Scelto come prima scelta assoluta del Draft NFL 1978 dagli Oilers, in precedenza aveva giocato a football per i Longhorns dell'Università del Texas.
Considerato uno dei running back più forti nella storia del football, sia che si parli di NCAA o che si parli di NFL, assieme a Paul Hornung ed O.J. Simpson è l'unico vincitore dell'Heisman Trophy ad esser stato selezionato come prima scelta assoluta al Draft NFL ed indotto sia nella Pro Football Hall of Fame che nella College Football Hall of Fame, ed è inoltre assieme ad Hornung, Simpson, Marcus Allen e Barry Sanders, tra i soli 5 giocatori che hanno vinto sia l'Heisman Trophy che il premio di MVP della NFL, rispettivamente i massimi riconoscimenti a livello individuale del football collegiale e professionistico.
Soprannominato The Tyler Rose (it. La Rosa di Tyler) per via della provenienza da Tyler, sua città natale nota a sua volta come la Capitale delle rose della Nazione per via della coltivazione di rose su vasta scala, nel 1981 Campbell è stato nominato Official State Hero Of Texas (it. Eroe ufficiale dello stato del Texas) dal governo dello Stato del Texas, solamente il quarto texano nella storia a conseguire quest'altissima onorificenza dopo celebri patrioti come Davy Crockett, Stephen F. Austin e Sam Houston.
Primi anni Nato a Tyler, sesto di undici figli nati dal matrimonio tra B.C. ed Ann Campbell, Earl dovette ben presto fare i conti con una situazione familiare non agiata, dopo che suo padre, coltivatore di rose come molti a Tyler, venne a mancare per un attacco di cuore quando Earl aveva solo 11 anni. Sua madre prese in mano la guida della famiglia continuando a coltivare rose nel campo di famiglia e lavorando come domestica alcuni giorni a settimana, ma nel frattempo era fermamente determinata a dare ai suoi figli un solido futuro dopo aver impartito loro un'educazione secondo i principi del credo cristiano, da buona osservante qual era. In particolar modo ella era particolarmente apprensiva col turbolento ma atleticamente dotato Earl al quale, preso da parte dopo la sospensione per motivi disciplinari prima dell'ultima gara da junior ai tempi della Tyler High School, rammentò che, se affrontato più seriamente, il mestiere di giocatore di football americano avrebbe potuto essere un domani estremamente remunerativo.
Campbell stravedeva per la stella dei Chicago Bears Dick Butkus, e come lui voleva giocare a tutti i costi nel ruolo di middle linebacker, tanto che quando l'allenatore lo spostò nel ruolo di running back lui faceva cadere ogni volta l'ovale di proposito dopo aver superato la linea di scrimmage, cercando così di sabotare la scelta del coach che alla fine si vide costretto a proporgli di giocare sia in attacco che in difesa per riuscire a schierarlo con successo dietro il quarterback. Così dopo esser stato All-American middle linebacker nel 1972, l'anno seguente che era anche l'ultimo in high school, giocando a tempo pieno come running back guidò gli imbattuti John Tyler Lions al Texas State 4A championship correndo per più di 200 yard nella finale valevole per il titolo e chiudendo la stagione ad una superlativa media di 225 yard corse a partita per un totale di yard e 28 touchdown. La vittoria, come ricorda lo stesso Campbell, servì ad unire una città che agli inizi degli anni settanta faceva ancora fatica a superare le barriere ideologiche della segregazione razziale.
Carriera universitaria Il reclutamento Le prestazioni fatte registrare da Campbell durante gli anni dell'high school, attirarono l'attenzione degli scout universitari dell'intera nazione che avrebbero fatto carte false per assicurarsi le sue prestazioni, ma Campbell, per non allontanarsi troppo dalla famiglia, alla fine restrinse la scelta tra l'Università del Texas e la vicina Università dell'Oklahoma in una rosa di candidate che inizialmente includeva anche Baylor University, Università dell'Arkansas ed Università di Houston. Indeciso sino all'ultimo su quale delle due università far ricadere la propria scelta, egli si rimise al volere divino la notte antecedente il National Signing Day: "Dio" - furono le sue testuali parole - "se la tua volontà è quella che io frequenti l'Università del Texas, allora durante la notte andrò in bagno a far pipì. Altrimenti, se avrò dormito durante la notte, allora saprò che la tua scelta per me sarà l'Università dell'Oklahoma".
1974-76: Le prime stagioni Nella sua prima partita con la maglia dei Longhorns, Campbell corse per 85 yard in 13 portate contro Boston College, quindi corse un paio di partite da 50 yard prima di rompere definitivamente il ghiaccio nel match che vedeva Texas opposta a Washington, contro cui Campbell corse per 125 yard ed un touchdown. In quella stagione egli corse per più di 100 yard in altre 3 partite, totalizzando 928 yard e 6 touchdown su corsa che gli valsero il premio di Southwest Conference Newcomer of the Year e l'inserimento nel First-team All-SWC.
L'anno seguente come sophomore, Campbell corse per yard e 13 touchdown, venendo per la prima volta inserito nel First-team All-American e per la seconda stagione consecutiva nel First-team All-SWC. Egli aiutò Texas a conseguire un record di 10-2 e ad ottenere un piazzamento al sesto posto a livello nazionale nel poll dell'Associated Press. Quell'anno arrivò per Texas anche la prima ed unica vittoria ad un bowl durante la militanza tra le file dei Longhorns di Campbell, che tra l'altro portò a casa anche il premio come giocatore offensivo della partita, vinta 38-21 su Colorado.
Nel 1976 Campbell cominciò a dover fare i conti con gli infortuni che molto segneranno in seguito la sua carriera tra i professionisti. Fu un problema ai muscoli ischiocrurali che lo tenne fuori per quattro partite, dopo che nelle prime 6 gare della stagione aveva già accumulato 522 yard ed un touchdown su corsa, giocando già questi incontri con i primi fastidi ai muscoli della gamba. Egli rientrò in tempo per disputare l'ultima gara dell'anno contro Arkansas, nella quale mise a referto 131 yard e 2 touchdown, ma la stagione dei Longhorns era stata oramai compromessa dall'assenza del loro giocatore più importante, che non permise loro di fare meglio un 5-5-1. In questa difficile stagione Campbell ebbe comunque modo di mettere in mostra la sua classe cristallina, disputando per la prima volta da quando entrato al college una gara da più di 200 yard nella settimana 2, quando contro North Texas corse per 208 yard ed un touchdown.
1977: La vittoria dell'Heisman Trophy La stagione 1976 lasciò strascichi non solo sul fisico di Campbell ma anche in seno alla squadra. Il capo-allenatore Darrell Royal venne infatti messo alla gogna mediatica per la stagione deludente appena conclusasi ed in particolar modo furono posti dubbi sulla sua capacità di relazionarsi con ragazzi molto più giovani di lui. Nonostante l'appoggio ricevuto da tifosi e giocatori, Campbell incluso, Royal alla fine decise che era arrivato il momento di farsi da parte e si dimise. Il suo posto venne preso da Fred Akers, il quale parlando con Campbell in un colloquio privato gli confidò che era sua intenzione cambiare il sistema offensivo dei Longhorns, passando dal wishbone attack alla straight-back formation, che avrebbe coinvolto molto di più il running back nella manovra d'attacco, nell'ordine delle 35-40 portate per match . A Campbell, che era ovviamente entusiasta dell'introduzione tecnica avendo già giocato nella straight-back ai tempi della John Tyler HS con eccelsi risultati, Akers inoltre chiese anche di perdere peso, passando dalle 245 libbre che Earl faceva segnare in quel momento, a circa 220, peso forma ritenuto ideale per poter essere performante nel nuovo sistema offensivo.
Nonostante fosse lui il primo a non pensare di potercela fare a raggiungere la quota prefissata, Campbell si presentò al primo match stagionale facendo fermare l'ago della bilancia a 220 libbre esatte. In tale match egli condusse Texas ad una netta vittoria per 44-0 su Boston College, correndo per 87 yard ed un touchdown e ricevendo un passaggio da 15 yard. Fu quella la prima ed unica partita che Campbell chiuse con meno 100 yard corse nella sua stagione da senior. Non solo, facendo valere la propria fisicità, meno imbrigliata con la straight-back formation, arrivò a sfondare anche il muro delle 200 yard su corsa in due occasioni: nella settimana 6 quando con 213 yard ed un touchdown (su corsa da 58 yard) aiutò Texas a battere SMU per 30-14, e nella settimana 11 quando contro Texas A&M stabilì il proprio primato personale di 222 yard su corsa e 282 yard corse dalla linea di scrimmage, segnando 3 touchdown su corsa e ricevendo un touchdown da 60 yard. Texas era a quel punto della stagione imbattuta (11-0 il record), e dopo aver conquistato il Southwest Conference Championship si presentò al Cotton Bowl da favorita nei confronti di Notre Dame. Campbell da parte sua allungò il proprio ruolino di marcia a 11 incontri consecutivi corsi al di sopra delle 100 yard, correndone 116 in 29 portate, ma ad avere la meglio furono i Fighting Irish che si imposero per 38-10 facendo loro il Bowl ed insieme il titolo NCAA.
A livello personale, quella di Campbell fu comunque una stagione indimenticabile nella storia del football collegiale: forte di un ruolino di marcia che recitava yard corse in 11 gare per 18 touchdown, ben 800 delle quali guadagnate dopo un contatto con l'avversario, la Rosa di Tyler fece incetta di premi arrivando alla vigilia dell'assegnazione dell'Heisman Trophy come uno dei principali favoriti. Il premio tra l'altro veniva per la prima volta assegnato in una serata di gala in stile notte degli Oscar e numerosi erano i premi sportivi annunciati così come diverse erano le stelle dello sport a stelle e strisce presenti. L'evento inoltre ebbe un'eco mediatica accresciuta dalla trasmissione in diretta nazionale.
Il penultimo premio ad essere annunciato era quello per il miglior running back a livello collegiale: Earl sperava che il suo nome non venisse pronunciato, perché era certo in cuor suo che in caso contrario gli sarebbe stata preclusa l'assegnazione dell'Heisman. Così, quando Reggie Jackson fece il suo nome, Campbell rimase come impietrito e dopo aver accettato il premio si recò nel backstage dove una voce gli disse: "Guarda che è meglio che torni al tuo posto, c'è ancora un importante premio da assegnare.". Seguendo il consiglio della voce, che non aveva ancora realizzato essere quella di O.J. Simpson, anch'egli annunciatore dei premi per l'occasione, Campbell stava cominciando a tornare al suo posto quando Jay Berwanger lo nominò vincitore dell'Heisman Trophy. Egli allora fece ritorno sul palco premiazione, mentre l'orchestra cominciava ad intonare "The Eyes of Texas" (l'inno dell'Università del Texas), ed accettando il premio concluse: "Io rappresenterò quel che un vincitore dell'Heisman Trophy dovrebbe essere. Grazie mille.".
Carriera professionistica Houston Oilers La stagione 1977 lo proiettò evidentemente in cima alla lista delle preferenze delle franchigie della NFL in vista del Draft NFL 1978, in particolar modo in cima a quella degli Houston Oilers che volevano a tutti i costi assicurarsi il nuovo beniamino del Texas per dare una nuova dimensione al loro gioco su corsa. Tuttavia gli Oilers erano in possesso della 17ª scelta assoluta e per poter arrivare a Campbell, avevano evidentemente bisogno di fare trade-up. Trade-up che si concretizzò con i Tampa Bay Buccaneers, ai quali vennero ceduti il tight end Jimmie Giles, le scelte al primo (17ª assoluta) e secondo giro (44ª assoluta) del Draft NFL 1978 e quelle al terzo e quinto giro del Draft NFL 1979, per avere in cambio la 1ª scelta assoluta utile per selezionare Campbell, che il 2 maggio 1978 divenne ufficialmente un giocatore degli Houston Oilers.