Proveniente dal Texas, è riuscito a diventare miliardario grazie alla sua impresa Electronic Data Systems (EDS), fondata nel 1962 pionieristica delle proposte di esternalizzazione alle aziende. Successivamente ha abbandonato questa compagnia per fondare la Perot Systems, basata sulla stessa etica della precedente. Henry Ross Perot ha fondato un partito politico, il Partito della Riforma, e si è anche candidato due volte alle elezioni (nel 1992 e nel 1996) al fine di diventare Presidente degli Stati Uniti d'America.
Biografia Perot nacque a Texarkana, in Texas, da Gabriel Ross Perot e da sua moglie Luly May. Il padre era un imprenditore specializzato nel settore del cotonePosner, Gerald (1996). Citizen Perot. New York City: Random House. p. 8.. Henry Ross entrò nell'Accademia Navale Statunitense nel 1949Townley, Alvin. Legacy of Honor: The Values and Influence of America's Eagle Scouts New York: St. Martin's Press. pp. 89–100, 108, 187, 194, 249, 260, 265. ISBN 0-312-36653-1, ultima consultazione: 29/12/2006. Quando, nel 1953, concluse l'accademia, era capoclasse e comandante di plotone. Nel dicembre del 1954 Perot venne nominato sottotenente. Tuttavia, nel 1955, Perot espresse con una lettera indirizzata al padre il suo grande malumore riguardo alla vita militare e, alla fine della ferma obbligatoria di quattro anni, tornò alla vita civile.
Quando lasciò la Marina nel 1957, Perot cominciò a lavorare come venditore per la IBM, diventando in breve un impiegato di punta e cercando di esporre le sue idee ai supervisori, dai quali venne però ignoratoSam Wyly, 1000 Dollars & an Idea, Publisher: Newmarket, ISBN 1-55704-803-7. Lasciò quindi la IBM pochi anni dopo, nel 1962, per fondare la EDS a Dallas (Texas) e iniziò a insistere presso grandi società affinché impiegassero i suoi servizi di elaborazione dati. Perot firmò vantaggiosi contratti con il governo degli Stati Uniti negli anni sessanta per computerizzare i documenti di Medicare (una sorta di assicurazione pubblica americana).
La EDS venne quotata in borsa nel 1968 e il prezzo per azione in pochi giorni schizzò a 160 dollari, dai 16 della collocazione. In quello stesso anno la rivista Fortune gli dedicò la copertina, definendolo il texano che si è arricchito più velocemente. Nel 1984 la sua compagnia fu acquistata dalla General Motors per 2,4 miliardi di dollari.
La missione in Iran Poco prima dell'inizio della Rivoluzione iraniana del 1979, il governo dell'Iran imprigionò due suoi impiegati per una disputa su un contratto. Perot quindi sponsorizzò e organizzò una missione per recuperare i due ostaggi, che si concluse con la loro liberazione. Il team per il recupero dei due impiegati era capeggiato dal colonnello in pensione delle Forze Speciali americane Arthur D. "Bull" Simons. Poiché il team non era riuscito a liberare gli impiegati dalla prigione, decise di attendere i tumulti dei rivoluzionari pro-ayatollah, che presero d'assalto la prigione e liberarono tutti i reclusi, molti dei quali erano prigionieri politici. I due prigionieri poterono dunque prendere contatto con i loro liberatori, che riuscirono a farli espatriare attraverso una rischiosa fuga al confine turco. L'impresa fu raccontata nel libro Sulle ali delle aquile di Ken Follett, che divenne un bestseller. Nel 1986 fu trasformato in una miniserie televisiva in due puntate, con l'attore Burt Lancaster nel ruolo del colonnello Simons.
Nel 1984 Perot acquistò una delle copie originali firmate della Magna Carta, una delle poche che avevano lasciato il Regno Unito. Tale copia è adesso custodita all'Archivio nazionale di Washington, insieme alla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America e alla Costituzione americana.
Ross Perot investì la maggior parte del venture capital (capitale di rischio) per il progetto di computer NeXT di Steve Jobs nel 1986. Nello stesso anno, dopo aver aspramente criticato la General Motors che aveva rilevato la EDS, fu allontanato con una buonuscita di 700 milioni di dollari. Due anni dopo, nel 1988, fondò la Perot Systems a Plano (Texas). Suo figlio Ross Jr prese il suo posto come direttore generale (CEO).
Attività politica Durante lo stesso anno in cui Perot organizzò la missione di salvataggio nell'Iran, il governatore del Texas chiese la sua assistenza riguardo al problema delle droghe, e in particolare dello spaccio illegale di stupefacenti. Perot diede il suo consenso a presiedere il comitato "La guerra del Texas contro le droghe"; in questa veste egli propose cinque leggi severissime per rendere più difficile il commercio delle droghe. Tutte e cinque le proposte vennero approvate dal consiglio di legislatura e divennero leggi.
Nel 1982 venne nuovamente chiamato in causa dal nuovo governatore del Texas al fine di migliorare la qualità del servizio scolastico pubblico nello Stato. In quel caso, la più famosa proposta di Perot che diventò legge si può sintetizzare con questa massima: "Se non sei promosso, non giochi". La sua intenzione era quella di impedire che i meriti sportivi potessero giustificare da soli la laurea o il diploma; anzi, da quel momento in poi, se si voleva far parte della squadra scolastica di basket o di ogni altro sport, bisognava avere dei buoni voti in tutte le materie.
Dalla fine degli anni ottanta fino all'inizio degli anni novanta Ross Perot cominciò a rivolgere la sua attenzione verso quelli che definiva i fallimenti del governo statunitense. In una orazione pubblica, egli disse che gli Stati Uniti "si erano sviluppati in maniera arrogante e compiaciuta dopo la seconda guerra mondiale" e non erano più la nazione più grande del mondo. Invece di esaminare che cosa doveva venire, l'America era "il riflesso del nostro passato, mentre il resto del mondo si stava evolvendo verso il futuro".
Al termine di una lunga vacanza in Europa, in cui visitò anche l'Italia, Perot confrontò alcune città del vecchio continente con quelle americane, e al termine della riflessione il suo commento fu: "Andate a Roma, andate a Parigi, andate a Londra. Queste sono città secolari. Stanno prosperando. Sono pulite. Funzionano. Le nostre città più antiche sono nuovissime, al loro confronto. Andate di nuovo a New York, guidate attraverso il centro di Washington, andate a Detroit, andate a Filadelfia. Che cosa abbiamo noi di sbagliato?".
In Florida, nel 1990, Jack Gargan, consulente finanziario in pensione, pagò di tasca sua alcune inserzioni sui giornali dal titolo I'm mad as hell and I'm not going to take it anymore (Sono furibondo e non lo sopporto più), in cui denunciava il Congresso degli Stati Uniti per essersi autoconcesso un aumento di stipendio mentre quello della gente normale restava stagnante. Lo stesso Gargan, più tardi, fondò il "Throw the Rascals Out" ("Caccia i furfanti"), che Ross Perot ha sostenuto.
Nonostante un'ideologia politica nettamente conservatrice, Ross Perot non fu affatto un sostenitore del presidente George Bush seniorPatrick E. Tyler (20-06-1992), "Perot and Senators Seem Headed for a Fight on P.O.W.'s-M.I.A.'s", New York Times, consultato: 11-03-2013 e anzi si oppose vigorosamente al coinvolgimento statunitense nella guerra del Golfo del 1990-1991. Invitò pubblicamente i senatori a votare contro la risoluzione che di fatto dichiarava guerra all'Iraq di Saddam Hussein e cominciò a valutare seriamente l'ipotesi di una sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti d'America.
La candidatura nelle presidenziali del 1992
Il 20 febbraio 1992, annunciò alla trasmissione televisiva della CNN Larry King Live la sua intenzione a candidarsi alle elezioni presidenziali americane e di presentarsi come terzo candidato indipendente (rispetto a democratici e repubblicani) in tutti i 50 stati.
Con le sue idee quali il bilanciamento del budget americano tra le uscite e le entrate finanziarie e la sua idea di utilizzare le nuove tecnologie di comunicazione (come Internet) per rendere più accessibili ai cittadini i vari processi democratici (tra cui la possibilità di votare per le elezioni via Internet) e per renderli più partecipi sulle decisioni della politica, Perot divenne ben presto un candidato credibile e in grado di battagliare persino con i candidati dei maggiori partitiSamuel James Eldersveld, Hanes Walton. "Political Parties in American Society". p.69..
Scoraggiato dalla riorganizzazione del Partito Repubblicano attorno alla ricandidatura di George H. W. Bush e dall'ascesa del ticket del Partito Democratico formato da Bill Clinton e Al Gore, e sostenendo che alcuni attivisti repubblicani stessero tentando di far fallire il matrimonio della figlia, Perot annunciò il suo ritiro dalla campagna presidenziale alla fine dell'estate del 1992UNDER THE BIG TOP -- THE OVERVIEW; PEROT QUITS RACE, LEAVING TWO-MAN FIELD; CLINTON VOWS CHANGE AND 'NEW COVENANT' AS HE AND BUSH COURT ABANDONED VOTERS,ROBIN TONER, NY Times, 17 luglio 1992. Ciononostante, a settembre fu ammesso alla votazione in tutti i 50 stati americani. A fronte di ciò, il 1º ottobre dello stesso anno decise di ritornare in garaTHE 1992 CAMPAIGN: Ross Perot; Perot Says "He May Rejoin Race To Publicize His Economic Plan", Richard L. Berke, NY Times, 19 settembre 1992. Fece campagna elettorale in 16 stati, spendendo secondo alcune stime circa 65,4 milioni dei suoi dollari. Il compagno con cui intraprese questo viaggio era l'ammiraglio in pensione James Stockdale.
Uno dei motivi per cui Ross Perot ebbe tanto successo in queste consultazioni elettorali fu il fatto che gli venne concessa la possibilità di partecipare ai dibattiti tra i candidati presidenziali democratici e repubblicani, cosa in genere non avvenuta con gli altri terzi candidati dell'età moderna. Secondo la commissione bipartisan sui dibattiti presidenziali, grazie a questi "confronti all'americana" Perot schizzò dal 5% al 16% delle preferenze degli elettori: anche se le sue risposte alle specifiche domande del moderatore erano generiche e vaghe, lo spirito, il folklore e l'incisività del suo intervento erano così impressionanti che persino molti democratici e repubblicani si trovarono concordi nell'affermare che Perot avesse vinto per lo meno il primo dibattito (quello appunto in cui i temi si affrontano in maniera generale, senza andare nello specifico).
Una delle domande che molti politologi si posero è: «Può un indipendente come Perot, per giunta senza alcuna preparazione politica, governare uno stato potente e immenso come gli Stati Uniti d'America?». A questa perplessità, Perot rispose così:
Perot inoltre si dichiarò favorevole ad un cambiamento radicale delle tradizionali norme civili e sociali americane: in particolare, chiese una profonda revisione della costituzione, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti economici.
Riguardo alle obiezioni mossegli contro quest'ultimo punto, egli era solito dire:
Perot attaccò il Congresso degli Stati Uniti per la sua inettitudine a risolvere i problemi inerenti alle città, Washington compresa, ma anche perché, a suo modo di vedere, esso era intollerante rispetto alla democrazia. Proprio a Washington, Perot, usando una metafora culinaria, disse questo:
Perot chiamò la sua campagna elettorale del 1992 "Uniti noi sosterremo l'America". Non essendo un politico di professione, e non avendo compiuto nessuno studio attinente alla politica, Perot rispetto ai candidati democratici e repubblicani (rispettivamente Bill Clinton e George Herbert Walker Bush) non era in grado di mettere in atto progetti politici seri, anche se chiese a gran voce la riduzione del deficit. Pur essendo un candidato "anti-tasse", affermò la necessità di aumentare la tassa sulla benzina.