Il Progetto Winston Smith (PWS) è un progetto informatico ed informativo per la difesa dei diritti civili in Internet nell'era digitale. Nasce nel 1999 come associazione anonima, ed è caratterizzato dalla mancanza di un'identità di riferimento fisica.

Il nome è ispirato al protagonista del romanzo 1984 di George Orwell. Il riferimento alla distopia orwelliana è supportato dal motto del PWS: "Scolleghiamo il grande fratello", che affianca l'altro motto, più generalista, di "La paranoia è una virtù".

Il PWS si pone obiettivi sia pratici che informativi, sensibilizzando gli utenti della Rete sui rischi legati alle violazioni della privacy in Internet e alla libertà di parola. Operativamente si impegna nella diffusione di strumenti informatici che garantiscono agli utilizzatori la riservatezza delle comunicazioni, l'anonimato in rete e la libertà di parola utilizzando tecnologie che impediscono la censura.

Da aprile 2009 è iniziata una collaborazione con PeaceReporter. Il PWS ha spiegato alla cooperativa di giornalisti il funzionamento delle tecnologie d'anonimato, necessarie per garantire una diffusione dell'informazione non censurata, producendo una pagina esplicativa sul loro sito: I principi dell'informazione libera online.

Il PWS ha realizzato e gestisce le iniziative: Il convegno eprivacy il convegno annuale dedicato ai problemi della privacy nell'era digitale Il premio Big Brother Awards Italia È un premio "in negativo" che viene assegnato a chi più ha danneggiato la privacy Il progetto Privacy Box Il progetto che si propone di realizzare un'appliance per la privacy: ovvero realizzare una scatola con un solo bottone, da tenere sempre accesa, che collegata alla ADSL fornisca un firewall, servizi di rete locale, il server web, il server di posta, e nel frattempo lavori anche per il bene di tutti facendo girare un anonymous remailer od altri servizi per la privacy. Il progetto novantacinquepercento realizzare un'alta affidabilità per mezzo di componenti "casalinghi" (tipicamente con un'affidabilità inferiore al 95%) così da bloccare le violazioni quotidiane alla privacy causate da una data retention selvaggia.

Obiettivi del Progetto Winston Smith La tesi sostenuta dal PWS è: Il Grande fratello descritto nel romanzo di George Orwell sta prendendo forma gradualmente, passivamente e con l'accettazione da parte delle persone. Il modo con cui viene inserito gradualmente nelle vite è molto spesso quello della falsa dicotomia "è giusto sacrificare la propria privacy in cambio di una maggiore sicurezza".

Le parole di esperti di sicurezza come Bruce Schneier, e fatti deplorevoli come lo Scandalo Telecom-Sismi, provano piuttosto la tesi che una entità che possa controllare le telecomunicazioni acquisisce un potere totalitario de facto, indipendentemente dalla situazione politica e da altri elementi al contorno. Ai fini della sicurezza delle persone, la sola esistenza di un tale organo di controllo è un elemento di insicurezza.

Poiché gli organi di potere e l'ignoranza in materia di sicurezza dei cittadini spingono ad un uso del tecnocontrollo sempre più lesivo per i diritti umani, il PWS provvede a diffondere strumenti che proteggano l'utente a priori da questi rischi. Questi strumenti esistono grazie al fatto che Internet si basa su tecnologie aperte.

La sicurezza individuale si può ottenere solo con un uso di strumenti di protezione installati sul proprio computer: non la si può delegare a terze parti, come, ad esempio, gli Internet Service Provider o i gestori di servizi Internet.

La cifratura e l'anonimato tecnologico sono i due strumenti che il PWS vuole diffondere. Ottenerle è possibile tramite software che rispetta le linee guida del software sicuro, che sono: Il software utilizzato (sistema operativo compreso) deve essere a codice aperto, così che l'utente, se in grado di farlo, possa verificarne il comportamento effettivo. gli algoritmi di crittografia utilizzati devono essere pubblici. In questo modo la comunità può effettuarne l'analisi matematica (crittanalisi) e lo studio di potenziali attacchi, al fine di consentire un continuo miglioramento.

Se una di queste condizioni viene a mancare il software non può ritenersi sicuro, perché affidato a Sicurezza tramite segretezza, che non si è mai rivelata un paradigma valido ai sensi della scienza della sicurezza. Vicende come JAP, PGP 5.x e 6.x hanno dimostrato l'inaffidabilità di questo modello.

Per coerenza con le tecnologie divulgate, il sito del PWS non è esposto su Internet, ma su Freenet all'URI freenet:USK@RU-C2q5kN7K62WO3seMMjSTUY8izF2vCFyVFOnLf~Q0,wxvGO2QMT6IN9c7dNUhHeHnXVVwhq8YLbQL~DlMA7YE,AQACAAE/pws/3

È tuttavia presente un mirror aggiornato su Internet per favorire una maggior accessibilità.

Per lo stesso motivo, per contattare collettivamente i membri del PWS non si utilizza un indirizzo e-mail convenzionale, ma il nym alias [email protected], la chiave PGP è pubblicata su keyserver.

Le risorse del progetto Per garantire l'anonimato in rete, ci si affida principalmente alla tecnologia delle Mix-net studiata da David Chaum nel 1981. Queste tecnologie richiedono che le risorse degli utenti siano usate in modo collaborativo. La condivisione reciproca delle risorse, per mezzo di algoritmi sicuri, garantisce che un attaccante in grado di controllare la rete passivamente (leggendo tutto il traffico in ogni segmento) ed attivamente (potendo generare del traffico arbitrario), non riesca a scoprire l'identità di un individuo che si protegge all'interno di una mixnet.

Anonymous remailer, TOR e Freenet si basano su questi concetti evoluti e rielaborati negli anni.

Il funzionamento di queste reti si basa sulla collaborazione e sulla fruibilità di risorse condivise. Per garantire una parte delle risorse necessarie al funzionamento, il PWS collaborando anche con altre entità della Rete mette a disposizione 8 server dedicati alla fornitura di servizi per la privacy e l'anonimato.

La proposta di legge contro la Data Retention Durante il convegno annuale organizzato nel 2005 da Bileta, associazione attiva dal 1986 per lo studio delle leggi legate alla tecnologia sul territorio irlandese e inglese, il PWS ha presentato uno studio sulla data retention.

La data retention è la raccolta automatizzata di dati al fine di poter supportare gli organi di indagine in caso di eventuali investigazioni. Prima delle riforme sulla sicurezza, era necessario un decreto emesso da un Pubblico Ministero per la raccolta di dati ai fini investigativi. Con la decentralizzazione delle tecnologie dovuta ad Internet, numerosi privati si sono trovati investiti della responsabilità della raccolta obbligatoria e generalizzata dei dati personali.

La raccolta di dati automatizzata in Internet è possibile anche con l'uso di software liberamente distribuito, come Wireshark o tcpdump, distribuiti per consentire ai tecnici il funzionamento della rete e le attività di manutenzione. La data retention obbligatoria per legge viene alimentata tramite sistemi dedicati di raccolta dati installati presso i provider di comunicazioni e di telefonia.

La raccolta dei dati personali è vietata in Europa ai sensi della libertà e segretezza della corrispondenza.

Per questi motivi è stata studiata una proposta di legge che regolasse la collezione dei Log, dei Backup e che definisse quali dati informatici vanno considerati dati sensibili, in modo da consentire ai tecnici le verifiche di funzionamento, ma di impedire che i dati personali possano essere acceduti da estranei non autorizzati ed utilizzati per fini commerciali.

La proposta di legge è stata presentata in parlamento dall'On. Maurizio Turco nel 2006 come DDL N.1728/06.

La proposta di legge non è stata mai discussa, ed è decaduta con la fine anticipata della legislatura. Prima del 31 dicembre 2007, data di scadenza del Decreto legge 144/2005 (il cosiddetto Decreto Pisanu), è stato prorogato il termine di raccolta dei dati personali per motivazioni di contrasto al terrorismo internazionale.

La proposta di legge è stata ripresentata il 29 aprile 2008 su iniziativa dall'On. Matteo Mecacci come DDL N.257.

La conferenza eprivacy eprivacy è la conferenza annuale organizzata dal PWS. È stata la prima conferenza in Italia a trattare tematiche di privacy in Rete. Gli interventi sono tenuto da giuristi e da tecnici. EdizioneAnnoSedeTemaI2002Firenze, Università degli StudiE-privacy, riservatezza e diritti individuali in rete: difendersi dal Grande Fratello nel terzo millennio. Si è occupato della L. n. 675/1996, delle spinte politiche che influenzavano la creazione di leggi a vincolo della rete, Freenet, PGP/GPG, Anonymous remailer, steganografia..II2003Firenze, Palazzo VecchioDifesa dell'identità e della libertà d'espressione di fronte alla richiesta di sicurezza. Si è occupato di data retention, TCPA, analisi del proprio modello di minaccia per definire uno standard minimo di sicurezza personale, firma digitale, crittografia in quanto strumento base per assicurare la difesa degli utenti.III2004Firenze, Palazzo VecchioData retention e diritto all'oblio. Si è occupato di data retention, RFID, diritto all'oblio in ambito informatico, della sorveglianza come risposta al terrorismo, p2p anonimo e di abusi legali legati alla videosorveglianza, di tecnologie decentralizzate.IV2005Firenze, Palazzo VecchioData retention e privacy in rete. Si è occupato di Darknet, venne presentato il progetto P-Box, Software libero, responsabilità civili a seguito di violazioni della privacy, dello standard OpenPGP, studio di una legge per la regolamentazione della raccolta automatizzata di dati, Biometria.V2006Firenze, Palazzo VecchioNon è stato deciso un tema portante. Si è occupato di Spyware, Trusted Computing, DRM, il broglio potenziale sullo scrutinio elettronico, minacce di privacy derivate dai motori di ricerca..VI2007Firenze, Palazzo VecchioControllo sociale e tecnocontrollo. Si è occupato di: VOIP, identità personale e identità digitale, accessibilità, articolato Tanga e incidenti informatici. |- |VII |2008 |Firenze, Palazzo Vecchio |Obiettivi raggiunti e mancati, in un anno in cui la percezione della privacy è aumentata, sia dal punto di vista civile che istituzionale. |- |VIII |2009 |Firenze, Palazzo Vecchio