Le sue opere più note, Ficciones ed El Aleph, pubblicate negli anni Quaranta, sono raccolte di racconti che esplorano motivi come sogni, labirinti, caso, infinito, archivi, specchi, scrittori di finzione e mitologia. Le opere di Borges hanno contribuito alla letteratura filosofica e al genere fantastico e hanno avuto un'enorme influenza sul movimento del realismo magico nella letteratura latinoamericana del XX secolo. Il critico Ángel Flores, primo ad utilizzare l'espressione "realismo magico" per definire quel genere che intende rispondere al realismo e al naturalismo dominante del XIX secolo, considera come inizio di tale movimento la pubblicazione del libro di Borges Storia universale dell'infamia (Historia universal de la infamia). Come narratore, nei suoi racconti ha saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con i classici temi del fantastico - quali il doppio, le realtà parallele del sogno, i libri misteriosi e magici, gli slittamenti temporali - sia per la sua più ampia produzione poetica, dove, come afferma Claudio Magris, si manifesta «l'incanto di un attimo in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto»Claudio Magris, Dietro le parole, Garzanti, Milano 1978, p.136.

Lo scrittore Mario Vargas Llosa ritenne che Borges abbia realizzato la vera rivoluzione della lingua spagnola e che sia "forse il più grande scrittore che ha dato la lingua spagnola dopo i classici".Premio Nobel per la Letteratura nel 2010. Fonti di ispirazione, specie nella sua gioventù, furono Macedonio Fernández, Rafael Cansinos Assens, Leopoldo Lugones, la lirica barocca di Luis de Gongora ecome da Borges esplicitato in un'intervista a Roberto Gervaso la poesia di Emerson e Robert Browning, la narrativa anglo-americana da Chesterton, De Quincey, Kipling, Stevenson, Wells, Poe fino a Faulkner, la letteratura tedesca di Kafka, la letteratura norrena e pure il buddismo, sul quale scrisse anche una breve monografia.

Nato a Buenos Aires, Borges si trasferì in seguito con la famiglia in Svizzera nel 1914, dove studiò al Collège de Genève. La famiglia viaggiò molto in Europa, compresa la Spagna. Al suo ritorno in Argentina nel 1921, Borges iniziò a pubblicare le sue poesie e i suoi saggi su riviste letterarie surrealiste. Lavorò anche come bibliotecario e conferenziere pubblico. Nel 1955 fu nominato direttore della Biblioteca Nacional e professore di letteratura inglese all'Università di Buenos Aires. Divenne completamente cieco all'età di 55 anni. Gli studiosi hanno ipotizzato che la sua progressiva perdita della vista abbia influenzato lo sviluppo di simboli letterari innovativi attraverso tecniche immaginative. Dagli anni Cinquanta, le sue opere furono tradotte e pubblicate ampiamente in Europa e negli Stati Uniti. Borges stesso parlava fluentemente diverse lingue.

Nel 1961, Borges raggiunse la fama internazionale quando ricevette il primo Premio Internazionale Formentor, che condivise con Samuel Beckett. La sua reputazione si consolidò negli anni Sessanta, favorita dal crescente numero di traduzioni in inglese, dal Boom Latinoamericano e dal successo di Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez. Dedicò la sua ultima opera, I congiurati, alla città di Ginevra, in Svizzera. Lo scrittore e saggista J. M. Coetzee disse di lui: "Più di chiunque altro, ha rinnovato il linguaggio della narrativa e ha così aperto la strada a una straordinaria generazione di romanzieri ispano-americani". David Foster Wallace scrisse: "In poche parole, Borges è probabilmente il grande ponte tra modernismo e postmodernismo nella letteratura mondiale... Le sue storie sono introspettive ed ermetiche, con il terrore obliquo di un gioco le cui regole sono sconosciute e la cui posta in gioco è tutto".

Tale la sua fama che l'aggettivo «borgesiano» è entrato per antonomasia nei vocabolari per definire un'atmosfera, una concezione della vita come opera d'invenzione, menzogna, contraffazione spacciata per veritiera (come nelle sue famose recensioni di libri immaginari, o le biografie inventate), fantasia o reinvenzione della realtà.

Biografia L'infanzia e il soggiorno europeo Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo nacque prematuro (all'ottavo mese di gravidanza) nella stessa casa di via Tucumán 840 a Buenos Aires dove era già nata sua madre. Figlio di Jorge Guillermo, avvocato e insegnante di psicologia - in lingua inglese - all'Instituto del Profesorado en Lenguas Vivas e di Leonor Acevedo Haedo. Pochi anni dopo, la famiglia si trasferì nel quartiere Palermo, che sarebbe diventato un'ambientazione ricorrente della sua opera. Il futuro scrittore - che sin da piccolo manifestò i sintomi di quella cecità che nei Borges era ereditaria da ben 6 generazioni - venne educato in casa, oltre che dal padre e dalla nonna materna, da un'istitutrice inglese e si rivelò ben presto un bambino precocissimo: a sette anni scrisse il suo primo racconto - La visiera fatal - e a nove tradusse il racconto di Oscar Wilde Il principe felice (pubblicato su El País a firma di Jorge Borges: si ritenne che la traduzione fosse ovviamente del padre). Nel 1908 venne iscritto alla quarta classe elementare della scuola pubblica.

Nel 1914 si trasferì con i genitori, la sorella Norah (nata nel 1901) e la nonna materna - quella paterna li raggiunse in seguito - a Ginevra, dove restò fino al 1918. Il soggiorno svizzero, durante il quale frequentò il Collège Calvin (rue Theodore de Beze, Ginevra, fondato da Giovanni Calvino nel 1559), fu un periodo di intensi studi (tra cui le lingue latina, francese e tedesca) e ampie letture di autori europei. Nel 1918, dopo la morte della nonna materna, si trasferì con la famiglia dapprima a Lugano e, l'anno successivo, a Maiorca. Qui, prima di trasferirsi a Siviglia e poi a Madrid, scrisse i suoi primi due libri rimasti inediti: uno di poesie (Los ritmos rojos di celebrazione della rivoluzione russa) e uno di prose (Los naipes del tahur, Le Carte del Baro). Nel 1919, durante il soggiorno a Siviglia, per la prima volta venne pubblicata, sul numero 37 della rivista Grecia, una sua poesia, Himno del mar (Inno al Mare).

Gli inizi della carriera letteraria

Il 24 gennaio 1921 fu pubblicato il primo numero della rivista letteraria spagnola Ultra, la quale, come suggeriva il nome, era l'organo di diffusione del movimento ultraista. Fra i collaboratori più noti si ricordano lo stesso Borges, Rafael Cansinos-Assens, Ramón Gómez de la Serna e Guillermo de Torre che sposò nel 1928 Norah Borges.

Il 4 marzo 1921 la famiglia Borges - composta dalla nonna paterna, Frances Haslam, che si era unita a Ginevra nel 1916; i genitori, Leonor Acevedo e Jorge Guillermo Borges e la sorella Norah Borges - si imbarcò nel porto di Barcellona sulla nave (la "Reina Victoria Eugenia") che li avrebbe riportati a Buenos Aires. Al porto li aspettava Macedonio Fernández, la cui amicizia Borges ereditò dal padre. Una volta a Buenos Aires egli scrisse nella rivista Cosmópolis, fondò la rivista murale Prisma (della quale però furono pubblicati solo due numeri) e scrisse anche su Nosotros, diretta da Alfredo Bianchi.

Nel 1922 egli andò a trovare Leopoldo Lugones insieme a Eduardo González Lanuza, per consegnargli il secondo (e ultimo) numero di Prisma. Fonda la prima serie della rivista Proa con Macedonio Fernandez e altri scrittori. Nell'agosto del 1924 seconda serie della rivista Proa con Ricardo Güiraldes, autore di Don Segundo Sombra, Alfredo Brandán Caraffa e Pablo Rojas Paz. Nel 1931 uscì il primo numero di Sur, rivista fondata e diretta da Victoria Ocampo; in questo primo numero Borges collaborò con un articolo dedicato al colonnello Ascasubi.

Nel 1923, il giorno prima del secondo viaggio in Svizzera, Borges pubblicò il suo primo libro di poesie, Fervore di Buenos Aires (Fervor de Buenos Aires), in cui si prefigurava, come disse lo stesso Borges, tutta la sua opera successiva. Fu un'edizione preparata in fretta e furia in cui erano presenti alcuni refusi ed era priva di prologo. Per la copertina sua sorella Norah realizzò un'incisione, e ne furono stampate all'incirca trecento copie; le poche che ancora si conservano sono considerate dei tesori dai bibliofili: in alcune sono addirittura rinvenibili correzioni manoscritte realizzate dallo stesso Borges. L'unica copia appartenente alla Biblioteca Nazionale Argentina è stata rubata nel 2000 insieme ad altre prime edizioni di Borges.

Più tardi scrisse, tra le altre pubblicazioni, nella rivista Martín Fierro, una delle riviste chiave della storia della letteratura argentina della prima metà del XX secolo. Nonostante la sua formazione europeista, Borges rivendicò con le tematiche trattate le sue radici argentine, e in particolare "porteñas" (cioè di Buenos Aires), nelle opere come Fervore di Buenos Aires (1923), Luna di fronte (Luna de enfrente) (1925) e Quaderno San Martín (Cuaderno de San Martín) (1929).

Sebbene la poesia fosse uno dei fondamenti della sua opera letteraria, il saggio e la narrativa furono i generi che gli procurarono il riconoscimento internazionale. Dotato di una vasta cultura, costruì un'opera di grande solidità intellettuale sull'andamento di una prosa precisa e austera, attraverso la quale poté manifestare un distacco talora ironico dalle cose del mondo, senza per questo rinunciare al suo delicato lirismo. Le sue strutture narrative alterano le forme convenzionali del tempo e dello spazio per creare altri mondi di grande contenuto simbolico, costruiti a partire da riflessi, inversioni, parallelismi. Gli scritti di Borges prendono spesso la forma di artifici o di potenti metafore con sfondo metafisico.

Tra i suoi amici di questo periodo si ricordano José Bianco, Adolfo Bioy Casares, Estela Canto e altri, soprattutto nel novero del circolo della rivista Sur, fondata dalla sua amica Victoria Ocampo.

La maturità Nel 1938 muore il padre, cieco da anni. Con l'aiuto del poeta Francisco Luis Bernárdez, Jorge Luis ottenne un posto di aiuto catalogatore alla biblioteca municipale Miguel Cané nel quartiere di Boedo. In questa biblioteca poco frequentata poté continuare la sua attività, cioè a passare i giorni fra i libri, leggendo e scrivendo. La vigilia di Natale dello stesso anno, in seguito a una ferita alla testa, dovuta a un banale trauma in casa, va in setticemia e rischia la vita. Durante la convalescenza, per aver prova di esserne ancora in grado, scrive Pierre Menard, autor del Quijote. Nel 1946 Juan Domingo Perón venne eletto presidente, sconfiggendo così la Unión Democrática. Borges, che aveva appoggiato quest'ultima, manifestò la sua avversione al nuovo governo, tanto che fu costretto ad abbandonare la sua posizione di bibliotecario e fu "degradato" a ispettore di pollai.

Per questo motivo egli dovette superare la sua timidezza e iniziare a tenere conferenze. Nel 1948 sua sorella Norah e sua madre vennero incarcerate, accusate di aver dato scandalo nella loro vita pubblica. Norah Borges (e la sua amica Adela Grondona) vennero portate al carcere femminile del Buon Pastore, mentre a Leonor Acevedo furono concessi gli arresti domiciliari vista l'età avanzata.

Nel 1950 Borges venne eletto presidente della Sociedad Argentina de Autores e, un anno dopo, uscì in Messico Antiguas Literaturas Germánicas (Brume, dei, eroi), scritto in collaborazione con Delia Ingenieros.

In seguito alla Revolución Libertadora che depose Perón, Borges fu nominato direttore della Biblioteca Nazionale Argentina, incarico che ricoprì dal 1955 fino alle sue dimissioni del 1973, dovute al ritorno al potere proprio di Perón. Lo stesso anno fu eletto membro dell'Accademia argentina delle Lettere.

Nel 1956 divenne professore di letteratura inglese all'Università di Buenos Aires e presidente dell'Associazione degli Scrittori argentini. In questo periodo egli fu molto criticato per la sua adesione al nuovo governo, soprattutto da Ezequiel Martínez Estrada e da Ernesto Sabato. Con quest'ultimo le diatribe proseguirono fino al 1975.