Locri è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria, in Calabria.
Distante dall'antica Locri Epizefiri, città della Magna Grecia, è una delle più importanti dell'intera zona reggina per via del suo ruolo centrale e direttivo dell'intera Locride. È anche il centro culturale e religioso per il comprensorio, in quanto sede della Curia Vescovile della diocesi di Locri-Gerace.
Geografia fisica Locri è situata sulla pianura della fascia costiera ionica Reggina, fra il massiccio dell'Aspromonte ed il Mar Ionio. È circondata da parecchie colline da cui si possono ammirare i tipici paesaggi Locridei, agrumeti di ogni genere, fra cui il prezioso bergamotto, uliveti secolari, vigneti, mandorleti, lecceti spontanei, mirteti, gelsomini, ginestre e fichi d'India. Le spiagge locresi sono grandi, incontaminate e disseminate della tipica vegetazione mediterranea, con una particolarità, la presenza dei Carpobrotus e del giglio di mare.
Origini del nome Nota fino al 1934 come Gerace Marina, l'attuale nome della città deriva dall'antica Locri Epizefiri, polis magnogreca i cui scavi si trovano in parte nel territoiro del Comune di Locri e in parte in quello di Portigliola, alcuni km a sud dall'odierno centro abitato.
Storia
Il primo nucleo di Gerace Marina La storia di Locri è strettamente legata a quella di altri due centri sorti nella zona circostante: Locri Epizefiri, polis della Magna Grecia fondata nel VII secolo a.C.; e Gerace, città medievale costruita nel IX secolo.
Dopo la conquista romana di Locri Epizephiri e in seguito sia delle scorrerie saracene che della piaga della malaria, dovuta alla mancata bonifica delle zone costiere, il sito fu progressivamente abbandonato dagli abitanti, che si spostarono verso le più sicure colline dell'entroterra, dove sorse GeraceGerolamo Marafioti, Croniche et antichità di Calabria, Napoli 1601.Costantino VII Porfirogenito, De Tematibus, testo critico a cura di A. Pertusi, Biblioteca Apostolica Vaticana 1967, vol. II, p. 59.Antonio Oppedisano, Cronistoria della diocesi di Gerace, Tipografia I. Cavallaro, Gerace Superiore 1934, p. 510.Enzo D'Agostino, I vescovi di Gerace-Locri, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1981, p. 9..
Nella prima metà del XIX secolo alcuni notabili geracesi decisero di costruire le proprie residenze estive alla marina del paese, prima quasi completamente disabitata a causa delle zone paludose costiere che davano origine alla malaria; qui iniziò a formarsi un piccolo centro urbano che con il tempo iniziò ad acquisire sempre maggiore importanza economica e sociale. Infatti già nel 1855 la marina ottenne una dogana di terza classe (tolta poi nel 1861), mentre nel 1856 si progettò la strada rotabile che doveva unire la marina con Gerace e l'entroterra tirrenicoVincenzo Cataldo, Cartografia, disegni e rilievi di Gerace e del suo territorio, AGE, Ardore 2003, pp. 41-51..
Ben presto, con il progressivo ritorno della popolazione verso le zone costiere, ormai bonificate dalle zone paludose e malariche, e grazie all'avvento della ferrovia, inaugurata nel 1871 e che doveva collegare Reggio Calabria e Taranto, molte famiglie geracesi si trasferirono nella nascente Gerace Marina, frazione appartenente al Comune di Gerace. Gerace Marina si sviluppò rapidamente ed acquistò sempre più importanza per via del trasferimento di alcune importanti strutture amministrative e commerciali dall'abitato collinare, mal collegato e poco accessibileVincenzo Cataldo, Gerace Marina-Locri. Nascita di una Città, Promocultura, Gerace 2024, pp. 34-35.: tra il 1879 e il 1880 furono così trasferite la sede del Municipio e gli uffici del Circondario di Gerace, oltre alla fondazione delle Banca Popolare Cooperativa nel 1886, diventata tre anni dopo Banca del Circondario di GeraceIvi, p. 37., mentre nel 1887 iniziarono i lavori per la costruzione del carcere circondariale e si deliberò il trasferimento della sede della Pretura a Gerace Marina.
L'autonomia amministrativa da Gerace Il trasferimento alla Marina di importanti uffici amministrativi ed economici irritò e scontentò gli abitanti di Gerace, che temevano l'ingiusta perdita di prestigio della loro cittàE. Serafino, I frazionisti di Gerace, AGE, Ardore 2005.; così il 21 ottobre 1888 si formò un comitato di cittadini geracesi che doveva giungere alla separazione amministrativa tra i due centri abitati, la cui richiesta fu formulata nel mese successivo. Il sindaco Ettore Candida pose alcune condizioni fondamentali per l'autonomia tra le due borgate: la maggioranza degli elettori, il voto favorevole del Consiglio provinciale, una popolazione inferiore ai 4.000 abitanti, i mezzi finanziari sufficienti a coprire le spese comunali e la separazione naturale per ragioni topografiche. La richiesta venne dunque bocciata, anche perché si cercò ogni pretesto possibile utile all'invalidazione. Nel 1891 venne eletto sindaco Gaetano Scaglione, un uomo conciliante che cercò senza successo di mediare tra le fazioni della Marina e di Gerace Superiore, cosa che lo indusse a dimettersi tre anni dopo.
I Geracesi continuarono ad organizzare manifestazioni di piazza per reclamare l'autonomia amministrativa (una avvenne nel marzo del 1895, un'altra nel dicembre del 1896), oltre a nominare una commissione per richiedere burocraticamente la separazione dalla Marina. Alla fine, il Consiglio Comunale del 4 settembre 1903, riconoscendo la frustrazione dei Geracesi per la progressiva perdita di importanza politica ed economica a discapito della Marina e volendo evitare rivolte civili, su richiesta del sindaco Scaglione si espresse favorevolmente alla richiesta di separazione. Si giunse quindi allo scioglimento del Consiglio Comunale stesso e alla nomina di un commissario straordinario, il 28 marzo 1905, nella persona del commendator Giuseppe Caracciolo, che amministrò la situazione fino alla sistemazione definitiva tra i due Comuni.
Essa arrivò con il Regio Decreto del 24 luglio 1905, emanato da re Vittorio Emanuele III di Savoia, che sanciva l'autonomia amministrativa dei due Comuni di Gerace Marina e di Gerace Superiore; le elezioni comunali si svolsero il 17 settembre a Gerace Marina e il 24 dello stesso mese a Gerace superioreVincenzo Cataldo, op. cit., p. 98.. Il primo sindaco del nuovo Comune fu Enrico Scaglione, che fu eletto per tre mandati conseguitivi, fino al 1920Ivi, p. 228..
Da Gerace Marina a Locri Dopo aver ottenuto l'autonomia amministrativa, Gerace Marina accrebbe il proprio prestigio culturale con la fondazione del Liceo ginnasio inferiore nel 1906 e l'inizio degli scavi archeologici nei pressi dell'antica città magnogreca di Locri Epizefiri, condotti dall'archeologo trentino Paolo Orsi dal 1908 al 1911.
Anche in campo economico la città vide lo sviluppo di importanti attività commerciali ed industriali: ad esempio, la "Società Cooperativa anonima per l'estrazione dell'olio di solfuro"Vincenzo Cataldo, op. cit., pp. 115-118., la fabbrica di mattoni con fornace OffmannIbidem. e le Officine Meccaniche Calabresi (OMC), che nei primi anni Trenta impiegavano 200 operai nella produzione di motociclette, fallite per la bancarotta fraudolenta delle Banca Popolare di Gerace nel 1934Salvatore Futia, Lo scandalo delle Officine Meccaniche Calabresi, Franco Pancallo Editore, Locri 2009.Rosario Scarfò, L'altra storia delle OMC (tratta da atti giudiziari), Promocultura, Gerace 2024..
Con l'avvento del fascismo, la città subì un notevole incremento urbanistico e demografico, oltre a mutare profondamente la propria toponomastica: con Regio Decreto del 29 gennaio 1934 n. 238, il comune di Gerace Marina assunse l'attuale denominazione di Locri, in onore al suo antico passato ellenico, mentre il Liceo ginnasiale (divenuto classico) fu intitolato all'aviatore fascista Ivo Oliveti, caduto ad Axum il 3 maggio 1936, durante la guerra d'Etiopia, odonimo che mantiene ancora oggi.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale e la caduta del regime fascista, Locri partecipò al referendum istituzionale del 1946 adeguandosi al sentimento filomonarchico del Sud Italia, votando in massa per la Monarchia (3095 voti), mentre la Repubblica ebbe 1503 voti; alle contemporanee elezioni per l'Assemblea Costituente, il primo partito risultò la Democrazia Cristiana con 2940 voti, seguita dal Fronte dell'Uomo Qualunque con 465 voti, dai socialisti (430 voti), dall'Unione Democratica Nazionale (che raggruppava i liberali conservatori prefascisti) con 220 suffragi, dal Blocco Nazionale della Libertà (134 voti), dai comunisti (117) e dai repubblicani (115)Rosario Scarfò, Correva l'anno 1946, Promocultura, Gerace 2022, p. 69.. Precedentemente, alle elezioni comunali del 21 marzo 1946, i Locresi avevano eletto a schiacciante maggioranza un'amministrazione democristiana, guidata dal sindaco Carmine Migliaccio Spina, che resse il Comune per due mandati consecutivi, fino al 1957Vincenzo Cataldo, op. cit., p. 229..
Nel giugno del 1954 il vescovo di Gerace-Locri, mons. Pacifico Perantoni, ordinò il trasferimento della sede del Seminario Diocesano da Gerace a Locri, accanto la sede dell'Episcopato, già spostata nella città rivierasca circa cinquanta anni prima, adducendo le cattive condizioni strutturali e manutentive dell'edificio geracese; in questo modo si completò il definitivo trasferimento della sede vescovile da Gerace a LocriIvi, pp. 195-201..
Simboli
Stemma Lo stemma è blasonato come uno sparviero d'oro ad ali spiegate inserito in un ovale di rosso con fondo celeste, sormontato da una corona e contornato da due tralci, uno di alloro ed uno di quercia. Gonfalone Il gonfalone è un drappo di amaranto. Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare bianco bordato tre volte di rosso, caricato al centro dello stemma cittadino.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Siti archeologici
Di particolare interesse è l'area archeologica che si trova circa a sud del Comune. La distanza dalla moderna cittadina ha permesso di preservare quasi integralmente l'antica città greca, sebbene nei secoli passati gli abitanti della zona abbiano usato le pietre di questa città per edificare le nuove case.
Gli scavi archeologici sono stati diretti da Paolo Orsi (1908-1912), Paolo Enrico Arias (1940-1941) e da Giulio Jacopi (1951).
Rilevante è la visita ai resti archeologici dei templi, dei teatri e delle mura di cinta di epoca magnogreca, oltre al Museo Nazionale, che espone migliaia di reperti archeologici di epoca pre-ellenica, magnogreca e romana.
Monumento ai cinque martiri di Gerace In una villa posta davanti a Piazza dei Martiri, la principale della città, è stato eretto un monumento dedicato ai Cinque Martiri per l'unità nazionale, fucilati l'11 ottobre 1847 a Gerace dalle truppe borboniche, realizzato nel 1872 da scultori carraresi.
Su di esso vi sono le seguenti incisioni (rispettivamente frontalmente e dietro, dal punto di vista della piazza):
Monumento a Nosside Nella piazza del lungomare è presente un monumento a Nosside, poetessa magno-greca locrese, scolpito dallo scultore Tony Custureri.
Monumento ai caduti di Gerace Marina nella prima guerra mondiale Di fronte al Palazzo comunale è presente un monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale.
Cattedrale di Santa Maria del Mastro
Chiesa edificata nel 1933 in stile romanico lombardo e sede della diocesi di Locri-Gerace.
Chiesa di Santa Caterina