La Kriminalpolizei (detta comunemente anche Kripo), è la designazione dei corpi di polizia giudiziaria in Germania, Austria e nei Cantoni svizzeri di lingua tedesca.

Nella Germania nazista del 1936, durante il nazismo, il comando della Kripo venne centralizzato nel V Dipartimento della Reichssicherheitshauptamt, l'ufficio centrale per la sicurezza del Terzo Reich. Oggi, nella Repubblica federale di Germania, la Kripo è uno dei dipartimenti della Landespolizei, la Polizia di Stato che dipende dai singoli Stati federati della Germania.

Storia La creazione La Kripo nacque nel 1799 quando sei agenti di polizia vennero distaccati ed assegnati alla prussiana Kammergericht (Corte Superiore di Giustizia) di Berlino col compito di indagare sui crimini più importanti. Quando necessario ai fini investigativi potevano dismettere la divisa di polizia e lavorare in borghese. Mano a mano il loro numero aumentò finché nel 1811 venne redatto il Berliner Polizeireglement ("Regolamento della Polizia di Berlino"). Nel 1820 venne creato il ruolo dirigenziale di Kriminalkommissar (Commissario). Nel 1872 venne creata la Kriminalpolizei come branca separata dalla polizia in divisa che allora si chiamava Schutzpolizei. Sulla base delle esperienze di questa nuova forza di polizia, altri stati tedeschi, ad esempio Brema nel 1852, riformarono le loro forze di polizia e alla fine del XIX secolo la Kriminalpolizei era presente in ogni parte della Germania, allora unificata nell'Impero tedesco, tuttavia ancora articolata in innumerevoli entità quali regni, granducati, principati, città libere. Fino agli anni '30 del XX secolo la Kripo ha continuato ad essere l'agenzia investigativa delle attività criminali sotto il diretto controllo dei singoli stati tedeschi.

La seconda guerra mondiale Diventato capo del governo nel 1933, Hitler iniziò un programma di forzato allineamento di tutti gli aspetti della vita in Germania (la cosiddetta Gleichschaltung), così da consolidare la presa del potere da parte del Partito Nazista.. Nel luglio 1936, il Landeskriminalpolizeiamt, il dipartimento di polizia criminale prussiano divenne l'ufficio centrale di polizia criminale per l'intero Terzo Reich, cambiando il nome in Reichskriminalpolizeiamt (RKPA), o Ufficio di Polizia Criminale del Reich e venne unito all'ufficio centrale della Polizia segreta di Stato (Gestapo), prendendo il nome di Hauptamt Sicherheitspolizei o Ufficio centrale dei Servizi di Sicurezza..

A quel punto Reinhard Heydrich aveva sotto controllo l'intero apparato di sicurezza, dato che controllava anche il Sicherheitsdienst (SD).. Arthur Nebe fu messo a capo dell'Ufficio di Polizia Criminale del Reich (RKPA), rispondendone direttamente a Reinhard Heydrich. Nel settembre 1939, fu creato il Reichssicherheitshauptamt (RSHA), o Ufficio centrale dei Servizi di Sicurezza del Reich che divenne l'organo centrale di comando di tutte le agenzie investigative e di spionaggio dello stato.. Lo Hauptamt Sicherheitspolizei o Ufficio centrale dei Servizi di Sicurezza venne abolito e i suoi dipartimenti furono inglobati nella struttura del RSHA o Ufficio centrale dei Servizi di Sicurezza del Reich. Il Reichskriminalpolizeiamt o Ufficio di Polizia criminale del Reich divenne Dipartimento V del RSHA.. Esso fu diretto da Arthur Nebe fino al 1944, quando egli fu denunciato e condannato a morte per impiccagione in seguito alla sua complicità nell'attentato a Hitler del 20 luglio 1944. Nell'ultimo anno della sua esistenza il Dipartimento V fu guidato da Friedrich Panzinger che rispondeva direttamente a Ernst Kaltenbrunner, capo della RSHA dopo che Heydrich venne assassinato nel 1942.

Le direttive generali della Kripo venivano direttamente dall'Ufficio centrale delle SS, mentre la sua organizzazione interna, di tipo strettamente gerarchico, prevedeva uffici in tutte le città, piccole e grandi; questi uffici a loro volta rispondevano a uffici di livello superiore dislocati nelle città più importanti che, a loro volta, rispondevano all'Ufficio centrale, cioè il dipartimento V dello RSHA.

La Kriminalpolizei si differenziava dalla Gestapo e da altri corpi di polizia politica perché si occupava di reati penali; la capacità professionale dei suoi dipendenti era di vitale importanza, utilizzava detective e medici legali assai competenti, oltre che di collaboratori esterni di riconosciuta fama professionale. La Kripo era composta in gran parte da detective in borghese che lavoravano in collaborazione con la Ordnungspolizei (ORPO), che comprendeva i vari corpi di polizia in uniforme e con altre agenzie. Nel dicembre 1937, il Ministro degli interni tedesco emanò un decreto secondo il quale andavano arrestati tutti i cosiddetti “criminali abituali” e dovevano essere tenuti sotto sorveglianza tutti coloro che già avevano scontato la pena prevista. Di ciò si occupò la Kripo. In genere la Kripo si occupava dell'ordinaria criminalità, in particolare dei crimini più seri quali violenza sessuale, omicidi e incendi dolosi. Un'altra importante area di intervento erano i furti durante i periodi di oscuramento, un problema molto serio in particolare durante i bombardamenti quando i ladri rubavano qualsiasi cosa avesse un valore da case abbandonate, negozi e fabbriche. Essa si occupò anche di combattere l'omosessualità (il famigerato Paragrafo 175) e l'aborto. L'ufficio si occupava anche di contro sabotaggio ed il controspionaggio, in particolare collaborando con la Geheime Feldpolizei (GFP) o Servizio segreto militare.

Essa divenne anche una fonte da cui attingere per completare gli effettivi delle Einsatzgruppen, anche nei ruoli di comando, come, ad esempio, lo stesso Arthur Nebe che fu comandante della Einsatzgruppe B.

Data la politica razziale della Germania nazista, non c'è da meravigliarsi che alla Kriminalpolizei venisse aggiunta una speciale unità, la Rassenhygienische und Bevolkerungsbiologische Forschungsstelle o Unità per l'Igiene della Razza e per la Ricerca in Biologia demografica, con a capo lo psichiatra nazista Robert Ritter. Suo compito era quello di creare profili razziali di popolazioni nomadi, in particolare Rom e Sinti, considerate di razza mista, e di fissare le politiche e le linee guida da tenere nei loro confronti che poi Gestapo e Kripo avrebbero messo in pratica..

La strage delle genti nomadi

Nel settembre 1933, la Kripo fu incaricata di fare una sorta di “pulizia delle strade”, liberandole dai cosiddetti “asociali”: prostitute, senzatetto, vagabondi e nomadi. Questi ultimi, comunemente detti zingari, ma più correttamente popolazioni nomadi di etnia per lo più Rom o Sinti, venivano considerati asociali, in quanto non integrabili nelle società sedentarie e ancor meno omologabili nel nuovo ordine nazionalsocialista.

Di fatto proprio questo compito di pulizia delle strade fece sì che la Kriminalpolizei raccogliesse oltre 70.000 emarginati che poi sarebbero stati inviati ai campi di concentramento. Durante l'intero periodo del potere nazista in Germania, vennero uccisi in un numero difficilmente precisabile con sicurezza, ma che più fonti attestano intorno alle 500.000 unità, molti dei quali proprio a causa dei rastrellamenti della Kriminalpolizei..

Costoro vennero perseguitati e uccisi in quanto di razza inferiore o Untermenschen e, come tali, secondo l'ideologia nazionalsocialista, non degni di vivere. Venivano imprigionati, seviziati, sterilizzati, utilizzati per esperimenti medici, gassati nelle camere a gas, per quell'unico motivo.

Dopo la guerra lo sterminio nazista delle popolazioni nomadi non è stato subito riconosciuto come un genocidio, dato che a suo tempo era stato propagandato come una semplice misura di prevenzione sanitaria e di sicurezza sociale. Erano infatti ritenuti geneticamente ladri e truffatori e, in quanto nomadi, naturalmente infedeli allo Stato.

Le leggi, inoltre, impedivano alle popolazioni nomadi di possedere carte di identificazione particolari e permessi di soggiorno o di sosta in determinati luoghi. Dal 1934 il Ministero degli Interni finanziava e coordinava i cosiddetti Centri di igiene razziale e ricerca genetica, che tanto hanno contribuito a definire la "questione zingara" nella Germania nazista. Un altro importante punto di riferimento fu il Servizio Informazioni sugli Zingari, un centro fondato nel 1899 a Monaco da uno zelante funzionario statale, Alfred Dillmann, ricordato anche per il suo libro "The Gypsy Book", scritto con l'unico scopo di aiutare la polizia a identificare le popolazioni nomadi.

Non solo tutto il materiale, tra cui numerose schedature dei nomadi presenti sul territorio, venne immediatamente prelevato dai nazisti e utilizzato per identificare migliaia di persone, ma, nel giro di pochi anni, l'istituto fu ribattezzato Ufficio centrale per la lotta alla piaga zingara e trasferito a Berlino. Una volta catturati dalla Kriminalpolizei, i nomadi venivano deportati ed etichettati biologicamente, come voluto da Himmler in una circolare del 7 agosto 1941, con la sigla Z se si trattava di “zingari puri”, con ZM+ se nati da matrimoni misti con più del 50% di sangue zingaro, con ZM se nati con uguale percentuale di sangue tedesco e zingaro e con ZM- se nati con più sangue tedesco che zingaro nelle vene.

All'inizio del 1941 un trasporto di 5.007 nomadi arrivò nel ghetto di Łódź: molti morirono per un'epidemia di tifo petecchiale e a dicembre i superstiti vennero trasferiti al campo di sterminio di Chełmno e qui uccisi nelle camere a gas mobili, i cosiddetti Gaswagen.

A partire dal dicembre 1942, quando Himmler fa deportare ad Auschwitz i gitani, la situazione precipitò, fino ad arrivare all'apice del suo orrore nel 1944, quando nella notte tra il 31 luglio e il 1º agosto tutti i nomadi ancora in vita vengono uccisi nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori. In questo modo, con questo colpo finale, il loro sterminio (in romanì Porrajmos) arrivò al termine.

Il ruolo delle donne La Kriminalpolizei includeva inizialmente un'unità di detective donne (Weibliche Kriminalpolizei). In un Festschrift (scritto commemorativo) è riportato che nel 1928, nonostante il fatto che ad Amburgo ci fossero novecento prostitute, la cui salute era certificata dalle autorità, il problema delle malattie veneree era quanto mai rampante. Per cercare di limitare il fenomeno, i cittadini decisero, in occasione dell'8 marzo, di creare un'unità femminile di polizia criminale.

Il suo primo leader fu la Kriminaloberkommissarin o commissaria-capo Josefine Erkens, che mantenne la carica fino al 1931, anno dell'abolizione del corpo di polizia femminile. La ragione per una tale decisione può essere attribuibile alla scarsa organizzazione e divisione dei ruoli tra maschi e femmine all'interno della Kriminalpolizei (ed alla polizia in generale), problemi già noti durante la Repubblica di Weimar. A sostegno di questa tesi, vi è un drammatico evento che è testimonianza della gravità dei conflitti interni alla polizia criminale: probabilmente a causa di contrasti nella suddivisione degli incarichi, due donne, lInspektorin Dopfer e la Kriminalobersekretarin Fischer si suicidarono. Il 10 luglio di quell'anno, infatti, sull'isola di Pellworm nel Mare del Nord, vennero trovati i corpi delle due donne, appartenenti alla polizia di Amburgo. Esse erano legate assieme e ognuna era stata colpita da una pallottola alla testa da distanza ravvicinata.