Biografia Nicola Gratteri è nato il 22 luglio del 1958 a Gerace (Reggio Calabria), nella Locride, in una famiglia poco abbiente di cui è il terzo di cinque figli; suo padre era un camionista, mentre la madre era casalinga. Dopo aver conseguito la maturità presso il liceo Scientifico "Zaleuco" di Locri, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza all'Università di Catania. Si laurea in quattro anni e due anni dopo, nel 1983, appena venticinquenne, vince il concorso in magistratura.

Considerato come una delle figure di spicco dell'azione di contrasto alla 'ndrangheta, battaglia nella quale è impegnato attivamente fin dagli inizi della propria carriera, vive sotto scorta dall'aprile del 1989, dopo che la sua prima indagine aveva provocato le dimissioni dell’assessore regionale socialista Giovanni Palamara per una vicenda di corruzione, ed aveva causato la crisi della Giunta regionale calabrese. Mentre prestava servizio come sostituto procuratore a Locri nei primi anni novanta, si è inoltre occupato di rilevanti inchieste sui legami tra 'ndrangheta, politica, massoneria e sul traffico di droga e armi, spesso di concerto con il Procuratore della Repubblica di Palmi Agostino Cordova.Francesco Forgione e Paolo Mondani, Oltre la cupola, massoneria, mafia e politica, Rizzoli, Milano, 1994, ISBN 8817843156. Nel settembre del 1993, è sfuggito a ben tre attentati organizzati nel giro di tre settimane. Il 21 giugno 2005, il ROS dei Carabinieri ha scoperto nella piana di Gioia Tauro un arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalašnikov, bombe a mano) che sarebbe potuto servire per un attentato ai danni di Gratteri.

Il 3 febbraio del 2009 Gratteri viene nominato procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria. Il 18 giugno 2013 il Presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta nomina Gratteri componente del corpo di esperti per l'elaborazione di proposte in tema di repressione della criminalità organizzata. Nel febbraio 2014, nell'ambito della formazione di un nuovo esecutivo presieduto da Matteo Renzi viene proposto il suo nome per il ruolo di Ministro della giustizia, ma alla fine prevale Andrea Orlando, già Ministro dell'ambiente del Governo Letta, a seguito dell'opposizione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale riteneva che Gratteri fosse un "pubblico ministero caratterizzato".

Il 27 febbraio 2014 Rosy Bindi, in qualità di presidente della Commissione parlamentare antimafia, annuncia la nomina di Gratteri a consigliere della commissione. Gratteri ha accettato l'incarico compatibilmente col suo ruolo in procura.

Il 1º agosto 2014 il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nomina Gratteri Presidente della commissione per l'elaborazione di proposte normative in tema di lotta alle mafie.

Il 21 aprile 2016 il plenum del CSM, a larga maggioranza, lo ha nominato con pratica d’urgenza Procuratore di Catanzaro, al posto di Antonio Lombardo, andato in pensione.

Gratteri è un convinto sostenitore dell'importanza dell'educazione dei giovani come strumento di prevenzione nella lotta alle organizzazioni criminali e tiene regolarmente conferenze a tale scopo nelle scuole e nelle università, in Italia e all'estero, al fine di incontrare i giovani e spiegare loro il perché "non conviene" essere 'ndranghetisti.Il procuratore Gratteri incontra gli studenti - YouTubeConferenza di Nicola Gratteri - 14 aprile 2016 - YouTube Nel novembre 2011 ha pubblicato un libro, assieme al giornalista Antonio Nicaso, intitolato La mafia fa schifo, dove sono raccolti pensieri e lettere di ragazzi sul tema delle mafie.

Il 4 maggio del 2022 nella votazione del Consiglio superiore della Magistratura per l'elezione di un nuovo Procuratore Nazionale Antimafia viene battuto da Giovanni Melillo, già Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli per un totale di 13 voti, contro i 7 espressi in favore di Gratteri.

Il 20 ottobre 2023 viene eletto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Napoli al primo scrutinio dal CSM, con un totale di 19 voti; 8 voti sono stati invece espressi verso il procuratore aggiunto Rosa Volpe, che aveva retto le sorti della procura campana per oltre un anno e mezzo, poiché il precedente procuratore capo Melillo era stato nominato Procuratore Nazionale Antimafia. Si sono espressi in favore della nomina di Gratteri il vicepresidente del CSM Fabio Pinelli, il procuratore generale della Corte di Cassazione Luigi Salvato nonché i membri laici di Magistratura indipendente e di Unitá per la Costituzione.

Nel 2025 partecipa al programma Lezioni di mafie, in onda su LA7 a partire dal 17 settembre. Realizzato in quattro puntate con la collaborazione di Antonio Nicaso e condotto dal giornalista Paolo Di Giannantonio, si propone di analizzare e divulgare i complessi meccanismi presenti nelle organizzazioni criminali in Italia.

Attività come Procuratore della Repubblica Operazione del 2003 contro l'alleanza tra 'Ndrangheta e Cosa nostra Nel 2003 coordinò l'operazione "Igres" con 74 arresti che svelò un'alleanza per il traffico internazionale di cocaina tra i Marando e i Trimboli originari di Platì ma residenti da anni a Volpiano, vicino a Torino, e dall'altra i fratelli Mariano ed Epifanio Agate di Mazara del Vallo e i Guttadauro di Bagheria. La droga proveniva dalla Colombia e passava dalla Namibia con la mediazione di Roberto Pannunzi, broker mondiale del narcotraffico, fedelissimo dei Marando.

In qualità di Sostituto Procuratore, coordina il 14 novembre 2003 l'esecuzione di un'imponente operazione contro i clan Barbaro “Castani” e i Trimboli-Perre di Platì denominata "Marine", durante la quale circa mille carabinieri hanno arrestato nella notte oltre cento persone. Il processo si conclude con 8 condanne con rito abbreviato, su 44 imputati, mentre per altre 19 persone rinviate a giudizio, sui restanti 78 imputati giudicati con il rito ordinario, arriva la prescrizione.Processo Marine, pioggia di assoluzioni , su Gazzetta del Sud, 18 febbraio 2006

Operazione del 2008 e 2011 contro i legami con i cartelli della droga messicani e colombiani Con le inchieste "Solare" del 2008 e "Crimine 3" del 2011, la Procura di Reggio Calabria, coordinata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e dagli aggiunti Nicola Gratteri e Michele Prestipino, riesce a colpire i rapporti tra 'ndrangheta, mafia siciliana, i cartelli della droga messicani e colombiani.

Riguardo a queste operazioni Gratteri dichiarò: “Questa è una delle poche indagini da manuale che può essere utilizzata nelle scuole di polizia per dire come si fanno le indagini di droga e come ci si rapporta con le forze di polizia di altri Stati che hanno mentalità e codici diversi”.

Operazione del 2010 contro le ramificazioni in Lombardia Nel 2010 le inchieste della Direzione distrettuale anti-mafia (Dda) di Milano "Infinito" e della Dda di Reggio Calabria "Crimine", condotte in parallelo, portano all'arresto di 304 persone tra Calabria e Lombardia, con un'operazione che si è svolta il giorno 13 luglio 2010 ed ha impegnato 3.000 uomini delle forze dell'ordine.

Queste due inchieste parallele sfociano in due processi paralleli, uno tenuto a Reggio Calabria e l'altro a Milano. Il processo "Infinito" di Milano si conclude in Cassazione il 6 giugno 2014, mentre il processo "Crimine" di Reggio Calabria si conclude il 17 giugno 2016. Le sentenze definitive confermano sostanzialmente l'impianto accusatorio delle Procura di Reggio Calabria e di Milano.

Il processo "Crimine-Infinito" ebbe grande importanza non solo per i risultati ottenuti nella lotta al crimine, ma anche perché mostrò il radicamento della 'ndrangheta nell'Italia del Nord, e per la prima volta dimostrò l'esistenza di un'organizzazione e di livelli gerarchici anche all'interno della 'ndrangheta, che ne fanno un'organizzazione criminale "unitaria".CN24 | Operazione Il Crimine, in manette la cupola della 'ndrangheta - YouTube Questo pone la 'ndrangheta, dal punto di vista organizzativo, a metà strada tra l'organizzazione fortemente gerarchica e verticale della mafia siciliana, e invece il carattere orizzontale e frammentato della camorra napoletana. I legami infatti tra la "madrepatria", la Calabria, e i "locali", in Lombardia, e i rapporti tra le cosche calabresi coinvolte, erano gestiti tramite un'organizzazione in commissioni e sotto-commissioni.

Il vertice della 'ndrangheta viene chiamato dagli affiliati "Provincia" o "Crimine".

Inoltre nelle indagini le forze dell'ordine riuscirono a filmare per la prima volta un vertice di 'ndranghetisti nel 2009 in località Polsi, nel Comune di San Luca, in occasione della festa della Madonna.

Il processo "Infinito", svoltosi a Milano, si concluse in Cassazione il 6 giugno 2014 per il rito abbreviato con 92 condanne. Quello con rito ordinario si concluse il 30 aprile 2015 in Cassazione con 41 condanne.

Il processo "Crimine", svoltosi a Reggio Calabria, si concluse in Cassazione il 17 giugno 2016 con una novantina di condanne. Il processo riguardò i capi delle 'ndrine di Rosarno e Gioia Tauro, di Palmi, di Locri, di Platì, di Africo.

In un'intervista, Gratteri raccontò che in fase di indagini furono decisive tre microspie piazzate a casa del boss di San Luca Giuseppe Pelle, nella lavanderia Ape Green del boss Giuseppe Commisso e nel giardino del padrino don Mico Oppedisano, grazie alle quali è stato possibile ricostruire dettagliatamente la nuova struttura della 'ndrangheta.

Operazione del 2014 contro il traffico di droga tra Calabria e New York Nel 2014, da Procuratore Aggiunto della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria, con l'operazione "New bridge" sgomina una delle direttrici del traffico di stupefacenti tra Calabria e New York, che faceva capo alle famiglie degli Ursino di Gioiosa Ionica e a quella dei Gambino a New York. I trasporti di cocaina avvenivano nell'ordine di carichi di 500 chili per volta. A questo proposito Gratteri afferma che la 'ndrangheta è presente dagli anni 70 negli Stati Uniti, e che si sta espandendo. Nel 2019 la Corte d'Appello di Reggio Calabria conferma le 9 condanne, con la condanna più alta a 20 anni e 6 mesi, e le 4 assoluzioni stabilite dalla sentenza di primo grado emessa nel 2016 dal Tribunale di Locri.

Operazioni del 2015 contro il traffico di droga tra Calabria e Americhe Nel 2015 conduce come Procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria, insieme al Sostituto procuratore Paolo Sirleo, le operazioni "Columbus" e "Columbus 2" contro il traffico di stupefacenti tra Calabria, Sud America e USA, che riguardava Colombia, Costa Rica, Bolivia, Perù, e i grandi porti di Brasile e Argentina, da cui partivano i carichi di droga verso l'Europa e gli USA.

Nell'operazione "Columbus" le indagini dimostrarono come il ruolo di intermediario nel traffico di stupefacenti fosse svolto dal ristoratore di origini calabresi e da tempo stabilitosi a New York Gregorio Gigliotti: il suo ristorante "Cucino a modo mio", nel Queens, era il centro di questa rete di trafficanti, all'interno del quale passavano partite di droga e ingenti somme di denaro. I carichi di droga viaggiavano all'interno di navi cariche di frutta tropicale.