La lingua armena o armeno (nome nativo: հայերեն լեզու, , hayeren lezu, comunemente detto hayeren) è una lingua indoeuropea parlata nella regione del Caucaso (in particolare nella Repubblica Armena) e in vari stati del mondo, a seguito della diaspora armena.
Distribuzione geografica L'armeno è la lingua ufficiale dell'Armenia e della Repubblica dell'Artsakh. Secondo l'edizione 2018 di Ethnologue, l'armeno era parlato nel mondo da 5-7 milioni di persone, la metà delle quali in Armenia.
Lingua armena classica La lingua armena classica, detta anche armeno antico, grabar o krapar (in armeno occidentale), possiede attestazioni scritte a partire dal V secolo, quando si sviluppò la letteratura armena, grazie alla creazione l'alfabeto armeno da parte di Mesrop Mashtots. L'armeno classico è convenzionalmente considerato in uso sino all'XI secolo, ma seppur con significativi cambiamenti, rimase la lingua della letteratura tra il XII e la metà del XIX secolo ed è tuttora la lingua della liturgia armena, pertanto è molto studiato dai filologi biblisti e patristici. Nel corso dei secoli, infatti, la lingua parlata si evolse indipendentemente rispetto a quella scritta. Molti manoscritti greci, persiani, ebraici, siriaci e anche latini ci sono rimasti soltanto nelle traduzioni in questa lingua.
Dialetti e lingue derivate
L'armeno è di grande interesse per i linguisti a causa della sua singolare evoluzione fonologica dal protoindoeuropeo, perché conserva molte caratteristiche considerate arcaiche. Storicamente, l'armeno è diviso (con grande approssimazione) in due grandi dialetti: l'armeno orientale, parlato nella odierna Repubblica Armena, e l'armeno occidentale, parlato dagli armeni dell'Anatolia. In seguito al genocidio armeno, il dialetto occidentale scomparve dall'Anatolia e si conservò soltanto presso gli armeni della diaspora. A seguito delle numerose divisioni politiche e geografiche, si sono sviluppati vari dialetti, alcuni dei quali non sono mutuamente intelligibili.
Dialetto armeno occidentale Il dialetto armeno occidentale (armeno: Արեւմտահայերէն) è uno dei due dialetti moderni della lingua armena ed è parlato principalmente dagli armeni di Istanbul e nella diaspora, in Europa, in Nord America e nel Medio Oriente, fatta eccezione per gli armeni dell'Iran tra i quali è diffuso l'armeno orientale. L'armeno è parlato soltanto da una piccola percentuale degli armeni di Istanbul, con il 18% fra la comunità in generale e l'8% tra i giovani, mentre gli altri parlano turco.
Si è sviluppato a partire dai primi decenni del XIX secolo basandosi sul dialetto armeno di Istanbul. L'armeno occidentale in Turchia è definito come sicuramente in via di estinzione (Lingua in pericolo).
Dialetto armeno orientale Il dialetto armeno orientale (Արևելահայերեն) è uno dei due dialetti moderni della lingua armena ed è parlato nel Caucaso, in particolar modo nella Repubblica d'Armenia e nel Nagorno-Karabakh ed anche dalle comunità armene in Iran.
Classificazione L'armeno è una lingua indoeuropea, benché con caratteristiche tanto peculiari da essere stato riconosciuto come tale soltanto relativamente tardi, nel 1875 da Heinrich Hübschmann. Più in particolare, l'armeno appartiene a un ramo a sé stante della famiglia indoeuropea, poiché non esistono altri idiomi che siano strettamente imparentati con esso.
Alcuni studiosi ritengono che l'armeno sia molto simile alla lingua frigia, ormai estinta. È stata anche suggerita una somiglianza con il tocario. Tra le lingue moderne, il greco è considerato la lingua più prossima all'armeno, il quale, inoltre, contiene molti prestiti dal persiano (che, a sua volta, appartiene alla famiglia indoeuropea).
La fonologia dell'armeno è stata influenzata dalle vicine lingue caucasiche, dalle quali ha adottato la distinzione tra consonanti sorde, sonore, occlusive e fricative eiettive. Le radici delle parole, al contrario, sono in gran parte di origine indoeuropea; molte discendono direttamente dal proto-indoeuropeo e sono imparentate con quelle delle altre lingue indoeuropee, come l'inglese, il latino, il greco antico ed il sanscrito.
Tuttavia, a causa dell'elevata presenza di prestiti linguistici (soprattutto dalle lingue iraniche vicine), si sa che solo circa 1500 parole (G. Jahukyan) sono state ereditate dall'indoeuropeo dalla fase armena classica; il resto è andato perso, un fatto che rappresenta una sfida importante per gli sforzi per comprendere meglio il proto-armeno e il suo posto all'interno della famiglia, soprattutto perché molti dei cambiamenti sonori lungo il percorso dall'indoeuropeo all'armeno rimangono piuttosto difficili da analizzare.
La tabella che segue mostra alcune delle parole di origine indoeuropea più facilmente riconoscibili, paragonate con le suddette lingue (e l'antico inglese). (Fonte: Online Etymology Dictionary). Armeno Inglese Latino Greco antico Sanscrito Radice indoeuropea mayr "madre" mother (< a. ing. mōdor) māter "madre" mētēr "madre" mātṛ "madre" "madre" hayr "padre" father (< a. ing. fæder) pater "padre" patēr "padre" pitṛ "padre" "padre" eġbayr "fratello" brother (< a. ing. brōþorLa lettera 'þ' veniva utilizzata nell'alfabeto antico inglese, e venne poi rimpiazzata da "th".) frāter "fratello" phrētēr "compagno" bhrātṛ "fratello" "fratello" dustr "figlia" daughter (< a. ing. dohtor) futreiLa parola "futrei" (figlia) nella colonna del latino proviene in effetti da una delle altre lingue italiche, l'osco. "figlia" thugatēr "figlia" duhitṛ "figlia" "figlia" kin "donna" queen (< a. ing. cƿēnLa lettera 'ƿ' veniva utilizzata nell'alfabeto antico inglese, e venne poi rimpiazzata dalla lettera "w". "regina, donna, moglie") gunē "donna, moglie" gnā/jani "donna" "donna, moglie" im "mio" my, mine (< a. ing. min) meus, mei "mio" emeo "mio, di me" mama "mio" "mio, di me" anun "nome" name (< a. ing. nama) nōmen "nome" onoma "nome" nāman "nome" "nome" ut' "8" eight (< A. ing. eahta) octō "otto" oktō "otto" aṣṭa "otto" "otto" inë "9" nine (< a. ing. nigon) novem "nove" ennea "nove" nava "nove" "nove" tas "10" ten (< a. ing. tien)(< protoger. *tekhan) decem "dieci" deka "dieci" daśa "dieci" "dieci" ačk' "occhio" eye (< a. ing. ēge) oculus "occhio" ophthalmos "occhio" akṣan "occhio" "vedere" armunk "gomito" arm (< a. ing. earm "parti del corpo unite sotto la spalla") armus "spalla" arthron "articolazione" īrma "braccio" "unire, stare insieme" çunkLa lettera 'ç' viene pronunciata "ts", e nelle parole armene "çownk", "gorç", "meç", e "ançanot'", corrisponde al protoindoeuropeo *g. "ginocchio" knee (< a. ing. cnēo) genū, "ginocchio" gonu "ginocchio" jānu "ginocchio" "ginocchio" votk' "piede" foot (< a. ing. fōt) pedis "piede" pous "piede" pāda "piede" "piede" sirt "cuore" heart (< a. ing. heorte) cor "cuore" kardia "cuore" hṛdaya "cuore" "cuore" kaši "pelle" hide (< a. ing. hȳdan "copertura della pelle degli animali") cutis "cute" keuthō "copro, nascondo" kuṭīra "capanna" "coprire, nascondere" muk "topo" mouse (< a. ing. mūs) mūs "topo" mus "topo" mūṣ "topo" "topo, piccolo roditore" kov "mucca" cow (< a. ing. cū) bumLe parole "bum" (mucca), "pir" (fuoco) e "utur" (acqua) nella colonna del latino provengono in effetti da un'altra lingua italica, chiamata umbro. "mucca" bous "mucca" go "mucca" "mucca" šun "cane" hound (< a. ing. hund "cane da caccia, cane") canis "cane" kuōn "cane" śvan "cane" "cane" tari "anno" year (< a. ing. gēar) hōrnus "di quest'anno" hōra "tempo, anno" yareLa parola "yare" (anno) nella colonna del sanscrito proviene in effetti da un'altra lingua indoiranica, chiamata avestico. "anno" "anno" amis "mese" moon, month "luna, mese" (< a. ing. mōnaþ) mēnsis "mese" mēn "luna, mese" māsa "luna, mese" "luna, mese" amaṙ "estate" summer (< a. ing. sumor) samā "stagione" "stagione calda dell'anno" ǰerm "caldo" burn "bruciare"(< a. ing. beornan) formus "caldo" thermos "caldo" gharma "calore" "caldo" luys "luce" light (< a. ing. lēoht "brillantezza") lucere, lux, lucidus "brillare, luce, lucido" leukos "brillante, bianco" roca "brillante" "luce" hur "fiamma" fire (< a. ing. fȳr) pir "fuoco" pur "fuoco" pu "fuoco" "fuoco" heṙu "lontano" far (< a. ing. feor "a grande distanza") per "attraverso" pera "oltre" paras "oltre" "attraverso, oltre" helum "io verso" flow "scorrere" (< a. ing. flōƿan) pluĕre "piovere" plenō "lavo" plu "nuotare" "scorrere, galleggiare" utem "mangio" eat (< a. ing. etan) edere "mangiare" edō "mangio" admi "mangio" "mangiare" ghitem "so" wit "sapere" (< a. ing. ƿit, ƿitan "sapere") vidēre "vedere" eidenai "so" vid "sapere" "sapere, vedere" ghet "fiume" water "acqua" (< a. ing. ƿæter) utur "acqua" hudōr "acqua" udan "acqua" "acqua" gorç "lavoro" work (< a. ing. ƿeorc) urgēre "spingere, muovere" ergon "lavoro" varcas "attività" "lavorare" meç "grande" much (< a. ing. mycel "grande, grosso") magnus "grande" megas "grande, largo" mahant "grande" "grande" ançanot' "straniero, estraneo" unknown (< a. ing. uncnaƿen) ignōtusI prefissi per "non" in latino sono "in-" ed "i-", e "an-" ed "a-" in greco e sanscrito, che corrispondono all'indoeuropeo *n-., ignōrāntem "estraneo, ignorante" agnōstos "sconosciuto" ajñāta "non familiare" "non" + "sapere" meṙaç "morto" murder "assassinio" (< a. ing. morþor) mortalis "mortale" ambrotos "immortale" mṛta "morto" "morire" mēǰteġ "mezzo" mid, middle (< a. ing. mid, middel) medius "mezzo" mesos "mezzo" madhya "mezzo" "medio, mezzo" ayl "altro" else "ancora" (< a. ing. elles "altro, diverso") alius, alienus "altro, diverso" allos "altro, diverso" anya "altro" "oltre, altro" nor "nuovo" new (< a. ing. nīƿe) novus "nuovo" neos "nuovo" nava "nuovo" "nuovo" duṙ "porta" door (< a. ing. dor, duru) fores "porta" thura "porta" dvār "porta" "porta, uscita" tun "casa" timber (< a. ing. timber "alberi usati per costruire") domus "casa" domos "casa" dama "casa" "casa"
Storia Origine e ipotesi greco-armena
Le prime testimonianze della lingua armena vengono datate al V secolo d.C., con la traduzione della Bibbia in armeno da parte di Mesrop Maštoc'. La parte più arcaica della storia della lingua è incerta e soggetto di numerose speculazioni. Alcuni linguisti ritengono che l'armeno sia un parente stretto del frigio. Molti studiosi come Clackson (1994) ritengono che sia il greco la lingua vivente più geneticamente vicina all'armeno. L'armeno condivide con il greco la caratteristica rappresentazione delle laringali indoeuropee per mezzo di vocali protetiche e condivide anche altre peculiarità fonologiche e morfologiche. La stretta parentela dell'armeno e del greco fa inoltre luce sulla natura di mutamento areale dell'isoglossa centum-satem. Inoltre l'armeno condivide altre isoglosse con il greco; alcuni linguisti hanno proposto che gli antenati delle due lingue fossero quasi del tutto identici o per lo meno in stretto contatto areale. Ad ogni modo altri linguisti come Fortson (2004) hanno mosso come critica che «al tempo a cui risalgono le prime tracce dell'armeno nel V secolo d.C., le prove di una tale vicinanza si sono ridotte a poche allettanti tracce».
Speculazioni sull'influenza del ramo anatolico W. M. Austin nel 1942 ipotizzò che ci sarebbe stato un contatto remoto tra l'armeno ed il gruppo delle lingue anatoliche, ipotesi basata su quelli che considerava tratti arcaici comuni, come la mancanza di un femminile o le vocali lunghe. Tale teoria non si basava su prove definitive, anche se contatti, più o meno parziali ed episodici, tra armeno e lingue anatoliche sono stati rilevati a più riprese da vari studiosi (Giuliano Bonfante, John Greppin e altri).
Influenza iranica