LHellas Verona Football Club, meglio noto come Hellas Verona o più semplicemente Verona, è una società calcistica italiana della città di Verona. Milita in Serie B, la seconda divisione del campionato italiano.

Fondata nel 1903 con il nome di Associazione Calcio Hellas, dall'istituzione della Serie A a girone unico (1929) è l'unica squadra di una città non capoluogo di regione ad aver vinto, nella stagione 1984-85, il campionato di massima serie. Proprio gli anni 80 del XX secolo sono stati il periodo di maggiori soddisfazioni sportive per il club, che arrivò anche due volte consecutive (delle tre complessive) in finale di Coppa Italia, disputando inoltre diverse partite nelle coppe europee (con una partecipazione alla Coppa dei Campioni e due alla Coppa UEFA). I gialloblù hanno partecipato a 35 campionati di Serie A, 53 di Serie B e 6 di Serie C/C1; la compagine scaligera è inoltre la terza (alle spalle del Brescia e del Modena) per presenze nel campionato cadetto, torneo che ha vinto in tre occasioni. Occupa il tredicesimo posto nella graduatoria della tradizione sportiva italiana secondo i criteri della FIGC.

I colori sociali del Verona, il giallo e il blu, richiamano quelli dello stemma della città veneta, che sono in realtà l'oro e l'azzurro. I soprannomi della squadra sono "i Mastini" e "gli Scaligeri", in riferimento alla famiglia Della Scala che governò Verona tra il XIII e il XIV secolo; lo stemma araldico degli Scaligeri è richiamato sulla tenuta di gioco e sul marchio societario come un'immagine stilizzata di due possenti mastini rivolti in direzioni opposte.

Storia

Dalla nascita agli anni '60

Nella primavera del 1903 un gruppo di studenti del liceo classico "Scipione Maffei" di Verona fondò una squadra di calcio e, su proposta del professor Decio Corubolo, insegnante di greco, la battezzò Associazione Calcio Hellas, a ricordare l'antica Ellade, ovvero l'odierna Grecia; primo presidente venne eletto il conte Fratta Pasini, con un fondo associativo pari a 32 lire. Nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, l'Hellas assunse la denominazione Football Club Hellas Verona, accogliendo, per fusione, la società minore denominata Verona.

All'avvio della Serie A a girone unico la squadra, che un anno prima aveva incorporato, per fusione, due rivali veronesi, Bentegodi e Scaligera, assumendo la denominazione A.C. Verona, partì dal campionato di Serie B, in seguito al brutto piazzamento (12º posto) ottenuto l'anno precedente nella Divisione Nazionale, che impedì al club di iscriversi alla Serie A. Al suo debutto nel campionato cadetto (1929-1930) chiuse con un incoraggiante sesto posto, con 7 punti di distacco dal Legnano promosso nella massima serie.

Nel 1941, mentre imperversava il secondo conflitto mondiale, il Verona, dopo un decennio interamente trascorso in Serie B, affrontò uno dei suoi peggiori momenti storici, retrocedendo in Serie C. I gialloblù riuscirono però a risalire abbastanza in fretta, nel giro di due sole stagioni (1943).

Dopo essere tornato nella categoria superiore, il Verona iniziò un lungo periodo in Serie B, finché, dopo quattordici anni, vinse il suo primo campionato di Serie B: infatti, nel 1957 i gialloblù, allenati da Angelo Piccioli (secondo allenatore più presente sulla panchina scaligera con 225 panchine, dietro al solo Osvaldo Bagnoli),[statistiche e presenze degli allenatori dell'Hellas Verona http://www.hellasveronastyle.eu/panchine_allenatori.html ] furono i protagonisti del torneo e, pareggiando in casa con il Como per 1-1 nell'ultima giornata, ottennero il punto decisivo per la tanto agognata promozione.

Il Verona restò in Serie A una sola stagione (1957-1958): a un ottimo girone di andata che vide i gialloblù girare la boa alla rassicurante quota di 18 punti in 17 partite, seguì infatti un disastroso girone di ritorno che ebbe come epilogo la sconfitta contro il Bari (secondo classificato della Serie B 1957-1958) nel doppio spareggio che determinò la retrocessione della società scaligera in cadetteria.

Nell'estate del 1958 il Verona assorbì un club minore veronese, lA.S. Hellas,Luigi Bertoldi, 80 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l., 1983 neopromosso in Serie C, in modo da poter riprendere la denominazione di Associazione Calcio Hellas Verona in omaggio alle sue origini. Seguirono quindi dei campionati anonimi, nobilitati però dalla semifinale della Coppa Italia 1963-1964, raggiunta con una vittoria per 1-0 in casa della Juventus. Nel 1968, dopo un'ambiziosa campagna acquisti, il Verona del neo-presidente Saverio Garonzi, guidato in panchina da Nils Liedholm, riconquistò la categoria esattamente un decennio dopo l'ultima promozione. Il salto di categoria venne guadagnato all'ultima giornata, grazie alla vittoria per 1-0 sul , ma soprattutto alla vittoria in trasferta in rimonta (1-2) contro la diretta concorrente Bari, alla penultima.

Anni '70 e '80

L'Hellas, al ritorno in massima serie dopo la breve avventura in Serie A del 1958, stavolta si salvò con relativa facilità, conducendo una stagione equilibrata chiusa al decimo posto mentre, nelle stagioni successive, riuscì ad inanellare una serie di importanti salvezze in massima serie. Nel 1974 l'Hellas finì la stagione al quartultimo posto, evitando la retrocessione, ma fu declassato in ultima posizione e condannato alla Serie B durante i mesi estivi a causa dello "scandalo della telefonata" in cui furono coinvolti il presidente della squadra Saverio Garonzi e un ex giocatore, Sergio Clerici. Il Verona ritornò comunque subito in Serie A al termine del successivo campionato cadetto (1975).

Nel 1978 la squadra rimase sfortunatamente coinvolta nell'incidente ferroviario di Murazze di Vado. A causa di un disguido aereo legato al maltempo, il club veneto era ricorso al treno per raggiungere la capitale, dov'era in programma la sfida di campionato contro la : i giocatori e lo staff viaggiavano sul primo vagone della "Freccia della Laguna", che in prossimità di Monzuno investì le carrozze dell'espresso Bari-Trieste deragliato pochi secondi prima. Destino volle che, al momento del disastro, la formazione si fosse spostata per il pranzo nella carrozza ristorante in coda al treno, uscendo quasi illesa dall'incidente che contò una quarantina di vittime tra le carrozze scagliate dall'urto nel dirupo sottostante.

Dopo aver disputato dieci campionati su undici in Serie A dal 1968 in poi, il Verona tornò in Serie B nel 1979. In cerca di equilibrio e con un profondo ricambio di proprietà, dirigenti e giocatori, la società rimase bloccata tra i cadetti per due anni, fino a quando la panchina venne affidata a Osvaldo Bagnoli.

Con l'arrivo dell'allenatore milanese, già giocatore dell'Hellas, ebbe inizio quello che sarebbe stato il ciclo di vittorie più importante della storia del club scaligero: nella stagione (1981-82) l'Hellas, costruito sull'asse Garella, Tricella, Di Gennaro, Penzo, vinceva il campionato cadetto e costruiva le basi per il suo futuro.

L'anno successivo i gialloblù stupirono tutti e, nel girone di andata della massima serie, contesero a lungo il primo posto della classifica alla Roma, che poi vinse lo scudetto; nella tornata di ritorno vi fu l'inevitabile calo di una formazione costruita senza grosse ambizioni, ma gli scaligeri riuscirono comunque a terminare il campionato al quarto posto, guadagnandosi la qualificazione all'edizione successiva della Coppa UEFA.

Anche nel 1983-84 il Verona fu protagonista di un buon campionato: esattamente come l'anno prima, alla decima giornata era al primo posto in condominio con la Roma e, come l'anno prima, subì una flessione nel girone di ritorno che comportò un comunque discreto piazzamento finale all'ottavo posto.

Lo scudetto Dopo aver concluso due campionati nella parte alta della classifica (e nobilitando entrambe le stagioni con la finale di Coppa Italia) i dirigenti del Verona, aiutati dallo sponsor Canon, decisero di alzare il tiro. Nell'estate del 1984 arrivarono infatti presso la corte scaligera due quotati calciatori stranieri, punti fermi delle rispettive nazionali: il difensore tedesco Hans-Peter Briegel e l'attaccante danese Preben Elkjær Larsen. Al termine della Serie A 1984-85, dopo un campionato condotto in prima posizione dalla prima giornata, il pareggio per 1-1 ottenuto a Bergamo contro l' garantì all'Hellas la conquista dello scudetto con un turno di anticipo.

Lo scudetto assunse valore in quanto conseguito da una società non storicamente tra le più blasonate in Italia, in un'epoca in cui il calcio italiano stava iniziando a riaffermarsi a livello internazionale: tre anni prima la Nazionale italiana si era appena laureata campione del mondo al termine di un mondiale nel quale era partita assolutamente senza i favori dei pronostici ed in Italia erano presenti diversi giocatori tra i più forti del mondo, come Michel Platini, Zico, Diego Armando Maradona, Sócrates, Karl-Heinz Rummenigge e Falcão.

Il proprietario Chiampan cercò in tutti i modi di mantenere il Verona ad alti livelli negli anni post-scudetto, ma, a causa della progressiva vendita dei giocatori-chiave che avevano determinato la conquista del campionato dovuta al dissesto economico societario, nella stagione 1989-90 i gialloblù retrocedettero in seguito alla sconfitta contro il Cesena proprio all'ultima giornata, scivolando quindi in Serie B; tale stagione fu anche l'ultima con in panchina Bagnoli, che per l'annata successiva venne sostituito da Eugenio Fascetti.

Anni '90 e 2000 Nel 1991, nonostante il fallimento della società, i giocatori di Fascetti terminarono comunque il campionato (1990-91) nel migliore dei modi, ottenendo un'insperata promozione in Serie A. La squadra retrocesse però di nuovo la stagione successiva, con diverse giornate di anticipo. Il Verona iniziò così a fare l'altalena tra la massima serie e quella cadetta. Nel 1995 il club acquisì nel frattempo il nome Hellas Verona Football Club, che mantiene ancora oggi (dopo aver usato, nei quattro anni successivi al fallimento, il nome Verona Football Club). Dopo due promozioni (1990-91 con Eugenio Fascetti e 1995-96 con Attilio Perotti) seguite da immediate retrocessioni, la vittoria nel campionato di Serie B nel 1998-99 sotto la guida del rampante Cesare Prandelli (il quale mise insieme quell'anno una striscia di otto vittorie consecutive tra la 6ª e la 13ª giornata, record per la Serie B italiana, che verrà uguagliato da Mandorlini nel 2011-12) sembrò aprire una nuova fase nella storia del club.

Il terzo millennio iniziò con gli scaligeri ancora allenati da Prandelli, che, dopo un inizio difficile, avviarono una serie di risultati utili consecutivi nel girone di ritorno, chiudendo il campionato di Serie A 1999-00 al nono posto. L'anno successivo (2001), invece, l'Hellas riuscì a salvarsi solo dopo aver vinto il doppio spareggio contro la , mentre il campionato 2001-02 si concluse con la retrocessione in seguito alla brutta sconfitta esterna dei veneti contro il (3-0). Seguirono alcune annate anonime disputate in cadetteria, con il Verona che non andò oltre a sudate salvezze. La squadrà sfiorò poi il ritorno in massima serie nel 2005, quando concluse la stagione al 7º posto, con un solo punto in meno dell' (promosso in Serie A dopo la squalifica del e i problemi economici di e ).