Nato come membro della Casa d'Orange-Nassau, Guglielmo ottenne le corone d'Inghilterra, Irlanda e Scozia in seguito alla gloriosa rivoluzione, durante la quale il re Giacomo II, che era suo suocero e zio (fratello della madre), fu deposto. Nei tre regni Guglielmo governò congiuntamente con sua moglie e cugina Maria II (che aveva sposato a Londra il 4 novembre 1677), fino alla morte di quest'ultima, avvenuta il 28 dicembre 1694. Tra gli Orangisti in Irlanda del Nord egli è al giorno d'oggi noto con il nome informale di King Billy.
Guglielmo III fu nominato Statolder d'Olanda il 28 giugno 1672Secondo il Calendario Giuliano. e ricoprì tale carica fino alla morte. In tale contesto, egli era in genere chiamato con il titolo Guglielmo Enrico, Principe d'Orange, traduzione dall'olandese Willem Hendrik, Prins van Oranje. Come membro d'una casata protestante, Guglielmo prese parte a molte delle guerre in Europa contro il re di Francia Luigi XIV. Molti protestanti vedevano in Guglielmo il campione della loro fede: egli aveva conquistato la corona inglese perché molta gente era spaventata dal ritorno del cattolicesimo e dall'influenza papale, sebbene altre ragioni per il suo successo furono senza dubbio il suo efficiente esercito e una flotta quattro volte più grande della famosa Invincibile Armata spagnola. Il suo regno segnò l'inizio del passaggio dalla forma di monarchia personale esercitata dagli Stuart al sistema parlamentare della Casa d'Hannover.
Gli anni giovanili
Guglielmo d'Orange, l'unico figlio dello Statolder Guglielmo II, principe d'Orange, e di Maria Enrichetta Stuart, principessa reale d'Inghilterra, nacque a L'Aia, nei Paesi Bassi. Otto giorni prima della sua nascita il padre morì di vaiolo, cosicché Guglielmo divenne Principe d'Orange ancora in fasce. Subito sorse un conflitto tra la Principessa Maria e la madre di Guglielmo II, Amalia di Solms-Braunfels, riguardo al nome da dare al nuovo nato. Maria voleva chiamarlo Carlo, come suo fratello, mentre sua suocera insisteva per il nome Guglielmo per rafforzare la sua futura nomina a Statolder. Guglielmo II aveva nominato nel suo testamento la moglie come tutrice, tuttavia le carte non furono firmate e la questione rimase irrisolta. Il 13 agosto 1651 lHoge Raad (l'Alta Corte) stabilì che la potestà fosse affidata congiuntamente a Maria, Amalia e Federico Guglielmo, Elettore di Brandeburgo.
Il principe prussiano – di confessione protestante – fu scelto per tale onore come parte neutrale, al fine di mediare tra le due donne, ma anche perché, come possibile erede, egli aveva un vivo interesse nel proteggere i beni della Casa d'Orange che Amalia temeva avrebbero potuto essere scialacquati dalla frivola Maria. La Principessa Maria, infatti, mostrò scarsa attenzione per suo figlio - essendo spesso assente per anni preferendo passare il tempo fra le dissolutezze della corte francese – e si era sempre deliberatamente tenuta da parte dalla società olandese, cosa che le impedì persino una accettabile padronanza di quella lingua.
Il giovane Guglielmo fu educato in principio da varie nobildonne olandesi di origini inglesi, tra le quali Walburg Howard (una figliastra della futura Contessa di Chesterfield e sorellastra del futuro Conte di Bellomont); da aprile del 1656 il predicatore Cornelius Trigland, un seguace del teologo puritano Gisbertus Voetius, fu scelto per istruire il principe nella religione di Stato, il calvinismo. È conosciuto un breve trattato, scritto forse da Christiaan Huygens, sull'istruzione del giovane Guglielmo: il “Discours sur la nourriture de S.H. Monseigneur le Prince d'Orange”. Il principe, un retto e serio ragazzo, si convinse pian piano della sua predestinazione a divenire uno Strumento di Dio sotto la guida della Provvidenza, realizzando lo storico destino della Casa d'Orange.
All'inizio del 1659 Guglielmo fu mandato per sette anni presso l'Università di Leida per un'educazione più formale – sebbene ufficialmente non fu mai iscritto come studente – sotto la guida del professore di morale Hendrik Bornius. Fino a febbraio del 1660 Samuel Chappuzeau, uno studente protestante, insegnò al principe il francese. Guglielmo mostrò inclinazione per i trattati dei grandi filosofi e per la letteratura classica, sebbene preferì studiare le arti, specialmente la pittura e l'architettura, che fiorirono durante l'Età dell'Oro olandese. Mentre risiedeva presso Prinsenholf, a Leida, a Guglielmo fu data una scorta e un nuovo sovrintendente, Federico di Nassau, Barone di Zuylestein, figlio illegittimo dello Statolder Federico Enrico d'Orange, nonno di Guglielmo. Era presente anche un paggio d'onore, Hans Willem Bentinck. Guglielmo, che sempre si mostrò leale ai due amici, rimase affettivamente molto attaccato a entrambi.
Il 25 settembre 1660 le Province Unite, sotto la guida di Gran pensionario Johan de Witt, con reggenti Cornelis de Graeff, Pieter de Graeff e Gillis Valckenier, decisero di farsi carico dell'educazione di Guglielmo per assicurarsi che egli avrebbe acquisito le necessarie abilità per assolvere le future e ancora non ben determinate funzioni. Questo primo coinvolgimento non sarebbe stato lungo tuttavia. Il 23 dicembre 1660, quando Guglielmo aveva appena dieci anni, sua madre morì di vaiolo nel Palazzo di Whitehall, a Londra, mentre era in visita a suo fratello Carlo II. Nelle sue volontà Maria designava Carlo come tutore legale di Guglielmo. Carlo ora chiese che le Province Unite cessassero le loro interferenze; per placare il potente re d'Inghilterra il 30 settembre 1661 esse acconsentirono a mettersi da parte. Carlo delegò le sue funzioni di tutore alla nonna paterna di Guglielmo, la principessa Amalia, con l'intendere che i suoi consigli sarebbero stati in ogni modo seguiti. Questo accordo non ostacolò Carlo dal mantenere una stabile corrispondenza con il nipote. Nel 1661 Zuylestein iniziò a lavorare per Carlo, collaborando con l'ambasciatore inglese George Downing, l'informatore inglese de facto nelle Province d'Olanda. Questi spinse Guglielmo a scrivere delle lettere allo zio chiedendo di intercedere in suo nome per migliorare le sue prospettive di Statolder. Carlo sfruttò tale richieste per tornaconto politico, tentando di far nascere dissensi nella società olandese, tra le fazioni degli Orangisti e dei repubblicani.
Le autorità olandesi in un primo momento finsero di ignorare gli intrighi di palazzo, ma durante la seconda guerra anglo-olandese, scoppiata nel 1665, esse rigettarono la proposte di pace di Carlo II che prevedevano un miglioramento della posizione di suo nipote. Come contromisura nel 1666, quando Guglielmo aveva sedici anni, le Province Unite ufficialmente lo posero sotto tutela d'ufficio. Il consenso di Amalia fu ottenuto con la promessa di una considerevole pensione di stato, cosa che Guglielmo non avrebbe mai dimenticato di adempiere. Tutto ciò fu disposto al fine di preparare Guglielmo per il ruolo governante, sebbene in che cosa avrebbe dovuto consistere tale ruolo fosse ancora vago o omesso. Un diretto risultato di tali disposizioni fu comunque l'allontanamento di tutti gli elementi filo-inglesi, primo fra tutti Zuylestein, che fu rimosso dalla guardia di Guglielmo. Quest'ultimo fu affranto da siffatta decisione e pregò il De Witt e De Graeff di permettere a Zuylestein di restare. La richiesta venne rifiutata, ma De Witt prese l'educazione di Guglielmo nelle sue mani, istruendolo settimanalmente nelle questioni di Stato – e facendolo prendere regolarmente parte nelle partite di pallacorda. Guglielmo e De Witt, avendo entrambi un carattere introverso e restio a fare trasparire emozioni, non riuscirono a intrattenere una reciproca amicizia.
Il conflitto con la Francia
Quando le altre province nel 1666 vollero affidare al principe il comando delle truppe, gli Stati di Olanda si opposero e con l'Editto perpetuo del 1667 abolirono la carica di "cellone supremo" per la loro provincia e stabilirono inoltre che mai un capitano generale o ammiraglio generale dell'Unione avrebbe potuto essere allo stesso tempo statolder in una regione qualsiasi. Ma poi la minaccia sempre più grave di una guerra con la Francia fece sì che gli Stati di Gheldria, la provincia più esposta al pericolo, proponessero di nominare Guglielmo capitano generale. La forte opposizione dell'Olanda fu vinta e seguì la nomina, però ristretta a una sola campagna.
Poco dopo cominciò la guerra: Francia, Inghilterra, i vescovati di Colonia e Münster assalirono insieme le Sette Province. L'esercito era in un pessimo stato e le fortificazioni trascurate. Con meno di 20 000 uomini, Guglielmo, generale novello e di scarsa educazione militare, si trovava dietro il fiume Yssel, mentre Luigi XIV invadeva, con un esercito sei volte più forte e sotto la guida di famosi generali come Condé, Turenne e Luxembourg, il territorio della repubblica. Non si venne a battaglia aperta: le città non erano in stato di difesa e l'unica cosa da fare era ritirarsi nella provincia d'Olanda, dove con l'inondare il paese si poteva fermare il nemico. L'Olanda fu colpita da terrore e panico: il popolo credette, falsamente, che Giovanni de Witt e gli altri reggenti fossero in rapporti segreti con il re di Francia per far fallire la prima impresa di Guglielmo, e vi fu una ribellione violenta a favore del principe, il quale personalmente però non fece nulla per rinforzare quel movimento.
Il 27 giugno 1672 la città di Veere in Zelanda e la vecchia Dordrecht in Olanda abolirono per prime l'Editto Perpetuo. Una settimana dopo gli Stati d'Olanda riconobbero Guglielmo come statolder e capitano generale; la Zelanda aveva fatto lo stesso già un giorno prima e così fecero le altre regioni. Gli animi si entusiasmarono e finalmente si trovava la forza di resistere al nemico. Un tentativo del De Witt di ristabilire la pace con Luigi XIV fallì e quando Guglielmo riuscì a ottenere l'aiuto del grande elettore di Brandeburgo e dell'imperatore - aiuto che del resto si limitò a ben poco - rifiorì la speranza. Seguì però l'episodio del linciaggio dei due De Witt: il principe non ne ebbe coinvolgimento, ma è certo che per sua volontà i principali colpevoli non furono puniti. Tutti i posti d'importanza furono poi dati agli Orangisti e immediatamente l'esercito, che per volontà degli Stati d'Olanda era sempre tenuto debole, fu rinnovato. Ma un tentativo di tagliare le comunicazioni dell'esercito francese d'invasione con la Francia fallì a Charleroi nel dicembre del 1672, e Guglielmo ritornò appena in tempo in Olanda per impedire al duca di Luxembourg di forzare la linea di difesa costituita dai terreni inondati.
Nella primavera seguente la guerra ricominciò con più lena e alla fine del 1673 il principe si poté riunire con le truppe dell'imperatore e del Brandeburgo nella Renania e prendere Bonn. Con l'Inghilterra, dopo alcune delle più gloriose vittorie del De Rutyer, si venne a una pace favorevole. Münster e Colonia seguirono l'esempio: così la diplomazia di Guglielmo aveva isolato Luigi XIV, suo principale nemico. Nel 1674 tutto il territorio della repubblica venne liberato e nelle province riconquistate, Utrecht, Overijssel, Gheldria, Guglielmo rafforzò il suo potere: gli fu concesso infatti nelle cinque regioni lo statolderato ereditario della sua famiglia, mentre fallì invece il progetto di farlo sovrano. Continuava la guerra e anche quando l'esito delle battaglie era indeciso (Seneffe, 1674), o addirittura sfavorevole per lui (Montcassel, 1677), Guglielmo riusciva con i suoi movimenti strategici ad annullare i vantaggi del nemico e, specialmente, a dare delle amare sorprese diplomatiche a Luigi XIV.
Pace con la Francia e rapporti con l'Inghilterra