Rosario, capoluogo dell'omonimo dipartimento, è la città più grande e popolosa della provincia argentina di Santa Fe. È situata a circa a nord della capitale Buenos Aires e il suo porto sul margine occidentale del fiume Paraná è fra i più importanti del paese. L'area metropolitana di Rosario (denominata Grande Rosario) è al terzo posto per numero di abitanti in Argentina, dopo quelle di Buenos Aires (Grande Buenos Aires) e di Córdoba.
Città cosmopolita, è il centro di una regione di grande importanza economica, trovandosi all'interno di un'area strategica nel contesto delle relazioni commerciali del Mercosur. È la principale metropoli di una delle zone agrarie più produttive dell'Argentina, essendo centro commerciale, di servizi e di industrie diversificate. Centro di istruzione, di cultura e di sport, vanta inoltre importanti musei e biblioteche, e le sue infrastrutture turistiche includono bellezze architettoniche, gradevoli belvedere, viali e parchi.
La città di Rosario è conosciuta come la Cuna de la Bandera (Culla della Bandiera).
Geografia fisica Rosario è situata nell'area sud est della provincia di Santa Fe, nel cuore della Pampa Húmeda (Pampa Umida), sulla sponda destra del fiume Paraná. È situata a a sud-est dalla città di Santa Fe, capitale provinciale, e a da Buenos Aires. Il territorio cittadino copre una superficie di , dei quali sono urbanizzati. Il limite orientale della città è segnato dalla sponda del fiume Paraná; a nord confina con il territorio municipale della città di Granadero Baigorria, e a sud con il canale Saladillo. Quest'ultimo attraversa l'area in direzione ovest-est.
Clima
Storia L'area dove sorge l'odierna città di Rosario era conosciuta nel XVII secolo come Pago de los Arroyos. Nei primi tre decenni del XVIII secolo furono costruite alcune abitazioni, un mulino ed una cappella dedicata alla Madonna del Rosario.
Il 27 febbraio 1812 Manuel Belgrano, che qui comandava le batterie d'artiglieria Independencia e Libertad, innalzò per la prima volta la bandiera dell'Argentina. Per quest'evento storico la città è conosciuta come la Cuna de la Bandera (la Culla della Bandiera). Rosario ottenne il titolo di villa nel 1823 mentre il 5 agosto 1852, per volontà del generale Justo José de Urquiza, fu proclamata città. Con l'apertura dello scalo portuale sul Rio Paraná nel 1859 la storia della città cambiò drasticamente. La felice posizione sul fiume, che favoriva l'attracco di navi di grande tonnellaggio, e la costruzione di un'estesa rete ferroviaria che da Rosario si diramava verso le limitrofe regioni agricole la fecero diventare in breve tempo il principale porto interno del paese.
A rendere grande l'economia rosarina furono principalmente le esportazioni di grano, lino e in misura minore di legname, pelli e zucchero. Per poter competere con il frenetico traffico commerciale l'area portuale fu attrezzata con banchine, silos, magazzini, rami ferroviari ed una darsena. L'impetuosa crescita della città attirò così non solo investitori che v'impiantarono fabbriche e attività industriali, ma soprattutto ondate di immigrati provenienti principalmente da Italia, Spagna ed Irlanda. Nel 1887, il 40% dei suoi 50.000 abitanti era nato all'estero. Nel 1900 la popolazione era già salita a 112.461 unità, mentre nel 1914 addirittura a 250.000.
Il 14 giugno 1928 vi nacque il rivoluzionario Ernesto "Che" Guevara. Il 20 giugno 1957 fu inaugurato il maestoso Monumento nazionale alla Bandiera. Nel maggio e nel settembre 1969 Rosario fu teatro di una serie di scioperi e manifestazioni, passati alla storia Rosariazo, contro la dittatura militare del generale Juan Carlos Onganía. Il 24 giugno 1987 vi nacque il noto calciatore Lionel Messi. Con l'esplosione dell'iperinflazione nel 1989 e le successive privatizzazioni del patrimonio industriale promosse dal governo di Carlos Menem l'economia di Rosario declinò vertiginosamente. Nel 1995 il tasso di disoccupazione raggiunse la vetta con il 21.1%.
Durante la crisi economica del 2001, nel corso delle proteste la città fu teatro di violenze e saccheggi. La repressione operata dalla polizia causò otto morti. Dopo il tracollo del 2001 l'economia della città ha dato forti segnali di ripresa, grazie anche agli investimenti pubblici nelle infrastrutture locali. Nel 2011 fu eletta sindaco di Rosario Mónica Fein, prima donna del Partito Socialista argentino a ricoprire tale carica.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili Monumento nazionale alla Bandiera, fu costruito a partire dal 1943 ed inaugurato nel 1957. È situato nel centro cittadino, presso il fiume Paraná, e omaggia la Bandiera dell'Argentina che fu issata per la prima volta in isola poco distante da Manuel Belgrano, nel febbraio 1812. Presenta tre parti distinte: una torre alta 70 m. che ospita alla sua base la cripta di Belgrano, il patio ed il propileo trionfale che rappresenta simbolicamente la Nazione Argentina strutturata secondo i dettami della Costituzione del 1853. Palazzo Fuentes, realizzato in stile Beaux-Arts negli anni venti del XX secolo. Palazzo dei Leoni, realizzato in stile neorinascimentale alla fine del XIX secolo, è la sede della municipalità cittadina. Palazzo Minetti, realizzato in stile déco e completato nel 1931.
Architetture religiose Cattedrale di Nostra Signora del Rosario
Aree naturali Parque de la Independencia, è il più grande parco cittadino ed il più antico. Al suo interno si trova lo stadio Marcelo Bielsa, sede delle partite interne del Newell's Old Boys. Parco di Spagna Parco Urquiza Parco Alem
Società Nel 1876 la popolazione di Rosario contava 203.509 abitanti che raddoppiarono agli inizi del Novecento grazie a una forte immigrazione proveniente dall'Europa, soprattutto da Spagna e Italia. Nel 1926 i residenti erano 407.000, e quasi la metà erano nati all'estero. Dal censimento del 2001 risulta che il 17% della popolazione della città ha meno di 15 anni, e il 22% più di 60.
Religione La città è sede dell'arcidiocesi di Rosario, istituita il 20 aprile 1934 da papa Pio XI.
Criminalità Servita da circa trenta porti fluviali realizzati per l'esportazione cerealicola, Rosario e la sua conurbazione sono storicamente un'area caratterizzata da una forte attività malavitosa basata sui traffici illegali. Negli anni trenta del XX secolo era presente infatti una cosca di Cosa Nostra siciliana comandata da Giovanni Galiffi, detto Chicho Grande. L'alto tasso di criminalità ed i numerosi omicidi fecero sì che la città venisse ribattezzata dalla stampa argentina la Chicago argentinaLa Nación - La Chicago argentina: la Rosario de Chicho Grande y Chicho Chico.
A partire dagli anni novanta del XX secolo la città si è trasformata in uno snodo cruciale del narcotraffico sudamericanoBBC News Mundo - Cómo el asesinato de un niño de 12 años puso en evidencia los estragos de la violencia del narco en Argentina. A Rosario infatti convergono sia la rotta terrestre della cocaina proveniente dalla Bolivia, che quella fluviale della marijuana proveniente dal ParaguayInfobae - Rosario narco: entre muertes y drogas, viaje al interior de la ciudad asediada por la violencia. In quello stesso periodo è sorta nei quartieri di Las Flores e La Granada, tra i più poveri della zona meridionale della città, la banda dei Los Monos, strutturata attorno alla famiglia CanteroTN - El árbol genealógico de Los Monos: la historia de la familia narco que baña de sangre a Rosario hace décadasTélam - "Los Monos", de una banda criminal de origen familiar al cuentapropismo de la violencia. Attraverso una serie di omicidi, in pochi anni questo sodalizio criminale è riuscito ad avere il controllo della malavita locale e, di conseguenza, del traffico di droga che gravita attorno a Rosario. Complici anche una debole risposta delle autorità nazionali e provinciali, nonché la presenza di numerosi elementi corrotti tra le forze dell'ordine locali, i Los Monos sono riusciti ad affermarsi come la principale banda narcotrafficante della città.
In seguito all'assassinio nel maggio 2013 di Claudio Pájaro CanteroTN - De amor y de balas: los capuletos y montescos de la guerra narco en Rosario, si è scatenata per le strade della città e dell'hinterland una lunga guerra tra le bande di narcotrafficanti che ha fatto registrare in quello stesso anno 271 omicidi nel solo dipartimento di RosarioInfogram - Homicidios en el departamento Rosario. In seguito ad una serie di contromisure adottate dalle autorità, come l'arresto di tutti i membri della famiglia Cantero e di numerosi affiliati ai gruppi criminali rosarini, il numero degli omicidi ha iniziato progressivamente a scendere.
A partire dal 2020, complice anche la grave crisi economica che ha duramente colpito il paese (e in particolar modo le fasce più deboli della popolazione) e la debole risposta dello stato, si è registrata nell'area metropolitana rosarina una nuova vertiginosa crescita degli omicidi legati al narcotrafficoFrance24 - Argentina: ¿por qué la violencia está desatada en Rosario?. Nel 2022 il dipartimento di Rosario ha registrato il più alto numero di omicidi della sua storia, ben 288El Economista - Rosario sangra: con 3 crímenes en pocas horas se elevó a 60 el número de asesinatos en 2023La Capital - Rosario y Santa Fe, dos polos opuestos en las estadísticas de homicidios de 2022. In seguito a questi dati il tasso di omicidi della città, che già era il più alto del paese, è salito a 22 ogni 100.000 abitanti, cinque volte sopra la media nazionalePágina 12 - Rosario crece: sube su tasa de homicidios.
Geografia antropica
La città di Rosario è situata sulla sponda destra del fiume Paraná. Il punto di origine della città è rappresentato dalla Plaza 25 de Mayo, intorno alla quale sorgono alcuni fra gli edifici storici più importanti: la sede del Comune (el Palacio de los Leones, la Basílica Catedral de Nuestra Señora del Rosario (sede dell'Arcivescovato di Rosario), il "Palacio de Correos" (Poste centrali), il "Museo de Arte Decorativo" e la Bola de Nieve. Il tracciato delle vie urbane segue il classico schema delle città di origine coloniale: rettifili che si intesecano perpendicolarmente formando quadrilateri (detti cuadras). Solo la zona intorno al porto ha un andamento più irregolare nel tracciato delle strade, dovuto alle particolari caratteristiche del terreno.
La struttura urbana è organizzata su due grandi arterie: il "Bulevar" Nicasio Oroño, in direzione nord-sud, e il viale (Avenida) Carlos Pellegrini, in direzione est-ovest. Entrambe delimitano, insieme al fiume, il centro della città. Il carattere delle due grandi arterie è distinto: mentre Oroño conserva uno spirito elegante e signorile con i suoi antichi edifici e ville private, Pellegrini è invece un viale ad intenso traffico, con ristoranti e gelaterie, un'arteria a carattere principalmente commerciale. All'incrocio di queste grandi arterie stradali, ha inizio l'immenso Parque de la Independencia, che copre circa 64 ettari di terreno, il vero polmone verde della città. Nel parco sono situati il Museo Municipale di Belle Arti Juan B. Castagnino, gli impianti sportivi delle squadre Newell's Old Boys, Provincial e Gimnasia y Esgrima di Rosario, l'ippodromo, l'antica sede della Sociedad Rural, ed infine numerose statue monumentali; fra queste, quella dedicata a Giuseppe Garibaldi opera dello scultore italiano Alessandro Biggi, il monumento equestre a Manuel Belgrano, eroe nazionale argentino, e infine quelle dedicate a Ludwig van Beethoven e Josè Hernandez ad opera dello scultore di origine italiana Erminio Blotta.