I sequestrati di Altona è un film del 1962 diretto da Vittorio De Sica.

Tratto dal dramma di Jean-Paul Sartre Les Séquestrés d'Altona, rappresentato in teatro nel 1959, il film fa riferimento ad Altona, un distretto della città tedesca di Amburgo.

Ezio Frigerio è accreditato nei titoli di testa come Elvezio. I disegni di Renato Guttuso sono quelli che Franz fa sui muri della soffitta per non dimenticare la sua storia.

Il film, nel corso dei titoli di testa, ha un breve prologo con il richiamo a ciò che è accaduto a Smolensk durante la IIª guerra mondiale.

Trama L'industriale Albrecht von Gerlach scopre di essere prossimo alla morte e chiama il figlio avvocato, Werner, che vuole nominare come suo successore. Werner è restio ad accettare, perché sa che la ditta di suo padre è stata tra i sostenitori del nazismo, tanto che Franz, suo fratello e figlio primogenito di Albrecht, è stato condannato e giustiziato per crimini di guerra. La moglie di Werner, Johanna, attrice impegnata in un'opera di Brecht contro il nazismo, scopre che Franz in realtà è sfuggito all'esecuzione e si nasconde nella casa di famiglia ad Altona, accudito dalla sorella che gli nasconde la verità, descrivendogli una Germania ancora sotto le macerie, povera ed umiliata dagli invasori.

L'incontro con Johanna cambia la vita di Franz; i due si innamorano e stabiliscono una relazione significativa e profonda. Si dicono addio e l'uomo, turbato, vaga tra i boschi prossimi alla sua residenza. Viene a sapere che la Germania è divisa in due zone, una delle quali completamente ricostruita. Esce - come si è detto - dal suo nascondiglio e vaga per la città, per prendere coscienza della verità. Stordito dal fragore e dalla vivacità della città, si reca presso il teatro in cui lavora Johanna e recita una sorta di monologo pieno di ardore. Dopo il grande pathos del suo intervento, Franz sprofonda nel sonno, accudito da Johanna che, al suo risveglio, abbraccerà. Si autoaccusa dei crimini di Norimberga e chiede all'amata se per lei fosse motivo di orrore la sua brutalità. Si sente assolto da Johanna e, risollevato, prende i suoi vestiti per seguire al donna. La sorella di Franz irrompe sulla scena e rivela un segreto alla cognata che, sconvolta, parlerà con l'uomo della violenza brutale a cui aveva accennato poc'anzi. Dall'intervento della sorella emerge che Franz è un torturatore, così dinanzi alla dichiarazione d'amore dell'uomo e alla sua perdita di controllo, Johanna si allontana dalla scena. In un tragico finale, in seguito ad un dialogo col padre pieno di fervore, morirà insieme a lui, gettandosi dalle impalcature del cantiere navale Gerlach.

Musica Il commento musicale è costruito sull'undicesima sinfonia di Dmitrij Šostakovič e in particolare è basato esclusivamente sul suo terzo movimento, Adagio.

Riconoscimenti 1963 - David di Donatello Miglior regista

Voci correlate Sinfonia n. 11 (Šostakovič).

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