Fu pretore nel 73 a.C., e fu inviato a contrastare gli schiavi ribelli guidati da Spartaco. Nel corso dello stesso anno, fu da essi pesantemente sconfitto presso il Vesuvio nell'omonima battaglia, nella quale caddero ben 3.000 soldati romani.Le cause della sconfitta di Glabro furono:la mancata fortificazione dell'accampamento che permise a Spartaco e ai ribelli di aggirare il campo di Glabro portandone la sconfitta,annotando che l'esercito di Glabro era composto da milizie reclutate in fretta e non veterani scelti che portarono alla sconfitta romana nella battaglia del Vesuvio(73 a.C.).

Non si hanno notizie successive su Glabro, per cui non è noto se morì nel corso della battaglia o in seguito.Secondo Floro(Epitoma, II, 8)il pretore sarebbe perito nello scontro vedendo il proprio accampamento espugnato dai ribelli.Al contrario Plutarco e Appiano di Alessandria che non menzionano esplicitamente la morte ma ne registrano la disfatta tattica,portando a ipotizzare che Glabro sia sopravvissuto cadendo in disgrazia a causa del disonore subito

Note

Bibliografia Fonti primarie Appiano, Le guerre civili 1.116 (Appiano confonde Glabro e Publio Varinio, parlando di un comandante militare di nome Varinio Glabro). Floro, Epitome 2.8.4. Frontino, Strategemata 1.5.21. Plutarco, Crasso 8-9. Sallustio, Historiae 3.90-93. Tito Livio, Periochae, 95.

Fonti secondarie Bradley, Keith. Slavery and Rebellion in the Roman World. Bloomington: Indiana University Press, 1989, pp. 93-94. ISBN 0253312590 Broughton, T. Robert S. Magistrates of the Roman Republic. Vol. 2. Cleveland: Case Western University Press, 1968, pp. 109 e 115.

Glabrione, Gaio