Vi sono diverse incertezze su gran parte della vita di Rasputin. Egli è tuttora sinonimo di potenza, dissolutezza e lussuria, mentre a suo tempo la sua presenza ebbe un ruolo significativo nella crescente impopolarità della coppia imperiale. Fino alla morte, si mantenne fedele a Nicola II e ad Aleksandra, avendo sempre avuto fede cieca nel principio dell'assolutismo imperiale su cui si basava il trono di Russia.

Biografia Origini e infanzia

Figlio di un vetturino postale, Efim Jakovlevič Rasputin (1841-1916), devoto allo zar e a Dio, e di una contadina, Anna Vasil'evna Paršukova (1839-1906), Grigorij Rasputin nacque il 21 gennaio 1869 (9 gennaio secondo il calendario giuliano all'epoca in vigore) nel piccolo villaggio di Pokrovskoe, situato a 80 km a est di Tjumen' nel governatorato di Tobol'sk (Siberia sudoccidentale).; fu battezzato il giorno seguente, intitolato a San Gregorio di Nissa; tanto la nascita quanto il battesimo sono documentati dal registro parrocchiale del villaggio..

Grigorij era il quinto di nove figli, ma solo lui e una sorella, Feodosija (1875-1900), raggiunsero la maturità. Per anni alternò il lavoro dei campi all'allevamento di cavalli e all'attività di vetturino. Non frequentò la scuola, ma, grazie a un forte carisma, attirò spesso l'attenzione degli altri. In ogni caso, le poche informazioni disponibili sulla sua infanzia e giovinezza sono state tramandate da una figlia di Rasputin, Maria, e spesso vengono considerate inaffidabili..

Fin dalla giovane età, dimostrò un'indole estremamente riservata, tesa alla spiritualità e al misticismo ossessivo, fenomeno che in realtà era diffuso da secoli e frequente tra i popolani della Russia centrale che non avevano conosciuto l'oppressione della servitù della gleba tanto quanto era accaduto nelle campagne della Russia europea..

All'età di 8 anni Grigorij cadde in un torrente, insieme al fratello Michail; quest'ultimo morì a seguito di una polmonite che colpì entrambi. Tale evento colpì duramente Grigorij, che si isolò ulteriormente dal mondo..

Matrimonio

Il 2 febbraio 1887 si sposò con Praskov'ja Fëdorovna Dubrovina (1865-1930), incontrata ad Abalak l'anno prima, da cui ebbe sette figli: Michail (1888-1893), i gemelli Anna (1894-1896) e Georgij (nato e morto nel 1894), Dmitrij Grigorievič (1895-1933), Matrëna (1898-1977), Varvara Grigorievna (1900-1925) e Praskov'ja, nata e morta nel 1903 a causa di pertosse, la stessa malattia che colpì i due gemelli, mentre Michail morì a causa della scarlattina..

Nel 1892, tuttavia, lasciò bruscamente il villaggio, i genitori e la famiglia; trascorse diversi mesi in un monastero ortodosso a Verchotur'e; in questo monastero si interessò attivamente alla vita religiosa, imparò a leggere e a scrivere, e incontrò lo starec Makarij, sotto la cui influenza rinunciò a mangiare carne e bere bevande alcoliche....

Svolta religiosa

Dopo un breve ritorno al suo villaggio e in famiglia, Grigorij affermò di aver avuto una visione della Madonna di Kazan', e decise dunque di abbracciare completamente la vita mistica e d'intraprendere un lungo pellegrinaggio fino al Monte Athos, esperienza che, tuttavia, lo disilluse profondamente...

In questi anni divenne un vero pellegrino: visitava a piedi i luoghi santi vivendo di elemosina per poi fare ritorno a casa e aiutare la famiglia nella semina e i più importanti lavori agricoli; per questi motivi può essere considerato come uno jurodivyj (folle di Dio)Spencer C. Tucker; Priscilla Mary Roberts;The Encyclopedia of World War I: A Political, Social, and Military History; 2005; ABC-CLIO; p. 967.. Talvolta è indicato anche come starec, anche se lo stesso Grigorij ne rifiutava la qualifica, dal momento che non viveva in solitudine né aveva fatto voto di silenzio.

Spesso, nei periodi in cui risiedeva nel villaggio, era solito tenere incontri privati nella propria abitazione; tuttavia, nel 1902, sospese tale abitudine per via della eccessiva attenzione che riceveva dalla gente del posto..

Nel 1903 decise di recarsi in pellegrinaggio a Kiev; poi si recò a Kazan' dove, grazie alla sua profonda conoscenza delle scritture e alle sue interpretazioni assai acute e originali, attirò l'attenzione del vescovo e della classe dirigente..

In seguito si diresse verso San Pietroburgo, per incontrare Giovanni di Kronštadt, chiedere donazioni per costruire la chiesa del villaggio e incontrare il rettore della facoltà di teologia della capitale, Ivan Stragorodskij; la data del viaggio è oggetto di discussione: secondo Pierre Gilliard, Rasputin arrivò nel 1905; Nelipa pensa sia giunto nell'autunno dell'anno precedente; Iliodor testimonia che vi fosse già nel dicembre del 1903. e Helen Rappaport pensa che fosse arrivato per la quaresima del 1903..

A San Pietroburgo Rasputin soggiornò presso il monastero di Aleksandr Nevskij e incontrò altri esponenti del misticismo: tra di essi Germogen Dolganov e Teofane di Poltava, il quale, profondamente colpito dalle qualità di Grigorij, decise di ospitarlo nel proprio appartamento; in seguito, il monaco siberiano fu invitato dalla principessa Milica del Montenegro e da sua sorella Anastasia, grandi fautrici dei mistici e interessate di spiritismo. Finalmente, il primo novembre 1905 (calendario giuliano), Milica introdusse Rasputin a corte e lo presentò allo zar, Nicola II, e alla moglie Aleksandra..

L'incontro con Rasputin si colloca in un periodo estremamente difficile per lo zar il quale, a seguito della pesante sconfitta militare nella guerra russo-giapponese e agli eventi della Rivoluzione del 1905, aveva dovuto siglare il "Manifesto di ottobre" con il quale rinunciava a parte dei suoi poteri autocratici..

Rasputin a Corte

Nel mese di ottobre 1906, su richiesta dello zar, Rasputin si recò in visita alla figlia di Pëtr Stolypin, alcune settimane dopo che, insieme al padre, subì un attentato bomba. Il 15 dicembre dello stesso anno, presentò una petizione allo zar chiedendo di cambiare nome in Rasputin-Novych (Новых) onde evitare confusione con le altre sei famiglie del suo villaggio che portavano lo stesso cognome; la richiesta fu accolta nel marzo dell'anno seguente....

Guaritore dello zarevic Nel mese di aprile 1907, Rasputin fu nuovamente invitato a Carskoe Selo, questa volta per vedere lo zarevic Aleksej Nikolaevič Romanov il quale, malato di emofilia di tipo B, aveva subito una caduta che aveva gravemente compromesso il suo stato di salute..

La malattia dello zarevic era all'epoca tenuta segreta e non aveva una cura definitiva: la zarina (che per lo stesso male aveva già perso il fratello minore e lo zio), dunque, dopo aver confidato nei medici, decise di rivolgersi a Rasputin stesso il quale asseriva di aver la capacità di guarire attraverso la preghiera; in effetti, a dispetto della prognosi infausta dei medici, già dal giorno dopo l'incontro con Rasputin, lo zarevic aveva dato limitati segni di recupero. A seguito di tali risultati, lo zar e la zarina gli permisero di visitare sempre più spesso la loro riservatissima casa, situata nel parco di Carskoe Selo.

Pierre Gilliard, la storica francese Hélène Carrère d'Encausse; Holy People of the World: A Cross-cultural Encyclopedia. e il giornalista Diarmuid Jeffreys hanno attribuito il merito delle cure di Rasputin al fatto che avesse sospeso la somministrazione di aspirina: l'aspirina, in effetti, è un analgesico che però ha effetti deleteri sulla coagulazione del sangue e aveva dunque rafforzato i sintomi dell'emofilia, peggiorando sia il sanguinamento sia il gonfiore articolare..

Alcuni anni dopo, il 9 ottobre 1912, mentre la famiglia reale visitava una tenuta di caccia nella foresta di Białowieża, Aleksej, a causa dei sobbalzi continui della carrozza, si procurò un ematoma alla coscia superiore sinistra che presto degenerò in una fortissima emorragia.. La zarina, disperata, si rivolse alla dama di compagnia affinché avvisasse Rasputin, che in quelle settimane risiedeva al suo villaggio natio con la famiglia (era stato momentaneamente allontanato per contrasti con la corte)... Rasputin inviò la risposta il giorno seguente affermando, in un telegramma, che il bambino non sarebbe morto e che i medici non si sarebbero dovuti preoccupare troppo; pian piano, la febbre e i gonfiori si attenuarono, anche se il ragazzo dovette subire una lunga convalescenza.. A seguito di questo episodio, la zarina e parte della corte credettero che Rasputin avesse curato Aleksej grazie al potere della preghiera, e si avvicinarono ancora di più alla religione..

In ogni caso, il monaco siberiano non era benvoluto a corte: l'archiatra, Botkin, lo riteneva un ciarlatano e attribuiva il merito delle cure all'ipnosi, ma va ricordato che lo stesso Rasputin si interessò a tale pratica solo dopo il 1913. Il principe Feliks Jusupov, tra i più risoluti nemici di Rasputin, suggerì che il monaco segretamente drogasse lo zarevic con erbe curative tibetane, l'uso delle quali, tuttavia, era stato respinto dallo zar stesso.; infine, secondo la figlia di Rasputin stesso, Marija, le guarigioni sarebbero state dovute a mesmerismo..

Tali spiegazioni, tuttavia, avevano il limite di non riuscire a spiegare il modo in cui Rasputin fosse riuscito a guarire il ragazzo pur essendo in Siberia e possono essere derivate dal fatto che la famiglia imperiale fosse estremamente isolata rispetto alla nobiltà e alla società russa.. Molti studiosi rigettano l'idea che Rasputin avesse evocato spiriti o usato trucchi magici. e pensano piuttosto che si fosse servito della propria calma e della propria capacità di convinzione e persuasioneG. Shelley (1925) "The Speckled Domes. Episodes of an Englishman's life in Russia", p. 60..

Contesto culturale e controversie

Agli inizi del XX secolo, anche prima dell'arrivo di Rasputin, la classe dirigente russa era ampiamente interessata ai fenomeni religiosi: infatti, da un lato si era assistito a una vera e propria rinascita religiosa, caratterizzata da un profondo interesse per la letteratura spirituale e una forte ripresa del fenomeno dei pellegrinaggi, dall'altro era forte la curiosità per l'occultismo e per il misticismo; la stessa zarina, Aleksandra, non era immune a tali interessi dal momento che aveva incontrato numerosi "santi folli" nella speranza di trovare un'intercessione con Dio. e aveva invitato a corte il noto esoterista Gérard Encausse nel 1901, nel 1905 e nel 1906. Infine, va aggiunto che, una volta presentato a corte, Rasputin visitò il palazzo reale almeno una volta al mese..

In ogni caso, di là dal generale favore verso i mistici, Rasputin fu oggetto di controversie a causa della sua presunta vicinanza alla setta cristiana dei Chlysty i quali erano accusati di compiere rituali orgiastici e, dunque, erano estremamente malvisti dalla gerarchia ecclesiastica: nel 1908 Rasputin stesso fu sottoposto a inchiesta dal tribunale di Tobol'sk in virtù di un coinvolgimento nelle cerimonie della setta, ma tale inchiesta si arenò ben presto..

Sebbene agli inizi la classe dirigente di San Pietroburgo fosse affascinata dal carisma di Rasputin, la sua vicinanza alla famiglia reale attirò ben presto invidie e pettegolezzi: la zarina, infatti, era in forte conflitto con la suocera e le cognate circa la permanenza di Rasputin a corte; la stampa locale lo teneva sotto stretto controllo, sostenendo che fosse implicato in scandali sessuali e che, in generale, prestasse eccessiva attenzione alle giovani donne; Feofan di Poltava gli era ormai ostile; infine Stolypin, insieme a molti altri politici, lo voleva bandire dalla capitale..

Nel 1911, Nicola II incaricò Rasputin di aderire a un gruppo di pellegrini.: visitò la Počaïvs'ka Lavra e si imbarcò a Odessa verso Istanbul, Mileto, Smirne, Efeso, Patmo, Rodi, Cipro, Beirut, Tripoli e Giaffa; verso la Quaresima visitò Gerusalemme e poi fece ritorno in Russia.