Ravello (Ravèll in dialetto locale, AFI: ) è una frazione del comune di Parabiago in provincia di Milano.

È delimitata a sud dal viale Lombardia e a est dalla linea ferroviaria, mentre a nord ed a ovest è circondata dai prati e dai boschi del Parco del Roccolo, confinando con i comuni di Canegrate (nord) e Busto Garolfo (ovest).

Etimologia Il nome Ravello deriverebbe da Rapatella, diminutivo di Rapa o di Rava, ad indicare uno smottamentoDante Olivieri, "Dizionario di toponomastica lombarda", Edizioni La Famiglia Meneghina, Milano 1931..

Storia La frazione, con il nome di Cassina Ravello, esisteva già tra il XIII ed il XIV secolo: difatti Goffredo da BusseroLiber Notitiæ Sanctorum Mediolani. cita una Chiesa di Santa Maria, probabilmente a servizio di alcune ville signorili presenti in loco. Durante la battaglia di Parabiago (21 febbraio 1339) vi si rifugiarono i parabiaghesi, tra i quali il tredicenne Protasio Crivelli, che successivamente, all'età di 110 anni, avrebbe raccontato le vicende dello scontro ad un cronista milanese.

Tra gli anni 1746 e 1747, si verificò in tutta la zona dell'Alto Milanese un'epidemia che colpì il bestiame, ma la Cassina Ravello fu eccezionalmente risparmiata dalla moria; a ricordare la buona sorte dei ravellesi, è presente all'interno della Chiesina della Madonna della Neve, una tavoletta raffigurante la Maria madre di Gesù Madonna,San Rocco e Santa Caterina da Alessandria in primo piano, mentre sul fondo la campagna attorno alla frazione, con animali e contadini in adorazione, sotto di essa la scritta "Per grazia della Santissima Vergine questa cassina fu preservata dall'epidemia del bestiame nell'anno 1746-47".

Nei primi decenni del novecento, contava tra i 300 e 400 residenti, tra i quali molti immigrati da altre cittadine lombarde, in particolar modo da Treviglio, Lodi e Crema; l'incremento della popolazione spinse l'amministrazione parabiaghese a dotarla nel 1922 di una scuola elementare, dedicata allo scultore milanese Adolfo Wildt, e di un asilo infantile, cominciato il 13 novembre 1947, progettato dagli architetti Zanda e Battaini.

Un secondo importante aumento della popolazione si ebbe tra gli anni '60 e '70, con l'allargamento del Quartiere Oltreferrovia, adiacente a Ravello; proprio nel nuovo quartiere si costruirono una scuola elementare nuova, con annessa scuola materna (oltre a quella già presente di Via Piemonte), un ricovero per anziani, ed una chiesa nuova con oratorio, dedicata alla Crocifissione di Gesù, sede della Parrocchia di Ravello, autonoma a partire da quegli anni. Nel quartiere si trovano anche numerose attività commerciali nei pressi del passaggio a livello che divide la città dall'Oltreferrovia.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa parrocchiale del Gesù Crocifisso Situata nel quartiere Oltre-ferrovia (ancora in territorio di Parabiago, non nella frazione), la Parrocchia di Ravello è intitolata al Gesù Crocifisso; edificata negli anni '70 in stile post-moderno, in occasione della proclamazione di Ravello a Parrocchia autonoma, è sede delle attività amministrative ecclesiastiche della frazione. Il primo Parroco fu Don Pasquale Fumagalli, arrivato nel settembre del 1965 (dalla frazione Cascina dei Gatti di Sesto San Giovanni) e rimasto qui fino al 2003 per cedere il posto a Don Raimondo Savoldi. Chiesa della Madonna della Neve

Il 4 gennaio 1794, su progetto dell'ebanista Giuseppe Maggiolini, inizia la costruzione dell'attuale Chiesa della Madonna della Neve. La costruzione durò circa un anno e la nuova chiesa venne benedetta e consacrata dallo stesso parroco Peregalli in data 1º agosto 1795. Da questa data in poi, ogni prima domenica di agosto si è sempre festeggiato la patronale della frazione di Ravello.

Cascina Ravellino

La Cascina Ravellino, è attualmente sita tra il centro della frazione e i bordi del Parco del Roccolo, ma un tempo si trovava in aperta campagna e tra i suoi poderi agricoli aveva un esteso vigneto ove si coltivava una qualità autoctona di uva, oggi estinta, per la produzione di un particolare vino locale; a questa varietà di vino, il poeta Carlo Porta ha dedicato una poesia in dialetto milanese intitolata Brindes de Meneghin a l'ostaria:

Note

Bibliografia don Marco Ceriani, Storia di Parabiago, vicende e sviluppi dalle origini ad oggi, Un. Tipografica di Milano, 1948 Egidio Gianazza, Uomini e cose di Parabiago, Comune di Parabiago, 1990

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