Lodano () è una frazione di 191 abitanti del comune svizzero di Maggia, nel Canton Ticino (distretto di Vallemaggia).
Geografia fisica
Storia Nel 1224 il paesa fu indicato come Lodino, . Nel Medioevo Lodano formò una vicinia con Aurigeno e Moghegno, , nel 1978 e nel 1981 subì alluvioni disastrose.
Il comune disponeva di una vasta superficie agricola e di alpeggi che riuscivano a sfamare tutte le persone. Altra attività svolta era la viticoltura, per cui l'emigrazione fu limitata. Il paese ha avuto una crescita demografica a partire dagli anni 1970.
Già comune autonomo che si estendeva per 13,60 km², il 4 aprile 2004 è stato accorpato al comune di Maggia assieme agli altri comuni soppressi di Aurigeno, Coglio, Giumaglio, Moghegno e Someo. La fusione è stata approvata da una votazione popolare il 22 settembre 2002 (76 favorevoli, 21 contrari) e ratificata dal Gran Consiglio l'8 ottobre 2003.
Simboli Lo stemma dell'ex comune di Lodano, in uso fino al 2004, è blasonato come segue: d'argento, a quattro bande ondate d'azzurro, accompagnate nel cantone sinistro da una rosa di rosso, fogliata di verde. Sullo stemma vi sono due elementi: le onde dell'acqua, , e la rosa rossa, .
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, attestata dal 1260 e ricostruita nel XVII secolo, con tracce di epoca romanaGilardoni, 1967, p. 382.;
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Architetture civili
. Capanna Alpe Canaa
Aree naturali
Dal 2021, la faggeta situata nella Valle di Lodano, insieme alle Valli Busai e Soladino, è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come parte del sito transnazionale Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa. Questo elemento si trova sul versante meridionale delle Alpi centrali e rappresenta un'importante testimonianza naturale.
La storia di queste faggete ha inizio circa 12.000 anni fa, al termine dell'ultima era glaciale, quando gran parte dell'Europa era coperta da ghiaccio. Le foreste di faggio, sopravvissute in rifugi isolati nell'Europa orientale e meridionale, si sono poi diffuse adattandosi a diverse condizioni climatiche e geografiche. Questo processo continua ancora oggi.
L'espansione del faggio comune (Fagus sylvatica) su vaste aree del continente, nonostante la varietà di ambienti, è un fenomeno unico e di grande valore scientifico. Le faggete incluse nel sito UNESCO testimoniano l'importanza ecologica e storica di questa specie, riconosciuta per il suo valore universale eccezionale, rendendola un patrimonio di rilevanza globale.
Società Evoluzione demografica L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella:
Infrastrutture e trasporti
Dal 1907 al 1965 comune è stato servito dalla stazione di Lodano della ferrovia Locarno-Ponte Brolla-Bignasco.
Amministrazione Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.
Note
Bibliografia AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 243, 244, 245. Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 178-179. Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969. Gastone Cambin, Armoriale dei Comuni Ticinesi, 1953. Maurizia Campo-Salvi, Vivian de Bernardi, Gianluigi Pedrazzi, Archivio dei nomi di luogo, Lodano, 2004. Rita Giacchetto, Lodano: aspetti di vita all'inizio del secolo: 1900-1930, Università degli studi, Patente di Scuola Maggiore, Pavia, 1980. Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 382. Rivista informativa del Comune di Maggia, A Tu per Tu, No. 1-2. Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997. Renato Simona, Lodano, frammenti di storia locale, Catalogo della mostra documentaria, 1995. Rivista Patriziale Ticinese, n. 264, marzo 2007, 13-15.
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