La maman et la putain è un film francese del 1973 scritto e diretto da Jean Eustache, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 26º Festival di Cannes.
Trama Alexandre trascorre le sue giornate a Parigi sorseggiando caffè nel ristorante Les Deux Magots di Saint-Germain-des-Près. Il giovane è reduce da una forte delusione amorosa e non ha lavoro. Anzi, spudoratamente si fa mantenere dalla più matura Marie, che ha una piccola boutique, con cui intrattiene una relazione di tipo aperto.
Un giorno Alexandre incontra un'infermiera, Véronika, giovane e squattrinata come lui. E, nonostante la ragazza sia inizialmente interdetta dal comportamento per nulla passionale di Alexandre, i due finiscono per innamorarsi e fare l'amore. Al ritorno di Marie, si innesca tra i tre un pericoloso e complesso rapporto, che oscilla tra la tenerezza, la gelosia e la disperazione. Alcuni episodi drammatici, infatti, rischiano di compromettere il delicato equilibrio del trio: in una occasione particolare, i tre si ritrovano nello stesso letto, una notte Marie tenta il suicidio davanti agli altri due, quindi le due donne si coalizzano per intentare una sorta di processo ad Alexandre. Infine Véronika resta incinta.
Analisi
Il film più noto del regista (morto suicida pochi anni dopo) viene letto come una "parabola degli anni successivi al '68, dove la politica non è più un ideale e il sesso, da forza rivoluzionaria, è rientrato nei ranghi dei giochi di potere della coppia borghese" (Paolo Mereghetti). Il film inizia come una frizzante commedia, densa di dialoghi parossistici e brillanti, e si chiude carico di cupezza e drammaticità. I personaggi denudano la loro anima con una franchezza non frequente nel cinema dell'epoca, basti citare le frasi dei due protagonisti Alexandre ("Ho mentito spesso a te, ma mai a me stesso" dice all'ex fidanzata) e Marie ("Ho sempre fatto l'amore subito, con chiunque volessi").
Al tempo il film venne criticato per le opinioni "reazionarie" espresse dai protagonisti (ad esempio nei confronti dell'aborto) e per i loro comportamenti chiari e disinibiti (compreso un ménage à trois, anche se appena abbozzato). Rimane tuttavia un ottimo documento di un'epoca, con una sceneggiatura molto lunga (quasi 3 ore e mezzo di pellicola) e niente affatto superficiale.
Il titolo si riferisce ai due modelli di cui si nutre maggiormente l'immaginario maschile, e che Alexandre incarna alternativamente in Marie e Veronika.
Riconoscimenti 1973 - Festival di Cannes Grand Prix Speciale della Giuria Premio FIPRESCI
Note
Collegamenti esterni
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