Erevan (pronunciato Ierevàn, , , anche scritta YerevanLa traslitterazione standard (ISO 9985) è Erevan, pronunciato . e Jerevan) è la capitale e la più popolosa città dell'Armenia con abitanti, nonché una delle città più antiche del mondo abitate ininterrottamente. Equiparata a una provincia (marz) fino al 2008, è ora un comune con un consiglio comunale elettivo che nomina il sindaco.
Geografia fisica Territorio
L'altezza media del territorio su cui sorge Erevan è di 990 metri, con un minimo di 865 metri e un massimo di 1.390 metri sul livello del mare. La città si estende sulle sponde del fiume Hrazdan, che defluisce nella parte nordorientale della piana di Ararat, al centro della nazione armena. La parte superiore della città è cinta da catene montuose su tre lati, mentre a sud degrada verso le rive del fiume Hrazdan. Lo Hrazdan suddivide Erevan in due parti attraverso un canyon pittoresco.
Storicamente la città è ubicata nel cuore dell'altopiano armeno, nel cantone di Kotayk (in armeno: Կոտայք գավառ, Kotayk gavar, da non essere confusa con la provincia di Kotayk), nella Armenia Maior. In quanto capitale della nazione, Erevan non appartiene a nessun marz (provincia). Confina, invece, con le seguenti province: Kotayk a nord e a est, Ararat a sud e a sud-ovest, Armavir a ovest e Aragatsotn a nord-ovest.
La riserva statale di Erebuni, istituita nel 1981, è ubicata a circa otto chilometri di distanza verso sud-est dal centro città, nel distretto di Erebuni: a un'altezza tra i 1300 e i 1450 metri sul livello del mare, il sito occupa un'area di centoventi ettari, perlopiù consistenti in steppe montane semideserte.
Clima Erevan è caratterizzata da un clima continentale di tipo steppico, con estati lunghe, calde e asciutte e inverni freddi e nevosi. Questa situazione climatica è dovuta alla stessa collocazione geografica della città, adagiata su una piana circondata da montagne e distante dal mare e dai suoi effetti mitigatori. Le estati sono cocenti, con le temperature ad agosto che raggiungono persino picchi di 40 °C, mentre gli inverni sono caratterizzati da nevicate abbondanti e temperature che, a gennaio, raggiungono persino i -15 °C. Le precipitazioni sono esigue, e la media annua precipitativa si attesta a circa 318 millimetri. Erevan è caratterizzata da circa 2.700 ore di luce annue. Il regime termico di Erevan è comparabile con quello di alcune città del Midwest americano, come Kansas City, Detroit, Omaha, benché la metropoli armena sia decisamente più asciutta.
Origini del nome
Fra le tante teorie fiorite intorno all'origine del toponimo «Erevan», particolare fortuna ha avuto quella che vuole tale nome trarre le proprie origini dal monarca armeno Yervand (Oronte) il Quarto, ultimo esponente degli Orontidi e fondatore della città di Yervandashat. Più plausibilmente, tuttavia, il nome della città deve le proprie origini dalla fortezza militare urartiana di Erebuni, eretta sul territorio dell'odierna Erevan nel 782 a.C. dal monarca Argishti I. Gradualmente, quando la lingua urartiana si evolse assumendo le caratteristiche di quella armena odierna, il nome si modificò e divenne Erevan (Erebuni, Erevani, Erevan). Margarit A. Israelyan, Էրեբունի: Բերդ-Քաղաքի Պատմություն (Erebuni: Storia di una città-fortezza), Yerevan, Armenian SSR, Hayastan Publishing Press, 1971, p. 137.
I primi cronisti armeni cristiani interpretarono l'origine del nome Erevan come una derivazione di un'esclamazione di Noè, il quale, guardando in direzione del sito dove poi sarebbe sorta la città, dopo la deposizione dell'arca sui declivi dell'Ararat e la recessione dei flutti, avrebbe urlato: «Yerevats!» («è apparso!»). Baghdasaryan A., Simonyan A, et al. "Երևան" (Yerevan). Soviet Armenian Encyclopedia Volume 3. Yerevan, Armenian SSR: Armenian Academy of Sciences, 1977, pp. 548–564. Successivamente, in era medievale e moderna, quando Erevan era posta sotto la giurisdizione turca prima e persiana poi, la città era nota in lingua persiana come Iravân (ایروان), toponimo ancora ampiamente in uso presso gli azeri (İrəvan). Quando Erevan era sottoposta al dominio russo tra Ottocento e Novecento, invece, era conosciuta come Erivan (Эривань): fu solo nel 1936 che finalmente la città acquistò il nome, tuttora in uso, di Erevan (mutato in Yerevan nelle fonti inglesi).
Storia
Protostoria di Erevan
Il territorio di Erevan è stato abitato sin dalla seconda metà del quarto millennio a.C. La parte meridionale della città, quella attualmente conosciuta come Shengavit, nel 3200 a.C. accoglieva insediamenti ascrivibili alla cultura Kura-Araxes dell'antica età del bronzo. I primi interventi di scavo nell'area di Shengavit sono stati condotti tra il 1936 e il 1938 sotto la guida dell'archeologo Yevgeny Bayburdyan: altre campagne archeologiche risalgono al 1958-1983 (Sandro Sardarian) e infine al 2000 (Hakob Simonyan).
Grazie a questi scavi è stato possibile rinvenire a una colonna stratigrafica completa fino al substrato roccioso, che mostra otto o nove livelli stratigrafici distinti che coprono un periodo compreso tra il 3200 a.C. e il 2500 a.C. Sono state trovate anche prove dell'uso successivo del sito, probabilmente fino al 2200 a.C. Il processo di scavo ha rivelato infine una serie di grandi edifici rotondi con stanze quadrate adiacenti e edifici rotondi minori. Una serie di installazioni rituali è stata scoperta nel 2010 e nel 2012.
Erebuni L'antico regno di Urartu si formò nel IX secolo a.C. nella conca del lago di Van nella zona dell'altopiano armeno, comprendente anche il territorio della moderna Erevan. Il re Arame fu il fondatore del regno, il quale in breve tempo divenne uno degli stati più sviluppati della sua epoca. Prove archeologiche, come un'iscrizione cuneiforme,Brady Kiesling, indicano che la fortezza militare urartiana di Erebuni (Էրեբունի) fu fondata nel 782 a.C. dal re Argishti I sul sito della moderna Erevan, per fungere da cittadella fortificata a guardia dagli attacchi delle comunità del Caucaso settentrionale. Erevan, come già accennato, è considerata una delle città più antiche del mondo. L'iscrizione cuneiforme trovata nella Fortezza di Erebuni recita:
Durante l'apogeo del potere urartiano furono costruiti canali di irrigazione e bacini artificiali a Erebuni e nei suoi territori circostanti.
A metà del VII secolo a.C. fu fondata da Rusa II di Urartu la cittadella di Teishebaini,Ian Lindsay and Adam T. Smith, A History of Archaeology in the Republic of Armenia, Journal of Field Archaeology, Vol. 31, No. 2, Summer, 2006:173. a circa sette chilometri di distanza dalla fortezza di Erebuni. Fortificata su una collina, oggi nota come Karmir Blur e compresa nel territorio comunale di Erevan, la struttura era funzionale alla protezione dei confini orientali di Urartu dalle comunità barbariche dei Cimmeri e degli Sciti: campagne di scavo hanno portato alla luce rimanenze di un complesso palaziale composto da centoventi stanze distribuite per un'estensione totale di dieci acri, nonché una cittadella religiosa consacrata alla divinità urartiana Teisheba. La cittadella di Teishebaini, completata nel VII secolo a.C. durante il regno di Rusa III, fu completamente distrutta dai Medi e dagli Sciti nel 585 a.C.
La Erevan pre-persiana Nel 590 a.C., in seguito alla caduta del regno di Urartu nelle mani dei Medi, Erebuni - così come tutto l'altopiano armeno - divenne parte dell'Impero retto da tale comunità, il quale a sua volta - nel 550 a.C., fu conquistato da Ciro il Grande. Divenuta parte della satrapia dell'Armenia meridionale, appartenente a sua volta al grande impero achemenide, la città acquistò fama e importanza sempre crescente, come testimoniano le monete coniate nel 478 a.C. rinvenute proprio presso la fortezza di Erebuni.
Seguirono i tumultuosi successi bellici di Alessandro Magno, il quale causò la decadenza dell'impero achemenide, suggellato dalla schiacciante vittoria macedone alla battaglia di Gaugamela, e l'istituzione del regno di Armenia. Con la fondazione di nuove città come Armavir, Zarehavan, Bagaran e Yervandashat, tuttavia, l'importanza di Erebuni declinò significativamente.
Con l'ascesa al potere della dinastia artasside il regno di Armenia si espanse in maniera esplosiva, arrivando a fagocitare territori estesi in Asia Minore, Fenicia, Siria, Iberia e Atropatene. Erebuni, considerata città di vecchia ascendenza persiana dai nuovi governanti artassidi, vide la propria importanza decadere in maniera ancor più precipitosa rispetto al passato, non più città centrale in seguito alla costruzione di nuovi centri urbani, commerciali, economici e strategici, come Vagharshapat e Dvin. Basti pensare che in questo periodo Erebuni è menzionata una sola volta in un testo risalente al III secolo. Un destino analogo sortì la città nel corso dell'Impero sasanide, durante il quale gran parte delle sue sorti rimane ignota, proprio a causa della sua importanza ormai pressoché nulla: a questo periodo, tuttavia, risale la chiesa di Katoghike Tsiranavor, costruita tra il 595 e il 602 e parzialmente danneggiata nel corso del terremoto del 1679: si tratta dell'edificio di culto più antico eretto nel territorio della moderna Erevan.
La provincia dell'Armenia persiana durò fino al 646, quando si dissolse in seguito alla conquista musulmana della Persia: la città, pertanto, divenne parte dell'Emirato di Armenia e fu posta sotto il comando della dinastia califfale araba degli Omaggioyadi. Essendo localizzata strategicamente nel pianoro dell'Ararat, all'incrocio tra le rotte carovaniere dall'Europa e dall'India, l'intera area - al crescere della potenza commerciale degli Arabi - acquistò una nuova importanza: fu proprio in questo periodo, all'incirca nel VII secolo a.C., che il toponimo «Erebuni» mutò in «Erevan». Dopo due secoli di dominazione islamica Erevan - e l'Armenia tutte - furono poste sotto la giurisdizione di vari popoli, fra cui i bagratidi, i mongoli, e le tribù Aq Qoyunlu e Kara Koyunlu.Kouymjian, Dickran (1997), "Armenia from the Fall of the Cilician Kingdom (1375) to the Forced Migration under Shah Abbas (1604)" in The Armenian People From Ancient to Modern Times, Volume II: Foreign Dominion to Statehood: The Fifteenth Century to the Twentieth Century, ed. Richard G. Hovannisian, New York: St. Martin's Press, p. 4. .Kouymjian. "Armenia", p. 5.
Periodo persiano Nel 1501-1502 la maggior parte dei territori dell'Armenia orientale, fra cui ovviamente Erevan, fu repentinamente conquistata dall'emergente dinastia safavide dello scià Isma'il I. Poco dopo il 1502, Erevan divenne il centro dellErivan Beglarbegi, un nuovo territorio amministrativo della Persia retto dai Safavidi: per i successivi tre secoli la città rimase, salvo brevi intervalli, sotto il dominio persiano. A causa della sua eccezionale rilevanza strategica Erevan - nota come «Revan» dagli Ottomani - fu aggressivamente contesa dai persiani e dagli ottomani, e passò prima sotto il controllo dell'una e dell'altra comunità, per poi passare permanentemente sotto la sovranità safavida. Nel 1555, infine, la Persia si assicurò la legittimità del possesso di Erevan con gli Ottomani con la stipula della pace di Amasya.A Global Chronology of Conflict: From the Ancient World to the Modern Middle East, Vol. II, ed. Spencer C. Tucker, ABC-CLIO, 2010, p. 516.