Eminente figura patrioti, ebbe un ruolo politico rilevante nella breve Repubblica Batava: specie nella liquidazione della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Successivamente si convertì alla causa anti-napoleonica e divenne fra le figure più in vista della restaurazione olandese. Fu anche avvocato, storico, autore di poemi e tragedie.

Origini Nacque ad Amsterdam, città in cui crebbe, unico figlio del mercante di olio Iperus Wiselius, Il padre era esponente del partito dei patrioti, tanto da occupare la carica di capitano della guardia civica (schutterij).

Il giovane Wiselius studiò legge e lettere classiche all’Athenaeum Illustre (il predecessore dell'attuale università di Amsterdam). Un'educazione che lo avrebbe reso nutrito della lettura dei poeti classici antichi e moderniPierre Louis Pascal de Jullian, op. cit., condizionandone l'intera esistenza. Letteraria, ma anche politica.

La prima rivoluzione batava Lo stallo politica delle Province Unite La tradizione repubblicana di ascendenza romana antica e la passione per le tradizioni repubblicane della propria patria, ne avevano fatto uno spirito arguto e voltairiano, con delle visioni politiche ben oltre quelle del proprio tempoEndrick Hooft, op. cit.. L'antica Repubblica delle Sette Province Unite, infatti, era gravata da una triplice arretratezza: una diarchia de facto: da un lato le aristocrazie locali che componevano le assemblee elettive di ciascuna delle sette province, dall'altro lo statolder, teoricamente un capo militare, in pratica un quasi-monarca, per giunta dal 1747 appannaggio ereditario della Casa di Orange-Nassau. Essendo entrambe dotati di poteri teoricamente illimitati e, comunque, assai confusi, la lotta politica era, da secoli, dominata da un'ostinata lotta di potere fra un partito repubblicano ed un partito del principe; una colonizzazione interna: circa il 20% del territorio non faceva parte di una delle sette Province, bensì apparteneva alla cosiddetta Generalità (generaliteit), amministrata dalle Sette Province alla stregua di una colonia interna (Generaliteitslanden)Si trattava di territori conquistati dai ribelli in epoca più tarda (Brabante Settentrionale, Fiandre settentrionali, Maastricht, …) ovvero giudicate troppo povere per essere rette a provincia autonoma (Drenthe).; un'esclusione de iure dei cittadini cattolici e mennoniti (meno numerosi), tradizionalmente discriminati per favorire dei definiti membri della Chiesa riformata olandese.

Nascita del partito dei Patrioti Tale tradizionale dialettica venne sconvolta dagli avvenimenti seguiti alla guerra d'indipendenza americana: insorte le tredici colonie e entrate nel conflitto Francia e Spagna, le Province Unite rifiutarono il proprio appoggio alla Gran Bretagna ed il patriziato commerciale ostile agli Orange-Nassau forzò la situazione sino a spingere la corte di San Giacomo ad iniziare la quarta guerra anglo-olandese (1780-1784).

Essa fu, sin dall'inizio, segnata dalla disastrosa impreparazione militare delle Province Unite: essa permise alla Gran Bretagna di occupare molte delle colonie e basi olandesi sparse per il mondo e di bloccare ermeticamente le coste metropolitane, producendo effetti devastanti sul commercio e l'industria dei Paesi Bassi.

Fu questo il brodo di coltura per la nascita di un nuovo movimento, che, stanti le circostanze belliche, prese a chiamarsi con un nuovo nome: i Patrioti (o partito democratico). Politicamente, esso ereditava la tradizionale polemica del partito repubblicano contro la concentrazione dei poteri nella persona dello statolder. Vi aggiunsero, però, nuove rivendicazioni democratiche, alimentate da intellettuali quali Joan Derk van der Capellen.

Decisamente influenzati dalla Rivoluzione americana e dall'Illuminismo dei polemisti francesi degli anni '80, a cominciare dal Rousseau del Contratto sociale, i 'Patrioti' miravano a rifondare la Repubblica delle Sette Province Unite su nuove basi.

Precipitazione della crisi: la prima rivoluzione batava Un primo tentativo era stato nell'agosto del 1786 con la cosiddetta Prima Rivoluzione batava, ma era stato represso l'anno successivo dall'intervento di un corpo di spedizione prussiano, appoggiato dall'Inghilterra.

Molti Patrioti erano stati costretti all'esilio, ma non il Wiselius, che non si era compromesso in azioni militari. Mentre il padre che nel maggio 1787, al culmine della rivoluzione, venne promosso da capitano a colonnello della guardia civica della rivoluzionaria Amsterdam, Wiselius, al contrario, si era limitato a compiere un viaggio, nel 1786, a Franeker, in Frisia, ove ebbe modo di mostrare un proprio saggio (perduto) sullo smantellamento, nel 1650, della locale milizia civica a Johan Valckenaer e Theodorus van Kooten: due professori di fede 'democratica' alla locale accademiaLimburg Brouwer, P. van (1846) Het leven van Mr S.I. Wiselius, p. 24-5., che avrebbero condiviso con il giovane Wiselius i successi politici degli anni successivi alla seconda rivoluzione.

La restaurazione orangista Giovane avvocato a Leida In quegli anni Wiselius egli non pubblicò più nessun contributo. Completò, piuttosto, il proprio dottorato presso la Università di Leida, nel 1790, dove fu allievo del Kluit: un linguista e storico che aveva dedicato un notevole sforzo a documentare le origini anti-aristocratiche del governo delle Sette Province. Dopodiché venne ammesso ad esercitare la professione di avvocato del 'Concilio di Olanda', un organo amministrativo che svolgeva parimenti funzioni di corte di giustizia.

Iniziata la nuova professione, egli tuttavia non esitò ad unirsi ai tentativi di riorganizzazione in corso: nel 1791, si ponesse fra i fondatori, a Leida, di una fratellanza battezzata l'Infanterie des Cinq Sabres ("Fanteria delle Cinque Sciabole ") at Leiden, una loggia di ispirazione massonicaKluit, M.E. (1953) Cornelis Felix van Maanen tot het herstel der onafhankelijkheid..

La società cripto-patriottica Doctrina et Amicitia Nel 1793 si ritrasferì ad AmsterdamLa nuova abitazione era sul canale del Prinsengracht, presso la Noorderkerk., ove venne attivamente coinvolto nelle attività della locale società letteraria Doctrina et AmicitiaWit, C.H.E. de (1965) De strijd tussen aristocratie en democratie in Nederland 1780-1848, p. 83-93., della quale fu bibliotecario nel 1792 e primo segretario nel 1794Leonard Leeb, op. cit.. Ufficialmente un cenacolo letterario, in effetti un club politico, centro dell'attività dei 'Patrioti' non espatriati in Francia e nei Paesi Bassi austriaci. Wiselius era fra i membri più radicali: frontalmente ostile al regime dello statolder ed alla storica autonomia delle Province. Per la Doctrina et Amicitia tenne tre lezioniI. Leonard Leeb, op. cit.: nella prima, del novembre 1789, sostenne il diritto all'autodifesa contro un governo tirannico, nella seconda, del 1791, predicò il diritto all'eguaglianza politica, contro i privilegi delle aristocrazie che controllavano gli Stati Provinciali delle Sette Province Unite, nella terza, dell'inizio 1793, discusse l'inferiorità del governo aristocratico rispetto ad un governo basato sull'eguaglianza dei diritti politici ed a predicò l'ontologica esigenza delle costituzioni ad essere adattati, di volta in volta, alle necessità dei tempiMachiavelli and Republicanism, op. cit..

La Repubblica Batava La guerra con la Francia rivoluzionaria Il 20 aprile 1792 l'Assemblea Nazionale Francese, dichiarava guerra ad Austria e Prussia. Con la battaglia di Jemappes, del 6 novembre, venivano occupati ed annessi i Paesi Bassi austriaci. Il 1º febbraio 1793 la Convenzione Nazionale, succeduta all'Assemblea Nazionale, dichiarava guerra anche alla Gran Bretagna ed alle Province Unite, a loro unite da una alleanza difensiva.

All'avvicinarsi degli eserciti rivoluzionari, i Patrioti presero a prepararsi per una nuova rivoluzione ed a rifornirsi di armi: nel novembre 1794 uno di questi depositi in Amsterdam venne scoperto, costringendo Jacobus van Staphorst ed il Krayenhoff ad abbandonare precipitosamente la città. La Doctrina et Amicitia venne chiusa d'imperio, senza che il Wiselius, che ne era divenuto presidente, potesse opporsi.

L'Invasione francese e la seconda rivoluzione batava L'8 gennaio 1795 l'armata del generale Pichegru attraversò il fiume Waal gelato e mandava avanti l'olandese generale Daendels, per dare sostegno ai Patrioti in procinto di passare all'azione. Nella grande città di Amsterdam, questa parte toccò ad un comitato rivoluzionario, del quale faceva parte il Wiselius: insieme al Nicolaas van Staphorst ed altri occuparono il municipio (oggi noto come Palazzo Reale), sulla piazza principale, la Dam, ove convinsero i membri del governo cittadino ad arrendersi all'inevitabileDunk, H.W. von der (1995) Het gebouw van de Vaderlandsche Sociëteit. In: Maandblad Amstelodamum, Jrg 82, p. 65-75.. All'indomani, i nuovi padroni elessero Rutger Jan Schimmelpenninck quale loro nuovo presidente.

Tali avvenimenti convinsero statolder Guglielmo V all'esilio: il 18 gennaio si imbarcò in una vicina spiaggia per l'Inghilterra. Il 19, Daendels occupava Amsterdam. Si concludeva così la Seconda Rivoluzione batava, senza morti, tanto che è ricordata anche come rivoluzione di velluto.

Sostenitore di una costituzione centralizzata Insieme al giurista Pieter Paulus, Wiselius si distinse nella richiesta di un'integrale riorganizzazione della vecchia Repubblica delle Sette Province Unite, in senso decisamente più centralista. Ciò significava abbandonare gli antichi principi della, gloriosa ma anacronistica, Unione di Utrecht, del 23 gennaio 1579: la definiva debole, poco coerente e, in molti aspetti, violata quasi ogni giornoE.J. Vles, Pieter Paulus (1753 - 1796) - Patriot en Staatsman, p. 92, 2004.. Il grande potere delle assemblee di ciascuna provincia (gli 'Stati Provinciali'), da legislative, esecutive e giudiziarie, dovevano essere ridotti a funzioni sostanzialmente amministrativeE.J. Vles, op. cit. Ibidem, p. 112..

La crisi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali Giunto in Inghilterra, lo statolder, in odio alla neo-proclamata Repubblica Batava, sottoscrisse delle speciali lettere, indirizzate ai governatori delle varie colonie delle Provincie Unite, contenenti l'ordine di consegnarsi alla Royal Navy. Gli effetti furono travolgenti: si arrese la Colonia del Capo, seguita da Malacca, Ceylon e dalle Molucche; nella primavera del 1796 seguirono Berbice, Demerara ed Essequibo (oggi Guiana britannica)In parte per la superiore forza britannica, in parte per la fedeltà dei governatori e della truppa allo statolder, come dimostrò il triste episodio di una squadra navale di soccorso inviata dalla Repubblica Batava ed affidata al contrammiraglio Lucas: essa venne intercettata alla Baia di Saldanha, vicino a Città del Capo, il 17 agosto 1796, e si arresa senza combattere, a causa delle simpatie orangiste della ciurma..

A questo quadro faceva eccezione la sola grande base di Giava: stante la sua ricchezza e centralità commerciale, la Compagnia Olandese delle Indie Orientali (Vereenigde Oostindische Compagnie o VOC) vi aveva costruito un controllo forte. E la grande base era la sola, appunto, che ancora resisteva.

Complessivamente, però, il crollo del commercio coloniale si aggiunse ai disastrosi effetti dell'ultima guerra anglo-olandese e fece giungere al pettine la crisi finanziaria della VOC: dopo aver fatto la fortuna delle Province Unite, a partire dal '700 essa aveva continuato a pagare lauti dividendi, mentre i profitti diminuivano, giungendo, come inevitabile, al collasso finanziario. La Repubblica Batava, per giunta, vi vedeva un simbolo del potere dell’Ancien Régime.

Presidente del Comitato per le Indie Orientali