La Scuola di guerra aerea è un gruppo di edifici di Firenze, tra il viale dell'Aeronautica e via del Barco a Firenze. Nata come scuola di aeronautica, oggi ospita la Scuola Militare Aeronautica Giulio Douhet (formazione media-superiore) e l'Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (formazione universitaria). La scuola è opera di Raffaello Fagnoni del 1937-1938 ed è un esempio di architettura razionalista ottimamente conservato, sia negli esterni che negli interni, con gran parte degli arredi originali.

Storia

Dal 1º novembre 1934 è stata comandata, con delle interruzioni, fino al 15 febbraio 1940 da Mario Ajmone Cat. La scelta di collocare la scuola di Guerra aerea nella città di Firenze maturò nella metà degli anni Trenta e fu dettata da una serie di contingenze: da un lato l'insufficienza della sede accademica di Caserta e dall'altro la decisione del Ministero dell'aeronautica di spostare la sede di Torino, facile bersaglio dell'aviazione d'oltralpe, a Firenze; proprio per avere un luogo che garantisse una buona mimetizzazione degli impianti fu scelto il parco delle Cascine. Il lotto prescelto, regalato dal Comune, comprendeva al suo interno l'area del tirassegno e dell'arboreto di selvicoltura. L'architetto Raffaello Fagnoni iniziò il progetto alla fine del 1936. Con una celerità che ancora oggi lascia sbigottiti, nel gennaio 1937 furono redatte le tavole progettuali e realizzato il modello e soltanto tre mesi dopo furono gettate le fondazioni. L'opera fu compiuta in 335 giorni e fu portata a compimento il 20 gennaio 1938. L'inaugurazione ufficiale, presenti le maggiori autorità dello Stato, avvenne il 27 marzo 1938; il 7 febbraio dell'anno successivo ebbe inizio il primo corso.

Nell'impostare il proprio progetto Fagnoni procedette secondo alcune indicazioni, estremamente puntuali e specifiche, fornite dal committente: furono infatti decisi dall'aeronautica sia la dislocazione dei padiglioni che l'immagine architettonica dell'impianto. Relativamente al primo punto, indicazioni precise furono fornite riguardo alla disposizione dei padiglioni scuola ed alloggio e la vicinanza dei singoli edifici alle preesistenti piante di alto fusto per conseguire una soddisfacente mimetizzazione in caso di raid aerei. Relativamente al secondo, fu caldamente raccomandato di conferire alla nuova sede fiorentina un volto che, in evidente assonanza con gli altri edifici dell'Aeronautica italiana, ne possedesse la medesima cifra stilistica: paramento in cotto, con cornici e marcature in travertino.

Dopo l'inaugurazione, attuandosi il programma dei successivi sviluppi della scuola concordato tra progettista e committente, nel 1940 è stata completata la costruzione del nuovo edificio di Aerodinamica e Termodinamica e nel dopoguerra è stato progettato, sempre dallo studio Fagnoni e col medesimo linguaggio architettonico, il circolo Sottufficiali; nel 1975 è stata inoltre realizzata dal demanio la palazzina per gli Avieri, sorta di miniatura fedele del lessico aeronautico-fagnoniano.

Nel 1977, promosso generale di divisione aerea, Basilio Cottone, futuro Capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare, ne assume il comando. Stelio Nardini nel giugno del 1980 arriva, con l'incarico di vice comandante dal giugno all'agosto del 1980 e poi con quello di comandante fino al giugno del 1983 (nel gennaio del 1981 viene promosso generale di divisione aerea).

Se si escludono alcuni interventi incoerenti realizzati nel tempo per adeguare gli impianti alle rinnovate esigenze funzionali, la scuola di Guerra aerea mantiene ancora oggi inalterate le proprie qualità, sia per quanto concerne gli edifici sia per quanto riguarda le notevoli alberature che la circondano. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la proprietà non è mai variata e che il complesso è stato sempre considerato luogo di rappresentanza dell'immagine stessa dell'aeronautica, operando pertanto tutti quegli interventi di manutenzione necessari al suo buon funzionamento.

Scuole Il complesso ospita oggi diversi istituti didattici. L'Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (ISMA) forma gli Ufficiali dell'Aeronautica militare. Dal 1924 al 2004 vi si formavano anche gli Allievi Ufficiali di Complemento dell'Aeronautica, una figura scomparsa con la sospensione della leva. Le materie insegnate spaziano dalle discipline militari al diritto, all'economia e management, richieste per il bagaglio culturale dei dirigenti delle Forze Armate. Dal 2005 un accordo tra Aeronautica, Università di Firenze e di Napoli ha permesso che gli ufficiali dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli completino il loro iter formativo a Firenze, conseguendo la laurea magistrale in Scienze Aeronautiche. I docenti forniti dall'Università fiorentina tengono le lezioni nelle aule del complesso, dove vengono svolti anche gli esami e le discussioni delle tesi. All'interno dell'Istituto ha sede anche il Reparto per la Formazione Didattica e Manageriale (ReFoDiMa) l'unico ente del Ministero della difesa predisposto alla formazione di personale docente, al quale hanno accesso componenti di tutte le Forze Armate e Corpi Armati dello Stato.

Dal 2006 si è aggiunta, alle dipendenze dell'ISMA, la Scuola Militare Aeronautica Giulio Douhet, di livello medio superiore, che è andata ad affiancarsi alle due scuole militari dell'Esercito, la Scuola Militare Nunziatella e la Scuola militare "Teulié" e, per quanto riguarda la Marina Militare, la Scuola Navale Militare "Morosini".

Di prossima istituzione è anche l'applicazione di tecnologie per l'e-learning utilizzabili per tutta l'Aeronautica.

Urbanistica Il complesso della SGA è situato all'interno del parco delle Cascine, in un contesto di notevole valore paesaggistico. Il lotto su cui si trova, tra gli ippodromi del trotto e ippodromo delle Cascine del galoppo, misura 13.400 m2FAI, Guida alla vista dei beni aperti in Toscana, 2009, p. 24. ed è delimitato a sud, sul lato maggiore parallelo all'Arno, da viale del Re (oggi viale dell'Aeronautica), a ovest da via del Barco (anch'essa alberata e secondo il progetto del Fagnoni collegamento privilegiato con il vicino aeroporto di Peretola), a nord dal fosso Macinante e a est dal confine con l'Istituto Tecnico Agrario. Nel lotto venne inglobato l'arboreto della Reale stazione di selvicoltura, conservandone in buona parte l'apparato vegetale.

I volumi degli edifici sembrano ricercare una sorta di mimetizzazione nel parco: il muro di cinta, che corre continuo intorno, e le alte alberature costituiscono così la naturale barriera di protezione della cittadella militare.

Il complesso è costituito da una serie di edifici attestati lungo i due assi principali ed accorpati per funzione: all'estremità sud-ovest e lungo l'asse trasversale sono collocati il corpo degli alloggi ufficiali e delle attrezzature sanitarie e sportive; al centro l'accesso, col corpo di guardia a pianta curvilinea; ad est il corpo scuola e le aule; all'estremità nord si trovano invece tutti i servizi e le caserme. All'intersezione dei due assi, in posizione baricentrica, è situato il corpo del Comando, ideale cuore della cittadella militare. La porzione occidentale del lotto è occupata da un ampio spazio vuoto, coincidente con l'impianto dell'antico arboreto, mantenuto dal progettista.

Le simmetrie e asimmetrie, studiate con cura dal progettista, conferiscono al complesso un'immagine di grande monumentalità.

Descrizione Tutti gli edifici sono caratterizzati da un'architettura essenziale e propongono, con maggiore o minore enfasi, richiami alla cultura architettonica europea contemporanea così come alla mediterraneità e classicità dell'esperienza italiana, caratteri questi ultimi espressamente riconosciuti dallo stesso progettista. I puri volumi geometrici, a sviluppo prevalentemente orizzontale, con copertura piana, presentano all'esterno il paramento in mattoni rossi del Valdarno a vista, con vari effetti in corrispondenza delle aperture dal disegno estremamente accurato. Le cornici decorative, i davanzali, le scalinate e altri particolari sono invece in travertino bianco, che risalta sul rosso del cotto. Unica eccezione è l'edificio della palestra e della piscina, completamente intonacato in calce bianca.

Il risultato è quello di un complesso di edifici omogenei ed armoniosi, ma dotati ciascuno di carattere architettonico specifico, con diversi giochi modulari e di sovrapposizioni.

Il volume di tutto il complesso raggiunge i 180.900 metri cubi, con una superficie calpestabile di 27.853 m2. Sono state calcolate 1605 finestre e 904 porte.FAI, Guida alla vista dei beni aperti in Toscana, 2009, pag. 24. Nel piazzale centrale si trova esposto un velivolo TF 104 G del 1965.

Palazzina Italia La Palazzina Italia, o Edificio delle Aule, ha una pianta a "L", articolata "a pettine" sul lato nord. Si sviluppa su tre piani (compreso il piano terra) più un seminterrato. Vi si trova l'Aula Magna (il braccio corto), posta al primo piano e di altezza doppia, con una capienza di 400 posti e una cabina di proiezione, che risale al progetto originario. La sala ha finestre sui tre lati, un solaio a travi ricalate e un rivestimento in sughero per perfezionare l'acustica. Sul lato nord, dove si troverebbe lo schermo proiezione (oggi occupato da un palco), è appeso un arazzo raffigurante il leonardesco esperimento di volo dal Monte Ceceri, su disegno di Rodolfo Margheri.

Al di sotto di essa, al pian terreno, si sviluppa un atrio porticato, con pilastri e volte a crociera ribassate, le cui superfici sono completamente rivestite da un mosaico di tessere vitree in varie tonalità di beige e grigio; il pavimento è in marmo di Carrara, i lucernari in vetro di Murano e la scultura di travertino rappresenta L'Italia contro l'ingiustizia (originariamente "La Giovane Italia fascista" contro l'ingiustizia), di Bruno Catarzi. Dall'atrio, tramite un portale con sovraporta in travertino (raffigurante due frecce stilizzate, opera dello scultore Mario Moschi), si accede al vestibolo d'ingresso, illuminato dalle tre grandi vetrate che danno sul cortile. Sull'architrave del portale si trova l'unica firma di Fagnoni in tutto il complesso. L'interno del vestibolo è rivestito in travertino bruno di Rapolano e ricorda alcuni ambienti della Stazione di Santa Maria Novella. Una scala a due rampe, anch'essa rivestita di travertino bruno, conduce al piano superiore.

All'esterno le porte e finestre profilate di travertino scandiscono un ritmo simmetrico. Una cornice in cemento bianco interrompe lo schema e su di essa si trova la data di completamento del complesso e la dedica al re e al duce. Il fronte sud, prospiciente l'ingresso del complesso, funge da fronte monumentale e presenta, nelle tre finestre cieche del piano terra, altrettante fontane con lastre curve in travertino, vasche in rosso porfido e catini con mosaici con animali acquatici, opera di Evandro Monticelli.

Il nucleo della aule è invece caratterizzato sul fronte sud dalla scansione verticale delle finestre, con una particolarmente raffinata (finestra inginocchiata con mensole in travertino al piano terra, quadrata al primo, rettangolare in verticale al secondo); i fronti nord ed est presentano invece aperture dal ritmo più serrato e del medesimo modulo (quadrato nei fronti sui cortiletti interni, rettangolare negli altri). All'interno un corridoio che attraversa tutto l'edificio, conduce alle aule, con solaio a travi ricalate, ed ai laboratori ad esso ortogonali. Due corpi scala disposti all'estremità est ed ovest collegano i diversi piani. I pavimenti qui sono in grès di colore rosso.

Edificio di Termodinamica ed Aerodinamica