quando il primo medico fu inviato presso il lebbrosario di Gambo. Ad oggi l'intervento del Cuamm interessa 1.250,000 abitanti con 7.080 parti normali assistiti, 533 cesarei eseguiti e 1.321 trasporti in ambulanza nel 2014.

Nel dettaglio nel 2014 il Cuamm Nella regione dell'Oromia, presso i distretti di Wolisso, Goro e Wonchi: potenziamento dell'intervento nell'Ospedale di San Luca (Wolisso) che è punto di riferimento per la popolazione dell'intera regione; sostegno alla formazione di infermiere e ostetriche presso la scuola annessa all'ospedale; rafforzamento dei servizi materno infantili, di cura e trattamento dell'HIV/AIDS e della tubercolosi, intervenendo anche nelle strutture sanitarie periferiche. Nella zona del South Omo presso i distretti di Hamer, Dasenech e Male: intervento in modo integrato sulla disponibilità, qualità e domanda dei servizi sanitari, in particolare per la salute materna, neonatale e infantile, garantendo la presenza e la fornitura degli strumenti necessari per la gestione delle principali complicanze materne e neonatali durante il parto. A livello nazionale: collaborazione con il segretariato cattolico etiope per rafforzare la gestione delle strutture sanitarie diocesane sparse sul territorio nazionale.

Mozambico Il Cuamm opera in Mozambico dal 1978, dopo la firma tra il governo italiano e mozambicano di un programma bilaterale di cooperazione tecnica in campo sanitario, il cui svolgimento è stato affidato al Cuamm. Nel 2014, l'intervento del Cuamm ha interessato 640.000 abitanti con 19.561 parti normali assistiti, 2.393 cesarei eseguiti, 34.800 persone sono state sottoposte al test dell'Hiv.

Nel dettaglio nel 2014 il Cuamm