Palazzo Thiene è un palazzo di Vicenza del XV secolo in forme gotiche e rinascimentali, ristrutturato e ampliato a partire dal 1542 dall'architetto Andrea Palladio, probabilmente sulla base di un progetto di Giulio Romano.

Il palazzo, assieme alle altre architetture palladiane di Vicenza, è inserito dal 1994 nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Già sede storica della Banca Popolare di Vicenza, dal 2011 fa parte dei musei civici di Vicenza; ospita inoltre esposizioni temporanee e attività culturali.

Storia e descrizione

Il palazzo gotico fu costruito per Lodovico Thiene da Lorenzo da Bologna nel 1490, con un fronte orientale su contrà Porti in laterizio intelaiato da lesene angolari lavorate a punta di diamante, con un portale di Tommaso da Lugano e una bella trifora in marmo rosa.

Nell'ottobre del 1542 Marcantonio e Adriano Thiene diedero inizio alla ristrutturazione del palazzo di famiglia, di forme gotiche, secondo un progetto grandioso che avrebbe occupato un intero isolato di 54 x 62 metri, sino ad affacciarsi sulla principale arteria vicentina (l'attuale corso Palladio).

Ricchi e potenti, i sofisticati fratelli Thiene fanno parte della grande nobiltà italiana e si muovono con naturalezza nelle maggiori corti europee: hanno quindi bisogno di un palcoscenico adeguato a frequentazioni cosmopolite e alla nobiltà dei propri ospiti. Al tempo stesso, come referenti politici di una precisa fazione dell'aristocrazia cittadina, vogliono rimarcare il proprio ruolo in città con un palazzo principesco, segno di vera e propria potenza signorile.

Nel 1614 l'architetto inglese Inigo Jones, in visita al palazzo, annota un'informazione riferitagli direttamente da Vincenzo Scamozzi e Palma il Giovane: «questi progetti furono di Giulio Romano e eseguiti da Palladio». È molto probabile infatti che l'ideazione di palazzo Thiene sia da attribuirsi al maturo ed esperto Giulio Romano (dal 1523 a Mantova presso i Gonzaga, con cui i Thiene mantenevano strettissimi rapporti) e che il giovane Palladio sia piuttosto responsabile della progettazione esecutiva e della realizzazione dell'edificio, un ruolo essenziale, soprattutto dopo la morte di Giulio nel 1546.

Sono chiaramente riconoscibili gli elementi del palazzo riferibili a Giulio: l'atrio a quattro colonne è sostanzialmente identico a quello del palazzo Te (anche se il sistema delle volte è senza dubbio modificato da Palladio), così come le finestre e la parte inferiore del prospetto su strada e del cortile, mentre le trabeazioni e i capitelli del piano nobile vengono definiti da Palladio.

Il cantiere dell'edificio ha inizio nel 1542. Nel dicembre dello stesso anno Giulio Romano è a Vicenza per due settimane per una consulenza sulle Logge della Basilica, e probabilmente in questa occasione fornisce i disegni di massima per palazzo Thiene.

I lavori procedono a rilento: sul prospetto esterno è incisa la data 1556 e sul cortile la data 1558. Nel 1552 muore in Francia Adriano Thiene e di lì a poco, quando il figlio di Marcantonio, Ottavio, diviene marchese di Scandiano, gli interessi di famiglia si spostano nel Ferrarese. Del grandioso progetto viene quindi realizzata solo una minima porzione, ma probabilmente né i veneziani né gli altri nobili vicentini avrebbero accettato una simile reggia privata nel cuore della città.

Un bizzarro camino realizzato attorno al 1553 dallo scultore trentino Alessandro Vittoria, che si inserisce nel filone dei camini manieristi, fantastici e raffinati diffusi soprattutto nel nord Europa, riproduce un adattamento della bocca dell'Ade; è collocato al piano terra, nella Sala di Proserpina.

Nel 1813 il palazzo fu teatro di un celebre duello tra il giovane Prospero Guidoboni e il conte Sigismondo Corradini Pertori, entrambi esponenti dell’aristocrazia vicentina. L’episodio, originato da una questione amorosa mai del tutto chiarita e ricordato nelle memorie di Giovanni Maria Corradini Pertori, fratello di Sigismondo, suscitò notevole scalpore nella società cittadina. Nell’ala settentrionale del loggiato sarebbe tuttora visibile il foro lasciato dal proiettile sparato da Guidoboni.

Il palazzo fu la sede storica della Banca Popolare di Vicenza; dopo il fallimento della banca, fu acquistato dal comune di Vicenza nell'estate del 2021.

Collezioni Dal 25 settembre 2021 tutti i musei presenti all'interno del palazzo sono entrati a far parte ufficialmente del polo museale cittadino, segnando la rinascita culturale dell'edificio dopo la quinquennale chiusura causata dal crac dell'ex Banca Popolare di Vicenza.

Piccolo Museo Remondini: raccoglie stampe settecentesche della tipografia dei Remondini, consta di circa 300 incisioni, da segnalare oltre 100 vedute ottiche di città d'Italia e d'Europa. Nel 2026 è chiuso per restauro. Pinacoteca: annovera soprattutto dipinti dal XV al XIX di grandi maestri veneti, tra i quali Bartolomeo Montagna, Giovanni Buonconsiglio, Palma il Giovane, Jacopo Bassano, Domenico Brusasorci, Bernardino Licinio, Valerio Belli, Alessandro Vittoria, Andrea Michieli, Giulio Carpioni, Francesco Maffei, Jacopo Tintoretto, Gaspare Diziani, Marco Ricci, Sebastiano Ricci, Giuseppe Zais, Giambattista Piazzetta, Il Padovanino, Giambattista Tiepolo, Gianantonio Pellegrini, Antonio Zanchi, Alessandro Longhi, Giandomenico Tiepolo, Noè Bordignon. Museo della Ceramica popolare vicentina: comprende oltre 150 ceramiche raccolte dallo scrittore e critico d'arte del Corriere della Sera Leonardo Borgese nel corso della sua vita (1904-1986) Raccolta delle Oselle Veneziane: è la più completa collezione di Oselle, monete-medaglie coniate dai Doge dal 1521 fino alla caduta della Serenissima, esistente al mondo. Collezione Arturo Martini: composta di 16 sculture dello scultore veneto Arturo Martini. Tra le opere di maggior rilievo conservate il Pegaso caduto, il gesso patinato Morte di Saffo e la terracotta Lo zio del 1926-27. Collezione-raccolta di sculture dell'artista vicentino Nereo Quagliato, ospitata nella sala dell'edificio palladiano intitolata a suo nome. Il gruppo di opere - 29 fra sculture in terracotta e in legno - testimonia la feconda eredità della scultura veneta antica. Quagliato rielaborò con la sensibilità di artista contemporaneo la grande lezione della scultura classica.

Note

Voci correlate Villa Thiene Thiene (famiglia) Palazzi di Vicenza Storia dell'urbanistica e architettura di Vicenza

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Collegamenti esterni

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