Rotonda (Rutunna nel dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Potenza in Basilicata. Nel comune è ubicata la sede istituzionale del Parco Nazionale del Pollino e il suo territorio è attraversato dal fiume Lao che dopo circa 60 km sfocia nel mar Tirreno. È il comune più meridionale della Basilicata.

Geografia fisica

Rotonda è situata ad un'altitudine di 580 m s.l.m. all'estremità meridionale della provincia di Potenza, al confine con la Calabria. Confina a nord e ad est con il comune di Viggianello, a sud con Morano Calabro (CS) e Mormanno (CS), e ad ovest con Laino Castello (CS) e Laino Borgo (CS). Si trova nel cuore del Parco nazionale del Pollino, nella valle del Mercure, e comprende nel suo territorio montagne che arrivano ad un'altitudine massima di 1919 m s.l.m. Fa parte della Comunità montana Lagonegrese. La valle in cui è situata Rotonda appartiene all'era mesozoica e neozoica. Avanti a tali epoche in era quaternaria, la valle era un antico lago pleistocenico e quando le acque cominciarono a ritirarsi, defluendo verso il mare, si formò l'attuale valle del Mercure. Il centro storico di Rotonda sorge su uno scoglio calcareo che faceva parte dell'antico lago, che si creò in seguito all'erosione. Anche altre zone del paese hanno origine da uno scoglio di natura calcarea come a sud l'attuale frazione Acqua Nocella.

Fiumi I principali corsi d'acqua sono: Mercure Jannace Paraturo Mauro Schettino

Il più importante fra questi è il Mercure, lungo , che nasce a un'altitudine di nel comune di Viggianello, e attraversa Rotonda nella parte Nord per . Il percorso del fiume continua in Calabria dove cambia il nome in Fiume Lao e sfocia nel Tirreno nei pressi di Scalea.

Clima In generale il clima è asciutto, l'aria dolce e salubre, d'inverno la temperatura scende sotto lo zero, anche se non comporta abbondanti nevicate in paese, pur essendo circondato da monti innevati durante tutto l'inverno. Il vento di Libeccio provoca un'alta piovosità nel periodo da ottobre a febbraio, invece da giugno ad agosto si può godere di un ottimo clima dove la piovosità è minima. La posizione nella valle del Mercure non rende Rotonda soggetta ad umidità perenni e nebbie sciroccali intense, che al contrario invadono la vallataUmberto D'Aquino Enzo Fittipaldi Saverio Lauria, Nerulum, Editrice Salentina-Galatina..

Fauna e flora Anche se ormai a causa della caccia e del disboscamento, la fauna è diminuita, questa è composta da ricci, faine, volpi, scoiattoli e lepri. Sono presenti, anche se più in zone estreme del paese, lupi e cinghiali, che in rari casi si sono addentrati nei centri abitati. Il resto della fauna è composta da animali di comune allevamento come bovini, ovini, caprini, suini ed equini. Anche se il disboscamento ne ha diminuito il numero i faggi costituiscono la maggior formazione forestale di Rotonda, che si va ad unire ad altre piante come le querce, i càrpini, i castagneti, ed i cerri.

Storia

Periodo Prerinascimentale La prima citazione del nome Rotonda compare in una pergamena del 1083, come attesta il Racioppi nel documento Tutta l'Italia et isole pertinenti ad essa. Il toponimo, secondo il geografo Leandro Alberti, deriva dalla disposizione delle case attorno al castello, situato su una collina che lo rendeva simile ad un unico blocco rotondo. È idea condivisa da molti storici anche se non comprovata, che Rotonda sia stata fondata sui resti dell'antica Nerulum, città d'epoca romana che era situata in un punto di incontro fra molte vie importanti come la Via Popilia. Secondo altre fonti, invece, si pensa che Rotonda sia situata sui ruderi di Tebe Lucana, altra città d'epoca Romana. Rotonda è citata anche in altri documenti, oltre a quello del Racioppi, come in una carta greca del 1117, nel cedolario del 1276-1277, relativo al Giustizierato di Basilicata e in alcuni documenti Angioini dove si parla di "Rotunda vallis Layni", per distinguerla da "Rotunda Maris" (l'attuale Rotondella).

La presenza di vie di comunicazione ne fece sin dalla nascita un centro ricco e prosperoso. Come avvenne per la maggior parte delle città del sud, Rotonda passò in varie mani dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, cambiando spesso il suo aspetto, ma arricchendosi volta per volta, di architetture di vario stile, alcune delle quali arrivate fino ai giorni nostri. La data di nascita dell'attuale centro di Rotonda non è certa, ma si sa per certo che esisteva al tempo dei Longobardi di Salerno, e che fu conquistata insieme ai territori del Principato di Salerno da Roberto il Guiscardo, passando così sotto il dominio dei Normanni. Successivamente fu venduta dalla regina angioina Giovanna II di Napoli alla famiglia Scannasorece di Napoli, e a partire dal 1419 passò sotto il dominio dei Sanseverino.

Rotonda e i Sanseverino

Nel XVI secolo i Sanseverino raggiunsero il loro apice, possedendo terreni che si estendevano tra Salerno e la Calabria e tra il Tirreno e lo Ionio. Rotonda naturalmente faceva parte di questi possedimenti, ed è grazie a ciò che documenti riguardanti l'Università di Rotonda (ovvero Comune di Rotonda), sono arrivati a noi. I "Capitoli" stipulati tra Bernardino Sanseverino, principe di Bisignano, e l'Università di Rotonda, sono custoditi nell'archivio di Stato di Napoli ("Capitoli" stipulati tra il 1495 e il 1507), dove i rappresentanti della cittadina chiedevano ai feudatari:

Alla fine del XVI secolo, dopo che un ramo della famiglia Sanseverino ebbe degli scontri con il viceré Pedro de Toledo, parte dei territori che comprendevano la Basilicata e la parte settentrionale della Calabria, passarono in mano di Nicolò Bernardino Sanseverino (1554-1606), figlio di Pietro Antonio Sanseverino, questo periodo segnò la parabola discendente della famiglia Sanseverino. Nicolò, per via della sua inadeguatezza, non gestì in maniera ottimale l'eredità lasciatagli dal padre, e quindi fu interdetto e la Camera della Sommaria ordinò la compilazione di documenti contenenti il censimento di tutte le proprietà della famiglia. In questi documenti è citata anche Rotonda:

All'inizio del XVII secolo, dopo la morte di Nicolò avvenuta nel 1606, Rotonda fu acquistata (1622) da Ferrante Sanseverino conte di Saponara, sempre appartenente sempre alla stessa famiglia.

Il XVIII secolo Nel 1735 Carlo III di Spagna divenne Re di Napoli e Sicilia, e l'anno successivo chiese di stilare un manoscritto dove veniva descritta la provincia della Basilicata. La relazione riguardante Rotonda, fu stilata e inviata all'allora sindaco Carlo di Lorenzo e riportava queste informazioni:

Sul documento era presente il sigillo di Rotonda che raffigurava una torre che sovrasta su tre colline il fiume Mercure che vi scorre sotto, e due angioletti al di sopra della torre. Il simbolo è rimasto pressoché uguale oggi, tranne i due angioletti che non vi compaiono più.

Un'altra descrizione di Rotonda era presente nel Catasto onciario del 1753, redatto dal sindaco Francesco Iannino e dagli eletti (assessori) Giuseppe La Polla (o L'Apolla), Tommaso Rinaldi e il cancelliere Giuseppe Presta. In quest'altro documento si apprende che la sede del comune era sita in strada San Francesco, e in più vi era presente un fornito elenco di chiese e cappelle, oltre alla chiesa Madre e al Santuario di Santa Maria, in quell'anno come: le cappelle di Santa Maria delle Grazie, di San Michele Arcangelo, di Santa Maria Mater Dei, di Santa Maria Maddalena, di Sant'Onofrio, di Santa Maria di Costantinopoli, del Santissimo Rosario e della Santissima Trinità, oltre a diverse cappelle rurali sparse nel territorio circostante.

Altre informazioni che si apprendono dal catasto, vengono dalle parole del parroco di quell'anno, don Giuseppe Angelo Cantisani, che stilava il censimento per "fuochi", gruppi famigliari, dove si deduce che la popolazione a quel tempo ammontava a abitanti. Alla fine del XVIII secolo la popolazione ebbe un sostanzioso incremento, che la portò a abitanti, questo incremento fu dovuto al fatto che Rotonda era una terra di passaggio che portava in Calabria, e quindi cominciò a sviluppare alcune attività commerciali.

In quegli anni Rotonda cominciò ad acquisire l'odierno aspetto, in quanto gli abitanti cominciarono a spostarsi dall'antico centro, e fu costruita l'attuale chiesa Madre sulla strada che portava da Castelluccio a Morano, creando così un nuovo centro urbanistico. La precedente chiesa Madre, che sorgeva ai piedi del castello e ancora oggi presente, fu affidata alla confraternita del Rosario, prendendone così il nome che conserva ancora oggi; in più fu edificata un'altra chiesa intitolata a Sant'Antonio, il patrono del paese.

Durante la seconda metà del XVIII secolo, cominciarono i lavori per la costruzione della strada che doveva collegare Napoli a Reggio Calabria; questi lavori riguardarono anche la strada che attraversava Rotonda, che quindi ne cominciò a portare benefici, perché venne sostituita la vecchia strada sassosa che collegava Lauria a Morano. L'edificazione di questa strada non fu semplice, basta pensare che il solo tratto che collegava Castelluccio a Rotonda richiese la costruzione di nove ponti.

Nel 1792 l'abate Giuseppe Maria Galanti, si fermò a Rotonda e nel suo diario descrisse così il paesino:

Il XIX secolo e Garibaldi Fra il 1799 e il 1806 Rotonda come tutta la zona intorno della Basilicata e Calabria, fu teatro di scontri (moti repubblicani) fra l'esercito sanfedista e quello francese. La zona di Rotonda era giudicata un punto strategico, per via delle sue caratteristiche territoriali, che la rendevano un punto invalicabile da parte delle truppe provenienti dalla Calabria. L'ufficiale dell'esercito borbonico, Domenico Colella, paragona le valli del Pollino alle Termopili degli Spartani definendole "Le Termopili delle Calabrie". Con la vittoria da parte di Napoleone, finisce l'era del feudalesimo, segnando così la fine del dominio dei Sanseverino anche a Rotonda.

La fine di questi moti fece riaprire i cantieri dei lavori della strada, che erano stati chiusi, ricominciando a portare benefici nella zona. Nel 1826 da Rotonda fu di passaggio anche il botanico Luigi Petagna, che rimase colpito dalla piazza e che descriveva così:

Rotonda fu l'unico paese della Basilicata ad ospitare Giuseppe Garibaldi, che vi sostò il 2 settembre 1860, prima di partire da una spiaggia di Maratea per Sapri. L'eroe fu ospitato a casa della famiglia Fasanelli (ora di proprietà degli eredi del Comm. Vincenzo Tancredi), che per ricambiarne l'ospitalità regalò alla famiglia un grande medaglione di cui oggi si ignora la sorte. Garibaldi arrivò a Rotonda il 2 settembre con la colonna del Generale Cosenza, reduce dalla conquista della Sicilia e della Calabria, ed era diretto verso Napoli, in vista dello scontro con l'esercito di Francesco II. A sbarrargli la strada, anche se in ritirata, a Castelluccio era presente un contingente di 3.000 soldati borbonici agli ordini del Generale Caldarelli. Quindi decise di fermarsi nel comune del Pollino per la notte fra il 2 e il 3 settembre, accolto da don Bonaventura de Rinaldis e ospite della famiglia della vedova di Berardino Fasanelli.

Garibaldi aveva pensato di raggiungere la costa tirrenica costeggiando il fiume Lao-Mercure, ma don Bonaventura gli fece cambiare idea facendolo passare per vie interne. Fu lo stesso don Bonaventura a inviare un messaggio segreto per avvertire il sindaco di Tortora, don Biagio Maceri, dell'arrivo dell'eroe nel comune calabrese. La figlia di don Bonaventura, Filomena, era sposata con il figlio del sindaco di Tortora, Francesco Maceri. In piena notte Garibaldi lasciò Rotonda, con sei uomini a seguito, e seguendo le indicazioni di don Bonaventura e di un contadino incontrato per strada arrivò a Tortora alle 10 e 30 del 3 settembre.

Simboli

Blasonatura dello stemma concesso con decreto del presidente della Repubblica del 30 marzo 2004: