Babilonia (detta anche Babele; 𒆍𒀭𒊏𒆠 in accadico: Bābilim, in sumerico: 𒅗𒀭𒊏𒆠 KA.DINGIR.RAKI, , in aramaico: Bābil) era una città dell'antica Mesopotamia, situata sull'Eufrate, le cui rovine si trovano nei pressi della moderna città di Al Hillah (governatorato di Babil), in Iraq, a circa 80 km a sud di Baghdad.

Intorno al XVIII secolo a.C. (se si segue la cronologia media), Babilonia, fino ad allora di minore importanza, estese, con Hammurabi, il proprio regno su tutta la Mesopotamia meridionale e oltre, definendo un'area che in epoca achemenide e poi ellenistica verrà indicata con l'esonimo "Babilonia", dal nome del suo centro più importante.

Alla fine del VII e poi nel VI secolo a.C., il regno babilonese raggiunse il suo apice, con il re Nabopolassar e il figlio Nabucodonosor II; quest'ultimo estese l'impero (detto "Impero caldeo") fino a dominare gran parte del Vicino Oriente antico. In quel periodo, Babilonia si estendeva per circa 1.000 ettari (10 km²) ed era la più grande città del mondo. Il suo prestigio si estendeva oltre la Mesopotamia, soprattutto per via dei famosi monumenti che lì erano stati edificati, come le sue alte mura, le sue ziqqurat (tra cui lEtemenanki), che ispirarono probabilmente il racconto biblico della torre di Babele, e i suoi leggendari giardini pensili, la cui posizione non è stata, tuttavia, mai identificata.

Babilonia occupa un posto speciale anche per il mito correlato al suo lento declino e al successivo abbandono che si è avuto nei primi secoli del primo millennio d.C.. Questo mito è sostenuto da diversi scritti biblici e in quelli degli autori greco-romani. Il suo sito, la cui posizione non fu mai dimenticata, non è stato oggetto di scavi rilevanti fino all'inizio del XX secolo, quando vennero riportati alla luce i principali monumenti sotto la direzione dell'archeologo tedesco Robert Koldewey (1855-1925). Da allora, l'importante documentazione archeologica ed epigrafica scoperta in città, integrata da informazioni provenienti da altri antichi siti legati alla città, ha fornito una rappresentazione molto accurata della Babilonia antica, superando i racconti mitologici. Nonostante ciò, rimangono alcune zone d'ombra su uno dei più importanti siti archeologici di tutta la storia antica, mentre le prospettive per nuove ricerche sono ridotte a causa della situazione politica in Iraq, creatasi dalla fine del XX secolo.

Origine del nome La più antica fonte in cui si troverebbe il nome "Babilonia" è una tavoletta risalente ad un periodo intorno al 2500 a.C. (periodo protodinastico IIIa): vi si parla di una città chiamata BA7.BA7 o BAR.KI.BARKI, il cui sovrano (ENSÍ, ensi) commemora la costruzione del tempio del dio dAMAR.UTU che nei periodi successivi fu conosciuto con il nome sumero di Marduk, divinità protettrice di Babilonia.

Il nome Babilonia deriva dal sumero Kadingira (KA.DINGIR.RAKI), la cui traduzione in accadico è Bābilim, «la porta di dio».bāb significa "porta", ilim è il genitivo di ilum, accadico per "dio", equivalente a DINGIR in sumero. Anticamente la città era conosciuta anche con il nome di Tintir (TIN.TIRKI), ossia "Bosco di vita"Federico A. Arborio Mella, Dai Sumeri a Babele, Mursia, Milano 1978-1986, p. 122. In epoca islamica la città era chiamata Bābil.

Storia

Convenzionalmente, si usa dividere la storia di Babilonia in tre fasi (le date seguono la cronologia media.): età paleo-babilonese (dal 1894 al 1595 a.C.); età medio-babilonese (dal 1600 al 1150 a.C.); età neo-babilonese (dal 625 al 539 a.C.).

Il periodo neo-babilonese è preceduto, nella Bassa Mesopotamia, dalla II dinastia di Isin (1150-1025 a.C.), da tre secoli di dinastie varie (1025-725 a.C.) e dal dominio assiro (725-625 a.C.).

In confronto agli altri principali insediamenti mesopotamici (Kish, Uruk, Ur, Nippur e Ninive), Babilonia appare tardi nella storia della Mesopotamia, rendendo notevole la sua rapida ascesa. Al tempo di Shulgi, re di Ur, Babilonia fu conquistata e poi retta da una serie di ensi..

La Lista reale babilonese inizia con Sumu-abum, re vassallo di Isin.Federico A. Arborio Mella, op.cit. Babilonia crebbe rapidamente sotto la spinta della cosiddetta dinastia amorrea che conseguì importanti successi militari durante il periodo paleo-babilonese, conquistando l'egemonia sull'intera area e distruggendo, sotto Hammurabi, la città rivale di Mari.. Fino ad allora, come dimostrano i ricchi archivi di Mari, nella regione si fronteggiarono varie città-stato: Assur, Eshnunna, Mari, Aleppo, Alalakh, Qatna.

Hammurabi e i suoi successori ampliarono la città, che fu fiorente fino al 1595 a.C., quando la città venne conquistata dal re ittita Murshili I.

Il periodo successivo, chiamato "medio-babilonese", vide la città confermare la sua posizione come capitale della Mesopotamia meridionale, soprattutto perché acquisì il ruolo di grande centro religioso più che di un centro politico, sotto la dinastia cassita (entrata in crisi sotto i colpi del re assiro Ashur-dan e del re elamico Shutruk-Nakhunte, che la conquistò e saccheggiò) e poi sotto la II dinastia di Isin (il cui re più importante fu Nabucodonosor I).

Nell'VIII secolo, il re assiro Tiglath-Pileser III assunse la regalità babilonese con il nome "Pulu". Babilonia entrerà progressivamente nella sfera dell'Impero neo-assiro, fino alla morte di Assurbanipal. Solo con Nabopolassar Babilonia ritrovò la piena indipendenza e, anzi, con il concorso dei Medi, i Babilonesi abbatterono le capitali assire e diedero vita all'Impero caldeo (626-539 a.C.). Nel 539 a.C. la città venne conquistata da Ciro II di Persia. Babilonia divenne provincia persiana fino al 331 a.C. quando venne annessa all'impero di Alessandro Magno dopo la sconfitta di Dario. Anche se non ricoprì più il ruolo di capitale, per tutto il I secolo a.C., la città vantò una notevole importanza, prima di essere abbandonata.

Babilonia sotto gli Amorrei

L'ascesa di Babilonia viene fatta coincidere con la nascita della prima dinastia amorrita, intorno al 1894 a.C., grazie al re Sumu-abum (1894-1881 a.C.).Dominique Charpin, « Paléo-babyloniens (rois) » . Questo periodo è chiamato "paleo babilonese" o "antico babilonese". I vari re che si susseguirono, gradualmente espansero il regno, inizialmente limitato alla città e i suoi dintorni; sotto il comando del quinto re della I dinastia (Sin-muballit, 1812-1793 a.C.), Babilonia divenne una potenza in grado di competere con gli altri grandi regni amorrei vicini: Larsa, Eshnunna, Isin e Uruk. Suo figlio Hammurabi (1792-1750 a.C.) svolse un intelligente lavorio diplomatico, cambiando alleanze a seconda delle convenienze; sotto il suo regno, la prima dinastia babilonese divenne per la prima volta dominante.

Dopo una prima parte della vita senza aver conseguito particolari successi, Hammurabi riuscì in seguito a conquistare i regni a lui confinanti: Larsa, Eshnunna e Mari. Babilonia divenne così la più grande potenza politica della Mesopotamia.Dominique Charpin, Hammu-rabi de Babylone, Paris, 2003 ; M. Van De Mieroop, King Hammurabi of Babylon: A Biography, Malden, 2004 Il figlio e successore Samsu-iluna (1749-1712 a.C.) riuscì a mantenere ancora per qualche tempo la supremazia, ma dovette affrontare diverse rivolte che indebolirono il suo regno. I seguenti re videro il loro paese disgregarsi a causa di ribellioni e attacchi da parte delle nazioni nemiche, in primo luogo i Cassiti ma anche gli Hurriti, il tutto in un clima di crisi agraria. Samsu-ditana (1625-1595 a.C.), il cui regno era ora costituito solo dalle terre nelle immediate vicinanze di Babilonia, venne pesantemente sconfitto e ucciso. Secondo i racconti della tradizione babilonese, il colpo fatale gli fu inferto dal re ittita Muršili I, nel 1595 a.C., durante un'incursione su Babilonia. La città fu saccheggiata e la dinastia amorrea scomparve.Proclama di Telepinu §§9-10, i 29-31: "Poi andò contro Babilonia e distrusse Babilonia sbaragliando i Hurriti e portando a Hattuša i prigionieri ed i beni di Babilonia."Cronache di Babilonia, 20 riga 11: "Al tempo di Samsuditana gli Ittiti marciarono contro Akkad".

Poco si sa a proposito dell'aspetto di Babilonia al tempo della sua prima dinastia,. ma si presuppone con buona certezza che fosse un periodo di grande prosperità. Ciò si può dedurre da diversi fattori: prima di tutto la presenza di una potente dinastia, ma anche per via della felice posizione geografica. La città fu infatti un crocevia per fondamentali rotte commerciali..

Gli scavi archeologici ai livelli dell'epoca paleo-babilonese non possono essere d'aiuto a ricostruire la mera struttura cittadina, in quanto gli edifici residenziali sono stati generalmente coperti dalla falda acquifera e quindi danneggiati irrimediabilmente.O. Pedersen, « Archives et bibliothèques à l'époque paléo et médio-babylonienne », . H. Klengel, Altbabylonische Texte aus Babylon, Berlino, 1983.E. Klengel-Brandt, « La culture matérielle à l'époque paléo-babylonienne », . Tuttavia, si ritene che la città fosse organizzata già intorno al suo quartiere religioso (il futuro Eridu) che si trovava sulla riva sinistra dell'Eufrate, ma l'estensione esatta della città rimane incerta. In ogni caso sembra che, durante questo periodo, la città , dove sono stati rinvenuti diversi templi.J.-C. Margueron, « Aux origines du plan de Babylone », dans C. Breniquet et C. Kepinski (dir.), Études mésopotamiennes, Recueil de textes offerts à Jean-Louis Huot, Parigi, 2001, p. 335. Le migliori fonti di informazioni sugli edifici della città sono le iscrizioni rinvenute sugli stessi, che contengono i nomi degli antichi re babilonesi che commemorano la loro edificazione.B. André-Salvini, « Inventaire des sources », . Il re Sumu-la-El, fece costruire un nuovo muro perimetrale per la città e il palazzo reale che i suoi successori occuparono dopo di lui, prima che Ammi-ditana ne facesse costruire un altro. La vita quotidiana nel palazzo reale di Babilonia si conosce grazie ad un paio di tavolette risalenti al tempo di Hammurabi e dalla corrispondenza diplomatica del re di Mari.Dominique Charpin, « Hammu-rabi de Babylone et Mari: nouvelles sources, nouvelles perspectives », dans J. Renger (dir.), Babylon: Focus mesopotamischer Geschichte, Wiege früher Gelehrsamkeit, Mythos in der Moderne, Sarrebruck, 1999, p. 111-130 Si ha notizia di sontuose offerte per gratificare alcune divinità della città. Esagila, il tempio del grande dio Marduk, fu oggetto di molte attenzioni da parte dei regnanti. La sua ziggurat non viene menzionata nei documenti scoperti, ma le indagini archeologiche sembrano datarla a questo periodo. I testi di Merkes indicano che l'area dove essa si trovava venne chiamata "nuova città meridionale" e venne abitata da una particolare classe di sacerdotesse nel tempo paleo-babilonesi, chiamate nadītum.Dominique Charpin, « Un quartier de Babylone et ses habitants », su Bibliotheca Orientalis 42, 1985, p. 265-278.

Il periodo cassita