Biografia La campagna dei Paesi Bassi (1793-1795) Contesto Il 20 aprile 1792 l'Assemblea Nazionale Francese, debitamente provocata con la Dichiarazione di Pillnitz, dichiarò guerra al Sacro Romano Impero Germanico di Leopoldo II. Dopo aver fermato l'esercito alleato del duca di Brunswick a Valmy, il 20 settembre, il generale Dumouriez invase i Paesi Bassi austriaci, vinse a Jemappes, il 6 novembre, occupò il paese e lo annesse. Il motto del giorno era «tutti i governi sono nostri nemici, tutti i popoli sono nostri amici».

Il turno delle Provincie Unite venne il 1º febbraio 1793, allorché la Convenzione Nazionale dichiarò loro guerra, insieme all'InghilterraIl difficile inizio del conflitto aveva provocato la fallimentare fuga a Varennes di Luigi XVI e, il 21 gennaio 1793, la sua decapitazione. La corte di San Giacomo aveva reagito richiamando l'ambasciatore a Parigi e, per tutta risposta, il 1º febbraio 1793, la Convenzione Nazionale dichiarò guerra al Regno Unito.. Non ve n'era una necessità diretta, in quanto i due paesi erano formalmente legati da una alleanza, la Triplice Alleanza del 1788, unicamente difensiva. Ma Londra esercitava una profonda influenza sul piccolo alleato, a seguito della severa sconfitta militare inflitta nel corso della recente Quarta guerra anglo-olandese. Inoltre, il terzo partner della Triplice era il Regno di Prussia, già in guerra con la Francia e che, soprattutto, aveva, appena sei anni prima, invaso le Provincie Unite, reinsediando Guglielmo V a statolder e mettendo fine alla Prima Rivoluzione batavaNon stupisce, quindi, che i termidoriani della Convenzione di Parigi potessero parlare di «...legame servile con la Corte di San Giacomo e di Berlino»..

La difesa dei Paesi Bassi austriaci

In dette circostanze, nel 1793, il Principe Federico, diciannovenne, prese servizio nell'esercito agli ordini del fratello maggiore Guglielmo, che aveva avuto dal padre l'onore del comando militare, con il compito di sostenere l'esercito imperiale del Coburgo nel tentativo di bloccare l'invasione del Dumouriez.

Messe insieme delle truppe disperse, Federico seppe condurle contro una colonna francese spintasi avanti: la ricacciò sino al fiume Lys (un affluente della Schelda), liberando le cittadine di Geertruidenberg e Klundert (nel Brabante Settentrionale).

Nel settembre 1793, all'indomani della sconfitta inglese ad Hondschoote, alla testa di una colonna, venne investito da un inatteso attacco del generale Houchard nei pressi di Wervik, un villaggio ai confini fra i Paesi Bassi austriaci e la Francia: perse 4.000 uomini (fra feriti e prigionieri) e 42 cannoni, e lo stesso Principe venne ferito mentre combatteva alla testa della sua fanteria olandese e dovette ripiegare sino a Bruges Lettre des représentants du peuple envoyés près l'armée du nord – à la Convention – Arras, le 26 septembre 1793 – extrait du Moniteur, 30 septembre 1793, n. 273. Citata in René Levasseur, Mémoires de R. Levasseur, (de la Sarthe) ex-conventionnel, Mémoires de R. Levasseur: (de la Sarthe) ex-conventionnel, ornés du portrait ... - René Levasseur, Francis Levasseur - Google Libri. Vedi anche: Charles Théodore Beauvais, Victoires, conquêtes, désastres, revers et guerres civiles des Français depuis 1792, Parigi, 1854, Victoires, conquêtes, désastres, revers et guerres civiles des Français ... - Charles Théodore Beauvais de Préau - Google Libri.

Successivamente, insieme al fratello, seppe offrire un contributo importante alla disfatta del Dumouriez a Neerwinden, il 18 marzo 1794. In quello stesso anno venne promosso generale di cavalleria.

L'invasione francese dei Paesi Bassi Al principio dell'anno successivo, gli Orange-Nassau furono costretti ad arrendersi all'inevitabile: l'8 gennaio 1795 un nuovo esercito francese, appoggiato da contingenti di Patrioti e guidato dal generale Pichegru, approfittò del gelo della Mosa e del braccio del Reno per invadere le Province Unite, alla fine del dicembre 1794. Alla notizia i Patrioti olandesi presero il controllo di Amsterdam, ove, il 3 febbraio 1795, proclamarono la Repubblica Batava, dando compimento alla cosiddetta Seconda Rivoluzione batava. Dopo che i francesi ebbero conquistato la provincia di Utrecht, il Principe Federico, seguì il padre nella sua fuga in Inghilterra, il 18 gennaio 1795. L'indomani, Pichegru occupò Amsterdam. Il 4 Piovoso (23 gennaio) la cavalleria francese catturò la flotta olandese, bloccata dal ghiaccio sullo Helder: una singolare impresa che portò alle stelle la fama del generale Pichegru.

L'esilio

L'attività militare, tuttavia, aveva reso Federico una figura popolare, almeno fra i sostenitori del partito orangista, tanto da impensierire gli occupanti francesi, i quali lo sospettavano molto attivo nell'organizzazione dell'opposizione alla neo-costituita Repubblica Batava, Sicuramente, incoraggiò i nobili delle fedeli province di Gheldria, Overijssel e Frisia a fare quanto possibile per sabotare l'adozione di una costituzioneDocumenti dell'occupazione francese, ..

Ovvero, ancora nel gennaio 1796, la Gazzetta Nazionale di Parigi, nel segnalarle la presenza a Brema, accanto al generale Van der Duyn, ammoniva i repubblicani batavi «...a stare in guardia» Réimpression de l'ancien Moniteur, 21 gennaio 1796, Réimpression de l'ancien Moniteur: Directoire exécutif - A. Ray - Google Libri..

Nel corso della breve permanenza in Inghilterra, di Federico s'innamorò la principessa Maria, figlia di Giorgio III del Regno Unito: i due non si sposarono, poiché il re stabilì di non sposare la figlia minore prima delle sorelle maggiori.

Generale dell'esercito imperiale Le gesta belliche di Federico erano state giudicate complessivamente brillanti, specie se confrontate con l'opacità del comandante dell'esercito imperiale, il feldmaresciallo di CoburgoAlph. de Beauchamp, conte d'Allonville, op. cit...

Ciò gli consentì, nel 1796, di essere ammesso al servizio dell'esercito imperiale, con il grado di maggiore-generale. Con la sua brigata venne impiegato sul fronte del Basso Reno (ove operava il feldmaresciallo Clerfayt, succeduto nel 1794 al Coburgo) e si mise in luce, in particolare, di fronte alla città di Kehl, che seppe conquistare con un assalto.

Nel febbraio 1797 raggiunse l'esercito dell'Arciduca Carlo, sul fronte italiano, con il grado di tenente-feldmaresciallo. Partecipò alla sfortunata campagna di Lombardia, ma seppe conquistare la fiducia dell'arciduca Carlo.

Ma le sorti della guerra erano state segnate dall'apparire in scena del giovane generale Bonaparte, il quale, concluso l'assedio di Mantova, il 17 ottobre 1797 costrinse gli austriaci ai preliminari di pace di Campoformio ed al successivo Congresso di Rastatt: rinunciarono alla Lombardia ed al resto d'Italia, in cambio di Venezia.

La seconda coalizione anti-francese Preparazione della seconda campagna d'Italia La chance della riscossa si manifestò nel 1798-1799, quando Napoleone era impegnato nella Egitto, con la flotta distrutta ad Abukir.

In preparazione della prossima campagna in Italia, la corte di Vienna doveva scegliere un comandante in capo per l'armata d'Italia: su pressione del Thugut, appena rientrato in carica come ministro degli esteri, venne scelto il Principe Federico d'Orange: lo descriveva come il «nuovo principe Eugenio» e sottolineava l'"intimità" che lo legava all'Arciduca Carlo, allora comandante supremo di tutti gli eserciti imperiali e destinato al comando dell'armata di Germania.

Comandante dell'armata d'Italia

Accadde così che, nel novembre 1798, Federico, appena ventiquattrenne, venne promosso generale di artiglieria e Feldzeugmeister, con autorità sull'intero esercito austriaco in Italia. Come capo del quartier-generale gli venne affiancato il generale Melas, un tirolese che aveva una ottima conoscenza del teatro bellico italiano. Come aiutante di campo ebbe l'allora capitano Federico Bianchi, un viennese di padre comasco che, 22 anni più tardi, avrebbe sconfitto Murat a Tolentino. Insieme si dimostrò «...giovane, intrepido, pieno di genio e di ardore bellico». Aveva predisposto il proprio piano militare e compiuto le necessarie ricognizioni, e si mostrava tanto sicuro da aver inviato a Vienna pressanti richieste a dichiarare al più presto guerra alla Francia, prima che questa potesse rafforzare le proprie posizioni in Italia.

La morte improvvisa Non ebbe, però, nemmeno il tempo di cominciare la campagna: morì all'improvviso, a Padova, il 6 gennaio 1799, per una infezione. Assistito dal proprio assistente, il futuro generale de Perponcher Sedlnitsky. Fu, probabilmente, una grande sfortuna per gli austriaci, che si videro costretti a passare il comando al suo secondo, il Melas che costrinse i francesi del Joubert ad abbandonare le repubbliche giacobine italiane, ma, il 14 maggio dell'anno successivo, subì da Napoleone la clamorosa sconfitta di MarengoAl Melas successe il Bellegarde, che non seppe ottenere risultati migliori del predecessore. Nel frattempo l'altro grande generale francese, il Moreau, sfondò anche sul fronte tedesco, alla battaglia di Hohenlinden del 3 dicembre 1800. L'agonia austriaca si concluse nel febbraio 1801 con la pace di Lunéville. Essa non fu tuttavia troppo sfavorevole all'Austria, che confermava le condizioni di Campoformio..

Quando la notizia giunse a Londra, alla principessa Mary, figlia di Giorgio III del Regno Unito venne concesso di portare, ufficialmente, il lutto.

La salma riposa nella Nieuwe Kerk di Delft, accanto ai membri della casata. Nel 1896, su iniziativa della regina Emma (moglie di Guglielmo III dei Paesi Bassi), essa venne trasportata a Delft da Padova, unitamente al monumento funerario, realizzato dal Canova nel 1806 e già collocato nella città veneta.

Ascendenza

Note

Bibliografia William Duckett, Dictionnaire de la conversation et de la lecture, Parigi, 1855, Dictionnaire de la conversation et de la lecture: inventaire raisonné des ... - William Duckett - Google Libri. Alph. de Beauchamp, conte d'Allonville, Mémoires tirés des papiers d'un homme d'état, sur les causes secrètes qui ont déterminé la politique des cabinets dans les guerres de la révolution, tomo II, Bruxelles, 1839, Mémoires tirés des papiers d'un homme d'état: sur les causes secrètes qui ... - Armand Francois Allonville (comte d'), Alph. de Beauchamp, Alex Schubart - Google Libri. Friedrich Arnold Brockhaus, Friedrich August Koethe, Friedrich Christian August Hasse, Zeitgenossen, Lipsia, 1821, Zeitgenossen - Friedrich Arnold Brockhaus, Friedrich Cramer, Friedrich August Koethe, Friedrich Christian August Hasse - Google Libri.

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