Arenzano (Rensén in ligure, Insën nella variante localeI toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.

Geografia fisica Territorio

Il territorio arenzanese è situato sulla costa della Riviera ligure di ponente, all'interno di un'insenatura chiusa dal capo San Martino, ad ovest di Genova.

La maggior parte del territorio comunale, interamente compreso nel Parco naturale regionale del Beigua, è per i 2/3 di tipo montuoso con un'estensione territoriale che partendo dalla costa si dirama verso il crinale del massiccio del monte Beigua oltre i 1.000 m di altitudine; la massima altitudine dei 1.183 m s.l.m. è raggiunta dalla vetta del monte Reixa che, assieme alle vette del monte Rama (1.148 m) e del monte Argentea (1.082 m), fanno parte del territorio montuoso tra Arenzano e Cogoleto.

La morfologia del territorio è particolare, poiché alcuni tratti montani si affacciano direttamente sul tratto costiero, arrivando alla minima distanza tra mare e dorsale appenninica ligure di 5,7 km.

I principali corsi d'acqua sono il torrente Lerone, confine naturale tra le amministrazioni comunali di Arenzano e Cogoleto, e i torrenti Cantarena e Lissolo.

Storia

Dalle origini al periodo tardoromano Secondo le fonti storiche il primo insediamento abitativo fu legato ad un primitivo stanziamento dell'Impero romano nei primi secoli dopo Cristo. Proprio l'antico toponimo del comune, Arentianis, risalirebbe a una proprietà o possedimento della famiglia dei Liguri Arentii. Secondo altre ipotesi il toponimo deriverebbe dal nome romano Ara Jani (ovvero "altare di Giano") o ancora da "arx Jani" ("Rocca di Giano"). Secondo altre interpretazioni, il toponimo potrebbe derivare da arenae sinus (insenatura sabbiosa), o ancora dalle parole celtiche halen ("mare") e sine ("punta"), che significherebbero insieme "promontorio sul mare".AA.VV. Per aspera ad Hasta, Genova, 2007.

Legami con dominazioni precedenti e di epoca celto-liguri, sembrano essere poi alcuni toponimi locali come ad esempio quello di Capo Panagio, dove sembrerebbe identificarsi un riferimento al dio Pan o alle due parole fan che in celtico significa "fermare", "sostare", e la parola eaz che significa "comodo", quindi con riferimento al fatto che la terra di Arenzano potesse essere stata già in epoca antica un porto sicuro al quale attraccare.Altra ipotesi avanzata su tale toponimo e riferita al primo cristianesimo d'ispirazione orientale, è un nome legato al culto mariano (pan agìos significa infatti "tutta santa").

All'epoca l'insediamento romano, Arentianis era collegato ad altre località del ponente ligure attraverso una strada mulattiera di circa 2 metri di larghezza e che scorreva a 120 metri sul livello del mare e giungeva da Vesima in località Campo, attraversando il torrente Lupara per poi portarsi sino all'attuale Piazza della Vittoria dove sorgeva un quadrivio che sviluppava il resto delle vie di un altro insediamento all'epoca presente nell'area, quello di Hasta, che corrispondeva all'attuale centro cittadino, il nome col quale il borgo divenne noto anche sulla Tabula Peutingeriana del III secolo.Carlo De Negri, Arenzano. Cose, eventi, genti, 1953. Su tale documento, inoltre, la località di Hasta è riportata come distante circa 20 miglia dalla città di Genua (Genova), ovvero 29,6 km, cifra che corrisponde esattamente alla distanza registrata attualmente dalle carte dell'Istituto Geografico Militare.

Testimonianze della Arenzano romana sono un'anfora risalente all'80 a. C. e rinvenuta nel mare locale nel 1955. Una seconda anfora è stata ritrovata nel 1987, sempre nel golfo arenzanese e risalente al I secolo a.C. Nel 1987 è stata rinvenuta inoltre parte di un'ancora del medesimo periodo.

Il medioevo Così come i centri e i borghi vicini seguì in epoca alto medievale, e quindi nel Medioevo, le vicissitudini storiche della vicina Genova. Nell'età medievale subì invasioni barbariche e nel X secolo fu occupato dai pirati saraceni che ne fecero un fortificato presidio.

Compreso nella Marca Obertenga, riprese vigore con la cacciata dei saraceni. Documenti e riferimenti del XII secolo attestano le antiche e principali attività del borgo di Arenzano: la cantieristica navale e la vita marinara che portarono gli abitanti nelle colonie genovesi della Corsica, del Mar Nero e dell'Oriente.

Territorialmente rientrò ben presto nei possedimenti della Repubblica di Genova ed in particolare della vicina Voltri alla quale Arenzano fu inglobata nella sua podesteria e nel successivo capitaneato. Sempre nel Medioevo riferimenti storici attestano la divisione del borgo, a seconda dei periodi, in due nuclei abitativi: Arenzano sottana e Arenzano soprana; quest'ultima potrebbe trattarsi dell'odierna frazione di Terralba, celebre per la notevole presenza di giacimenti di tufo.

Il periodo moderno Nel corso dei secoli, soprattutto nel XVII secolo, subì le incursioni dei pirati tanto da costringere la comunità locale a procedere a una fortificazione del borgo. Così come la repubblica genovese anche il borgo marinaro di Arenzano subì tra il 1746 e il 1747 le conseguenze della guerra di successione austriaca; a questo periodo storico le cronache locali ricordano le gesta del concittadino corsaro Capitan Romeo che, alleato dei Genovesi e dei Franco-Spagnoli, diede un modesto contributo nella guerra marittima contro gli Anglo-Austro-Piemontesi.

Con l'avvento della dominazione napoleonica — che causò la caduta della Repubblica di Genova — il territorio di Arenzano rientrò dal 2 dicembre 1797 nel dipartimento della Cerusa, con capoluogo Voltri, all'interno della Repubblica Ligure; dal 28 aprile 1798 divenne il capoluogo del II cantone della giurisdizione della Cerusa e dal 1803 centro principale del IV cantone della Cerusa nella giurisdizione del Centro. Soppressa la repubblica e annessa al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 il territorio di Arenzano fu inserito nel dipartimento di Genova sotto la giurisdizione del circondario di Genova.

Con la caduta di Napoleone Bonaparte il territorio fu inglobato nel Regno di Sardegna — così come stabilì il congresso di Vienna — e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 Arenzano fu compresa nel XIII mandamento di Voltri del circondario di Genova dell'allora Provincia di Genova.

Sul finire del XIX secolo, dopo una prima flessione dello sviluppo economico, quest'ultimo ebbe una sostanziale ripresa con un nuovo avvio dell'attività cantieristica, cartaria e di altre industrie. Le dure condizioni della vita contadina e le restrizioni dei proprietari terrieri provocarono però da un lato il sempre più crescente fenomeno dell'emigrazione verso il ponente della Liguria, soprattutto nella zona agricola della piana di Albenga, nelle grandi e vicine industrie di Genova o ancora nelle Americhe. Fu in questo contesto di crisi che si alimentò e sfociò la rivolta popolare nei primi anni del XX secolo contro un possibile sfruttamento esterno delle risorse idriche.

Dopo la seconda guerra mondiale la sempre maggiore flessione dell'attività cantieristica navale porterà inevitabilmente alla nascita dello sviluppo turistico, con la conversione del litorale da sede di cantieri navali all'attività balneare estiva e l'apertura di nuove strutture ricettive vacanziere.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 è stata la sede amministrativa della Comunità montana Argentea.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Lo stemma comunale di Arenzano è rappresentato con la raffigurazione nel centro di una palma e sullo sfondo il mare. I simboli sono sormontati da una croce rossa in campo d'argento richiamante il vessillo di San Giorgio della Repubblica di Genova. Nel cartiglio sottostante lo stemma viene riportata la dicitura in lingua latina Hic manebimus optime ("Qui staremo ottimamente").

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Santuario del Bambino Gesù di Praga nel capoluogo. Eretto nel 1904, grazie alla devozione degli stessi abitanti nei confronti del Gesù Bambino di Praga. Secondo le fonti storiche locali ebbe origine nel 1628 quando la principessa praghese Polissena Lobkowitz offrì ai Carmelitani scalzi locali una statua in cera raffigurante il Bambino Gesù. Chiesa parrocchiale dei Santi Nazario e Celso nel capoluogo. Ricostruzione in stile barocco di un antico tempio religioso del XVIII secolo, fu eretto su progetto dell'architetto Antonio Maria Ricca a navata unica. Oratorio di Santa Chiara nel capoluogo. Costruito nel corso del XV secolo, adiacente alla parrocchiale dei santi Nazario e Celso. Dell'impianto originario sono ancora oggi conservati gli arredi, usati nel rito della processione, e gruppi di statue e crocefissi in legno della omonima confraternita. L'altare maggiore è del 1582. Santuario della Santissima Annunziata delle Olivette. Il tempio religioso è ubicato sulla collina detta Bicocca di Arenzano e, come si è potuto apprendere da antichi documenti, sembrerebbe che già nel 1607 vi fosse una piccola cappella dedicata alla Vergine Maria. All'interno del santuario mariano sono presenti numerosi ex voto, donati dai credenti per grazia ricevuta. Chiesa di San Sebastiano nel capoluogo, presso l'ex cimitero comunale. Fu edificata molto probabilmente intorno al XV secolo e nel corso dell'Ottocento divenne cappella cimiteriale. Un'importante opera di recupero e conservazione dell'edificio venne avviata tra il 1980 e il 1985; la sistemazione dell'antica zona cimiteriale, convertito in parco pubblico, è avvenuta nel 2014. Chiesa di Santa Maria Immacolata e San Giovanni Battista nel capoluogo, edificata nella seconda metà del XX secolo. Chiesa dei Santi Martino e Alessandro Sauli nel quartiere residenziale della Pineta di Arenzano. Disegnata e progettata dall'architetto Luigi Caccia Dominioni e dall'ingegnere Senise nel 1963, i lavori per la sua costruzione vennero avviati nel 1966 e conclusi nel 1967. L'altare è stato consacrato nel 1969 dal cardinale di Genova Giuseppe Siri. Chiesa di San Bartolomeo nella frazione di Terralba. Zona considerata dagli storici come il primo insediamento abitato della città. All'interno di pregio è una pala d'altare datata al XVI secolo. Riedificata a partire dal dicembre 1960 il restauro della facciata è stato eseguito nel 1998.

Architetture civili

Villa Negrotto Cambiaso. L'edificio fu un'antica residenza nobiliare genovese, eretta nel corso del XVI secolo dal marchese Tobia Pallavicino nel centro della città. Rinnovata nel 1880 fu corredata da un parco all'inglese, poi aperto al pubblico, mentre la villa fu scelta come sede del municipio cittadino. Di pregio la serra in stile Liberty, in ferro e vetro, posta al centro del parco ad opera di Lamberto Cusani. Villa Maddalena, costruita dai padri somaschi nel 1690. Villa Figoli del XVIII secolo. Costruita nel 1874 in stile Liberty per volontà del conte Figoli, nel 1949 divenne di proprietà della Provincia di Alessandria che convertì l'area in un centro di soggiorno marino. Nel dicembre 2012 la villa è tornata a far parte del patrimonio storico-architettonico dell'ente comunale arenzanese. Il complesso è circondato da un parco-giardino all'italiana di circa 35.000 m2. Villa Mina nei pressi della chiesa parrocchiale dei Santi Nazario e Celso. Villa Arosio, ad Arenzano Pineta, progettata da Vico Magistretti nel 1958. Palazzo Sant'Antonio nel capoluogo, edificato nel corso del XIX secolo e prima sede del palazzo municipale. Ospita attualmente la biblioteca civica "Giuseppe Mazzini".

Architetture militari Torre dei Saraceni, eretta nel XVI secolo per l'avvistamento e difesa del litorale contro le incursioni piratesche. Torretta, eretta nel XVI secolo per l'avvistamento e difesa del litorale in direzione di Genova contro le incursioni piratesche.

Aree naturali