Origine Ottone, secondo lo Scriptorum Brunsvicensia, Tome II (1711), Genealogia ducum Brunswicensium era figlio di Enrico II di Brunswick-Grubenhagen, duca di Brunswick-Lüneburg Scriptorum Brunsvicensia, Tome II (1711), Genealogia ducum Brunswicensium, pag. 20, e, come conferma le Grandes Familles De Grece, D' Albanie Et De Constantinople, di Jutta del Brandeburgo #ES Grandes Familles De Grece, D'Albanie Et De Constantinople, pag. 509, sua prima moglie, come risulta dal documento nà 298 del Urkundenbuch zur Geschichte der Herzöge von Braunschweig und Lüneburg und ihrer Lande Scriptorum Brunsvicensia, Tome II (1711), Urkundenbuch zur Geschichte der Herzöge von Braunschweig und Lüneburg und ihrer Lande, doc. 298, pagg. 160 e 161. Enrico II di Brunswick-Grubenhagen, come risulta dal documento n° 302 del Urkundenbuch zur Geschichte der Herzöge von Braunschweig und Lüneburg und ihrer Lande era figlio del duca di Brunswick-Lüneburg e principe di Grubenhagen (fondatore del principato di Brunswick-Grubenhagen), Enrico I di Brunswick-Lüneburg e della moglie, Agnese di Meißen Scriptorum Brunsvicensia, Tome II (1711), Urkundenbuch zur Geschichte der Herzöge von Braunschweig und Lüneburg und ihrer Lande, doc. 298, pagg. 162 - 164.
Biografia Ottone era il figlio maschio primogenito di Enrico II di Brunswick-Grubenhagen, detto Enrico di Grecia, che aveva sposato in seconde nozze, Eloisa d'Ibelin, sorella di Isabella d'Ibelin, seconda moglie di Ferdinando d'Aragona, padre di Giacomo III, marito di Violante di Vilaragut, futura moglie di Ottone.
A causa delle numerose quote di ripartizione ereditaria della casa di Welf, Ottone non ebbe alcuna quota significativa di eredità, che soddisfacesse il suo dinamismo, cosicché egli, come già aveva fatto suo padre, se ne andò all'estero in cerca di fortuna. Viene descritto come un tipo di valoroso e spericolato condottiero, che subito combatté per diversi signori. Fu al servizio del marchese Giovanni II del Monferrato, sino al 1351 circa BRUNSWICK, Ottone diprendendo parte nel 1339 alla battaglia di Asti.
Nel 1352 uscì dall'Ordine Teutonico ed entrò al servizio del re Giovanni II di Francia e per l'interessamento di quest'ultimo, nel 1353, come riporta il BOLETÍN DE LA SOCIEDAD ARQUEOLÓGICA LILIANA, tomo XXIII, sposò la signora della viscontea d'Aumelas (dono di Giovanni II #ES Grandes Familles De Grece, D'Albanie Et De Constantinople, pag. 502), vedova del re di Maiorca, GiacomoIII, Violante di Vilaragut BOLETÍN DE LA SOCIEDAD ARQUEOLÓGICA LILIANA, tomo XXIII, pag. 282, che, secondo lo storico e genealogista spagnolo, Jaime de Salazar y Acha, nel suo Las Dinastías Reales de España en la Edad Media, era figlia di Berenguer di Villarragut, signore della baronia di San Martí y Subirats, e della seconda moglie, Saura di Maiorca Las Dinastías Reales de España en la Edad Media, pag. 188, che era figlia illegittima del re di Maiorca Giacomo II Las Dinastías Reales de España en la Edad Media, pag. 186. Grazie a questo matrimonio, Ottone ricevette un considerevole patrimonio e divenne il più ricco membro del rimanente ben povero casato di Grubenhagen.
Poco dopo Ottone ritornò in Italia. Qui divenne tutore dei tre figli di Giovanni di Monferrato.
Nel 1355 prese parte in Roma all'incoronazione imperiale di Carlo IV di Lussemburgo.
Dopo la morte della sua prima moglie, Ottone, che nel frattempo si era fatta una solida reputazione come condottiero in varie campagne militari nella penisola, fu suggerito da papa Gregorio XI come marito della regina vedova Maria di Armenia, ma il progetto non andò a buon fine.
Il 28 marzo 1376 Ottone sposò infine Giovanna I di Napoli (1326 – 1382), vedova per la terza volta, della quale divenne il quarto marito. Non ricevette attraverso questo matrimonio il titolo di re, ma ottenne il Principato di Taranto, la Contea di Acerra ed alcuni castelli in Provenza.
Il regno di Napoli, dopo la morte di papa Gregorio XI, finì nelle controversie originate dallo Scisma d'Occidente (1378) tra i due successori di Gregorio, Urbano VI e Clemente VII. Ottone e Giovanna divennero partigiani di Clemente VII e lo accolsero per primi a Napoli. Successivamente Clemente, sostenuto prevalentemente dalla Francia, dovette fuggire ad Avignone. A causa del loro sostegno a Clemente, Giovanna ed Ottone furono minacciati di destituzione e di scomunica. Urbano VI trasferì la sovranità del regno di Napoli a Carlo II di Ungheria, che fu incoronato in Roma nel 1380. Carlo riuscì nel 1381 ad occupare Napoli e assediò Giovanna in Castel Nuovo e quando Ottone, impadronitosi di Castel Sant'Elmo, tentò di liberarla fu fatto prigioniero. Giovanna fu rinchiusa nella fortezza di Muro Lucano e, dato che si rifiutò di rinunciare ai suoi diritti, nel 1382, fu soffocata sotto coperte di piume prima che Luigi I d'Angiò, al quale aveva trasferito la sua eredità, potesse intervenire con il suo esercito a salvarla.
Ottone riuscì a fuggire dalla prigione di Altamura, nel 1384; dopo un soggiorno in Sicilia, si recò ad Avignone dove, dopo la morte di Luigi I, assunse il comando dell'esercito del suo successore Luigi II d'Angiò. Con questo esercito nell'estate del 1387 Ottone riconquistò per Luigi II d'Angiò il regno di Napoli. Poiché tuttavia egli, contro le sue aspettative, non fu nominato comandante generale del regno, passò sdegnato nel campo avverso dichiarandosi a favore dell'erede al trono di Napoli, Ladislao di Durazzo, tentando inutilmente di riconquistare Napoli a questo partito. Nel 1392 si ritrovò prigioniero e, per riacquistare la libertà, dovette rinunciare alla sua Contea di Acerra #ES Grandes Familles De Grece, D'Albanie Et De Constantinople, pag. 510.
Ottone trascorse i suoi ultimi anni di vita nel Principato di Taranto. Era ancora in vita l'8 marzo 1399, quando Ladislao promise il principato di Taranto a Raimondo Del Balzo Orsini, in caso di morte di Ottone senza eredi e morì poco dopo, nel marzo o nell'aprile del 1399, a Foggia, dato che già l'8 maggio 1399 il Del Balzo fu investito del principato di Taranto, morendo circa ottantenne, un'età straordinaria per l'epoca e con la reputazione di aver ottenuto più di quaranta vittorie.
Discendenza Ottone non ebbe figli da nessuna delle due mogli, né si conoscono discendenti illegittimi #ES Foundation for Medieval Genealogy : HERZÖGE von BRAUNSCHWEIG-GRUBENHAGEN 1291-1596 - OTTO von Braunschweig-Grubenhagen #ES Genealogy : Welf 3 - Otto Herzog von Braunschweig-Grubenhagen.
Ascendenza
Note
Bibliografia Fonti primarie Scriptorum Brunsvicensia illustrantium tomus secundus Scriptorum Brunsvicensia, Tome II (1711), Urkundenbuch zur Geschichte der Herzöge von Braunschweig und Lüneburg und ihrer Lande Sturdza, Grandes Familles De Grece, D'Albanie Et De Constantinople
Letteratura storiografica Las Dinastías Reales de España en la Edad Media BOLETÍN DE LA SOCIEDAD ARQUEOLÓGICA LILIANA, tomo XXIII. Julius Waschow, Herzog Otto von Braunschweig, Fürst von Tarent : ein Beitrag zur Geschichte des XIV. Jahrhunderts, Breslau : Aderholz, 1874 Paul Zimmermann, Das Haus Braunschweig-Grubenhagen, Wolfenbüttel 1911 Peter Aufgebauer, Otto der Tarentiner, in: Neue Deutsche Biographie Bd. 19, S. 681.
Voci correlate Regno di Napoli regno di Francia Regno di Maiorca Corona d'Aragona Welfen Ducato di Brunswick-Lüneburg
Collegamenti esterni
O Categoria:Giovanna I di Napoli