È stato definito da David Randall «L'uomo che inventò le corrispondenze di guerra». Scrisse per il Times di Londra per il quale seguì la Guerra di Crimea, trasmettendo via telegrafo i suoi articoli.

La carriera Nel 1844, a 24 anni, Russell iniziò la sua carriera giornalistica come corrispondente del Times a Dublino, durante il processo a Daniel O'Connell. A causa della mancanza del telegrafo, Russell dovette recarsi a Londra di corsa, affinché il Times fosse il primo giornale a comunicare la notizia. Una volta entrato nella sede del giornale, esausto, disse a quello che credeva essere un linotipista il verdetto: colpevole. In realtà si trattava di un reporter del Morning Herald, giornale concorrente, che riuscì così a pubblicare per primo la notizia. Negli anni successivi fece da corrispondente presso il Parlamento, coprendo anche notizie quali i funerali di Willington nel 1852. Nel 1854 il direttore del giornale, John Delane, lo inviò in Crimea come corrispondente di guerra: egli fu il primo giornalista civile a svolgere questo compito. Nell'ottobre del 1854 descrisse la rovinosa carica della cavalleria leggera a Balaklava e le difficili condizioni dei soldati inglesi al fronte, articolo a causa del quale Russell venne fatto rimpatriare immediatamente.

Inviato negli Stati Uniti durante la Guerra di Secessione, non patteggiò per i Confederati, appoggiati dall'Impero Britannico, ma per l'Unione, parlando tuttavia aspramente della sconfitta a Bull Run e ritrovandosi così nuovamente costretto a rimpatriare. Una volta ritiratosi dalla carriera di giornalista entrò in Parlamento, si sposò e si dedicò ai viaggi.

Bibliografia

M. Càndito, I reporter di guerra. Storia di un giornalismo difficile da Hemingway a Internet, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2009 Enric Gonzáles, Un periodista indeseable, «El País», 5 aprile 2009

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