Loperazione Ira di Dio, tradotta anche come Collera di Dio (ebraico: מבצע זעם האל, Mivtza Za'am Ha'el), detta anche operazione Baionetta, fu un'operazione coperta organizzata dal Mossad per uccidere i soggetti ritenuti direttamente o indirettamente responsabili del massacro di Monaco di Baviera del 1972. Fra i bersagli, spiccavano membri di Settembre Nero e dell'OLP. Autorizzata dalla premier Golda Meir nello stesso 1972, l'operazione si sarebbe protratta per più di 20 anni.
In questo lungo periodo, gli operatori segreti israeliani uccisero dozzine di palestinesi e arabi in tutta Europa — incorrendo, peraltro, in un tragico assassinio per scambio di persona passato alla storia con il nome di Affare Lillehammer. A ciò si aggiunse un colpo di mano delle forze speciali delle IDF eseguito in Libano nel 1973 per eliminare alcuni esponenti palestinesi di rilievo.
Tutte queste attività scatenarono una serie di rappresaglie anti-ebraiche in varie parti del mondo e suscitarono in Israele dei dibattiti che investivano sia il piano etico, sia il piano della mera utilità. A causa della natura segreta di tutta la faccenda, alcuni dettagli non sono verificabili, se si esclude la versione di Juval Aviv, che sostiene di aver guidato una delle squadre dei sicari.
La vicenda ha ispirato varie opere letterarie e cinematografiche, tra cui Munich di Steven Spielberg (2005).
Contesto storico e programmazione
Il massacro di undici atleti israeliani alle Olimpiadi estive del 1972 per opera dei palestinesi di Settembre Nero indusse Israele a considerare l'adozione di misure che prevenissero il ripetersi di azioni simili. Poco dopo la tragedia, Golda Meir istituì il Comitato X, un piccolo gruppo di autorità di governo investite del problema di formulare una risposta israeliana, guidato da lei stessa e dal ministro della Difesa Moshe Dayan.
Meir nominò anche il generale Aharon YarivAharon Yariv, Israeli General, 74 Necrologio del New York Times suo consigliere per l'anti-terrorismo; Yariv, assieme a Zvi Zamir,Ecco la verità su Monaco ‘72 nessuno ordinò una vendetta" Zvi Zamir era il responsabile dei servizi segreti israeliani che colpirono i terroristi delle Olimpiadi di Monaco" da Ucei.it direttore del Mossad, assunse il ruolo principale nel garantire il successo dell'operazione. Il comitato arrivò alla conclusione che per creare un deterrente a futuri atti terroristici anti-israeliani era necessario assassinare esecutori e "registi" del Massacro di Monaco, e le "esecuzioni" dovevano avere una certa spettacolarità.
Benché riluttante, la premier Meir autorizzò la campagna di omicidi su vasta scala.Reeve, op. cit., p. 152 Tuttavia, quando i tre attentatori di Monaco sopravvissutiSi allude alla disastrosa sparatoria di Fürstenfeldbruck, in cui la polizia della Germania Federale, notoriamente, non brillò per particolare efficienza. furono rilasciati pochi mesi dopo dalla Germania Ovest, in ossequio alle richieste dei dirottatori di un aereo Lufthansa, ogni sua remora sull'operazione si dissolse.Reeve, op. cit., p. 158 L'immediatezza con cui i tedeschi avevano capitolato alle richieste dei terroristi aveva perfino alimentato il dubbio che tutto il dirottamento fosse una messinscena per aver modo di sottrarsi a future rappresaglie da parte dei terroristi stessi (e soprattutto dei loro amici).Klein, op. cit., pp. 127–28.
La prima mossa del comitato fu incaricare lintelligence israeliana di redigere una lista di "condannati a morte", in quanto coinvolti nella faccenda di Monaco. Il risultato fu ottenuto con la collaborazione di operativi dell'OLP che facevano il doppio gioco con il Mossad, e con informazioni fornite da servizi segreti europei "amici".Morris, p. 381. Anche se il contenuto integrale della lista è ancora sconosciuto, è stato riferito che il numero finale dei bersagli potesse essere di 20, o secondo altri 35 persone, in parte elementi di Settembre Nero, in parte dell'OLP.Il numero di 20 è tratto da Reeve, p. 162; quello di 35 si legge in Ostrovsky, p. 179. Una volta sbrigata questa incombenza, fu demandato al Mossad di localizzare tali individui, ed ucciderli.
Un punto critico del progetto fu l'idea di negabilità plausibile,Plausible Deniability and Evasion of Burden of Proof, di Douglas Walton, dal sito dell'Università di Winnipeg, Dipartimento di filosofia ossia il fatto che fosse impossibile dimostrare un rapporto diretto tra gli omicidi ed Israele.COUNTERING TERRORISM: THE ISRAELI RESPONSE TO THE 1972 MUNICH OLYMPIC MASSACRE AND THE DEVELOPMENT OF INDEPENDENT COVERT ACTION TEAMS, di Alexander B. Calahan. Dal sito fas.org Inoltre, con le operazioni si voleva incutere un timore più diffuso tra i militanti palestinesi. Secondo David Kimche, ex vice direttore del Mossad,
Organizzazione Sono comparse parecchie descrizioni di gruppi formati dal Mossad per svolgere la campagna di omicidi. È possibile che fossero stati formati gruppi diversi con obiettivi diversi, e che siano esistiti in periodi di tempo differenti o sovrapponibili, il che spiegherebbe la varietà di resoconti. Vi è certezza solo degli assassinii effettivamente compiuti, mentre ulteriori informazioni sono basate su fonti carenti.
Si sa pure che l'agente del Mossad Michael HarariSpielberg's Munich and the ElusiveTruth About Israeli Post-Munich Assassinations, di Ira Glunts, Ramallah Online sovrintese alla creazione ed alla direzione delle squadre,Reeve, p. 161. anche se alcune possono veramente non essere sempre state sotto la responsabilitàPolitica e morale, giacché è certo ed ovvio che sul piano storico e giuridico il governo israeliano ha sempre ufficialmente negato ogni propria partecipazione agli eventi descritti. del governo. Simon Reeve spiega che le squadre del Mossad consistevano di:Reeve, 162.
Queste affermazioni, del resto, concordano con la descrizione delle proprie analoghe squadre (Kidon)In ebraico significa "baionetta". fatta da Victor Ostrovsky, un ex katsaUn ruolo di agente simile al case officer della CIA. del Mossad.
Il racconto di un altro autore, Aaron Klein,Jewishpress.com sostiene che queste tre squadre in realtà appartenevano ad un'unità denominata Caesarea, che avrebbe cambiato nome e sarebbe stata riorganizzata in Kidon a metà degli anni settanta.Klein, pp. 107 & 203. Harari arrivò a comandare tre Caesarea teams con una dozzina di componenti per ciascuna squadra, al cui interno operavano nuclei specializzati in logistica, sorveglianza, esecuzioni.Klein, p. 133.
Una di queste squadre clandestine fu scoperta in occasione dell'affare Lillehammer, quando gli israeliani furono arrestati dalle autorità norvegesi. Harari riparò in Israele, e non si può escludere che altri suoi compagni fossero analogamente riusciti a sottrarsi alla cattura.Ciò in forza della nota osservazione, per cui è ovviamente molto più facile conoscere e commentare le operazioni di spionaggio fallite, piuttosto che quelle riuscite, di cui a nessuno (neanche alle "vittime") conviene parlare in alcun modo. Secondo la rivista Time, il totale degli agenti Mossad coinvolti nell'omicidio sarebbe di 15 elementi.
Assai diverso il racconto di Juval Aviv in Vendetta,La cui reale identità sarebbe celata nel personaggio fittizio di Avner, in quello che rimane pur sempre un "romanzo", almeno formalmente. secondo il quale il Mossad avrebbe messo in piedi un'unità di cinque agenti con uno speciale addestramento, che egli stesso avrebbe diretto in Europa. Aviv afferma pure che il suo gruppo agiva al di fuori di un diretto controllo governativo, e che il suo unico canale comunicativo era il solo Harari.Countering Terrorism, cit.
Operazioni 1972 La prima uccisione avvenne il 16 ottobre 1972 alle 22.30, quando il palestinese Wa'il Zu'ayterLa Lista di Golda da La storia siamo noi , poeta che lavorava come traduttore all'ambasciata libica, fu abbattuto con 12 colpi di pistola nell'androne del condominio in cui viveva a piazza Annibaliano a Roma.Per l'esattezza, al quartiere Nomentano. Due agenti israeliani avevano atteso che rincasasse dalla cena, e dopo l'agguato si erano volatilizzati servendosi di un covo sicuro. Al tempo Zuʿayter era il rappresentante dell'OLP in Italia: mentre Israele lo accusava ufficiosamente di appartenenza a Settembre Nero, implicato in un attentato fallito contro un aereo di linea della compagnia israeliana El Al, i membri dell'OLP avevano sostenuto la sua totale estraneità a quel fatto. Abu Iyad, numero due dell'OLP, aveva dichiarato che Zu'ayter era "energicamente" contrario al terrorismo.Nasr, Kameel B. Arab and Israeli Terrorism: The Causes and Effects of Political Violence, 1936–1993, McFarland & Company, 1996. ISBN 0-7864-0280-6, p. 68
Il secondo obiettivo colpito fu Mahmud Hamshari,Directory di Hamshari su Pipl.com rappresentante OLP in Francia. Usando un agente che si fingeva un giornalista, il Mossad attirò la vittima fuori dal suo appartamento di Parigi al numero 175 di Rue d'Alésia, per dar modo a una squadra di guastatori di infiltrarsi e piazzare una bomba nella parte inferiore di un telefono da tavolo. L'8 dicembre 1972, il "giornalista" chiamò Hamshari, che rispose dal suo appartamento. Una volta che il "bersaglio" ebbe confermato la propria identità, l'agente designato fece detonare la bomba mediante un interruttore via radio. Hamshari non rimase ucciso sul colpo, ma morì un mese dopo per le gravi ferite riportate.Encyclopedia of the Palestine Problem, di Issa Nakhleh Israele lo aveva scelto in quanto ritenuto il capo di Settembre Nero in Francia.Reeve, p. 165.
1973 La sera del 24 gennaio 1973 il giordano Husayn al-Bashir, rappresentante del Fath a Cipro, spense la luce della sua camera all'Olympic Hotel di Nicosia. Un istante dopo, la bomba collocata sotto il suo letto da agenti del Mossad esplose (azionata da un telecomando), uccidendolo e devastando la stanza. Israele lo riteneva il capo di Settembre Nero a Cipro, anche se un altro buon movente per l'omicidio poteva rinvenirsi nei suoi stretti legami con il KGB.Reeve, p. 168.
Gli esecutori tornarono a Parigi il 6 aprile, quando fu ucciso da 11 colpi d'arma da fuoco in Rue de l'Arcade — anch'egli mentre rincasava da cena dal Café de la Paix, nei pressi dell'Opéra national— Basil al-Kubayssi,Encyclopedia of the Palestine professore di giurisprudenza dell'Università americana di Beirut, sospettato di fornire armi a Settembre Nero e di essere implicato in altre trame palestinesi.Reeve, p. 169.
Parecchi "bersagli" sulla lista del Mossad vivevano in Libano, in case protette da numerosa scorta, pertanto non alla portata dei metodi di assassinio descritti sin qui. Per ucciderli, fu lanciata l'operazione Primavera di GioventùOperation Spring of Youth da Jewishvirtuallibrary.org. La notte del 9 aprile, un commando del Sayeret Matkal e altre squadre di appoggio (tra i combattenti vi era pure il futuro primo ministro Ehud Barak) lanciarono ripetute incursioni contro Beirut e Sidone. In quei luoghi, riuscirono a eliminare una quantità di dirigenti OLP di alto livello, tra cui Muhammad Abu Yusuf al-Najjar (Abū Yūsuf), Kamal Adwan, veterano del Fath, e Kamal Nasser, portavoce OLP. Rami Adwan, figlio del predetto Kamāl, era nell'appartamento in cui fu ucciso suo padre, e dichiarò che quest'ultimo era del tutto estraneo all'affare Monaco, ma effettivamente aveva organizzato la resistenza contro l'occupazione israeliana della Cisgiordania. "Così l'attacco di Monaco," afferma Rami, "per gli israeliani fu un'occasione miracolosa, proprio perfetta per ammazzare un po' di gente."Munich: Mossad's revenge. Channel 4, intervista video del 2006Munich: The Real Assassins. Trasmesso il 18 luglio 2007 da Discovery Times Channel.