Lalessandrina è un'antica danza della zona delle Quattro province.

thumb|upright=1.4|Ballerini eseguono una alessandrina (balletto) al museo Ettore Guatelli

È una danza di cerchio con schema fisso il cui scopo, come capita spesso nelle danze tradizionali, è di far conoscere le persone che stanno ballando, facendo incontrare uomini e donne attraverso uno scambio di coppie.

È eseguita col passo delle quattro province, che esiste, con questa struttura, solo in questa zona, dà il caratteristico movimento a queste danze e viene usato sia per la passeggiata che per i balletti. Composto di tre appoggi, il primo lungo e gli altri due corti con un piccolo rimbalzo, obbliga a staccare velocemente i piedi da terra e dà la possibilità ai ballerini di muoversi, come spesso succede, su terreni disagevoli come selciati, prati, vie, cortili. La velocità delle musiche e la difficoltà del passo richiedono discrete doti atletiche e di coordinazione, che rendono questo repertorio molto apprezzato dai bravi danzatori e discretamente conosciuto anche all'estero, in particolare in Francia. Il passo è utilizzato sia per la parte camminata che per i balletti che si eseguono da fermi.

Essendo una tradizione di montagna spesso gli spazi del ballo non sono ampi (una trattoria dopo cena, un cortiletto o piazzetta, le stradine di una frazione..) se i ballerini sono molti si organizza il ballo in più cerchi concentrici che procedono in direzioni opposte (il più esterno antiorario, il secondo orario e così via).

Nelle danze delle quattro province la dama è posizionata a sinistra del cavaliere, contrariamente all'uso di molti repertori che la vogliono a destra.

Come tutte le danze di questa zona viene suonata da una coppia di suonatori con piffero e fisarmonica.

Schema della danza left|180px

Viene danzata da un cerchio di ballerini che si tengono per mano, a coppie (uomo/donna).

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Si comincia con una passeggiata in senso antiorario, sempre tenendosi per mano, con il tipico passo delle quattro province per otto passi.

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Ci si ferma, ogni cavaliere fa coppia con la dama alla sua sinistra per cui ci si gira, gli uomini verso sinistra e le donne verso destra. La coppia così formatasi esegue un balletto in posizione frontale e staccata, con le mani sui fianchi o dietro la schiena.

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I ballerini, dandosi il braccio destro, avanzano sul cerchio, gli uomini verso sinistra e le donne verso destra, formando una nuova coppia che esegue un altro balletto.

Lo schema si ripete da capo per un numero complessivo di tre coppie di balletti. Nella seconda e terza passeggiata il cerchio si muove in senso antiorario per 4 passi ed in senso orario per altri 4 passi.

I musicisti normalmente eseguono un set di alessandrine sufficiente per permettere a tutti di incontrarsi. Sovente una suite di alessandrine è conclusa da una piana.

Discografia 1986: I Suonatori delle quattro province - Musica tradizionale dell'Appennino—Robi Droli 1987: Baraban - I canti rituali, i balli, il piffero—ACB 1993: I Suonatori delle quattro province - Racconti a colori—Robi Droli 1994: Stefano Valla/Franco Guglielmetti - Traditions of the oboe = Traditions du piffero—Silex mosaïque 2001: I Müsetta - La vulp la vâ 'ntla vigna—Folkclub-Ethnosuoni 2002: Stefano Faravelli/Franco Guglielmetti - Antiquae: danze delle 4 Province—Spazio libero 2003: Enerbia - Così lontano l'azzurro—EDT 2004: Musicisti Vari - Tilion—Folkclub-Ethnosuoni 2006: Musicisti Vari - Le tradizioni musicali delle quattro province—SOPRIP

Voci correlate Danze delle quattro province Quattro province Danza popolare

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