Pope della Chiesa ortodossa russa, fu un popolare e controverso leader del movimento operaio prima e durante la Rivoluzione del 1905. Ritenuto un agente provocatore dell'Ochrana, fu ucciso da militanti social-rivoluzionari.
Biografia Giovinezza
Gapon nacque a Beliki, un villaggio disteso lungo le rive del fiume Vorskla, nella provincia di Poltava, in un paesaggio dell'Ucraina che egli definisce « l'Italia russa », dalle colline coronate di boschi di querce, di pioppi e d'alberi d'ogni specie. Nella zona erano ancora vivi i racconti delle battaglie sostenute dai cosacchi contro i Tartari, che alimentavano la fantasia di questo primo figlio del cosacco Apollon Fëdorovič e di una contadina analfabeta.G. Gapon, Mémoires, 1905, pp. 15-16.
Gapon descrive il padre, nato intorno al 1835, come un uomo buono - « esempio unico nel suo ambiente, non frustò mai i suoi figli » - onesto e amante della terra.G. Gapon, cit., pp. 7-8. La madre, nata nel 1845, una donna autoritaria ma di buon cuore, era molto religiosa: sembrava « un'anima piena di bontà che si dibatteva, come un uccello catturato, nella rete del formalismo religioso ». Fu lei per prima a influenzare la scelta di vita ecclesiastica del giovane Georgij.G. Gapon, cit., pp. 12-15.
Dopo i primi studi nella scuola del villaggio, nel 1882 Gapon entrò nel seminario di Poltava.Frequentò prima i corsi del « piccolo seminario » e poi, dal 1887, quelli del « grande seminario »: cfr. G. Gapon, cit., pp. 18-20. Qui, tra gli altri, ebbe per maestri Ivan Tregubov e Isaak Fejnerman, due seguaci di Tolstoj, che gli fecero conoscere la sua Analisi della teologia dogmatica, un testo proibito nel quale il grande scrittore descrive la Chiesa ortodossa formata da una gerarchia di qualche dozzina di arcipreti e metropoliti « fuorviati e poco istruiti », che tengono « nella più mostruosa e servile sottomissione » migliaia di preti « occupati a ingannare e a spogliare il popolo col pretesto di amministrare non si sa quale sacramento ».J.-J. Marie, Le Dimanche rouge, 2008, p. 38.
Gli scritti di Tolstoj esercitarono - scrive Gapon - un durevole influsso: « Per la prima volta vidi chiaramente che l'essenza della religione non risiede nelle forme esteriori ».G. Gapon, cit., p. 19. Alla fine dei corsi, nel 1893, Gapon, ormai convinto di « non essere adatto alla vita ecclesiastica »,G. Gapon, cit., p. 22. non si presentò a sostenere l'esame di teologia, giustificandosi con un presunto stato di malattia e cercando di ottenere egualmente un voto positivo. Gli fu concesso il diploma ma con una nota di demerito che lo dichiarava indegno del titolo di pope.G. Gapon, cit., pp. 22-23.
Gapon visse a Poltava dando lezioni private e progettando di entrare nella facoltà di medicina. Conobbe Vera, figlia di un ricco commerciante, la quale aveva relazioni tra i rivoluzionari senza però « distaccarsi dallo spirito religioso attinto nella propria famiglia ». La ragazza lo convinse - afferma Gapon - che essere prete, più che medico, avrebbe favorito il suo desiderio di essere vicino ai diseredati.G. Gapon, cit., p. 25.
Si sposarono nel 1894 malgrado l'opposizione dei genitori della donna. Determinante fu il sostegno del vescovo di Poltava, Illarion, che lo ordinò diacono e poi, nel 1895, prete, affidandogli la chiesa del cimitero della città. Nelle sue funzioni, Gapon si dimostrò predicatore di talento, e si distinse per il suo disinteresse dagli altri preti, usi a esigere anche dai contadini più poveri denaro e regali.G. Gapon, cit., pp. 26-30. Vera morì prematuramente nel 1898, lasciandogli i due figli Marija e Aleksej. Alcuni « fenomeni misteriosi » che seguirono alla morte della moglie convinsero Gapon della realtà della predestinazione e dell'esistenza di « relazioni occulte tra i vivi e i morti ».G. Gapon, cit., p. 31-32.
Gapon si trasferì a San Pietroburgo per entrare nell'Accademia di Teologia con l'appoggio del vescovo Illarion. Nello stesso tempo, essendo poco interessato agli aridi studi teologici, accolse l'invito del vescovo Beniamin di predicare in una parrocchia operaia e dopo un anno ottenne un congedo dall'Accademia per potersi trasferirsi in Crimea, dichiarando di aver bisogno di recuperare la salute. Lì conobbe il pittore Vereščagin e lo scrittore Džanšiev che gli consigliarono di lasciare la tonaca.G. Gapon, cit., pp. 61-62. Džanšiev ne ha lasciato un ritratto: « Gli piaceva cantare, soprattutto i canti di Ševčenko, del quale amava anche leggere le opere ad alta voce [...] era sensibile [...] dolce, amabile, ma nello stesso tempo vivace, determinato, impulsivo e orgoglioso. Gli piacevano molto le lodi ».J.-J. Marie, cit., p. 42.
Ristabilito, nel novembre del 1899 tornò a Pietroburgo per riprendere gli studi nell'Accademia teologica, e l'anno dopo Vladimir Sabler, il procuratore aggiunto del Santo Sinodo, gli offrì di predicare nella chiesa di Maria misericordiosa, situata nell'isola Vasilevskij e frequentata soprattutto dagli operai del porto. Gapon fu colpito dall'aspetto degli abitanti del quartiere, dai « loro passi pesanti, i loro corpi magri, le loro facce terree dai toni cadaverici », dalle file dei disoccupati alle porte delle fabbriche, nella speranza che si liberasse un posto.G. Gapon, cit., pp. 158-159.
Propose allora di costituire una società operaia di mutuo soccorso, ma Sabler si oppose, nominandolo però predicatore degli orfanotrofi della Croce Blu e di Santa Olga. Il suo interesse per le condizioni dei miseri inquietò la polizia e un giorno fu convocato dal governatore Klejgel's, al quale Gapon espose i suoi progetti di costruzione di case di lavoro e di colonie agricole per « dare agli infelici un rimedio morale che li conduca a una vita onesta e degna ».G. Gapon, cit., p. 73.
Kleigel's approvò le buone intenzioni ma non diede seguito ai suoi progetti. Nel 1901 Gapon s'iscrisse alla Società di filosofia religiosa, fondata dal metropolita Anton, divenne direttore dell'asilo della Croce Blu e chiese alla direzione dell'Accademia teologica, nella quale frequentava ora il terzo anno di corso, un congedo di un anno. Gli venne rifiutato, così come furono rifiutate le sue proposte di riforma dell'asilo della Croce Blu, e il senatore Aničkov, presidente del comitato degli asili di Pietroburgo, lo denunciò all'Ochrana quale pericoloso sovversivo.J.-J. Marie, cit., p. 45.
Furioso, Gapon si ritirò a Poltava conducendo con sé l'allieva Aleksandra Uzdalëva, una ragazza di 17 anni con la quale visse da allora maritalmente e che gli diede due figli. Si rese presto conto di aver commesso un errore lasciando la capitale e tornò a Pietroburgo. Interrogato dall'Ochrana, non gli furono mossi appunti e l'Accademia teologica lo ammise al quarto e ultimo anno, previo superamento degli esami arretrati, condizione che Gapon soddisfece nell'ottobre del 1902. Il mese dopo Sergej Zubatov, il capo della polizia politica di Pietroburgo, gli chiese un incontro.J.-J. Marie, cit., p. 46.
Gapon, Zubatov e l'Ochrana
Zubatov è il fondatore di quello che sarà chiamato il « socialismo di polizia ». Allo scopo di sottrarre gli operai all'influsso dell'agitazione e della propaganda socialista, con l'approvazione del capo della polizia Dmitrij Trepov aveva fondato a Mosca, nel maggio del 1901, una Società di mutuo soccorso degli operai della produzione meccanica, poi in luglio, a Minsk, il Partito operaio ebreo indipendente, in ottobre il Consiglio degli operai della produzione meccanica di Mosca, e nell'agosto del 1902, a Pietroburgo, una società operaia analoga a quella moscovita.
Zubatov spiegò a Gapon il suo punto di vista. L'autocrazia era un bene, perché lo zar « domina tutte le classi. Librandosi a un'altezza morale, indipendente da tutta la società, egli ha la funzione di bilancia dei poteri ».G. Gapon, cit. p. 94. Gli operai possono perciò organizzarsi per bilanciare il maggior potere delle classi superiori, come desidera, a dire di Zubatov, l'autocrate di tutte le Russie. Potrebbe anche essere desiderabile un regime costituzionale, come avrebbe suggerito Gapon, ma Zubatov non poteva ammettere « la commistione degli studenti e degli altri intellettuali nel movimento operaio » e avrebbe preferito che gli operai fossero organizzati da un uomo come Gapon.G. Gapon, cit. p. 96.
Gapon si recò a Mosca a visitare la società operaia creata da Zubatov. Un giornalista che un tempo vi aveva tenuto conferenze gli aprì gli occhi su quella trappola organizzata dalla polizia: nella società erano presenti agenti che individuavano e poi arrestavano gli operai che parlavano e si lamentavano troppo.G. Gapon, cit., p. 100. Anche i preti che operavano nell'organizzazione svolgevano la stessa funzione: peggiori ancora dei poliziotti « che catturano solo i corpi delle loro vittime, questi preti attentano alla libertà delle anime. Sono i veri nemici delle classi oppresse ».G. Gapon, cit., p. 108.
Collaborare con conoscenza di causa all'opera di Zubatov sarebbe « non solo immorale ma criminale », scrisse Gapon,G. Gapon, cit., p. 102. che, senza però rompere i rapporti con Zubatov, si adoperò per costituire una propria organizzazione. Nel maggio del 1903, con cinque operai della società di Pietroburgo fondata da Zubatov, Gapon costituì un comitato segreto con l'intenzione di trasformarla, esercitandovi « un'influenza tale che gli sforzi della polizia politica per farne un arco rampante dell'autocrazia sarebbero stati paralizzati ».G. Gapon, cit., p. 112.
Egli avrebbe finto di prestare appoggio « ai servi dell'autocrazia » per poter godere di quella libertà necessaria per organizzare gli operai, dapprima in una società sotto la protezione della polizia, « trasformandola poi, a poco a poco, orientandola verso fini più larghi ». I suoi uomini avrebbero finito con l'avere in essa la parte dirigente, e Gapon avrebbe avuto a disposizione, « quando fosse venuto il momento critico, uno stato maggiore pronto a condurre il popolo verso i suoi destini ».G. Gapon, cit., pp. 117-118.
Gapon scrisse queste parole nel 1905, « con il senno di poi » in una situazione politica profondamente mutata, e non è credibile che egli, due anni prima, fosse ostile all'autocrazia e avesse concepito un piano così machiavellico con una visione politica tanto lucida. Più probabilmente, per vanità, ambizione e desiderio d'azione politica, ma con una sincera volontà di soccorrere i bisogni dei più derelitti, in quel momento egli voleva agire sottraendosi, per quanto possibile, alla tutela delle autorità che pure lo finanziavano, ma senza avere un piano preciso e una chiara idea delle prospettive che potevano aprirsi al suo movimento.J.-J. Marie, cit., p. 52.
Intanto, a maggio Gapon si era laureato all'Accademia di Teologia, mentre Zubatov in agosto era caduto in disgrazia. Era accaduto che la sua organizzazione di Odessa aveva proclamato a luglio uno sciopero tale da mettere in crisi tutta la città, e di conseguenza il suo dirigente Ṡaevič era stato arrestato. Il ministro Pleve, a motivo dei legami di Zubatov con Ṡaevič, lo cacciò da Pietroburgo, confinandolo a Vladimir. Pur riabilitato l'anno dopo, alla morte di Pleve, la stella politica di Zubatov era definitivamente tramontata.J.-J. Marie, cit., pp. 52-53.
Gapon proseguì le sue iniziative. L'11 settembre 1903 aprì a Pietroburgo, in via Orenburg 23, una sala da tè, aperta tutti i giorni per raccogliervi operai ai quali predicava la lotta all'alcolismo e organizzava conferenze e riunioni periodiche, che si concludevano con una preghiera comune. Alle pareti erano affisse icone e ritratti dello zar, e i poliziotti, che non mancavano di frequentarla, stilavano rapporti favorevoli.J.-J. Marie, cit., pp. 53-54.
LAssemblea degli operai russi