Ha giocato prevalentemente nel ruolo di guardia tiratrice ed è considerato tra i migliori giocatori nella storia dell'NBA. Figlio di Joe Bryant e nipote da parte di madre di Chubby Cox, entrambi ex cestisti, Bryant è cresciuto cestisticamente in Italia,. dove ha imparato i fondamentali europei,. e ha disputato tutta la sua carriera professionistica nei Los Angeles Lakers, conquistando 5 titoli; è stato inoltre il primo giocatore NBA a militare nella stessa squadra per venti stagioni. Con la Nazionale statunitense ha partecipato ai FIBA Americas Championship 2007 e ai Giochi olimpici di e di , vincendo la medaglia d'oro in tutte e tre le manifestazioni..
Il 4 marzo 2018 ha vinto il Premio Oscar insieme al regista e animatore Glen Keane, nella categoria miglior cortometraggio d'animazione per Dear Basketball, che ha sceneggiato ispirandosi alla sua lettera di addio alla pallacanestro.
Rientra tra gli sportivi più conosciuti al mondo e la sua carriera è ritenuta una delle migliori nella storia dello sport professionistico.
Il 4 aprile 2020 è stato inserito tra i membri del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. L'8 febbraio 2024 invece è stata svelata una statua a lui dedicata all'esterno della Crypto.com Arena di Los Angeles, diventando il settimo ex-giocatore dei Lakers a cui è stata dedicata una scultura.
Caratteristiche tecniche Kobe Bryant è quarto tra i migliori marcatori nella storia dell'NBA con punti, ed è quarto anche per quanto riguarda i punti realizzati nei playoffs con . Inoltre è trentaseiesimo per numero di assist in NBA con e diciassettesimo per numero di palle recuperate in NBA con .
Ha giocato solitamente come guardia tiratrice, ma all'occorrenza ha ricoperto i ruoli di playmaker e ala piccola. Dal 1999 al 2013 è stato sempre incluso in almeno uno dei tre quintetti dell'All-NBA Team, mentre dal 1998 fino al ritiro ha sempre partecipato all'NBA All-Star Game. Eccellente difensore (dote talvolta messa in secondo piano dall'altrettanto spiccata abilità offensiva), in 12 occasioni ha fatto parte di uno dei due NBA All-Defensive Team,. secondo (a pari merito con Kevin Garnett) per volte in cui è stato inserito negli All-Defensive Team dietro a Tim Duncan. Si era distinto anche per la grande personalità, carisma e mentalità vincente con cui giocava le partite.
Ha disputato partite nella regular season (sedicesimo per numero di presenze in NBA), con una media di 25 punti, 4,7 assist, 5,2 rimbalzi e 1,4 palle recuperate. Era bravo anche nei clutch-time e a segnare i tiri contestati. È stato anche un abile tiratore da tre punti: nel 2003 ha stabilito il record NBA di triple realizzate in una sola partita (12), detenendolo fino al 2016.Il primato di Bryant sarà eguagliato il 13 marzo 2005 da Donyell Marshall e battuto il 7 novembre 2016 da Stephen Curry, autore in quella data di 13 triple; negli anni seguenti verrà superato anche da Klay Thompson (14) e Zach LaVine (13), cfr. Si è ispirato molto a Michael Jordan sia nello stile di gioco che nella mentalità, tanto che lo stesso Jordan si è complimentato con lui per la sua carriera oltre a sostenere di «avere rivisto in Bryant molto di sé stesso»..
Per via della sua mentalità e professionalità è stato d'ispirazione per molti cestisti: giocatori come Kevin Durant, Dwyane Wade e Derrick Rose hanno definito Bryant il Michael Jordan della loro generazione; anche LeBron James ha ammesso di essersi ispirato a lui, sostenendo di «volere essere come lui» a inizio carriera. Bryant è stato d'ispirazione anche per tanti altri sportivi di altre discipline, tra cui Roger Federer, Neymar e Serena Williams.
Carriera Dall'Italia alla high school
Bryant iniziò a giocare a pallacanestro sin dai 3 anni e visse in Italia dai 6 fino ai 13 anni di età,. spostandosi nelle varie città dei club per i quali giocava il padre. Tra il 1984 e il 1991 passò da Rieti a Reggio Calabria, per proseguire a Pistoia e infine a Reggio Emilia.
Tornato negli USA si iscrisse all'high school, dove guadagnò fama a livello nazionale vincendo il titolo statale con la Lower Merion High School, situata in un sobborgo di Filadelfia, infrangendo al contempo il record di punti nel quadriennio liceale per la zona di Philadelphia detenuto da Wilt Chamberlain, realizzandone 2883 in due anni (1994-1996)..
NBA Tredicesima scelta al Draft 1996 Nel 1996, non ancora diciottenne, decise di fare il grande salto tra i professionisti e si dichiarò eleggibile per il Draft NBA senza passare per il college,Questa pratica era poco diffusa allora e divenne poi più comune, prima dell'introduzione di un limite di età per entrare in NBA nonostante vi fossero state offerte per lui da parte di prestigiose università come Kentucky e Duke..
Venne scelto dagli Charlotte Hornets al primo giro come numero 13 assoluto; subito dopo, però, gli Hornets cedettero ai Los Angeles Lakers i diritti su Bryant in cambio del ventottenne centro Vlade Divac, che dopo sette stagioni lasciò i gialloviola.. I californiani avevano appena messo sotto contratto il centro più forte sul mercato, Shaquille O'Neal, e non avevano più bisogno di Divac. I Lakers, prima di orchestrare lo scambio, organizzarono un provino per testare le qualità del giovane Bryant (che tra l'altro sperava di essere scelto proprio dai Lakers) e ne furono conquistati. Lo scambio fu architettato da Jerry West che convinse Divac ad andare a Charlotte nonostante lui non volesse venire scambiato per un giocatore che veniva dall'high school, minacciando addirittura di ritirarsi.
Le prime stagioni (1996-1999)
Debuttò tra i professionisti il 13 novembre 1996 in una sfida contro i Minnesota Timberwolves, senza segnare punti. All'epoca era il debuttante più giovane nella storia dell'NBA a 18 anni e 72 giorni. Durante la prima stagione a Los Angeles Bryant partì come riserva di Eddie Jones e di Nick Van Exel; in febbraio vinse lo Slam Dunk Contest precedendo Chris Carr e Michael Finley. A inizio stagione il suo minutaggio fu limitato, ma in seguito aumentò arrivando a una media di 15,5 minuti e 7,6 punti a partita.. Nei playoffs Bryant mostrò di essere ancora acerbo: nella partita decisiva della serie contro gli Utah Jazz (persa 4-1) tirò corto tre volte, e il compagno di squadra Nick Van Exel criticò la scelta del coach Del Harris di aver fatto gestire all'inesperto Bryant i possessi palla decisivi. Diversa fu la reazione del suo compagno di squadra Shaquille O'Neal che prese le sue difese sostenendo che lui sia stato "l'unico che ha avuto il coraggio di prendersi quei tiri". Comunque le sue prestazioni gli valsero l'ingresso nell'All-Rookie Second Team, diventando il più giovane della storia a esserci entrato.
Le critiche dovute ai tiri sbagliati contro i Jazz fortificarono Bryant che nella stagione successiva giocò di più e meglio, partendo con il piede giusto segnando 23 punti contro gli Utah Jazz facendo vincere i Lakers per 104-87. Il 14 dicembre 1997 segnò per la prima volta in carriera 30 punti nel successo per 119-89 contro i Dallas Mavericks. Solo 3 giorni più tardi ne segnò 33 nella sconfitta per 104-83 contro i Chicago Bulls di Michael Jordan che ne segnò 36. A fine anno raddoppiò la sua media, che salì a 15,4 punti a partita. Allo stesso tempo cominciò a mostrare le sue qualità: il voto dei tifosi lo inserì nel quintetto base per l'All-Star Game di New York (record come più giovane titolare nella storia della rassegna), mentre al termine dell'annata arrivò secondo nelle votazioni come miglior 6º uomo dell'anno dietro a Danny Manning. I Lakers si presentarono meglio ai playoff con un record di 61-21, ed eliminarono Portland (4-0) e Seattle (4-1), arrivando sino alla finale di Conference dove vennero nuovamente sconfitti da Utah per 4-0.
L'anno seguente, a seguito delle cessioni di Van Exel e Jones, il ventenne Bryant diventò la guardia titolare. Kurt Rambis, ex giocatore dei Lakers, sostituì il licenziato coach Del Harris. Al termine del lungo lockout che posticipò l'inizio della stagione al 5 febbraio, il 31 gennaio Bryant rinnovò il suo contratto per 6 anni a 71 milioni di dollari complessivi. Nonostante la squadra avesse faticato durante l'anno, Bryant disputò una buona annata, e il club nei playoff eliminò al primo turno gli Houston Rockets, con Bryant che nella definitiva gara-4 mise a referto 24 punti e 8 assist in 47 minuti d'impiego con la squadra che vinse 98-88 chiudendo la serie; il cammino della franchigia terminò al turno successivo nelle semifinali di Conference, dove venne eliminata dai San Antonio Spurs futuri campioni. A fine anno venne incluso per la prima volta nell'All-NBA Team (precisamente nel terzo).
Gli anni delle Finals (1999-2004)
Nell'estate 1999 Rambis fu degradato a vice-allenatore e come nuovo coach arrivò Phil Jackson, già 6 volte campione NBA con i Chicago Bulls. Nonostante Jackson avesse pensato di cederlo ai Detroit Pistons in cambio di Grant Hill, Bryant rimase in squadra e subito i Lakers vinsero il titolo nel 2000, dopo avere eliminato in ordine Sacramento Kings, Phoenix Suns, Portland Trail Blazers e infine gli Indiana Pacers, contro cui i gialloviola vinsero in 6 gare, e Bryant diede il suo contributo tenendo di media 15,6 punti; in gara-2 subì un infortunio alla caviglia e non disputò gara-3, ma giocò in gara-4 seppur dolorante e contribuì alla vittoria della squadra per 120-118 con 28 marcature.. Venne anche inserito per la prima volta nell'All-Defensive Team (divenendo il più giovane a farne parte).
Nel 2000-2001 Bryant si prese maggiori responsabilità iniziando a superare Shaquille O'Neal nelle gerarchie della squadra; O'Neal non gradì e tra dicembre e gennaio si susseguirono voci che accostarono i due giocatori ad altre franchigie. Dopo l'All-Star Game (in cui Bryant fu il miglior finalizzatore dell'ovest) i due si rappacificarono, ma vi fu un altro problema per Bryant: in marzo venne riportata sul Chicago Sun-Times da Rick Telander un'indiscrezione su una presunta frase di Jackson, secondo il quale Bryant non si integrava con il suo modo di giocare. Oltre a questo i Lakers si piazzarono secondi a ovest, arrivando ai playoff tra le perplessità, che vennero spazzate in post-season in cui i lacustri vinsero tutte le 15 partite della Western Conference (3 contro i Trail Blazers, 4 contro i Kings e gli Spurs, e contro quest'ultimi Bryant fu protagonista di una prestazione da 36 punti, 9 assist e 8 rimbalzi in gara-3), per raggiungere la finale dove incontrarono i Philadelphia 76ers dell'MVP della regular season Allen Iverson, che vinse il premio nonostante Bryant avesse disputato un'ottima stagione da 28,5 punti e 5 assist di media.. In finale Los Angeles vinse nuovamente l'anello in 5 gare.
L'anno successivo Bryant fu nominato per la prima volta MVP dell'All-Star Game, in cui segnò 31 punti.. In stagione totalizzò 25,2 punti e 5,5 rimbalzi e 5,5 assist. I gialloviola nei playoff, dopo avere eliminato agevolmente i Trail Blazers e gli Spurs (con Bryant che tenne 27 punti di media nelle 5 gare della serie, e che in gara-4 ne segnò 28 di cui 7 con la squadra sotto per 80-81), in finale di Conference riaffrontarono i Sacramento Kings dell'ex Vlade Divac e Chris Webber.. Questa volta la serie fu combattuta e, dopo 30 punti di Bryant nella vittoriosa gara-1, in gara-2 Bryant giocò male anche per via di un'intossicazione alimentare e i Kings vinsero; Sacramento vinse anche gara-3, mentre in gara-4 i Lakers vinsero pareggiando la serie con 25 punti di Bryant e un tiro allo scadere di Robert Horry. La serie si protrasse fino a gara-7, con i Lakers che passarono il turno grazie anche a Bryant che realizzò 30 e 31 punti nelle ultime due gare della serie. La finale si rivelò facile in quanto i gialloviola batterono i New Jersey Nets di Jason Kidd,. e questo fu il terzo three-peat per Jackson, dopo i due con i Chicago Bulls.