È considerato uno dei più importanti cantautori italiani. In oltre quarant'anni di carriera ha spaziato in diversi generi musicali, dagli esordi di rock progressivo alla fase rock, fino alle introspezioni colte della maturità. I testi dei suoi brani hanno spesso toccato argomenti di natura esistenziale, producendo anche canzoni per alcune delle interpreti più significative della musica italiana.

Ritiratosi dalle scene musicali nel 2012 per scelta volontaria, è stato vincitore per sei volte della Targa Tenco (quattro per il migliore album e due per la migliore canzone) e di un Premio Lunezia Rock d'Autore per l'Album Musica moderna, nel 2008 ha conseguito il Premio Librex Montale nell'apposita sezione Poetry for Music. Ha inoltre esordito nel mondo della narrativa con il racconto Il giullare, contenuto nella collana Millelire ed edito da Stampa Alternativa nel 1991.http://www.ivanofossati.net/libri.html

Biografia Nasce a Genova nel 1951. La madre, Germana Ricci, lavora come sarta al Teatro dell'Opera. Il padre, Aldo, abbandona la famiglia quando lui ha appena un anno. «L'unica cosa positiva di mio padre - ricorderà in seguito l'artista - è che è stato partigiano a diciassette anni». Viene accudito di conseguenza dalla madre e dal nonno materno Alberto Ricci, operaio presso una conceria della città. A tal proposito il musicista ricorda: «La figura perfetta che si vorrebbe avere come padre. Pienamente buono. Era capace di difendere la famiglia. Non avrebbe esitato a difendere i suoi affetti con tutta la forza. Il gran lavoratore che si sacrifica. Alla famiglia riservava solo i momenti buoni».

Fossati cresce all'interno di un clima culturale incline alla musica: suo cugino è uno stimato direttore d'orchestra, mentre lo zio suona il clarinetto. A dodici anni sua madre, amante dell'Opera, lo iscrive a lezioni private di pianoforte; quando però Ivano si imbatte in due 45 giri dei Beatles (Please Please Me e Love me do), abbandona il piano per dedicarsi allo studio della chitarra. Tempo dopo il cantante dichiarerà: «Non sopportavo le canzoni: mi sembrava che le parole disturbassero la musica, ne intralciassero il cammino. Poi arrivarono i Beatles e per fortuna cambiai idea...»

Il percorso musicale del giovane Fossati è assai eterogeneo: tra i quindici e i sedici anni suona l'organetto, passando poi alla chitarra elettrica, con cui ha rapporti discontinui, e a diciotto anni inizia a studiare flauto traverso. Nello stesso periodo in cui frequenta il liceo ginnasio Andrea D'Oria si dà a svariati lavori come commesso in un negozio di elettricista, in una fabbrica di denti finti, e infine come dipendente presso un magazzino di cancelleria. Negli anni sessanta hanno inizio le prime esperienze nei vari complessi beat, all'epoca assai in voga. Nel 1967 a Genova, in piazza Galileo Ferraris, nasce il suo primo gruppo beat, "I poeti", formazione con Ivano alla chitarra, Pino Marinaro al Basso, Nicola Novielli alla batteria e Roberto Dicicco alla chitarra ritmica. Una rara foto del gruppo si trova nel libro di Fossati Tutto questo futuro, edito da Rizzoli nel 2011.

Nel 2015 sposa l'attrice e regista teatrale Mercedes Martini sua compagna dal 1997.

Nel 2023 viene insignito della Laurea Honoris Causa dall'Università di Genova in "Letterature moderne e spettacolo" per la sua carriera e per l'impegno nello sviluppo culturale della città di Genova, anche a seguito della collaborazione con l'Ateneo genovese e di una serie di lezioni tenute per gli studenti di Scienze Umanistiche e dal 2019 per il laboratorio di musica presso il Dipartimento di Lettere.

Durante il conferimento della laurea, il 27 marzo, ha tenuto una lectio magistralis sul tema “Ispirazione, pensiero e sintesi nella musica discografica”.

Carriera L'esperienza nei Delirium e l'esordio solista (1971-1975) Dopo molte esperienze di jam session al locale "Revolution" di Genova in via Carcassi, fucina di molti gruppi pop emergenti (non più esistente) nel 1971 viene ingaggiato dal gruppo dei Sagittari, che successivamente diverranno i Delirium, mettendosi in luce con un interessante repertorio di rock progressivo, incentrato sull'ampio uso di flauti, sintetizzatori e arrangiamenti sinfonici. Così facendo, la neonata band anticipa l'impronta prog di futuri gruppi di successo quali Le Orme, gli Area, il Banco del Mutuo Soccorso e la Premiata Forneria Marconi. Il complesso (formato da Mimmo Di Martino, Ettore Vigo, Marcello Reale, Peppino Di Santo e lo stesso Fossati) incide, sempre nel 1971, il primo 45 giri dal titolo Canto di Osanna, con cui partecipa al Festival Pop di Viareggio. Il successivo esordio su 33 giri con Dolce acqua mette in evidenza le qualità di Fossati come leader e cantante. L'occasione si presenta al Festival di Sanremo 1972, dove il gruppo presenta il brano Jesahel che ottiene successo, aprendo alla band le porte per partecipare a Un disco per l'estate, dove presentano la canzone Haum.

L'anno seguente l'artista lascia il complesso dei Delirium per intraprendere la carriera solista. Subito dopo parte per il servizio militare, da cui è congedato dopo un anno e mezzo perché inadatto alla vita militare. Il debutto del Fossati cantante è un 45 giri dal titolo Beati i ricchi, tema dell'omonimo film di Salvatore Samperi con protagonisti Lino Toffolo e Paolo Villaggio. Fossati canta su musiche di Luis Bacalov, accompagnato da "I Godfather", uno dei molti gruppi rock dell'epoca.

L'esordio sulla lunga distanza avviene un anno dopo, con la pubblicazione dell'album Il grande mare che avremmo traversato. La tematica del viaggio - che diverrà uno dei temi principali del canzoniere di Fossati - è il leitmotiv di un disco che, per quanto acerbo, testimonia le prime qualità dell'artista. I riferimenti letterari si presentano già numerosi (eloquente quello a Edgar Allan Poe nel brano Il pozzo e il pendolo), così come i versi dedicati al mare nel singolo Vento caldo, altro elemento-cardine dell'intero lavoro del musicista. Tra l'altro con la medesima canzone tenta di partecipare nuovamente al Festival di Sanremo, venendo scartato durante la fase delle preselezioni.Renato Olivieri, Tutte le canzoni per Sanremo, pubblicato su La Stampa del 21 febbraio 1973, pag. 7 In questi anni Fossati conosce l'amico e musicista Oscar Prudente con il quale darà luogo ad una stretta collaborazione che porterà alla pubblicazione di altri due album dal titolo Poco prima dell'aurora, del 1974 e Good-Bye Indiana, del 1975. Sempre nel 1975 i due musicisti scrivono per Gianni Morandi l'intero LP Il mondo di frutta candita. Il sodalizio tra i due artisti prosegue con l'uscita del long playing Infinite fortune, terzo lavoro musicale di Oscar Prudente a cui Fossati partecipa come coautore in tutte le tracce del disco.

La ricerca di una linea espressiva (1977-1978)

Le varie sperimentazioni del Fossati autore portano l'artista a toccare numerosi stilemi, che vanno dal pop classico alle influenze progressive, mostrandone il fermo tentativo di trovare una propria linea espressiva. Il primo momento di rottura avviene nel 1977. Approdato alla Rca e affidato alle cure del produttore Antonio Coggio (già collaboratore di Claudio Baglioni), il cantautore traccia un primo solco in direzione di quella evoluzione rock che si delineerà meglio negli anni successivi. In questa prospettiva nasce il quarto album in studio denominato La casa del serpente. Il disco si fa ricordare per il brano Anna di primavera, primo frutto di quella collaborazione con Mia Martini che si farà preponderante nel coevo LP Per amarti (ottavo album in studio della cantante), dove Fossati partecipa firmando i brani Sentimento e Se finisse qui, cover di Give a little bit dei Supertramp con testo in italiano. Tale sodalizio artistico sfocerà in una duratura relazione sentimentale e vedrà una nuova collaborazione nei brani E non finisce mica il cielo (presentato dalla cantante al Festival di Sanremo del 1982) e Vola. Tale connubio porterà Fossati a divenire un prolifico autore di canzoni, spesso prestando le proprie composizioni alle qualità vocali di altri interpreti.

Se i primi album appaiono ancora istantanee sfocate, assai distanti dagli standard dei successivi decenni, la capacità di Fossati di comporre melodie si manifesta nella scrittura per altri artisti. In questo periodo la sua penna dà vita a numerose ballate portate al successo da alcune delle interpreti più conosciute e preparate. Basti pensare alle canzoni: Un'emozione da poco (scritta per Anna Oxa), Dedicato (per Loredana Bertè), Non può morire un'idea (per Mina) e Mi vuoi (per Marcella Bella). Da ultimo si menziona la trasgressiva Pensiero stupendo, uscita nel 1978, che la voce di Patty Pravo trasformerà in un classico della canzone italiana. Anni dopo la stessa cantante ai microfoni del Corriere della Sera affermerà: «L'idea del triangolo non mi scandalizzava visto che all'epoca vivevo con due mariti. Lui ha saputo affrontare un tema scabroso con classe e intelligenza. L'ho ascoltata e registrata subito dopo. Praticamente è andato in vendita il provino». Tale serie di brani varrà a Fossati il Telegatto come miglior autore dell'anno, segno di una prima vicinanza della critica musicale al cantautore genovese.

La fase rock (1979-1985)

La mia banda suona il rock

Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli ottanta, Fossati mette a fuoco una scrittura peculiare, capace di dosare l'attitudine rock ad una vena propriamente intimista. Il risultato è l'uscita nel 1979 dell'album La mia banda suona il rock, dove l'impasto musicale è costituito da continui richiami alla musica rock (con preminenza di chitarre elettriche). L'ossatura del disco resta comunque a impianto pop, con richiami sonori di derivazione reggae. Registrato nei celebri Criteria Studios di Miami, con alcuni musicisti dell'entourage di Eric Clapton e Stephen Stills, La mia banda suona il rock alterna energici uptempo a ballate di stampo classico. Ne sono un esempio i brani Dedicato, E di nuovo cambio casa e Limonata e zanzare, quest'ultimo sorretto da influssi squisitamente reggae. L'album rivela l'artista al grande pubblico e gran parte del merito è da ritrovarsi nel successo dell'omonima title track che lo stesso Fossati tenterà in vari modi di ripudiare. Per tale motivo, negli anni a venire (durante le varie tournée), proporrà il brano in maniera sempre più sporadica fino a farlo scomparire del tutto dalle relative scalette.

Il successivo Panama e dintorni continua il percorso già tracciato nell'album precedente, avvalendosi degli arrangiamenti del tastierista soul-jazz Steve Robbins, che collaborerà nei decenni successivi con altri artisti come Robert Palmer, Sting e Irene Cara. Il disco dà l'occasione all'artista di reinterpretare la lenta ballata La costruzione di un amore, già scritta nel 1978 per l'allora compagna Mia Martini. Oltre alla canzone di lancio Panama, continue venature rock si manifestano nei brani J'adore Venice (riproposto in versione jazz, nel live Carte da decifrare) e in La signora cantava il blues, titolo usato nella propria autobiografia dalla celebre interprete Billie Holiday, alla quale il brano è dedicato. Il disco, nel gennaio del 2012, occuperà la cinquantesima posizione nella speciale classifica dei 100 album italiani più belli di ogni tempo, stilata dall'autorevole rivista Rolling Stone.