La sonata per pianoforte n. 31 fu composta parallelamente alla successiva Op. 111 e costituisce la penultima dell'intero ciclo di Sonate per pianoforte scritto da Beethoven nel corso della sua vita.

L'Op. 110 non reca alcuna dedica, cosa abbastanza particolare viste le proporzioni del lavoro e per il fatto che, in una lettera del 1º maggio 1822 inviata all'editore Schlesinger, si legge:

Quanto alla seconda Sonata in La bemolle, ho stabilito di dedicarla a qualcuno e presto le farò avere i particolari in proposito.

Ma in tutte le edizioni che furono stampate (Schlesinger, Parigi-Berlino; Steiner, Artaria, Mechetti e Cappi, Vienna; Boosey, Chappel e Clementi, Londra) non compare la dedica. Per tali motivi e per l'intenso carattere "personale" che caratterizza la sonata, alcuni sostengono che Beethoven volle implicitamente dedicarla a sé stesso.

Sempre in una lettera, inviata questa volta a Antonie Brentano il 12 novembre 1821, si lamentava del tempo che gli sottraevano questa e le compagne Op. 109 e Op.111, arrivando a definirle addirittura dei "lavori da pagnotta" (Brotarbaiten). Pur essendo un giudizio ingiustamente duro nei confronti di tali opere, esso nasce dal fatto che la loro composizione si sovrappose a quella della Messa Solenne Op. 123, alla quale Beethoven dedicò anima e corpo.

Struttura

L'opera 110 è suddivisa in 3 movimenti:

Moderato cantabile, molto espressivo Molto allegro (in Fa minore) Adagio, ma non troppo (in Si bemolle minore) — Fuga: Allegro ma non troppo

La sonata si apre con il Moderato cantabile, molto espressivo a cui segue lAllegro molto, dalle sonorità forti.

Nelle intenzioni dell'autore il terzo movimento doveva avere una semplice struttura tripartita, composto dalla fuga, successivamente dall'''Arioso dolente, infine, dalla ripresa della prima. In seguito però decise di anteporre l'Arioso e, quindi, un breve recitativo iniziale. Secondo le indicazioni di Alfred Brendel la struttura finale può essere suddivisa in 6 parti: Recitativo Arioso dolente Prima Fuga Arioso dolente Inversione della Fuga Conclusione

Nelle prime nove battute dell'Adagio, le indicazioni di movimento cambiano ben sette volte: Adagio ma non troppo, Recitativo, più Adagio, Andante, Adagio, meno Adagio, Adagio. Anche i consigli di esecuzione sono numerosi (cantabile, ritardando, ecc.).

Analisi del Primo movimento Il Primo movimento della sonata ha come metro tre quarti nella tonalità di base di la bemolle maggiore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Moderato cantabile, molto espressivo”. La struttura formale è quella di una semplice forma-sonata con le tre classiche parti: Esposizione - Sviluppo - Ripresa con Coda finale..

LEsposizione del primo tema è preceduta da quattro misure accordali introduttive ("motto iniziale"). Anche se queste quattro misure richiamano l'idea di una introduzione, soprattutto se confrontate con il meraviglioso disegno del tema che segue, in realtà "non è possibile considerarle come una semplice introduzione, per la loro importanza tematico-ritmica che si manifesta come anima creatrice di tutto lo sviluppo".. Il carattere più evidente di questo tema-motto di quattro battute sono le quarte parallele ascendenti, il moto contrario delle due mani e la sua conclusione con un trillo su un accordo di settima di dominante (mi bemolle maggiore settima) che risolve sulla tonica del tema seguente.. In queste brevi quattro misure iniziali si possono già intravedere alcuni elementi che sono caratteristici di tutta la sonata: il procedimento per moto contrario e le quarte parallele ascendenti o discendenti. [batt. 1-4]

Il Primo tema (misure 5 - 11) è composto da due frasi di due battute e una (l'ultima) di tre battute. La melodia del tema ha un semplice accompagnamento omofonico, e l'armonia non si discosta di molto dalla tonica. La prima frase inizia sulla tonica (la bemolle maggiore) e termina sulla settima di dominante (mi bemolle maggiore settima); la seconda frase inizia sulla dominante (mi bemolle maggiore) e termina sulla tonica; la terza frase inizia sulla settima di tonica (la bemolle maggiore settima) per concludere definitivamente sulla tonica. [batt. 5-8]

A questa prima zona tematica segue una transizione (misure 12 - 19) non tematica verso il secondo gruppo di temi. Questa nuova sezione è costituita da leggeri arpeggi accentuati delicatamente all'inizio di ogni 4 biscrome. È anche un ponte modulante in quanto conduce gradualmente all'area della dominante (mi bemolle maggiore).

Il Secondo tema, da alcuni (Riemann) è ritenuto il passaggio a misura 20, mentre da altri il disegno a misura 28; quest'ultimo rientrando più decisamente nell'area della dominante come secondo tema è più consistente. In realtà tutta questa seconda parte consiste in un gruppo tematico formato da diverse idee. Qui appare evidente come l'inizio d'una seconda idea "non sempre nasce chiaramente ad un tratto in alcune opere del Maestro, ma proviene piuttosto da un nuovo processo evolutivo per analogie tematiche o ritmiche". Quindi possiamo ritenere come secondo tema tutto l'intero periodo musicale dove la prima parte (misure 20 e seguenti) è una progressione (ancora nella tonica) verso la seconda parte (a misura 28 e seguenti) dove viene affermata definitivamente la dominante.

In particolare il passaggio a misura 20 è caratterizzato nella mano sinistra da un gruppo di ottave discendenti, mentre nella destra sono presenti una serie di appoggiature scritte per intero. Questi due disegni annunciano un culmine di intensità in cui le due mani si allontanano sempre di più per moto contrario fino ad una distanza che supera le quattro ottave e mezzo di vuoto.. A misura 27, dopo una serie di trilli discendenti verso il basso (i trilli rendono più semplice la creazione di un efficace crescendo e aumentano nel contempo la tensione espressiva), compare una cadenza decisiva sulla dominante (mi bemolle maggiore) preparata da una settima di dominante di dominante (nota la bemolle trillata al basso e nota si bemolle all'acuto).. [batt. 20-27]

La seconda parte (misure 28 - 33) di questo secondo gruppo di temi consiste in un disegno di arpeggi ascendenti su un pedale di dominante. Alla fine dell'episodio (misura 33) una scala discendente di biscrome conduce ad un'altra decisa cadenza sulla dominante: settima di dominante di dominate => dominante (si bemolle maggiore settima => mi bemolle maggiore)).[batt. 28-34]

Solo cinque (da misura 35 a misura 39) sono le misure dedicate alla chiusura dell'esposizione sulla dominante (mi bemolle maggiore).

Nello Sviluppo (misure 40 - 55) Beethoven segue una convenzione dei suoi tempi: l'utilizzo della tonalità relativa minore. Per raggiungere questa tonalità nelle ultime due battute della conclusione dell'esposizione si passa dalla dominante (mi bemolle) al re bemolle e infine (prima misura dello sviluppo) al do sul quale viene costruito l'accordo di fa minore. Lo sviluppo è una costruzione semplice ma nel contempo estremamente razionale: il motivo ("motto iniziale") delle prime due battute è presentato per otto volte con una progressione discendente fino a raggiungere la tonica (fa minore - re bemolle maggiore - si bemolle minore - la bemolle maggiore) su un continuo disegno di semicrome della mano sinistra. Dopo le prime due proposte del tema la mano sinistra è fatta di due voci: tenore e basso, che si alternano ad ogni battuta in modo antifonale. [batt. 46-49]

La Ripresa inizia a misura 56 e anche in questa fase Beethoven segue la convenzione di introdurre l'armonia della sottodominante (re bemolle). La ricapitolazione del motto iniziale è alla tonica (la bemolle maggiore); ma, con un colpo di genio, il tema introduttivo viene combinato con un moto incessante di leggere biscrome della mano sinistra. Dopo quattro battute vengono invertiti i ruoli tra le due mani.. [batt. 56-61]

Ora appare il tema principale (misura 62) nell'armonia della sottodominante (re bemolle maggiore) subito dopo (misura 67) modulato al minore (re bemolle minore). Questa modulazione è notata enarmonicamente come do diesis minore. Il tema alla fine modula, con un cambio dell'armatura di chiave, a mi maggiore (in realtà si tratterebbe di un enarmonico fa bemolle maggiore); tonalità alquanto lontana dal la bemolle di impianto. [batt. 63-69]

Il si maggiore con il quale si chiude il primo tema è la dominante di mi maggiore, armonia della transizione (misure 69 - 75) verso il secondo gruppo di temi. A misura 76 appare il primo dei temi secondari la cui prima battuta è ancora nell'area del mi maggiore. Quindi Beethoven per tornare alla tonalità di base (la bemolle maggiore), con la quale introdurre la ripresa del secondo gruppo di temi, deve ricorrere necessariamente alla battuta 77 "ambigua e misteriosa" in realtà "è uno di quei suoi [di Beethoven] giochi di prestigio armonici, una modulazione che sembra venir provocata da un semplice spostamento della mano". [batt. 76-79]

A misura 87 viene ripresentato il secondo tema vero e proprio nella tonica (la bemolle maggiore) come previsto dalla forma-sonata classica. A misura 92 (analogamente all'esposizione) si chiude la ripresa e a misura 105 si apre l'ultima fase del movimento: la Coda finale. Questa inizia con sei misure di arpeggi alla fine dei quali nelle ultime sei battute tranquille (essenza lirica di tutto il movimento.) appare nella mano sinistra per l'ultima volta il motto iniziale. La cadenza finale sulla tonica (la bemolle maggiore) è realizzata con due brevi accordi.

Schema riassuntivo

ParteSezioneSottosezioneGradoTonalitàBattute:da-aEsposizione Introduzione accordale ("motto iniziale") I (tonica) => V 7a (settima di dominante)la b magg. => mi b magg. 7a1 - 4 Tema principale Prima fraseI (tonica) => V 7a (settima di dominante)la b magg. => mi b magg. 7a5 - 6 Seconda fraseV (dominante) => I (tonica)mi b magg. => la b magg.7 - 8 Terza fraseI (tonica)la b magg.9 - 11 Transizione I (tonica)la b magg.11 - 19 Secondo gruppo tematico Prima parteI (tonica) => V (dominante)la b magg. => mi b magg.20 - 27 Seconda parteV (dominante)mi b magg.28 - 33 Coda dell'Esposizione V (dominante)mi b magg.34 - 39 SviluppoSviluppo del tema relativa minorefa minore40 - 55Ripresa Introduzione accordale ("motto iniziale") I (tonica)la b magg.56 -62 Tema principale Prima fraseIV (sottodominante) re b magg.63 - 64 Seconda fraseIV (sottodominante) re b magg.65 - 66 Terza fraseIV (sottodominante minore) => II (sopratonica naturale) re b minore => si maggiore67 - 68 Transizione V (dominante naturale)mi magg.69 - 75 Secondo gruppo tematico Prima parte V (dominante naturale) => V (dominante)mi magg. => mi b magg.76 - 86 Seconda parteI (tonica)la b magg.87 - 92 Coda dell'Esposizione I (tonica)la b magg.87 - 104 Coda finale I (tonica)la b magg.105 - 116

Analisi del Secondo movimento Il Secondo movimento della sonata ha come metro due quarti nella tonalità di base di fa minore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Allegro molto”. La struttura formale è quella di un semplice Trio con Scherzo (A B A); lo Scherzo comprende le misure da 1 a 41, il Trio da 42 a 145. La ripresa dello Scherzo è chiusa da una Coda di 15 misure...

Scherzo (Prima sezione)