Biografia
Nato a Venezia il 10 agosto 1723, figlio di Francesco Gasparo Gallo Zanon —originario del villaggio di Gallo, presso Ferrara— e di Laura Domenica Beltrame Rossini. La sua formazione musicale si sviluppò probabilmente nell’ambiente veneziano, influenzata dall’eredità del compositore, sacerdote e violinista Antonio Vivaldi, morto a Vienna poco dopo la sua amicizia e collaborazione con l’arciduca d’Austria, nel contesto dell’inizio della Guerra di Successione Austriaca, che favorì l’espansione borbonica nel nord Italia.
Gallo coltivò principalmente la musica sacra barocca —incluso uno Stabat Mater— oltre a sonate per violino e sinfonie. Nel 1750 compose a Venezia un oratorio a due voci dedicato al beato Giuseppe Calasanzio, con libretto di G. Barsotti.
Dopo il trattato di Aquisgrana (1748), Gallo intraprese probabilmente un viaggio attraverso Parma e la Lunigiana, dove entrò in contatto con l’illuminata famiglia Malaspina, alleata dei Borboni. Da lì poté avvicinarsi alle cappelle di corte di Parma e Torino, città natale del violinista Felice Giardini, che nel 1752 assunse la direzione dell’Opera Italiana di Londra, seguendo le orme di Nicola Porpora. In quell’orchestra londinese parteciparono anche Francesco Geminiani e Francesco Barsanti, entrambi originari di Lucca.
Gallo si stabilì in Liguria, in una zona strategica tra i centri musicali di Piemonte, Venezia e Lucca. Nel 1755, in coincidenza con l’indipendenza della Corsica da Genova, intraprese il proprio grand tour europeo e si trasferì a Londra, dove pubblicò sei sonate per due flauti traversi e basso continuo.
- Nel 1758 fu pubblicata a Londra la sua Sonata n. 6, e nel 1764, sotto lo pseudonimo Domenico Ferrari —nome legato alle sue origini familiari ferraresi—, figura come autore in almeno tre manoscritti italiani.
- Nello stesso anno apparve a Parigi un’ouverture nella raccolta Sei ouverture a più stromenti, op. 6.
- Nel 1761 partecipò alla Collection of marches and airs, pubblicata a Edimburgo.
Il suo soggiorno londinese (1755–1768) coincise con la nascita della Repubblica di Corsica; dopo quel periodo, Paoli, leader corso, si esiliò in Inghilterra, e quasi incrociandosi con lui, Gallo tornò in Italia, stabilendosi a Groppo (Liguria), sotto la protezione dei Malaspina. Nel 1768 sposò Maria Giulia Guatelli negli Appennini liguri.
Sebbene lasciò molte delle sue partiture in Inghilterra, nel 1780 furono pubblicate a Londra le sue Dodici Sonate per due violini e orchestra, erroneamente attribuite a Pergolesi. Queste opere raggiunsero grande popolarità, e Stravinsky le utilizzò come base per il suo balletto Pulcinella. Studi di Hucke, Degrada, Johansson e Cudworth hanno confermato la paternità di Gallo in manoscritti conservati a Berkeley, Stoccolma e Burghley House.
Benché la data esatta della sua morte sia sconosciuta, si stima che tra il 1769 e il 1785 risiedette in Liguria —allora sotto il regno di Piemonte-Savoia—, dove nacquero diversi suoi figli in comuni come Groppo, Rio, Sesta Godano e Finale Ligure.
Con la Rivoluzione Francese, probabilmente per la sua stretta relazione con il Regno Unito, la padronanza dell’inglese e/o per evitare che la sua famiglia potesse subire il Terreur giacobino, la famiglia Gallo emigrò a Gibilterra; lì risiedette nei primi anni del XIX secolo, finché, dopo la caduta di Bonaparte, si trasferì in città andaluse come Cadice, Malaga e Granada, integrandosi in ambienti illuminati, liberali e cosmopoliti. A Malaga vissero in Plaza de la Merced, n. 22, accanto ad artisti liguri come i Picasso; a Cadice, in Plaza Cruz de la Verdad, anch’essa al n. 22.
Nonostante sia stato oscurato da attribuzioni errate e dalla fama di Pergolesi, Domenico Gallo lasciò un’impronta profonda nella musica del XVIII secolo. La sua opera, riscoperta da musicologi moderni, rivela un compositore raffinato, versatile e degno di riconoscimento autonomo.
Note
Collegamenti esterni