Il Pecorone è una raccolta di cinquanta novelle scritte da un non meglio identificato ser Giovanni Fiorentino tra il 1378 e 1385.

L'opera è conservata in tre manoscritti: il Laurenziano Rediano 161 databile al XVI secolo e conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, il Codice 85 della Biblioteca Trivulziana di Milano, e il Codice magliabechiano II.IV.139 del XV secolo nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

L'autore afferma nel prologo di aver iniziato a comporre l'opera nel periodo del tumulto dei Ciompi, nel 1378, ma non specifica quando l'ha finita; tuttavia, tramite informazioni ricavabili dalle novelle stesse, è possibile stabilire che fu quasi sicuramente terminata nei dieci anni seguenti e comunque non oltre il 1385.

La prima edizione della quale si ha notizia risale al 1558Il volume della biblioteca nazionale di Torino porta sia in copertina sia nel colophon la data MDLIIII. Il Domenichi non appare menzionato in copertina, ma firma la dedica alla «illustre et valorosa signora, la signora Lucia Bertana» in data 15 aprile 1558, in Piacenza, anche in questo volume, come in quello descritto da edit16, appartenente alla Biblioteca Palatina di Parma, in cui il colophon è diverso poiché aggiunge che la stampa è stata fatta presso i fratelli Meda di Milano, invece di Antonio degli Antonji come nel colophon datato MDLIIII del volume torinese. ed è da attribuire a Lodovico Domenichi«Il Pecorone di ser Giovanni Fiorentino, nel quale si contengono cinquanta novelle antiche, belle d'inventione et di stile, in Milano appresso di Giovan Antonio de gli Antonii, 1558». che fece diverse modifiche sia sul piano linguistico che su quello formale.

Trama Il testo contiene cinquanta novelle suddivise in venticinque giornate introdotte da un proemio e racchiuse in una cornice.

I protagonisti sono Saturnina, una giovane e bella suora di un convento di Forlì e Auretto, un giovane di Firenze, «savio, sentito e costumato e ben pratico di ogni cosa» che per conoscerla, avendone sentito lodare la fama, si fa frate e diventa cappellano nel monastero dove è rinchiusa la giovane. I due si innamorano e, per potersi almeno vedere, si mettono d'accordo per ritrovarsi ogni giorno ad una data ora in parlatorio dove, per consolarsi e cercare di frenare il loro ardente amore, si raccontano una novella. Alla fine di ogni novella, e alla fine quindi di ogni giornata, i due giovani, alternativamente, pronunciano una canzonetta o ballata. La raccolta si chiude poi definitivamente con un sonetto che ha la funzione di epilogo.

La narrazione, come scrive Enzo EspositoIl Pecorone, ed. critica a cura di E. Esposito, Longo, Ravenna, 1974, è «contrassegnata ancora da atteggiamenti ed esiti propri del modulo letterario nominato "locutio brevis" dalle "artes dictandi"».

Origine Chiara è l'influenza del Decamerone di Giovanni Boccaccio oltre alla Gemma ecclesiastica di Giraldus Cambrensis, il Dolopathos, il Libro de' sette savi, la Legenda Aurea e, per quanto riguarda i riferimenti di carattere storico, la Nova Cronica di Giovanni Villani; buona parte delle novelle, a partire dalla VII giornata, sono infatti dei veri e propri rifacimenti della Cronaca del Villani.

In certe novelle non sono poi estranei i legami con certe fonti popolari, con i fabliaux e, ancora, con alcuni avvenimenti di cronaca contemporanea che traggono ispirazione da alcuni personaggi di allora.

Tra le Novelle di Giovanni Sercambi, la LXXXVIII riecheggia la IX del Pecorone, mentre la vicenda di Giannetto, conosciuta attraverso la rielaborazione di William Painter, sarà ripresa ne Il mercante di Venezia da William Shakespeare.

Edizioni Il Pecorone di ser Giouanni Fiorentino, nel quale si contengono cinquanta nouelle antiche, belle d'inuentione et di stile, In Milano: appresso di Giouann'Antonio de gli Antonij, 1554 Il pecorone di ser Giouanni Fiorentino, nel quale si contengono cinquanta nouelle antiche, belle d'inuentione et di stile, In Vinegia: appresso Domenico Farri, 1565 Il pecorone di ser Giouanni Fiorentino, nel quale si contengono quarant'otto nouelle antiche, belle d'inuentione, & di stile. Al ... sig. Gasparo Curto Nascimbeni ..., In Treuigi: appresso Euangelista Deuchino, 1601 Il Pecorone di ser Giovanni Fiorentino nel quale si contengono cinquanta novelle antiche belle d'invenzione e di stile. Tomo primo [-secondo], Londra [i.e. Livorno] : presso Riccardo Bancker [i.e. Tommaso Masi], 1793 Il pecorone di ser Giovanni Fiorentino nel quale si contengono cinquanta novelle antiche belle d'invenzione e di stile, Milano: dalla Società tipografica de' Classici italiani, contrada di s. Margherita, N. 1118, 1804 Il pecorone di ser Giovanni Fiorentino nel quale si contengono cinquanta novelle antiche belle d'invenzione e di stile. Volume primo [-secondo] Milano: per Giovanni Silvestri, 1815 Il pecorone di ser Giovanni Fiorentino nel quale si contengono cinquanta novelle antiche d'invenzione e di stile, Firenze: Tipografia Borghi e compagni, 1833 Il pecorone, a cura di Carlo Gargiolli, Bologna: Zanichelli, 188.. Il Pecorone: quindici novelle scelte, ser Giovanni Fiorentino; con prefazione di Giovanni Papini, Lanciano: R. Carabba, 1910 Il Pecorone di ser Giovanni fiorentino e due racconti anonimi del Trecento, a cura di Salvatore Battaglia, Milano: Bompiani, stampa 1944 Il Pecorone ser Giovanni; in appendice i Sonetti di donne antiche innamorate, del ms. 2., 2., 40 della Biblioteca nazionale centrale di Firenze; a cura di Enzo Esposito, Ravenna: Longo, stampa 1974

Note

Bibliografia E. Esposito, Ser Giovanni Fiorentino, Il Pecorone, in appendice i "sonetti di donne antiche innamorate" del ms. II, II, 40 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Ravenna, Longo, 1974, in part. pp. 571–572 P. Stoppelli, Malizia Barattone (Giovanni di Firenze) autore del "Pecorone", in Filologia e Critica, II, 1, in part. pp. 12–13, n. 33 Ser Giovanni, Il Pecorone, a cura di Enzo Esposito, Collana: Classici italiani minori, Longo, 1974

Voci correlate Storia della letteratura italiana Giovanni Fiorentino

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Pecorone, Il Pecorone, Il Categoria:Manoscritti nella Biblioteca Trivulziana